martedì 30 marzo 2010

Esito regionali 2010 : l'astensione come protesta e la scontata vittoria della 'ndrangheta.

Carissime teste di capra, un amico mio mi disse prima del voto: "Quando ci scommetti che nessuno dice di aver perso, ma tutti hanno vinto?".

Aveva ragione.

Il centrodestra ha stravinto, il centrosinistra dice di aver comunque vinto perchè ha preso tanti voti oltre le roccaforti storiche della sinistra.

Hanno vinto tutti.


Ma io consiglieri di rileggere il post precedente in cui ho spiegato le ragioni del mio non voto. Vedo con piacere che non sono stato l'unico e per la prima volta c'è stata un forte calo dei voti, si è arrivati quasi all'8 per cento di affluenza in meno. C'è stato perfino una paese della Calabria(ed è significativo questo) dove hanno votato nemmeno un ottantina di persone.

Quasi l'intera classe politica sta chiudendo gli occhi a questo nuovo fenomeno. Solo la Bindi ha fatto un analisi acuta dicendo:" è un segnale preoccupante, un campanello d'allarme per la politica e le istituzioni''.

La scelta del non voto è stata consapevole e in realtà non ha vinto proprio nessuno, c'è stato un chiaro fallimento della politica.

Qualcuno mi dirà:"E intanto ci ritroviamo Berlusconi".


No care teste di capra, ora come ora ci ritroviamo un illegalità generale senza distinzione alcuna. In Umbria ha vinto di nuovo il centro sinistra, lì ad esempio la 'ndrangheta sta esultando. In Calabria ha stravinto il centro destra e, se ricordate le parole della parlamentare di destra Angela Napoli che si batte per la legalità, la 'ndrangheta già sapeva tutto visto che aveva già anticipato infiltrando i suoi uomini nelle liste. In Liguria ha vinto il centro sinistra, e rileggete di nuovo il post precedente quando parlo della famosa cena. Magari è un caso.

Nel Lazio ha vinto la Polverini, e il suo candidato Claudio Fazzone ha il potere in mano. Chi sarebbe Fazzone? Ce lo dice un pentito il quale spiega cosa accade a Fondi:

A Fondi operano tre clan, identificandone uno nel clan Tripodo, per poi aggiungere che Garruzzo e Massimo Anastasio Di Fazio, l'immobiliarista arrestato sempre per usura mafiosa, gestivano i prestiti a strozzo per conto dello stesso Tripodo. i proventi dell'usura venivano investiti in una società immobiliare, riconducibile ai Casalesi, che aveva realizzato immobili in violazione delle norme edilizie, beneficiando però di autorizzazioni grazie al legame tra il clan Tripodo, il sindaco Luigi Parisella e il senatore Claudio Fazzone.


Il comune di Fondi doveva essere sciolto per infiltrazione mafiosa. Ma il Governo, attraverso anche l'opposizione dell'allora senatore Fazzone, ha bloccato tutto.

All'epoca la regione Lazio (e c'era Marrazzo come Presidente) si oppose a dare l'appalto a delle società di Fondi legate alla 'ndrangheta e pare che si oppose anche ad altre losche circostanze. Sarebbe il caso di rivedere anche in questa chiave il ricatto a Marrazzo e in principal modo la morte della povera Brenda. Anche lì c'è l'ombra maledetta della 'ndrangheta.

Ribadisco che se non crolla l'intera classe politica, io non voterò mai più.

E ribadisco un altro concetto. Io non mi faccio intimorire da nessuno! Per fortuna personalmente mi conoscono molte persone che collaborano con testate nazionali, anche alcuni blogger che mi frequentano. Io non mi fermo e se serve lo ripeterò all'infinito: la 'ndrangheta è una montagna di merda!
Anche se spediscono dei "pizzini d'amore"....






Articolo pubblicato anche qui.
C'è un altro importante articolo pubblicato dalla direzione di Agoravox.

sabato 27 marzo 2010

Risultato elezioni regionali 2010 sotto il segno della 'ndrangheta.

"Preferisco perdere dei lettori, piuttosto che ingannarli"
Georges Bernanos

C'era aria di festa in un ristornate-pizzeria a Voltri, nel ponente Genovese. Una sessantina di persone con accento calabrese mangiavano e bevevano a festa, un calabrese di una cinquantina di anni presidiava la festa girando tra i tavoli.

E non era un uomo qualunque.


Si tratta di Onofrio Garcea, un capo cosca della 'ndrangheta genovese ed era stato arrestato numerose volte. Fu coinvolto perfino nell'inchiesta "gioco d'azzardo", quella della 'ndrina dei Macrì.

E questo pericoloso 'ndranghetista era lì per presentare un politico, e distribuiva i facsimili della scheda elettorale per le elezioni regionali.

