lunedì 31 maggio 2010

Uno squarcio di vita quotidiana

Care teste di capra, vi pubblico qui per intero una lettera molto bella che mi è stata inviata. Uno squarcio di vita che fa riflettere; e sono piccoli, ma preoccupanti segnali di come la nostra società pian piano stia scivolando verso una mentalità che oserei definire fascista. E la cosa più preoccupante è che si tratta di un fascismo ad ispirazione popolare.

Buona lettura!


Ciao,voglio raccontarti una storia. Io sono educatrice ma non lavoro con i bambini, lavoro presso una Residenza Sanitaria per anziani. Mi occupo di terapia occupazionale, attività ricreative e di animazione. E' un lavoro che mi è sempre piaciuto molto, la "casa di riposo" è un luogo fatto di piccole cose: di sorrisi senza tempo, di visi di vecchi con espressioni infantili, di mani tese.

E' un luogo di richieste d'affetto e protezione, di occhi lucidi, di piccole e grandi felicità, un luogo di cultura e tradizioni. E' un luogo di esperienze di vita. Alternare attività ricreative, culturali, gite, giochi collettivi, a mio avviso non basta, occorre dare la parola ai "vecchi", saper ascoltare per apprendere dall'esperienza. Lavoro molto con le "storie di vita", la memoria, l'identità, le loro aspettative e motivazioni e, credimi, tutto questo mi da tanta soddisfazione.

Ogni giorno leggiamo e commentiamo insieme le notizie dei quotidiani: questo momento è la loro unica "finestra" sul mondo perché molti di loro sono in Residenza da diversi anni, non seguono più la televisione, molti non ci vedono, non ci sentono, devo leggere loro in un "certo modo" per non annoiarli, per mantenere "vivo" il loro interesse.

Questa attività, però, mi offre l'occasione di "tirare fuori" le loro opinioni, le loro esperienze di vita, appunto. Sono io che apprendo da loro e non viceversa. Si tratta di persone molto anziane (90-100 anni) che hanno alle spalle una vita difficile: il fascismo, la guerra, azioni di coraggio, piaceri e dispiaceri, passioni, amori: i ricordi prendono vita e la vita "si fa" attraverso i ricordi.

Grazie ai racconti dei "miei vecchi" ho visto persone diverse, le ho percepite diverse. Il loro non è un racconto di "vecchi uomini" e "vecchie donne" privi di salute, di autonomia, è una vera "azione" narrativa. Proprio stamani una signora mi ha raccontato di quando un tedesco le puntò il fucile contro la schiena e lei (molto "combattiva" anche adesso che ha 94 anni) gli gridò: "spara, sparami se hai il coraggio", se ci ripensa "sente" ancora la canna di quel fucile puntato. E' stata una "grande donna" ha fatto la resistenza: portava il cibo ai partigiani nascosti nei boschi. Cosa ho da insegnare IO a queste persone: niente !!

Ti ho fatto questa lunga premessa per raccontarti quello che è accaduto in questi giorni: stavamo nel giardino di fronte alla Residenza e leggevamo il giornale, stavamo facendo delle "battute" su Berlusconi, del resto, si presta bene a farsi "prendere in giro" parlavamo proprio degli scandali sessuali, dei divorzi e del fatto che nonostante questo gli viene concessa la comunione. Ad un certo punto si è avvicinato un "signore" che mi ha letteralmente "aggredito" dicendo: "scusi, ma lei cosa li sta leggendo....li dovrebbe leggere delle favole, dei raccontini non certo queste cose. Si rende conto che li sta plagiando.....io la DENUNCIO" !!!!!!! Capirai......sono rimasta a bocca aperta, è intervenuto un anziano (tra l'altro "simpatizzante" di Berlusconi) che ha preso le mie difese dicendo che se non si fosse allontanato da noi l'avrebbe denunciato lui !!!! Ti rendi conto ?? Tra poco non siamo più liberi neppure di esprimere le proprie opinioni (potrei togliere anche il "tra poco") !!Ho continuato la lettura alternandola con frasi di questo tipo: "questo si potrà dire...." e "quest'altro si può dire....o secondo voi è proibito" !!! Perché il "signore", in realtà si è allontanato di poco e ha continuato ad ascoltare i nostri discorsi....

sabato 29 maggio 2010

S'i' fosse foco, ardere' il mondo

S'i' fosse foco, arderei 'l mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo;

s'i' fosse papa, allor serei giocondo,

ché tutti cristïani imbrigarei;
s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti taglierei lo capo a tondo.

S'i' fosse morte, andarei da mi' padre;

s'i' fosse vita, non starei con lui:
similemente faria da mi' madre,

S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui,

torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.

Cecco Angiolieri





PS vi invito ad andare a visitare il post di SR, stiamo discutendo quale iniziativa intraprendere per ridare visibilità alla storia di Niki. Io sono dell'idea che rimandare altre e mail a Napolitano o ai politici in generale è inutile e sinceramente non meritano più l'attenzione da parte nostra.

