sabato 27 febbraio 2010

A quelli nati dopo di noi

"Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili"

Ripropongo questa poesia di Brecht. Intensa, bella, vera e soprattutto amara. Perchè lui da colpa alla sua generazione per aver permesso tutte quelle barbarie. Purtroppo è attuale perchè ora anche noi stiamo commettendo lo stesso errore. Brecht non se lo sarebbe mai immaginato.

Allora questa poesia la dedicherò a quelli che nasceranno dopo di noi.

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza.


Bertold Brecht



mercoledì 24 febbraio 2010

Giustizia per NIki Aprile Gatti: Sodalizio criminale tra 'ndrangheta, telecom, eversione nera e banda della magliana.

Carissimi amici, sapete quanto è grande la battaglia per ridare Giustizia e Verità per Niki Aprile Gatti! Da tempo che attraverso le nostre indagini personali abbiamo scoperto una regia della 'ndrangheta, eversione nera, grandi gestori telefonici e apparati dello Stato.

Proprio ieri ho ricevuto un commento odioso al precedente post:

"non so che tipo di indagini state facendo ma una cosa è sicura.. emidio salomone è stato ucciso ad acilia e non a nettuno! secondo me è meglio che la rivedete un pò tutta questa "indagine"!"


Per fortuna il bravo magistrato romano Capaldo ha scoperchiato questa mega truffa emettendo ben 56 arresti, con il coinvolgimento di Telecom, Fasteweb.

Ma soprattutto ha smascherato il sodalizio criminale tra la 'ndrangheta, politica come il senatore Di Girolamo eletto grazie alle 'ndrine, ed eversione nera come l'imprenditore Gennaro Mokble. Un uomo legato ai NAR e esponenti della Banda della Magliana che in un intercettazione si vantava di aver commesso ben 10 omicidi!


Ricordiamo che questa inchiesta parte dal 2004 fino al 2008, e si sovrappone quasi a quella condotta dalla procura di Firenze: la tristemente famosa "operazione premium" che portò all'arresto di 18 persone. Tra cui Niki Gatti il quale fu l'unico che voleva parlare perchè si sentiva con la coscienza apposto, ma dopo solo tre giorni di galera fu ucciso. Anche se ufficialmente risulta suicidato.

Noi già da allora, attraverso indagini personali, abbiamo intravisto la regia della 'ndrangheta e l'asse San Marino-Londra-Perugia.

Nell'inchiesta di Roma è emerso anche che una delle sedi del riciclaggio risiedono in Umbria. E voi sapete quanti articoli ho speso per spiegare cosa accade in quella Regione.

Invece l'inchiesta di Firenze sembra aver omesso tutto questo, dico sembra perchè l'inchiesta Premium ancora non si chiude.

Ma, rispetto a quella di Roma ha omesso anche altri protagonisti della telefonia. Pare che solo l'antitrust se ne sia accorta, il 30 ottobre del 2008 decise di sanzionare ben
13 società:

Telecom Italia, Elsacom, CSINFO, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin TV, AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T(società san marinese), Ivory Network Limited.


L'inchiesta di Roma è stata la conferma di ciò che avevamo ipotizzato, spero solamente che in qualche maniera si potrà far luce sulla sorte di Niki Aprile Gatti. Purtroppo il nostro potere di informarci è limitato, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Anche di notizie importanti da ricevere in anonimato.

Purtroppo la 'ndrangheta oltre ad impadronirsi degli appalti di costruzione, del traffico della droga, della politica, si è impadronita anche della gestione informatica e telefonica.

E allora provate ad immaginare che qui non si tratta solo di ricavare denaro, ma anche poter accedere ad informazioni segrete, intercettare illegalmente le persone e magari ricattarle come la storia di Marrazzo. Giusto per fare un esempio conosciuto.

Poi è inevitabile che ci scappano i morti, si ammazzano persone scomode, magari usate inconsapevolmente come prestanomi per le società a scatole cinesi.