No care teste di capra, il politico non è Di Girolamo del PDL e non è nemmeno uno del PD. Ma è Cinzia Damonte, una candidata dell'Italia dei Valori; proprio il partito di Di Pietro che il suo punto forte doveva essere la lotta contro l'illegalità. Sicuramente la candidata dell'IDV avrà detto che non sapeva chi fosse, alla Di Girolamo maniera. O comunque la pensiate, alla Di Pietro maniera.

Bisogna partire da una concezione importante che ho sempre evidenziato da quando ho iniziato a raccontarvi la storia della 'ndrangheta dalla sua nascita fino ai giorni nostri.
Questa potente mafia internazionale è bipartisan, riesce meglio di qualsiasi storico, sociologo o economista ad interpretare lo "stato di cose" del momento. E la classe politica intera è diventata, marxisticamente parlando, una sovrastruttura della 'ndrangheta.


E allora io ho letto con piacere un bellissimo articolo di Roberto Saviano che, con provocazione, ha detto che per un voto onesto ci vorrebbe l'ONU. Durante le elezioni ci vorrebbero degli osservatori internazionali visto che entrambi gli schieramenti sono assoggettati al potere delle mafie.

Probabilmente Saviano andrà a votare nonostante la sua provocazione, io invece per la prima volta mi asterrò. E badate bene, non dico con qualunquismo:" I politici son tutti uguali e farabutti". No, io sono certo che esistono dei bravi politici, onesti e che si preoccupano per davvero dei problemi reali della gente.

Ma verranno tutti fagocitati dai partiti stessi di appartenenza che pur di arrivare a qualsiasi posto di potere, scendono ad imbarazzanti compromessi e, non di rado, anche a patti con la 'ndrangheta e la mafia in generale.

Non so il perchè, ma molti di voi pensano che in democrazia è quasi un dovere andare a votare. In democrazia esiste anche il diritto all'astensione se non ci si sente più rappresentati. Nelle dittature si obbliga la gente ad andare a votare l'unico partito. E in questo delicato periodo storico esiste un Partito Unico, anche se diviso in due per dare una parvenza di alternanza.

Qualcuno si augura una Terza Repubblica, io sinceramente spero che non sia come la Seconda e per evitarlo ci vorrebbe un azzeramento completo dell'intera classe politica. Ma la 'ndrangheta è lungimirante è se ci sarà una nuova tangentopoli che colpirà solo una parte malata, lei avrà già l'appoggio dell'altra parte politica. E la storia con l'IDV è solo una piccolo esempio.

Già immagino chi mi dirà: "Ma Incarcera'! Che vo' fà rivince il Berlusca?". E mi caderanno le braccia perchè forse non sarò stato bravo a spiegarmi.

Nel frattempo visionate questo video della madre di Niki che con dignità riconsegna la scheda elettorale:




Articolo pubblicato anche qui.


AGGIORNAMENTO

Possibile che siamo solo in sei che citiamo quell'incontro della candidata del partito di Di Pietro con un capobastone della 'ndrangheta? L'autocensura è peggiore della censura diretta perchè vuol dire che il pubblico è stato ben ammaestrato. Perfino nella libera rete.

giovedì 25 marzo 2010

La 'ndrangheta (conclusione ottava parte): il magnate del crimine Theodor Cranendonk

Ricapitoliamo brevemente. Dopo le rivelazioni importanti del pentito Fonti, si è scoperta, in punto del fondale del nostro Mediterraneo, una nave carica di rifiuti radioattivi. Era una delle trenta navi affondate dalla 'ndrangheta con l'ausilio dei nostri amati servizi segreti. Dopodiché il governo mente spudoratamente in una conferenza presieduta dal Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo e il Procuratore Grasso, dicendo che si trattava di una nave della prima guerra mondiale.

Una menzogna di Stato perchè la stiva, alla prima immersione, era piena. E alla seconda immersione, in coordinate diverse tra l'altro, la stiva risulta vuota. Evidente che si trattavano di due navi diverse.

Il magistrato Francesco Greco, che aveva aperto l'inchiesta sul Jolly Rosso e sugli affondamenti di mercantili carichi di scorie industriali e nucleari descritti dal pentito della ‘Ndrangheta Fonti, si è detto pentito di aver dato credito al pentito della 'ndrangheta. Quindi caso chiuso anche per la magistratura.

Poi però si apprende che c'è un secondo pentito molto importante: Emilio Di Giovine.

Ma proprio quando si stava recando alla Magistratura per dire quello che sapeva sulle navi dei veleni, è stato investito quasi a morte da un auto.

Poi ultimamente ci sono stati diversi attentati che hanno avuto forte risonanza nei mass media. Ma ovviamente nessuno ha fatto menzione alle navi dei veleni. Dicevano tutt'altro.