Sono dell'idea che dovremmo rivolgerci all'autorità competente visto in nuovi risvolti come il rinvio a giudizio alla persona che ha ripulito l'appartamento di Niki dopo la sua morte. Chi vuole può proporre idee qui. Un ringraziamento particolare a SR che ha lanciato l'iniziativa.

mercoledì 26 maggio 2010

La sensibilità della Santanchè.

Care teste di capra, per favore non condannate la povera Santanchè quando dichiarò che intercettare un boss mafioso mentre parla con la madre è un abuso della loro privacy.

E' di una rara sensibilità questa donna!

D'altronde non ha sempre fatto "grandi" battaglie per la difesa delle donne di religione musulmana?


Come? Dite di no? Ma se ha anche la scorta perchè è seriamente minacciata! Lei che davanti al teatro di Milano, dove i musulmani celebravano l'ultimo giorno del Ramadan, si è messa a identificare le donne con il Burqa.

Non oso immaginare cosa accadrebbe se un musulmano durante la celebrazione del Santo Natale si metta a distribuire il Corano e criticare le donne per come si vestono. E prima che mi si sollevino inutili critiche, preciso che sono un non credente ma ho rispetto delle religioni altrui basta che non limitino la nostra libertà.

E ovviamente sono per l'emancipazione femminile anche per le donne musulmane, ma non mi pare che la religione cattolica sia così clemente con le donne visto che gli nega la possibilità di scegliere. Come l'aborto ad esempio.

Ma ritorniamo alla sensibilità della Santanchè a proposito delle intercettazioni. Forse avrà letto questo commovente dialogo telefonico tra due persone tristi, depresse, che non ce la fanno più a vivere in questo Paese. Poveri, non possono parlare nemmeno in santa pace con i loro famigliari.

Che "pena" mi fa questo spietato mafioso:

"Non si può più stare qui, bisogna andarsene non dalla Sicilia, non dall'Italia, bisogna andarsene dall'Europa. Non si può più lavorare liberamente, moralmente. Qui futuro per noi non c'è più, mi dispiace è una bella terra ma futuro non ce n'è più. Se voi volete un po' di pace, ve ne dovete andare fuori...se bastasse solo la Sicilia, ve ne andreste al nord...appena però ti metti in contatto con una telefonata con tua madre o con tua sorella, o con tuo fratello o tuo nipote, già sei messo sotto controllo. Anche i beni che sono intestati a terze persone, anche se hai ottant'anni, te li tolgono solo perchè sei amico di, conoscente di. E al mondo non c'è mai stata cosa più brutta della confisca dei beni. Perchè oramai è tutta una catena e una cantinella. Noi Inzerillo ce ne dobbiamo andare tutti via. In Sudamerica, in Centroamerica e basta più."

(Intercettazione tratta dal libro Faq Mafia di Attilio Bolzoni)

Si sarà commossa la Santanchè, e poi tutto il Governo, per limitare le intercettazioni? Ma se ne andasse via lei insieme a tutta la classe dirigente e tutti questi maledetti mafiosi che hanno affossato l'Italia e distrutto la vita a centinaia di persone.

La gente per bene non vi vuole!





Pubblicato anche qui.

lunedì 24 maggio 2010

Niki Aprile Gatti: primi rinviati a giudizio!

Come oramai tutti sapete, quel maledetto 24 giugno del 2008 Niki Aprile Gatti morì assassinato(ufficialmente suicidato) nel famigerato carcere di Sollicciano. E dopo pochi giorni il padre adottivo di Niki e suo zio partirono alla volta di San Marino per raggiungere l'appartamento dove Niki era in affitto. Era per chiedere al padrone di casa un paio di mesi di tempo per svuotare l'appartamento.

Ma rimasero sconvolti perchè l'appartamento era stato ripulito, non era rimasto nemmeno un indumento. Nulla.

Ornella Gemini immediatamente denunciò il furto sia a San Marino che in Italia. E come ben sapete il magistrato Battaglino di San Marino archiviò la denuncia: non era un furto. E allora all'epoca ironizzai sul fatto che molto probabilmente in quell'oscuro Stato qualsiasi persona poteva tranquillamente appropriasi dei beni degli altri senza essere perseguiti dalla legge.

Ma tre giorni fa, colpo di scena! Il tribunale di Avezzano rinvia a giudizio la persona che ha ripulito l'appartamento per rispondere al reato 646 del codice penale italiano, ovvero "appropriazione indebita".

In sostanza, due procure diverse con pareri diametralmente opposti. Quella Italiana ovviamente la più sensata perchè nessuno, oltre agli eredi di Niki, aveva il diritto di portare via i suoi beni senza nemmeno avvisare e restituirli ai genitori.