Da tempo che vediamo chiari messaggi e movimenti strani i quali fanno pensare ad una riorganizzazione.

Come dico da sempre ,il "passato" non è mai passato!

Per favore, abbiamo bisogno di ulteriori informazioni!

(l'inchiesta continua con approfondimenti futuri)




Pubblicato anche qui!

sabato 20 febbraio 2010

Un giovane "incosciente".

Era una mattina del 22 febbraio 1980 quando in un appartamento romano di via Monte Bianco squillò il campanello del portone. Ad aprire la porta fu Carla Zappelli perchè si sentì dire che erano amici del figlio. Ma non lo erano. Gli amici non si presentano armati e con il cappuccio in testa.

"Non si preoccupi, gli dobbiamo solo fare qualche domanda". Ma il figlio Valerio ancora non era arrivato a casa; d'altronde era mattina e lui era uno studente del liceo Archimede.

Forse era a scuola, forse l'aveva marinata. Ma sicuramente lo aveva fatto perchè era impegnato politicamente e non come oggi che lo si fa per rintanarsi nei bar. Quelli erano gli anni delle contestazioni e di una guerra spietata tra destra e sinistra.

Si lottava per una società migliore, ma si moriva anche. Tanti giovani morivano, il più delle volte ad opera delle forze dell'ordine, altre ad opera dei giovani di entrambe le fazioni.


Ma il principale assassino era lo Stato.

In quell'appartamento stava accadendo un qualcosa di unico nel suo genere. Carla e il marito vennero immobilizzati e imbavagliati e il commando armato attese l'arrivo di Valerio.

Non immagino il terrore della madre, e la lunga agonia dell'attesa.

Alle ore 13 rientrò Valerio, e ci fu una lotta feroce conclusa con un colpo di pistola alla nuca. Valerio cadde a terra inondando di sangue il pavimento. Perse la vita alla giovane età di diciannove anni.

Morì un ragazzo che militava con grande partecipazione nelle file della sinistra extraparlamentare e come tanti suoi coetanei aveva quell'incoscienza genuina che lo portava ad esporsi in prima persona. Un incoscienza che tutti noi dovremmo avere, anche a tarda età.

Perchè solo così si può cambiare qualcosa e combattere le profonde ingiustizie .

Valerio stava conducendo un inchiesta, una di quelle scottanti in piena epoca di strategia della tensione, l'epoca della P2, dell'eversione e le mafie collegate con gli apparati dello Stato.

Una collusione che abbiamo ancora oggi. Ma si fa finta di non saperlo.

Valerio, un anno prima di morire, venne arrestato come accadeva a tutti quelli che militavano(Per questo all'epoca le galere erano sempre in rivolta e si denunciavano gli abusi) e gli perquisirono un dossier voluminoso di cui nessuno ancora sa cosa contenesse.

Misteriosamente sparì, per poi apparire nelle mani del giudice Mario Amato che indagava sull'eversione nera. Dopo qualche giorno il giudice fu ucciso dai NAR.

Valerio aveva probabilmente scoperto qualcosa di scottante che avrebbe destabilizzato lo Stato; ne è convinta la madre, ma anche tutti quelli che la stanno aiutando nell'indagine.

All'epoca c'era un vicino di casa che voleva testimoniare, ma poi ritrattò perchè diceva di essere minacciato. Era pieno di debiti, ma misteriosamente dopo qualche mese l'accaduto si trasferì con la famiglia in una bella casa sulla Cassia o sulla Flaminia.

In tutte queste storie dove c'è lo zampino dello Stato, avviene sempre questo. O si ammazza, o si compra.

Permettetemi allora di dire alcune cose che sono accadute l'anno scorso. In un post sulla 'ndrangheta vi spiegai l'importanza dei messaggi. Forse ne erano arrivati alcuni di cui non sono capace di decifrarli. Solo l'interessato potrebbe capirli.