L'attentato alla Procura di Reggio Calabria era fatto dello stesso identico materiale esplosivo servito in un altro attentato avvenuto negli stessi giorni: era stato colpito un locale appartenente ai parenti del Di Giovine.

Poi si era susseguito un altro episodio importante: la bomba rinvenuta a bordo della "Fiat Marea Nera"! E avevo spiegato nell'articolo precedente l'importanza dei messaggi, molto simili a quelli massonici. D'altronde la struttura interna alla 'ndrangheta, detta La Santa, è una vera e propria loggia massonica.

La mia ipotesi giornalistica era basta sul fatto che quei messaggi fossero rivolti ai magistrati che osavano continuare l'inchiesta sulle navi dei veleni.

Ipotesi che sembra confermata visto l'ennesimo messaggio intimidatorio della 'ndrangheta ricevuto dal Procuratore Lombardo.

Ritorniamo allora al pentito Di Giovine.

Egli era un potente capobastone della 'ndrangheta e aveva una relazione amorosa con la
figlia di Cranendonk, un miliardario olandese che faceva dei grossi affari con la 'ndrangheta.

Theodor Cranendonk è un uomo molto potente, è il pentito Di Giovine voleva parlare proprio di lui a proposito delle navi dei veleni. Questo finanziere multinazionale, era stato arrestato in Italia nel maggio del 1999 proprio perchè si è scoperto che aveva procurato ben 30 bazooka alla cosca milanese della ' ndrangheta capitanata proprio da Emilio Di Giovine.

Ma questo imprenditore multinazionale e criminale, era riuscito ad evadere tranquillamente dal carcere.

Anzi no.

Perchè a differenza della maggior parte dei detenuti che vengono lasciati morire nelle celle, lui era riuscito a farsi diagnosticare una malattia ed era finito in una clinica anche abbastanza prestigiosa. E senza che il piantone se ne accorgesse (?), lui era riuscito a farsi le valige e ritornare tranquillamente nella sua cara amata Olanda,e
precisamente a Rotterdam.


Questo fatto mi ricorda un altro grande caso di evasione facilitata e voluta dallo Stato: il generale Kappler, responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Un sanguinario nazista che tranquillamente, in una bellissima notte di Ferragosto del lontano 1977, riusci a scappare dalla clinica di Roma dove fu ricoverato.

Quando c'è l'aiuto dei servizi segreti,e quindi dello Stato, notiamo che il "modus operandi" è sempre lo stesso.

Allora il sottoscritto ha voluto fare qualche ricerca su questo Theodor , e grazie alla segnalazione di una donna che vive in Olanda, scopro che nonostante fosse un "latitante pericoloso" continuava a fare affari importanti e riceveva ambasciatori di tutte le nazioni.

Un uomo che potrebbe rivelarci molte cose sul traffico dei rifiuti radioattivi e chissà se poterebbe essere utile per la ricerca della verità sulla morte di Ilaria Alpi.

E allora, notizia di qualche settimana fa, e senza che nessun giornale italiano ne abbia riportato la notizia, il nostro
Cranendonk è stato arrestato proprio a Rotterdam. E questa notizia l'ho saputa sempre grazie alla donna che vive in Olanda e che potete vedere anche su questo forum.

La mia domanda è questa: l' autorità italiana chiederà l'estradizione? Io ancora non ho sentito nulla. Se rimarrà tutto sotto silenzio, questa è l'ennesima dimostrazione che lo Stato non sta facendo nessuna lotta contro la 'ndrangheta. Ma ne è servo.

Nel frattempo il pentito Fonti della 'ndrangheta dice testuali parole:

«Se rivelassi tutto quello che so, verrei coperto da denunce, la cui prima conseguenza sarebbe la revoca degli arresti domiciliari. E morirei in prigione».

Fonti , che era un 'ndranghetista, sa benissimo che il luogo per uccidere la gente scomoda e mascherarla da suicidio è la prigione.

Come è accaduto proprio con Niki Aprile Gatti e noi lo dimostreremo.





sabato 20 marzo 2010

Elisa Claps e i fidanzatini di Policoro.

Care teste di capra, è notizia che il corpo della povera Elisa Claps sia stato ritrovato, dopo ben 17 anni, all’interno della Chiesa del centro storico di Potenza. Alla luce di questa scoperta ho notato che un mio vecchio articolo risulta riletto. E si capisce il perchè. Ve lo ripropongo, penso che sia molto utile per capire il perchè tutto questo mistero. Dove ancora una volta si evince la collusione della 'ndrangheta, massoneria e magistratura. Le famose tre "m" per intenderci. Buona lettura.


Ho deciso di scrivere un post molto difficile, si perchè è un compito arduo cercare di scrivere brevemente un argomento che se approfondito non basterebbe un libro intero.