C'è da chiedersi, perchè hanno fatto tutto sparire immediatamente dopo la morte? Perchè portare via i due PC ? Quello è un materiale importantissimo e infatti ora tutti noi ci aspettiamo che al processo si riesca a chiarire che cosa c'era dentro quei computer e soprattutto perchè sono stati portati via.

Ma mi viene spontanea un' altra importante domanda: perchè la procura di Firenze che arrestò Niki non aveva chiesto la rogatoria a San Marino per sequestrare i due PC? E perchè nessuno di loro ha mai voluto sentire Ornella Gemini anche come probabile persona informata sui fatti? Lei e Niki avevano un rapporto bellissimo e di continuo dialogo.

D'altronde Niki era l'unico che voleva parlare, quindi non si capisce perchè questi mancati controlli. Una domanda legittima che difficilmente avremo risposta da Firenze. Anche perchè l'archiviazione sul suicidio è veramente bizzarra! Come se il Giudice non sapesse niente dell'inchiesta Premium dove si evince l'ombra della mafia. Vi invito a leggere l'ultimo post di Ornella dove ha trascritto pezzi importanti dell'archiviazione. C'è da rabbrividire, per lui è stato tutto irrilevante.

Ma per fortuna non c'è solo la procura di San Marino o di Firenze, ce ne sono altre che potrebbero avere la volontà di far luce sull'omicidio di NIki.

Cominciando proprio dalla sparizione dei due computer. La Verità sarà più forte della menzogna e dell'insabbiamento.





Pubblicato anche qui!

domenica 23 maggio 2010

La strage di Capaci : STRAGE DI STATO !

 
Oggi tutta l'Italia sta celebrando un triste anniversario, lo scorso 23 maggio del 1992 sull'autostrada A29, nei pressi di Capaci, perse la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre ragazzi molto giovani che gli facevano la scorta. Anche loro dei veri eroi visto che nello Stato, loro, ci credevano veramente. Mica come quei fanatici in divisa che pensano che servire lo Stato vuol dire picchiare, sparare, insultare gente inerme e magari ucciderla anche.


Solo dopo pochi giorni, la stessa sorte toccò a Borsellino.

Il pool condotto da Falcone, e ovviamente anche da Borsellino, oltre a conseguire importantissimi risultati nei confronti dei quadri intermedi e di comando della cosiddetta "mafia militare", riuscirà ad attingere anche livelli sino ad allora inconcepibili dei quadri politici-economici: i potentissimi cugini Salvo vennero arrestati. Ciancimino venne messo alle corde. E la stagione degli intoccabili sembrava destinato a finire.

Ho detto "sembrava"!

La società civile, quella non suddita di uno Stato autoritario e soprattutto quella che non accetta di "farsi i fatti propri" ebbero, per la prima volta, la possibilità di identificarsi come quei due grandi magistrati che rappresentavano uno "Stato dal volto presentabile".

Ma lo stesso Stato che oggi con lacrime di coccodrillo celebra Falcone e Borsellino è quello che è corso ai ripari. Falcone aveva osato di "alzare il tiro". Non si accontentò della semplice manovalanza, ma cominciò ad indagare sul cosiddetto "quarto livello". Quel maledetto livello  composto dai colletti bianchi che fin dalla Prima Repubblica apparteneva allo Stato stesso.

Su Falcone si scatenò una campagna politica mediatica micidiale per lui, e fu sommerso di accuse infamanti e di vere e proprie calunnie. Inoltre quasi tutti i suoi colleghi lo attaccarono, compreso il CSM che prendeva provvedimenti.
Il sistema di potere politico mafioso, come ho sempre urlato, è specializzato nella famosa tecnica di delegittimazione. Quanti sindacalisti, ragazzi come Peppino Impastato venivano infangati dopo essere stati uccisi dalla mafia? Andate a studiare la loro storia e capirete .

Gli esecutori del delitto di Falcone vennero arrestati, tra cui Giovanni Brusca, quello che azionò fisicamente il detonatore. Ma il mandante non venne mai identificato...

Se Falcone si fosse solo occupato della mafia militare e non quella superiore, sarebbe stato ancora vivo. Gli venne impedito di indagare sui possibili rapporti tra i servizi segreti e la mafia, gli vennero nascoste tutte le indagini che scottano. E così dovette accettare  l'incarico di trasferirsi presso il ministero di Grazia e Giustizia.

Ma evidentemente non si fermò mai, i suoi computer vennero manomessi. Poi fu ucciso.

Il mandante è stato lo stesso Stato ,quello che Falcone serviva con amore. Amore ricambiato con un odio assassino.


La strage di Capaci è stata una strage di Stato.

venerdì 21 maggio 2010

Resistenza comune contro il ddl intercettazioni

Alla luce di questo, questo e questo. E approfittando degli ultimi respiri di libertà, sottoscrivo questo comunicato e invito tutti, ma proprio tutti, a fare RESISTENZA comune.


Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.


L'incarcerato.