Il 4/o6/2009 a Nettuno è stato ucciso in pieno giorno Emidio Salomone, considerato l'ultimo boss della Banda della Magliana. Voglio ricordare che probabilmente un componente del commando che uccise Valerio Verbano, era un certo Carminati,uomo di estrema destra vicino alla Banda.

La stesso giorno, ma di notte, sul monumento delle vittime della Strage di Bologna(proprio sui visi) alcuni "vandali" hanno scritto: Onore a Gelli!

Il giorno dopo, qualcuno ha commesso atti di vandalismo nella tomba di Valerio.

Purtroppo ho potuto notare questi avvenimenti per l'indagine che stiamo facendo per Niki Aprile Gatti ,che tra l'altro è appena trascorso il giorno del suo compleanno. E lo avrebbe festeggiato, se non fosse stato ucciso in quel maledetto carcere.

Sarà un caso, o forse no. Comunque sia il 22 Febbraio portiamo un fiore per Valerio Verbano e ricordiamo questo giovane "incosciente" ucciso dallo Stato per mano dell'eversione nera.



Intanto vedete questo video di Carla, che supplica al pentimento di Belsito.

mercoledì 17 febbraio 2010

Repressione preventiva.

Care teste di capra, un mio lettore di Genova che appartiene all'ARCI mi ha messo a conoscenza di un fatto molto grave che dovrebbe tutti noi portarci a riflettere.

Ora sappiamo che lo Stato può eliminare in diverse maniere le persone scomode. Può ucciderle tramite le carceri o i TSO (vedi il caso Mastrogiovanni), utilizza i vecchi e collaudati falsi suicidi, mette bombe provocando stragi come Piazza Fontana o Falcone e Borsellino, fucila masse di persone come la strage di Portella delle Ginestre, utilizza le forze di polizia per reprimere i manifestanti come il G8 di Genova durante il governo Berlusconi o quello di Napoli durante il governo Prodi.

Ma sa utilizzare anche quella che chiamo "repressione preventiva", ovvero individua persone scomode e in questo caso sono giovani anarchici, e tramite la Questura li richiama intimandogli di "comportarsi bene" perchè in caso contrario scatterebbe la "Misura di prevenzione". E si può tradurre anche in arresto.

In pratica si può finire in galera anche in maniera preventiva. E sappiamo, solitamente, che fine si fa dentro quell'inferno.

Pubblico qui il volantino dell'ARCI e invito tutti a leggerlo con attenzione:



Settore Carcere e Giustizia

A PROPOSITO DEGLI "AVVISI ORALI" CONTRO ALCUNI GIOVANI ANARCHICI GENOVESI
In un volantino diffuso in città nei mesi scorsi si è appreso che mercoledì 7 ottobre 2009, Christian, un
giovane anarchico genovese, è stato convocato in Questura dalla Digos dove - come poi accaduto anche ad
altri giovani - gli è stata comunicata una serie di denunce a suo carico. Sulla base delle denunce ha quindi
ricevuto l'avviso orale previsto dall'articolo 4 della legge n. 1423/56 contenente "Misure di prevenzione nei
confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità". Ad altri giovani, non residenti
nel comune di Genova, sulla base dell'art. 2 della sudetta legge è stato invece dato il foglio di via
obbligatorio.
In sostanza, il questore provvede ad avvisare oralmente la persona che esistono sospetti a suo carico,
indicando i motivi che li giustificano e la invita "a tenere una condotta conforme alla legge...". In caso
contrario scatta la richiesta al Tribunale di "Misure di prevenzione".
L' art. 1 della legge 1423/56 afferma che le "Misure di prevenzione" si applicano a:
1) coloro che debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono abitualmente dediti a traffici delittuosi;
2) coloro che per condotta e tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono
abitualmente, anche in parte, con i provventi di attività delittuose;
3) coloro che, per il loro comportamento, debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che siano dediti
alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l'integrità fisica o morale, la sanità, la sicurezza
o la tranquillità pubblica.
Successivamente, con legge 438/2001 si è prevista la possibilità di irrogare le misure anche a coloro che:

pongano in essere atti preparatori diretti a sovvertire le istituzioni dello Stato nonchè alla
commissione di reati con finalità di terrorismo anche internazionale.

abbiano fatto parte di associazioni politiche disciolte ai sensi della legge 645 del1952 (partito
fascista) e continuino a ssvolgere attività;

compiano atti diretti alla ricostituzione del partito fascista

avendo portato condanne per alcuni reati, manifestino tendenza ad una recidiva finalizzata al
sovvertimento delle istituzioni dello Stato.