Ma ho deciso di capire insieme a voi come i poteri occulti uccidono,depistano e operano indisturbati. E agiscono in quelle terre dove sembra che tutto sia bello, normale, tranquillo.

Non a caso è stato coniato un termine molto appropriato, esplicativo come "pax". Esiste la "pax mafiosa" dove sembra che tutto vada bene, pochi morti, nessuno si lamenta, e sembra che la mafia non esista più. Ma il termine "pax", può essere usato anche quando si fanno passare delle leggi assurde, si effettuano dei trasferimenti per evitare guai, e il tutto avviene senza il minimo rumore, disapprovazione. Non a caso durante il governo Prodi si parlava di "pax mastelliana".

Perchè quando non c'è nessun sano conflitto, la democrazia vacilla. E con essa anche la legalità.

Ad esempio esiste una terra considerata fino a poco tempo fa "felice", dove "non succede mai nulla". E' la Basilicata, detta anche "Lucania Felix". Ma è lì, e precisamente a Potenza, dove c'è una forte convivenza mafia-istituzioni, dove esiste una forte presenza massonica deviata, dove c'è un circuito di rapporti tra uomini d'affari, imprenditori, appartenenti alle forze dell'ordine, magistrati, politici e avvocati.

E anche lì c'è una forte presenza della 'ndrangheta: la cosiddetta mafia dei basilischi. Sempre lei,una montagna di merda talmente grande che ricopre ogni cosa.

Dicevo considerata felice fino a quando un magistrato di nome De Magistris aveva aperto un' inchiesta, ovviamente toltagli, chiamata: toghe lucane. E indagava sulla magistratura deviata. Non sto qui a parlarvi dell'inchiesta perchè è molto complessa ma basta che vi racconti una storia, una delle tante, e capirete molte cose.

Vent'anni fa a Policoro, un paese vicino Potenza, Luca Orioli e Marirosa Andreotta rispettivamente di ventuno anni, furono rinvenuti morti nel bagno della casa di lei. Tutti se li ricordano come i "fidanzatini di Policoro" per la tenerezza che ispirano ancora oggi. La loro morte fu bollata immediatamente come un incidente domestico, così su due piedi. Senza aver svolto un' autopsia, senza svolgere ulteriori indagini, e l'allora magistrato che si occupava di questa morte non volle approfondire nulla.

La madre del ragazzo però volle vederci chiaro e non ha creduto fin da subito ad una morte accidentale dovuta da uno scaldabagno, anche perchè i loro corpi erano pieni di ferite, con i volti tumefatti. Nel 1998 ebbe la conferma dal criminologo Francesco Bruno, che disse: "I due ragazzi sono stati prima uccisi , ci sono evidenti segni sui loro corpi, e poi annegati nella vasca da bagno. Non era lecito per nessuno, specie se medico, immaginare cause diverse dalla morte".

Ma perchè c'era tutta questa voglia di non approfondire le indagini e addirittura di contrastarle? Non è la prima volta che succede in quella terra felice, anche per quanto riguarda la scomparsa della Claps ci fu un insabbiamento da parte della magistratura. Non hanno voluto inquisire quel ragazzo psicolabile di nome Daniele Restivo. Forse perchè figlio di un noto massone? Non saprei.

I fidanzatini di Policoro sono stati uccisi, non c'è dubbio. E De Magistris aveva riaperto il caso, anche perchè faceva parte del filone dell'inchiesta "Toghe Lucane" che stava svolgendo.

La ragazza custodiva un segreto terribile e aveva deciso di parlarne con il suo ragazzo, perchè lei era innamorata e voleva togliersi questo pesante fardello.


A Potenza questa congrega di potenti, questi "galantuomini", questi signori che rappresentano le istituzioni amavano( e probabilmente amano ancora) divertirsi con dei bei festini privati contornati da prostituzione e droga. E molto probabilmente questa ragazza vi partecipava e avevano paura che i fidanzatini ne parlassero troppo in giro e magari c'era il rischio che uscisse qualche nome "eccellente".

Meglio ucciderli e poi inseguito farsi aiutare dagli amici magistrati, dai capi delle forze dell'ordine, e dagli avvocati.

A proposito di avvocati è importante sapere come sono bravi a depistare le indagini dall'interno, ad esempio può capitare che ad una madre presa dal dolore e quindi vulnerabile gli propongono degli avvocati che dicono che potrebbero aiutarla e invece si rivelano dei farabutti. E così alla madre di Luca Orioli gli propongono Buccico, ora senatore di AN, che prima sta con lei complicandogli le cose, e poi va dalla parte degli indagati.

Un doppiogiochista che mi ricorda un altro avvocato, un certo Umberto Guerini che faceva parte della difesa dell'Associazione delle vittime della strage di Bologna. E fu mandato via dall'associazione stessa per delle motivazioni che trovate nella fonte che ho citato.