PS: invito chi ha facebook di aderire a questo gruppo. Ci sono anche gli ultimi aggiornamenti su questa legge in via di approvazione.

mercoledì 19 maggio 2010

Ecco come intercettare.

Come possiamo ben vedere c'è la corsa contro il tempo da parte del nostro Governo per approvare il DDL intercettazioni. Non ha mai lavorato così tanto, perfino di notte.

Inutile ribadire la gravità di questa legge, d'altronde ne ha parlato molto bene l'amico Alessandro Tauro nel suo blog e io ho aggiunto nell'articolo scorso che la ciliegina sulla torta sarebbe la chiusura dei blog a forza di rettificare.

Una democrazia ancor più limitata di prima.

Ma mentre ufficialmente non si potrà più intercettare a fin di bene, o registrare le chiamate da parte dei cittadini per denunciare ad esempio un estorsione, c'è la parte marcia che comunque sia continuerà a spiarci. E non parlo solo del famoso dossieraggio da parte della Security della Telecom e dell'investigatore privato Cipriani pagato per intercettare sia personaggi importanti, che semplici dipendenti. E a proposito, Report nella sua ultima puntata si è dimenticata di dire che Cipriani è un grande amico di Gelli. Possibile che nessuno azzarda l'ipotesi che forse avrebbe potuto passare quel materiale anche all'immortale Venerabile?

Comunque dicevo che non solo queste squallide aziende posso intercettare, ma anche semplici cittadini? Come?

Per puro caso mi sono imbattuto in questa offerta commerciale la quale dice che se si è dotati di un qualsiasi cellulare GPS, si può scaricare un softwar e si installa un programmino che ti permette di individuare la posizione dei tuoi "amici".

Fa sorridere leggere la seguente dicitura: "L'applicativo è stato sviluppato a scopo ludico e non deve ne può essere utilizzato in nessun caso a fini investigativi". E così tutti stanno con la coscienza a posto.

Quindi teste di capra, se ad esempio qualcuno vuole spiare i movimenti di una persona per scopi criminali, basta inserire il suo numero di telefono al cellulare e subito ti appare la schermata e puoi vedere tutte le sue abitudini. Ovvero dove va quando esce di casa, a che ora ritorna, i luoghi che frequenta abitualmente, dove va di solito in ferie, ecc...

E se aggiungi un altro programmino in più, si può fare anche un intercettazione ambientale.

Tutto ciò è molto pericoloso, perchè preferirei essere intercettato dalla Magistratur
a anzichè dai delinquenti.

E tutto questo lo possono fare al costo di un semplice abbonamento.




Pubblicato anche qui.

Addio Sanguineti!

“Incidetele a lettere di scatola, miei lettori testamentari (e parlo ai miei scolari, gli ipocriti miei figli, i filoproletari che tanto mi assomigliano, innumerevoli, ormai, come i grani di sabbia del vacuo mio deserto), queste parole mie, sopra la tomba mia, con la saliva, intingendovi un dito nella bocca: (come io lo intingo, adesso, tra gli eccessivi ascessi delle algide mie gengive): me la sono goduta, io, la mia vita:”

Mi permetto di pubblicare questa sua bellissima poesia, una delle più belle dediche mai fatte alle donne. Donna come concetto rivoluzionario , di pace e di amore.

Che la terra ti sia lieve caro Edoardo.


Ballata delle donne.
Quando ci penso, che il tempo è passato,le vecchie madri che ci
hanno portato,poi le ragazze, che furono amore,e poi le mogli e le figlie e le nuore, femmina penso, se penso una gioia:pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,la partigiana che qui ha combattuto,quella colpita, ferita una volta,e quella morta, che abbiamo sepolta, femmina penso, se penso la pace:pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,che arriva il giorno che il giorno raggiorna,penso che è culla una pancia di donna,e casa è pancia che tiene una gonna, e pancia è cassa, che viene al finire,che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terracarne di terra che non vuole guerra:è questa terra, che io fui seminato,vita ho vissuto che dentro ho piantato,qui cerco il caldo che il cuore ci sente,la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umanola mia compagna, ti prendo per mano.
Edoardo Sanguineti

domenica 16 maggio 2010

Gli anni del disonore

Il titolo del mio post è ripreso dal nome di un libro molto bello, quello di Guarino Mario. Si parla degli anni bui che iniziano dal 1965, quello dei poteri occulti di Licio Gelli e della loggia P2. Ma il disonore continua fino ai giorni nostri e i fantasmi del passato ritornano con prepotenza; con la Politica attuale esattamente identica a quella prima di Tangentopoli: si è solo ristrutturata.

Il passato, come dico sempre, non è mai passato.

E sono anni di forte disonore, e noi cittadini siamo lasciati sempre più soli in balia di profonde ingiustizie. Le Istituzioni sono lontane da noi comuni mortali, noi che siamo la forza motrice del nostro odiatissimo Stato e siamo sempre noi a pagare la crisi provocata dai quei pochi potenti che amano succhiare tutte nostre forze, il nostro sangue.