Ci sembra del tutto evidente che l’esercizio delle libertà costituzionalmente tutelate - in primis il diritto di esprimere le proprie opinioni politiche - nulla ha a che fare con la sicurezza e la pubblica moralità e non può quindi in alcun modo rientrare nella casistica sopra riportata.
L’articolo 16 della Costituzione afferma che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.

L’articolo 21, a sua volta, afferma che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Probabilmente pochi ricordano - se mai l’hanno saputo dai mezzi d’informazione - che un ‘analogo provvedimento venne utilizzato dal Questore di Palermo nei confronti di Pietro Milazzo, sindacalista a capo del dipartimento immigrazione della Cgil in Sicilia e impegnato da anni a fianco dei senza casa di Palermo.

Nella sua cronaca sul quotidiano cittadino Il Secolo XIX, il giornalista Matteo Indice ricostruendo l’episodio della contestazione agli alpini, a proposito dei manifestanti scriveva:”…I quali sono riusciti, di fatto, a invertire i ruoli. Non più gli alpini nella parte di chi dovrebbe gestire la piazza, bensì gli anarchici. Che, con gesti e parole tanto eloquenti quanto simbolici (l’insofferenza, è bene precisarlo, non è mai sfociata in aggressioni fisiche) li hanno spinti a ripiegare. E alla fine la pattuglia ha davvero lasciato la strada, raggiungendo gli uffici del commissariato Centro - sistemato in piazza Matteotti, a due passi dal cuore della protesta - ed evitando un confronto più acceso che li avrebbe visti con ogni probabilità sconfitti in partenza.”
E più oltre scrive ancora:” Anche perché identificare gli anarchici non è stato particolarmente difficile: nessun passamontagna o fazzoletti “d’ordinanza”, e foto molto eloquenti sui giornali che hanno spianato parecchio la strada alle forze dell’ordine.Difficile, ovviamente, prevedere che piega prenderà nel dettaglio l’indagine. Ma non c’è dubbio che, mentre in altre occasioni gli investigatori avevano sorvolato, questa volta la “pubblicità” della contestazione ha indotto a non lasciar correre.”
Forse la “pubblicità” che potrebbe aver indotto il Questore a denunciare i manifestanti per poi inventarsi l’avviso orale è da ricercarsi nella dichiarazione del senatore Gasparri: “C’è da augurarsi che le autorità locali agiscano con rapidità e determinazione».
Significativo un altro passaggio da un articolo del quotidiano locale, in data 21 dicembre 2009, dal titolo
:

Genova capitale degli anarchici anni Duemila l’inchiesta

“…L’”avviso orale”, a dispetto del nome, è un documento scritto, un invito del questore «a cambiare condotta». Se questo non avviene, si entra nel regime di sorveglianza speciale per un periodo che va dai due mesi ai tre anni. …”. L’unico aspetto che sembra aver colpito l’estensore dell’articolo è la contraddizione lessicale.

Al giornalista e/o ai lettori non è venuto il dubbio che si tratti di provvedimenti che violano la Cosituzione italiana? Una vera spada di Damocle sulla testa di chi fa politica fuori dagli schemi tradizionali. Forse perchè in fondo si tratta solo di pochi giovani anarchici?

Come Settore Carcere e Giustizia di Arci Genova riteniamo si debba intervenire su questa vicenda che ricorda i tristemente famosi repulisti preventivi del fascismo quando in città veniva qualche gerarca.