Ed è una storia che ha delle similitudini con la vicenda di Niki Aprile Gatti. Anche perchè l'avvocato "di parte" che Ornella non ha mai cercato, proveniva dallo studio prestigioso di Guerini.

Ora i genitori dei fidanzatini gridano giustizia ma De Magistris lo avevano trasferito. In Lucania tutto è tornato alla normalità, la pax vige ancora una volta.

Una "pax" apparente però.




Articolo che scrissi pure qui.

mercoledì 17 marzo 2010

I cattivi maestri e la banda (razzista) della Magliana.

L'altro ieri in una zona di Roma conosciuta grazie alla storica banda criminale che ha operato indisturbatamente per molti anni grazie all'appoggio dello Stato e dell'eversione nera, è sorta un'altra banda altrettanto violenta.

Una banda composta da ragazzini che non superano i quindici anni, ma uniti come un branco compiono atti di inaudita violenza. C'è chi dice che sono dei bulli, ma la parola più appropriata è razzismo.

L'altro ieri al quartiere della Magliana questa banda di ragazzini hanno assaltato un locale gestito da Bangladesi, ferendoli anche. Non è la prima volta, ci sono numerose testimonianze di residenti stranieri che sono state vittime di numerose aggressioni.

Perchè questa violenza nei confronti dei migranti?

Basta sentire gli abitanti italiani del posto che con disinvoltura dicono:"Non sono razzista ma probabilmente se la sono cercata" "Questi qui si ubriacano tutte le sere, danno fastidio".

E chi dice questo non sono dei ragazzini, ma gente adulta, dei genitori, gente che dovrebbe educare i propri figli alla convivenza. Ma questi sono i cattivi maestri.

E ne è pieno.

Care teste dei capra, provate a lasciare per un attimo la vostra cerchia di amici che sicuramente hanno una coscienza civile e frequentate il resto della gente. Sentirete discorsi allucinanti, privi di senso civico. E questi discorsi non li sentirete solo da gente che magari non è istruita, ma anche da laureati e magari anche insegnati.

Allora non meravigliamoci che questi gruppi violenti sono appoggiati dal resto della popolazione.

Ieri l'associazione Bangladese ha organizzato un corteo alla Magliana per chiedere aiuto a noi italiani.
E di italiani del posto ce ne erano pochi.

Prima del corteo un gruppo di ragazzini esclamavano: "Ma vedi 'sti negri, che puzza oh!" e una risata generale. Dai palazzi c'era pure qualcuno che tirava per sfregio qualche oggetto.


Questo è il clima attuale che si respira, e io personalmente mi sento molto demoralizzato. Molto spesso ho trovato un muro fatto di ignoranza e luoghi comuni. Mi sono dovuto scontrare perfino con docenti universitari i quali affermavano che i Rom per loro cultura non si lavano. Discorsi da bar, ma molto pericolosi.

Siamo pochi, terribilmente soli e qualche volta ci ritroviamo tutti insieme in una manifestazione. Ma quante volte, e sarà capitato anche a voi, a fine corteo di ritornare alla propria vita quotidiana e di angosciarvi perchè la realtà è un' altra.

Con questa sottocultura io ho seriamente paura di una guerra civile che potrebbe essere scatenata da una futura crisi. Sarà una lotta tra poveri. E tra chi ha una coscienza politica e chi non ce l'ha.

Un bagno di sangue.




Anche qui.

domenica 14 marzo 2010

Petrolio

«La liturgia continua nel programma stilato nel cuore del nostro democristiano nuovo, che, liberatosi da un fascismo, non intende (a parole,almeno in parte ) cadere in un fascismo nuovo, che è innominabile. Stavolta si tratta di un "esame di coscienza" esercitato all'interno del proprio essere; un'"autocritica" il cui oggetto è il "parassitismo" che è un problema esclusivamente tipico di chi è al potere: per comodità del lettore traspongo la prosa nel suo reale schema di "cursus" recitabile secondo il modello dell'omelia, o del "Mistero":

Il fenomeno del parassitismo riguarda tutti coloro che
di volta in volta,
in cambio di un determinato guadagno ricevono beni
o servizi che ne valgono assai meno,
o addirittura intasano senza ceder nulla e tutto ciò fanno:
o sfruttando particolari posizioni di monopolio o quasi monopoliooooo,
o tempi difficiliiiii,
o altrui bisogni pressantiiiiii,
o ignoranza dei richiedentiiii,
o deficiente sorveglianza dei soprastantiiiiii,
o esecuzioni trasandateeeeee,
o non rispetto di giorni e di orari di lavorooooo,
o pratiche fraudolenteeee».