Si, proprio quel sangue che una donna per protesta si è fatto prelevare ogni giorno. Ci hanno fatto credere che la classe operaia non esiste più, e invece questi giorni gli operai li abbiamo visti sopra i tetti, dentro le carceri abbandonate, li abbiamo visti morire sul posto di lavoro, li vediamo crepare di tumore a causa dell'amianto e altre sostanze nocive costrette a respirare durante i massacranti turni di lavoro.

Mariarca faceva l'infermiera, e assieme ai suoi colleghi lavorava con fatica. Turni massacranti, centocinquanta ore di straordinario non pagato, come se avessero lavorato due mesi in uno. E lo stipendio che la ASL si rifiutava di pagare. E c'è ancora chi dice che questa donna si sia suicidata!

Non si muore per il prelievo di pochi milligrammi di sangue al giorno. Ma se lo accostate allo stress e alla paura di non poter mantenere più i propri figli e il mutuo della casa, certamente si può morire. Pochi dicono che oltre a lei, un medico è morto di infarto, un 'altro era stato ricoverato per uno choc anafilattico.

Ma la classe operaia non esiste, mentre quella politica si!

Quanti di loro fanno lo sciopero della fame e subito vengono ricevuti dal nostro caro Presidente? Noi cittadini normali possiamo pure morire di fame e di stenti, non contiamo nulla.


Come non contano nulla i detenuti normali. Possano pure crepare in carcere!

La moglie di Scaglia, il manager coinvolto nell'inchiesta Telecom-Fastweb, aveva scritto una lettera appello al Presidente Napolitano per la presunta innocenza del marito che è in carcere. E prontamente il "caro" Presidente gli ha risposto (fonte: il Fatto di oggi) : "....posso comunque assicurarLe di avere chiesto alla Procura della repubblica di Roma di fornire sulla vicenda ogni notizia consentita dalla normativa vigente".

Bisogna essere mogli di, figli di, nipoti di, amici di, per avere l'attenzione del Presidente? Ornella, madre di Niki Aprile Gatti, aveva scritto a Napolitano. E anche noi, vi ricordate, spedimmo decine e decine di lettere cartacee con ricevuta di ritorno.

Ma nessuna risposta.

A Sollicciano, carcere che purtroppo tutti noi conosciamo, è detenuta la moglie del famigerato Gennaro Mokbel e , siccome ha la sclerosi multipla, il garante dei detenuti Corleone presto si è attivato per lei. Anche una folta schiera di politici.

Non condanno questo, perchè io sono dell'idea che la vita vada tutelata anche al peggior criminale. Ma come la mettiamo con tutti gli altri detenuti che in quel carcere sono morti? Chi li sta tutelando? Quanti detenuti rinchiusi per piccoli reati sono stati lasciati morire di tumore?

E Niki? Il garante invece di stare dalla parte della madre, perchè si è messo addirittura a dire cose non vere ?

Care teste di capra, non riesco a concludere questo mio articolo. Sono dell'idea che per essere ascoltati e ottenere giustizie dovremmo smettere di essere onesti e civili.

Ma, giustamente, non lo faremo mai!




E con grande commozione oggi anche Grillo ha espresso le mie stesse perplessità e chiede che Napolitano ascolti anche la madre di Niki Aprile Gatti!

Articolo pubblicato anche qui.

giovedì 13 maggio 2010

Verità e giustizia per Niki Aprile Gatti sul blog di Beppe Grillo.

Care teste di capra, per fortuna c'è il blog di Beppe Grillo che si occupa di questa triste vicenda volutamente tenuta all'oscuro dai mass media e dai grandi giornali.

Oggi c'è una nuova intervista alla "mamma coraggio" Ornella Gemini e finalmente arriverà a più persone questa storia. Ed è ancora più chiaro quali siano i poteri non tanto occulti che entrano in questa vicenda. Cose che il sottoscritto, oltre ovviamente alla mamma di Niki, cerca di urlarlo in continuazione e raccontarlo con i giusti collegamenti. Spero che ora ci saranno i riflettori puntanti sull'inchiesta principale, la Premium, spero che non si concluda come io temo.

Ringrazio Grillo per avermi citato e lo ribadisco: noi non archiviamo! E infatti stiamo andando avanti!

Noi continuiamo e presto ci saranno novità.


mercoledì 12 maggio 2010

Lettera di addio.

Questa è una bellissima e intensa poesia del grande Gabriel Garcia Marquez. L'aveva inviata a tutti i suoi amici perchè pensava che a breve, avendo contratto il tumore, sarebbe morto.

Mi pare che fosse il 2001 e oggi è ancora vivo. Mi piacerebbe pensare che sia stata la forza di questo suo immenso scritto. Forse è vero, forse non è un semplice detto dovuto da una storiella greca: la speranza è l'ultima morire. Godetevi ora queste immense parole, forse lo dovremmo capire prima di incontrare lo spettro della morte. Perchè poi per molti di noi è troppo tardi.