Facciamo quindi un appello al nuovo Questore perchè riesamini la situazione e a quanti operano in difesa dei diritti perchè si attivino, insieme a noi se lo ritengono, per una battaglia di civiltà.

www.arcigenova.org



lunedì 15 febbraio 2010

La semplificazione genera il luogo comune.

Per eliminare i luoghi comuni, l'intolleranza, il razzismo latente che tutti noi più o meno possiedono nel nostro subconscio, dovremmo cominciare ad eliminare la cosiddetta"semplificazione".

Mi spiego meglio.


La semplificazione è dovuta dal nostro cervello, quel groviglio di neuroni e sinapsi che ci distingue dagli esseri non animati, che tende ad organizzare tutto ciò che vediamo e apprendiamo in maniera meno complessa possibile. Tutti noi, ad esempio, chiamiamo erroneamente quell'emozione che ci fa aggrottare la fronte, squadrare la bocca e stringere le labbra, in un unica parola: la rabbia!

Ebbene la rabbia in realtà è quella malattia che prendiamo di solito dai morsi dei cani o dei topi. Una malattia antichissima che deriva dalla lingua sanscrita "rabbahs", e significa "fare violenza". Quindi la rabbia è una malattia, non un emozione.

Quella che chiamiamo comunemente rabbia, in realtà ha diverse sfumature e sono tutte diverse tra loro: l'ra, la collera, il furore, la resistenza, il risentimento.

Quindi care teste di capra, dovremmo iniziare a scavare anche nei termini, perchè sono soprattutto le parole che generano incomprensioni e varie intolleranze.

Un altro esempio è la neve, noi pensiamo che sia quella e basta. E invece se provate a parlare con un abitante della Lapponia scoprirete che esistono diversi tipi di neve. Ne saprebbe riconoscere una decina di specie diverse.

Cominciamo ad applicare questo discorso con i vari popoli e le varie culture, iniziamo noi stessi a non semplificare e ridurre il tutto con un unico termine.

Forse riusciremo ad abbattere i luoghi comuni.

Riflettiamoci su, quando conosciamo un determinato argomento, non è irritante ascoltare la gente che ne parla in maniera semplicistica?




venerdì 12 febbraio 2010

Per chi si sente solo a San Valentino.

Insomma teste di capra innamorate, disamorate, disilluse, speranzose, e anche un po' incazzate della festività di San Valentino. Il 14 febbraio sarà una di quelle giornate che per i single sarà un po' angosciante, alcuni di voi proveranno una sana invidia nel vedere quelle coppiette che si ritroveranno nei ristoranti scambiandosi effusioni. Magari alcune di voi lavoreranno come cameriere, e vi tocca pure servirle queste dannate coppiette.

E allora voglio riproporvi questo mio vecchio post. Leggetelo e se volete, gustatevelo anche.


La felicità è amore, nient’altro.”(Hermann Hesse)

Carissime dolci teste di capra, io ho sempre scritto post dedicati alle sofferenze umane, alle nostre debolezze, alle nostre continue difficoltà. Al lavoro che si perde, al lavoro che ti uccide, alla solitudine che ci circonda, l'ho dedicato ai pazzi, agli emarginati, insomma a quel popolo di invisibili che cercano di riemergere.

Ma non l'ho mai dedicato alle persone che soffrono per quel sentimento strano chiamato amore, strano perchè fa soffrire e gioire nel contempo. Quanto è bello quell'amore che strappa i capelli, che ti fa passare in maniera piacevole anche dure giornate, quell'amore che cambia le persone, l'amore che le cura anche. Quante follie si fa per amore, si perde l'appetito pensando a lei o a lui, ci si promettono cose impossibili, si riascoltano quelle musiche d'amore che sembrano scritte apposta per noi. L'amore ha ispirato le opere più grandi come le tragedie di Shakespeare, cantori dell'amore e della passione che vanno da Saffo a Neruda, da Baudelaire a Rimbaud.


Ma l'amore, il più delle volte svanisce,e come dice De Andrè non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza.