Dal libro Petrolio purtroppo incompiuto di Pier Paolo Pasolini (pagina 528-529)




giovedì 11 marzo 2010

Il lavoratore senza nessun diritto.

Fu il lontano 20 maggio del 1970 quando il professore Gino Giugni presenziò la commissione nazionale che aveva redatto la legge 300, meglio conosciuta come lo Statuto Dei Lavoratori.

Ma care teste di capra, dall'alto non ci viene regalato nulla.

E questa bellissima ed innovativa legge è stata ottenuta grazie alle lotte dei lavoratori, i quali hanno da sempre denunciato la disparità tra loro e i datori di lavoro. Quante lotte sindacali ci furono, e quante stragi di sangue prima e dopo la nascita della nostra oscura Repubblica.


Vi consiglio di leggere lo Statuto, specialmente ai più giovani, come avrete sicuramente fatto con la Costituzione. E respirerete aria di libertà. Basta leggere il primo articolo che recita testualmente cosi:

ART. 1 - Libertà di opinione.
I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede
religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di
manifestare liberamente il proprio pensiero, nei rispetto dei principi
della costituzione e delle norme della presente legge.


Siamo nel 2010 e questo concetto è diventato pura utopia. Basta vedere quanto siamo ricattati dal nostro datore di lavoro a causa dei contratti precari. Lo Statuto non è valido e quante volte dobbiamo nascondere le nostre idee politiche, la nostra religione e le nostre inesistenti rivendicazioni sindacali.

Ma ora, anche per chi ha un contratto a tempo indeterminato, il lavoratore è sempre meno tutelato. In Italia fino al 1889 lo sciopero era un reato(codice Zanardelli). Poi grazie alle immane rivolte dei braccianti agricoli lo sciopero, tranne il periodo fascista, era inteso come Libertà.

Poi nel 1948 è entrata in vigore la nostra Costituzione e lo sciopero è diventato finalmente un Diritto.

Ma care teste di capra siamo arrivate al 2010 e senza nessuna rivolta e nessuna indignazione, questo Governo ha introdotto lo sciopero "virtuale". Nessuno avrebbe mai immaginato che saremmo finiti così in basso, di come la dignità del lavoratore è stata calpestata. In pratica un lavoratore dichiara l'astensione dal lavoro, ma in realtà presta la sua attività, perdendo però la sua retribuzione.

Avete capito? Scioperi mentre lavori e quindi arricchisci l'imprenditore che ti sfrutta; e non vieni ovviamente pagato perchè "idealmente" stai scioperando. IL Governo ha fatto questa legge perchè gli scioperi creavano troppi disagi.

Ma se non si creano conflitti e disagi, mi dite che sciopero eh?!

Ritorniamo allo Statuto dei lavoratori e andiamo direttamente all'articolo 18 che tutti voi conoscete. Sembra passata un' era quando ci fu quella bellissima manifestazione di tre milioni di persone in difesa dell'articolo. Ma a distanza di pochi anni, mi verrebbe da dire che quelli erano altri tempi.

Vi riporto il pezzo principale dell' articolo 18.:

Il giudice,
con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o annulla il
licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della
legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la
inefficacia o l'invalidità a norma del comma precedente.


Ora questo Governo in maniera indisturbata ha modificato questo Articolo fondamentale per il lavoratore, introducendo il diritto all'arbitrato. Ovvero il lavoratore può "scegliere", in alternativa al giudice, un arbitro per risolvere la controversia. E ovviamente l'arbitro non è costretto a risolvere la questione secondo la legge, ma secondo "equità". E questo fa comodo al datore di lavoro visto che è il soggetto forte.

Il Ministro Sacconi dice che non è una modifica ma semplicemente un' aggiunta e il lavoratore ha la possibilità di scegliere.

Diritto di scegliere un corno visto che ovviamente il datore di lavoro si tutelerà al momento del contratto. E in mancanza di lavoro, noi siamo disposti ad accettare tutto pur di sopravvivere.

Siamo ritornati all'800, ma d'altronde questo si chiama NEO Liberismo. E in poco tempo abbiamo perso tutto quello che è stato conquistato con il sangue.

Un po' mi vergogno.









Anche qui.

martedì 9 marzo 2010

L'emergenza carcere non è il sovraffollamento!

Care teste di capra, come ben sapete prima ancora che ne parlassero i media, è da tempo che in questo blog si denuncia la brutalità del Sistema Carcerario. Abbiamo lasciato l'anno 2009 con un triste "record", era stato l'anno con il più alto tasso di mortalità(tra suicidi e falsi suicidi) nelle carceri.

Ma i media hanno già abbandonato i rflettori sulla brutalità del carcere. E dall'inzio dell'anno, siamo già arrivati al tredicesimo suicidio. L'ultimo è avvenuto tre giorni fa nel carcere di Padova. Il detenuto si chiamava Giuseppe Sorrentino e si è impiccato durante l'ora d'aria. Da anni che manifestava forte squilibri psichici e invece di essere sorvegliato e protetto, è stato abbandonato a se stesso in una cella singola.