Se per un istante Dio si dimenticherà che

sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più, andrei
quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.

Irrigherei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali.

Dio mio, se io avessi un pezzo di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che amo,
che la amo.

Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.

A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.

Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!

Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.

GABRIEL GARCIA MARQUEZ


lunedì 10 maggio 2010

DDL intercettazioni: faranno chiudere molti Blog.

Sono molto preoccupato care teste di capra per il nuovo DDL che il Governo si appresta ad approvare. Preoccupato non solo per il fatto che non si potrà più parlare delle inchieste in corso fino a quando le persone indagate non saranno rinviate a giudizio. Sono preoccupato perchè non abbiamo più il diritto di sapere in che guaio potremmo andarci a cacciare.

Mi spiego meglio.


Prendiamo la storia di Niki Aprile Gatti, lui lavorava per delle società informatiche indagate per truffe telefoniche. E anche se ancora non è stata trovata nessuna colpevolezza perchè giustamente una persona è innocente fino a prova contraria, io ho il diritto di sapere se il datore di lavoro con il quale potrei collaborare sia indagato dalla Magistratura. Aspetta poi a me la decisione di collaborarci lo stesso o meno.

Perchè con tutta sincerità una persona ha il diritto di sapere, specialmente quando in questa torbida storia è morto un ragazzo in circostanze poco chiare.

Come ad esempio un Comune ha il diritto di sapere se alcune ditte appaltatrici sono indagate per collusione mafiosa, oppure magari per aver costruito nel passato edifici con materiale non antisismico.

Abbiamo tutti noi il diritto di tutelarci!


Alcune inchieste durano anni prima che vengano chiuse, e nel frattempo dobbiamo rimanere all'oscuro di tutto?

Oppure se una persona è indagata di pedofilia o omicidio? Abbiamo si o no il diritto di sapere quale persona abbiamo affianco?

Care teste di capra, già i Giornali si autocensurano, figuriamoci cosa scriveranno quando entrerà in vigore una legge definita giustamente bavaglio. Diventeranno riviste di solo Gossip? Tanto già sono sulla loro buona strada.

Ma assieme al DDL intercettazioni verrà votata un' altra legge che limiterà anche noi blogger. In poche parole il Blog verrà equiparato come una testata giornalistica e avremo il dovere di ottemperare alla rettifica di informazioni ritenute, arbitrariamente, lesive della reputazione di un soggetto terzo.

In poche parole saremmo costretti entro due giorni dall'avviso del legale a rettificare i nostri post tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Se non si riesce in tempo ad ottemperare all'obbligo di rettifica, saremmo costretti a sborsare ben 13 mila euro di multa.

Potrete immaginare che un blog come il mio non avrebbe ragione di esistere visto che è principalmente di denuncia. Questa è una legge palesemente anticostituzionale perchè attacca l'articolo 21.

Dovremmo fare assolutamente qualcosa! Anche perchè se tagliano anche i Blog che non hanno peli sulla lingua e molto spesso fanno pressioni affinchè si faccia giustizia, vuol dire che è veramente finita. Decreteremo l'Italia come uno Stato Mafioso molto simile ai paesi dell'est.

Attiviamoci prima che sia troppo tardi.



AGGIORNAMENTO

E' appena nata un iniziativa, stanno raccogliendo tramite facebook firme per porla all'attenzione dei senatori. Tra i primi firmatari c'è Stefano Rodotà!

http://www.facebook.com/pages/Liberta-e-partecipazione/119377854750382?ref=ts

domenica 9 maggio 2010

Supplica a mia madre

E' difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.


Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.


Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.


Sei insostituibile. Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.


E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame

d'amore, dell'amore di corpi senza anima.


Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu

sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l'infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.


Era l'unico modo per sentire la vita,

l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.


Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…


Pier Paolo Pasolini.



giovedì 6 maggio 2010

Archiviata la morte di Niki Aprile Gatti.

Questo mio post è nero, nerissimo, proprio come lo sfondo del mio Blog che tante volte ero stato tentato nel chiuderlo. Ieri ho ricevuto la chiamata di Ornella, madre di Niki Aprile Gatti, e mi ha dato una notizia che mi ha fatto crollare il mondo, già così fragile, addosso: hanno archiviato,è finita!

Sono stato un povero illuso, un ingenuo, lo siamo stati tutti noi.

Cosa volevamo credere? Che la magistratura di Firenze riaprisse il caso? Che all'improvviso tutto cambiasse? Che mettessero in dubbio il "suicidio" di Niki? Ma scherziamo? Come potevo credere che tutto si sarebbe messo in discussione, come potevo credere che la Magistratura potesse interrogare di nuovo tutti i probabili testimoni? Magari andando a ritrovare uno dei detenuti compagni di cella, trasferito dopo alcuni giorni la morte in un carcere sperduto della Sicilia? Come potevo credere che avrebbero analizzato il laccio di scarpe che avevano subito restituito alla madre?