In una coppia la passione iniziale, inevitabilmente, svanisce e quanto è difficile mantenere l'amore e coltivarlo nel tempo. Eppure non è impossibile visto che non è cosa rara vedere coppie di anziani che ancora passeggiano mano per la mano e si scambiano ancora sguardi teneri. Mi piacerebbe avvolte conoscere le loro storie, magari scopriremo che anche loro hanno vissuto attimi di crisi, dubbi e forse anche, chissà, di tradimenti.


Io però questo post lo dedico in maniera particolare alle persone che hanno perso da poco il loro amore, quelle che sono rimaste deluse, specialmente alle donne che hanno avuto il coraggio di lasciare il proprio compagno pur ancora amandolo. Perchè noi uomini, o perchè siamo dei codardi, o perchè abbiamo paura di far soffrire le ragazze, non ne abbiamo mai il coraggio di fare il primo passo.

Una volta perduto l'amore, la solitudine ci piomba addosso, pensiamo che sia l'ultimo, abbiamo paura di non innamorarci più, che nessuna possibilità potrà ricapitarci. L'amore può finire a qualsiasi età, e a qualsiasi età ci si può di nuovo innamorare. State certi che l'amore vi sorprenderà di nuovo, all'improvviso, senza che voi ve ne accorgiate.
E non impegnatevi a cercarlo, quasi perchè avete paura di rimanere soli, non sentitevi in colpa che magari ancora non avete una famiglia mentre tutti i vostri amici si sono sposati o fatto figli. L'amore non si programma, non si forza, vedrete che all'improvviso ritorna, e vi sorprenderà di nuovo.


martedì 9 febbraio 2010

Rilanciamo la Verità e Giustizia per Niki!

Oggi ho deciso di rilanciare l'intervista ben fatta di Sky TG24 ad Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti ucciso nel maledetto carcere di Sollicciano.

Un omicidio mascherato da suicidio.


Dietro c'è una storia complessa, di poteri forti come la massoneria e la criminalità organizzata. Una storia dove ci sono di mezzo società off shore di San Marino, le quali risiedono sotto altri nomi anche a Londra. Un po' come
la società ex Eutelia.

Una storia torbida, dove un ragazzo come Niki, genio dell'informatica, è rimasto coinvolto. C'è chi la definisce una morte bianca, una vittima del lavoro. E in effetti oltre a morire per mancanza di sicurezza, si può anche morire perchè esistono delle società che coinvolgono persone in gamba, esperte nel settore, e riescono con abilità a valorizzare i sogni dei ragazzi.

Care teste di capra, la storia di Niki Aprile Gatti deve coinvolgerci, perchè ognuno di noi può diventare vittima di questo perverso sistema. Ornella, una mamma coraggio, ha fatto con grande sforzo questo nuovo post. Supplicando chi sa, ad aiutarla. Ci sono diverse forme per comunicare ,anche nell'anonimato!




Anche qui.

domenica 7 febbraio 2010

Legittimiamo tutti allora?

Con il post precedente ho avuto l'ennesima costatazione che molti di noi sono e saranno perennemente incarcerati. Perchè non è possibile che ancora, anche a tarda età, si debba essere per forza aggrappati ai leader, non è possibile che ancora ci sia la necessità di avere degli idoli che diventano intoccabili e non criticabili.

Un po' come la religione, c'è una continua voglia di oppio.

E possono essere persone, o partiti. Basta vedere l'accesa polemica, con commenti anche offensivi, che ho ricevuto nel famoso post nel quale criticai l'agire di Rifondazione Comunista nella manifestazione di Livorno.

Basta leggere i commenti che ho ricevuto su Agoravox a proposito del mio articolo sulla foto di Di Pietro per capire quanta mancanza di onestà intellettuale ci sia in giro.

Allora da oggi in poi, se sono "puttanate" le mie legittime ipotesi sulla vicenda di Di Pietro e l'aiuto per facilitare l'inchiesta Mani Pulite, vorrei che a questo punto venga legittimato anche Berlusconi.