L'avvocato Bianca De Concilio è pronta a denunciare l'Istituo Carcerario.

Gli agenti penitenziari subito si sono difesi dando la colpa al sovraffollamento. Troppo comodo. Come era stata troppo comoda e principalmente a scopo di profitto, la decisione del Governo Italiano di costruire nuove carceri. Magari dando i lavori alla Protezione Civile con la scusa dell'emergenza.

E così il governo ha intascato dall'Europa il finanziamento per il cosiddetto "Piano carceri". Una bella somma di denaro.

Ma l'ultimo detenuto che si è impiccato non era in una cella sovraffollata, era solo, eppure si è ammazzato. Perchè il vero problema è che l'attuale sistema carcerario non rispetta la Costituzione, punisce senza riabilitare. E punisce tramite la violenza delle guardie carcerarie, tramite la mancanza di cure visto che è molto facile prendersi un epatite, tramite la mancanza dei diritti inalienabili dell'uomo. E non serve costuire nuovi carceri, ma basterebbe trovare pene alternative per i tossicodipendenti(che rubano per potersi drogare) e quelli che hanno commesso reati minori.

Il problema è che la maggiornaza dei detenuti che muoiono sono ancora in attesa di giudizio e, secondo una statistica, la maggior parte di loro sarebbero stati assolti.

Inutile rimarcare la disparità di trattamento tra comuni cittadini e grandi dirigenti, politici e, nonostante il 41 bis, i boss mafiosi.

Basta vedere l'esempio di questi giorni. Un Di Girolamo che viene trasportato in cella tramite una lussuosa macchina, mentre le persone normali tramite un blindato. Basta vedere le dichiarazioni di Scaglia, l'amministratore di Fastweb, il quale dice di trovarsi meglio che alle Terme.

Un insulto a chi vive in condizioni pietose e ci muore.



sabato 6 marzo 2010

Truffa telefonica: i cinquantasei indagati.

Care teste di capra, non sono ancora collegato con il mio PC perchè ancora è in riparazione. Immaginerete che sono abbastanza irritato visto il momento cruciale per aiutare Ornella nella sua battaglia. Ma questo non vuol dire che sono fermo, anzi stiamo lavorando con altre persone determinate ad aiutarci.

Ho deciso, per mia iniziativa personale, di pubblicare i 55 indagati dell'inchiesta Fastweb- Telecom. Voglio precisare che questi nomi sono degli indagati, quindi innocenti fino a prova contraria. Faccio questa precisazione perchè viviamo in brutti tempi, e c'è sempre "qualcuno" che trova dei cavilli per censurare. Voi non lo sapete ma qualche giorno fa ho dovuto cancellare un vecchio post sulla 'ndrangheta, e ciò dimostra che siamo liberi di scrivere fino ad un certo punto.

Il motivo per cui voglio riportare la lista dei nomi è semplice. Spero nell'aiuto di alcuni lettori, magari anche di quelle persone che avendo una coscienza probabilmente non dormono tranquilli la notte. Se c'è qualche nome nella lista che sia riconducibile a Niki Aprile Gatti e/o al suo omicidio, me lo segnali. O tramite un commento anonimo, oppure ancora meglio via e mail tramite il mio indirizzo incarcerato@gmail.com.

Fabio Arigoni, Luca Berriola, Luca Breccolotti, Marinella
Buongiorno, Roberto Caboni, Antonio Catanzariti,
Giuseppe Cherubini, Alessandro Cionco, Paolo Colosimo, Massimo Comito,
Roberto Contin, Giulio Cordeschi, Giuseppe Crudele, Manlio Denaro,
Andrew Charles Edward Dines, Colin Edward Dines, Nicola Paolo Di
Girolamo, Silvio Fanella, Antonio Ferreri, Carlo Focarelli, Francesco
Fragomeli, Giovanni Gabriele, Aurelio Gionta, Eugene S Gourevitch, Marco
Iannilli, Maria Teresa La Torre, Rosario La Torre, Maurizio Laurenti,
Roberto Macori, Madoir Mwaffak, Fabrizio Magi, Luigi Marotta, Massimo
Massoli, Renzo Mattioli, Stefano Mazzitelli, Massimo Micucci, Gennaro
Mokbel, Augusto Murri, Barbara Murri, Andrew David Neave, Paul Anthony
O'Connor, Dario Panozzo, Giovanni Pizzi, Giovanni Pizzo, Marco Prinzi,
Paolo Prinzi, Franco Pugliese, Antonio Ricci, Giorgia Ricci, Mario
Rossetti, Fabrizio Rubini, Silvio Scaglia, Riccardo Scoponi, Marco
Toseroni, Bruno Zito.