No, sarebbe stato troppo. Il maledetto carcere di Sollicciano avrebbe avuto uno stravolgimento, e tutti gli altri familiari delle tante morti sospette avrebbero fatto l'inferno. Ma come potevo sperare che si creasse un precedente?

Maledetto a me e che ancora avevo un briciolo di speranza nella Giustizia.

Di questa archiviazione non se ne occuperà nessun grande giornale, nessun grande mezzo televisivo. Troppo impegnati a parlare delle dimissioni di Scaiola e il suo acquisto dell'appartamento ad un tasso troppo "variabile". Troppo interessati a Fini, D'Alema e alle battute di Berlusconi.

Ma chi se ne frega di Niki, ma chi è? Un ragazzo qualunque che è morto suicidato come tanti altri. Un ragazzo di un piccolo Paese di provincia come Avezzano che ha dato natale ad un Gianni Letta. Ma cosa importa che dietro c'è la criminalità organizzata, la collusione con una gran fetta della nostra classe politica, la massoneria e tanto altro? A chi importa?

Ma chi se ne frega che molto probabilmente l'operazione Premium, quella che ha causato l'arresto di Niki e quindi la sua condanna a morte perchè era l'unico che voleva parlare, finirà come una bolla di sapone? A chi diavolo interessa?

In questi gironi ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato e ora tutti ne parlano. Ma prima? Era un ragazzo che si era suicidato, punto e basta. C'è voluto un diavolo di film dopo più di venti anni per svegliare la coscienza civile e la Magistratura.

Dopo la telefonata ricevuta, mi ero recato tutto abbattuto in un bar, la signora barista non trovava quello che gli avevo chiesto. Allora gli dissi di lasciar perdere. Ma poi a forza di cercare l'aveva trovato e mi disse:" Non bisogna mai arrendersi alla prima sconfitta, sennò è finita!"

Inconsapevolmente mi ha risollevato un po' di morale. Non mi fermerò, e faremo rientrare la storia di Niki dalla finestra e per fortuna ho trovato altra gente in gamba che mi darà una mano.

Loro hanno archiviato? Noi no!





Pubblicato anche qui.

Leggete anche il bellissimo articolo di ALESSANDRO TAURO!

E anche la poesia del bravo Daniele Verzetti dedicata all'archiviazione.

lunedì 3 maggio 2010

La 'ndrangheta a Perugia e un colonnello dei carabinieri morto come Pinelli?

Care teste di capra, come ben sapete ho cercato il meglio possibile di ricostruire la situazione omertosa della regione Umbria, in modo particolare quella perugina. La mia inchiesta sulla 'ndrangheta ha dedicato ben quattro capitoli su questo territorio;proprio per spiegare bene la convivenza della criminalità organizzata, politica e massoneria. Tre poteri che fanno parte molto spesso della stessa faccia della medaglia.

I miei articoli erano focalizzati in particolar modo sulla struttura ben raffinata della banda degli ex pentiti capeggiata da Salvatore Menzo. Il quale, nonostante le accuse di omicidio, è tuttora agli arresti domiciliari. E nelle continue ricerche ho trovato la conferma tramite questo documento della camera penale di Perugia a firma del Giudice Massimo Ricciarelli.

Questa struttura avrebbe avuto anche cellule a Milano ed era legato ad altre inchieste come quella condotta dal magistrato calabrese Francesco Neri.

Questa Banda, nonostante fosse composta da ex pentiti, era comunque legata ai rispettivi clan di appartenenza. Tutte e tre le organizzazioni mafiose: camorra, 'ndrangheta e mafia siciliana.

Durante la mia personale ricerca ho appurato che la 'ndrina principale che controlla il territorio perugino è quella dei Farao-Maricola, clan di Cirò Marina. Sempre tramite una ricerca, ho appurato che nell' operazione condotta dai Carabinieri contro le infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia , ci fu una retata contro questa particolare cosca calabrese e tra gli arrestati c'era un certo D'Apote Daniele. E quest'ultimo faceva affari a Londra, ed una sua società sarebbe legata ad Eutelia.

Anche per questo, tramite altri personaggi, si trova un collegamento con l'operazione Premium, e quindi la storia di Niki Aprile Gatti.

L'altro ieri è accaduta un ennesima "disgrazia": un colonnello cinquantaseienne di nome Rocco Amoruso , che da sempre ha lottato contro la criminalità organizzata, è caduto dal terzo piano a causa,dicono, di un malore.

Egli era stato appena trasferito a Perugia!


Leggendo gli articoli locali, nessun giornalista ha cercato almeno di mettere in discussione questo triste incidente. E' anche un insulto alla nostra intelligenza. Come l'anarchico Pinelli, questo colonnello si sarebbe sentito male e spontaneamente si è affacciato alla finestra e sarebbe accidentalmente caduto.