Se Di Pietro è credibile quando dice che all'epoca non conosceva Contrada, se non come un "semplice" questore, allora è credibile anche Berlusconi quando diceva di conoscere Vittorio Mangano come un "semplice" stalliere e non come un mafioso.

Se Di Pietro dice di considerare la targa dei servizi segreti Americani come un semplice regalo, allora Berlusconi è credibile quando dice che si era iscritto alla P2 perchè pensava che fosse una "semplice" associazione tipo Rotary Club.

A questo punto tutti sono legittimati a dire che sono vittime di complotti.

Tutti, nessuno escluso!


Come ora è legittimato Di Pietro ad appoggiare De Luca, un uomo del PD che è più a destra di Fini (basta vedere, come Sindaco di Salerno, l'azione di tolleranza zero e la sua voglia di chiudere i centri sociali) ed è imputato con le accuse di truffa e concussione.

Da oggi in poi, per coerenza, legittimiamo tutti!


Ma nel frattempo aspetto che "Todo Cambia" :




giovedì 4 febbraio 2010

Di Pietro:La cena infame, mafia e il Colpo di Stato.



Care teste di capra, di solito quando si parla di strategia della tensione, massoneria, CIA e Servizi Segreti Italiani, subito si è bollati come complottisti. Capita quando si mette nero su bianco le ipotesi e analisi che uno teorizza, oppure quando si parla con amici intorno ad un fiasco di vino.

Era da tempo che meditavo sul fatto che Tangentopoli, quella grande inchiesta chiamata Mani Pulite che fece emergere la corruzione politica e finanziaria di tutti i partiti (nessuno escluso), sia stata voluta dall'alto per rimodellare il sistema politico. C'è chi lo chiama "Colpo di Stato", chi addirittura lo equipara ad una specie di Strage di Stato.

In effetti non dobbiamo mai dimenticare che nell'inchiesta condotta da Di Pietro ci furono decine di suicidi, e morti chiamiamole "collaterali" come strani incidenti e suicidi strani.
Dopo 17 anni, grazie soprattutto alle parole del figlio di Ciancimino è emerso chiaramente che la Seconda Repubblica è nata dalla trattativa tra mafia e Stato.

Ed i protagonisti della trattativa occupano tuttora dei posti chiave.

Abbiamo il capo dell'antimafia Grasso che all'epoca era procuratore capo di Palermo quando partì l’indagine su Ciancimino jr. E né lui, né il suo fedelissimo aggiunto Giuseppe Pignatone né i solerti sostituti che seguivano l’inchiesta rivolsero mai una sola domanda al figlio di don Vito sulla trattativa intrecciata da suo padre con i carabinieri del Ros durante e dopo le stragi del 1992.
Come l'attentato al giudice Borsellino, colui che si oppose alla trattativa e che molto probabilmente lo appurò quando incontrò Mancino, all'epoca Ministro dell'interno ed ora Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Insomma, per chi vuole cercare di capire, è chiaro che l'inchiesta Mani Pulite sia stata voluta e facilitata dai Poteri Forti. Non dimentichiamo che la DC fu sciolta e cacciata via, ma rientrò immediatamente amalgamandosi nei due schieramenti. E inoltre, grazie a questo riequilibrio, si avviarono quelle riforme che hanno distrutto lo Stato Sociale, portando avanti le politiche liberiste.
E anche in questo caso ci fu il solito intervento Statunitense.

Tutto questo è teorizzabile, ma è la prima volta che esce fuori una focalizzazione addirittura visiva di tutto ciò: la foto che trae Di Pietro, Contrada e un uomo della CIA, i quali tutti insieme chiacchierano e cenano giovialmente.


Ed è una foto che risale
15 dicembre del 1992 !