Rileggete l'articolo sulla Telecom qui.

martedì 2 marzo 2010

L'onnipresente Telecom

Carissime teste di capra,
purtroppo in questi giorni ho un problema con il mio pc.

Prossimamente scriverò un articolo che parlerà della 'ndranghetizzazione della nostra capitale.

Ora invece vi ripropongo un mio vecchio post, che scrissi un anno fa, e alla luce della nuova inchiesta che mette in evidenza il ruolo della banda di Mokbel, la quale aveva acquistato la società Ikon che attraverso dei software intercettava conversazioni ed e-mail senza lasciare traccia.


Ovviamente il ruolo della Telecom è principale.

Vi ricordate il famoso scandalo Telecom di circa due anni fa? Era quando uscì fuori che gli addetti alla Security Telecom utilizzavano dei softwer speciali per entrare dentro le conversazioni private. E ovviamente utilizzavano le intercettazioni per ricattare politici, uomini d'affari, giornalisti. Non è una cosa di poco conto, anzi è uno scandalo che doveva far tremare il Paese intero e questa non è una esagerazione.

Tutti noi abbiamo commesso qualche pecca con il telefono, e non ditemi che non è vero. Una telefonata erotica, una conversazione con l'amante, una raccomandazione, una bella litigata feroce, insomma tutte cose che a noi gente normali non possono farci nulla. Ma la storia è diversa se ad essere intercettato illegalmente sia un politico onesto, uno che non si faccia corrompere,e quindi potrebbe dare fastidio, oppure un giornalista d'inchiesta che veramente vuole fare informazione e magari calpestare i piedi ai potenti. A loro basta che gli intercettino una di quelle "strane" telefonate e per loro è finita. Diventano persone poco credibili.

Volevo dirvi tutto questo, care teste di capra, perché tutti i principali imputati dello scandalo Telecom come Tavaroli, Cipriani, Ghioni, Bernardini, Iezzi e tanti altri, molto probabilmente, grazie al patteggiamento non si faranno nemmeno un anno di galera.
E tutto questo grazie ad un processo lampo. E non vi sembra strano tutto ciò? Per arrivare alla conclusione (tragica) del processo per i fatti di Genova sono dovuti passare sette anni, ma anche per i processi più stupidi come aver rubato un portafoglio ci si mettono degli anni. E perché tutta questa fretta per un processo così importante?. La mia è una domanda più che legittima.

Non è un caso che il giornalista D'Avanzo all'epoca dei fatti parlò di una nuova P2, e non è un caso che stranamente uno degli imputati (Cipriani) sia amico della famiglia Gelli. Non è un caso che uno degli indagati dell' epoca, un certo Adamo Bove, si sia "suicidato". E non è un caso che lo stesso Bove era un esperto di informatica ed aveva collaborato anche con il numero 2 del SISMI Marco Mancini(indagato anche lui per lo scandalo telecom) per il caso del rapimento illecito di Abu Omar. Tutto questo non è un caso se analizzassimo il tutto.

E io non sopporto che queste persone potranno ricominciare a vivere la loro vita come se nulla fosse, mentre io mi imbestialisco che un ragazzo di 26 anni come Niki lo abbiano arrestato, messo in un carcere di super sicurezza e ucciso facendolo passare ovviamente per suicidio.
Non è possibile che i suoi capi, quelli che veramente gestivano le società telefoniche che facevano da intermediari con la Telecom(sempre lei?), abbiano avuto un trattamento diverso . E intendo diverso quando dico che l'imputato numero uno (un certo Mancini, ex presidente dell' Arezzo Calcio) non ha passato nemmeno un giorno nel terribile carcere dove è morto Niki.
Non è possibile che ci sia tutta questa ingiustizia.

Ma questa volta non la passeranno liscia.

Perchè Niki ha una madre meravigliosa che ha deciso di non arrendersi, e non lo farà anche per riscattare tutte quelle morti inspiegabili le quali non hanno avuto seguito perchè non c'era nessuno che se ne interessasse. Non avevano nessuna madre speciale come lei.

Io questo post lo dedico alla signora Ornella, la madre di Niki, perchè lei non si è fatta spaventare dal chiaro messaggio mafioso quando hanno ripulito tutto l'appartamento del figlio come per dire: "Se lo deve dimenticare!".

No, Ornella non lo potrà mai dimenticare. Nemmeno io, e insieme a tanta altra gente continueremo ad aiutarla fino a quando non avrà giustizia.

Io non mi fermo, e mi dispiace, amici miei, che sto coinvolgendo anche voi in questa battaglia.
E presto chiederò un vostro aiuto. Ancora un altro. Poi un altro ancora.