Probabilmente non ne parlerà nessuno, sarà una storia come le altre. Un incidente punto e basta. E sto notando con rabbia che queste strutture criminali sono talmente raffinate che raramente commettono omicidi evidenti: si muore per volontà propria (suicidi), o per incidenti di qualsiasi tipo, oppure per malori.

Non so se il colonnello Amoruso sia stato ucciso oppure è veramente caduto dal terzo piano a causa di un malore, ma sicuramente qualcuno di competenza dovrebbe vederci chiaro.



Articolo pubblicato anche qui.

sabato 1 maggio 2010

Dedicato ai lavoratori.

Dedico questa festa ai lavoratori del recente passato che già a 12 anni facevano i minatori. E morivano presto di tumore o nella migliore ipotesi contraevano la silicosi, malattia che comunque fa morire.

Ai contadini di un tempo, quelli che lavoravano duramente per conto dei latifondisti e non prendevano un soldo. E allora il mio pensiero va ai "cafoni", quelli descritti da Silone in "Fontamara".

Questa festa, nata grazie alle lotte operaie per aver conquistato le 8 ore al giorno, la dedico ai lavoratori stranieri in nero, che lavorano fino alle 12 ore. E anche a noi perchè alla fine non si lavora mai solo otto ore.

Ai lavoratori stranieri che muoiono nei cantieri per mancanza di sicurezza, morti che nessuno reclama perchè tanto loro non esistono. Ancora ai lavoratori stranieri che vengono qui a fare lavori umilissimi, e quei pochi soldi che guadagnano li spediscono per mantenere le loro famiglie. E difficilmente si potranno rivedere.

Dedico questa festa agli operai di Porto Marghera, quelli del petrolchimico. Che si vergognavano di abbracciare i propri figli perchè la puzza che portavano non si levava. E che poi sono morti di cancro grazie alle sostanze chimiche che lavoravano. E quindi lo dedico ai familiari delle vittime per l'amianto, ed è in corso un grande processo contro quei grossi e balordi imprenditori che hanno causato più di tremila vittime. Ma il picco delle morti deve ancora arrivare. E probabilmente non avranno giustizia.

Questa giornata la dedico ai lavoratori che trascorrono le loro intere giornate al lavoro, che non possono fare una giusta vita sociale, che non riescono a leggere un libro, che non hanno la forza nemmeno di fare l'amore con la propria compagna o compagno, e per questo motivo nascono anche delle crisi di coppia. E ci si lascia anche.

Dedico questa giornata agli innumerevoli omicidi bianchì, un vero bollettino di guerra. Ai lavoratori precari, che fanno un lavoro senza alcune garanzie, dove si ha paura di ammalarsi perchè non prendono un euro durante la malattia. Dove le ferie sono un incubo, perchè sarà un mese non retribuito. Dove le donne, se sono incinta, lo nascondono il più possibile. Perchè rischiano il licenziamento.


Questa giornata la dedico anche a quei ragazzi meridionali che per scampare dalla mafia e dalla povertà si arruolano nell'esercito. Molti di loro sono morti per delle guerre ingiuste e inutili. Tanti di loro sono morti di cancro perchè sono stati esposti senza protezione nei territori altamente radioattivi. Dedico questa giornata ai ricercatori che qui in Italia non vengono valorizzati e guadagnano pochissimo, e allora sono costretti ad emigrare. Dedico questa festa ai lavoratori che anche il primo maggio sono costretti a lavorare, perchè ci sono tante aziende che potrebbero essere chiuse ma è meglio guadagnare di più, non si sa mai!

Dedico questa festa a chi sta perdendo il lavoro grazie alla crisi e soprattutto perchè c'è chi ci specula anche. E si sale sui tetti, oppure vanno a rinchiudersi nel carcere abbandonato di una sperduta isola. Quella dei cassaintegrati.

La dedico anche a tutti quei sindacalisti uccisi dalle mafie perche osavano ribellarsi, e agli extracomunitari come quelli di Rosarno. I quali hanno sfidato la 'ndrangheta come mai nessuno ha fatto, e sono stati ripagati rinchiudendoli nei famigerati ex CPT.

Ma quest'anno il primo maggio è da dedicare a Niki Aprile Gatti, morto a causa del suo amore per il lavoro, quello informatico.

Si può parlare di sviluppo economico, di libero mercato, di PIL , di indici bancari, di recessione o sviluppo. Ma se il mondo va avanti, se il mondo produce, se questi uomini di potere possono nutrirsi, vivere in case di lusso , possono vestirsi con abiti firmati, posso profumarsi, posso portare le migliori auto, possono essere serviti,possono divertirsi. Se possono fare tutte queste cose devono ringraziare chi le fabbrica, chi le costruisce e chi ci muore anche.