Al di là del motivo per cui sia stata tirata fuori dal cilindro solo ora, questa foto è oggettivamente imbarazzante e inquietante. Tanto è vero, che Di Pietro (il quale io difendo quando dice cose sensate come l'attacco al Presidente della Repubblica) non ha dato nessuna giustificazione, se non dire che non conosceva Contrada.
L'avvocato abruzzese Mario Di Domenico, autore del libro "Il colpo allo stato", prossimo alla pubblicazione, volume che contiene le foto scattate 17 anni fa che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con l'ex agente del Sisde ha detto una cosa più che giusta ed inattaccabile:
«Delle sorti politiche di questo signore non mi interessa nulla. Ma le pare una cosa eticamente corretta che un ex magistrato dica "io Contrada non sapevo chi era" e oggi dice "io collaboravo con Borsellino" e Borsellino dice "Contrada è addirittura un assassino" e lui collabora con Borsellino? O mente oggi o mentiva ieri».


Non dimentichiamo che l'ex agente del SISDE Bruno Contrada è stato arrestato per concorso esterno per associazione mafiosa e operò lui quando Borsellino venne ucciso. Ucciso vicino ad un castello, il luogo di copertura dei servizi segreti, il luogo dove arrivò il segnale che fece esplodere la bomba.

E non dimentichiamo che dopo Tangentopoli si presentò come il nuovo, l'eroe, il giustizionalista, l'anti politico e anti comunista Berlusconi. Colui che volle Di Pietro come ministro.


Di Pietro non è l'unico che faceva incontri particolari nelle caserme, mi viene in mente un avvocato che faceva parte della difesa delle vittime della strage di Bologna che la sera faceva incontri nella caserma con uomini dei servizi. Un doppiogiochista.

Insomma pare che la caserma sia un luogo oscuro e particolare dove ci si riunisce per depistare, ridisegnare e avviare diverse strategie che marciscono sempre di più il nostro Stato.

martedì 2 febbraio 2010

Rockpoeta On The Road!

Ho la necessità di avvisarvi che Daniele Verzetti ha aperto una rubrica interessantissima. Ogni martedi posterà un video con lui protagonista trattando dei temi sociali importantissimi.

E sono contentissimo e grato che abbia esordito con un video intitolato SBARRE. E l'Incarcerato non può che sottoscrivere tutto quello che dice, ed esprimo una gratitudine particolare per aver nominato anche l'omicidio mascherato da suicidio di Niki Aprile Gatti. Grazie Daniele, un poeta On The Road.

lunedì 1 febbraio 2010

Berlusconi ha ragione!

Care teste di capra, questa volta vi farò infervorare. Alcuni di voi si sentiranno male, altre rimarranno deluse, chi mi leggerà per la prima volta si accingerà a chiudere subito dopo aver letto le parole che seguiranno.

Berlusconi ha ragione!

Ebbene si, per la prima volta mi trova pienamente d'accordo quando ha affermato che “la politica di Israele sugli insediamenti potrebbe rivelarsi un ostacolo per la pace”.

Dico solamente che quel "potrebbe" se lo poteva risparmiare perchè le Colonie "sono" un ostacolo per la pace. Un po' l'aveva capito anche quel pazzo sanguinario di Sharon. Poi ovvio che molto probabilmente si smentirà di nuovo, tanto è vero subito ha recuperato dicendo che Israele è uno Stato di grande civiltà e democrazia, tanto è vero che vuole farlo entrare nell'UE.

Va bene, per un attimo ci avevo creduto. Specialmente dopo che Bertolaso aveva criticato gli USA per come sono intervenuti ad Haiti.

Anche Bertolaso aveva ragione, e per un attimo avevo creduto che l'Italia per la prima volta si stava dimostrando non più supina alla prepotenza imperialista Statunitense. Parole che mi aspettavo da governi di centro sinistra, ma quella è per davvero una vera utopia.

Insomma care teste di capra, io non ho un cervello ossificato, non voglio limitarmi. E se una persona di destra,anche estrema, apre finalmente gli occhi e dice cose giuste, io la difendo.

Ovviamente non è il caso di Berlusconi e Bertolaso, due persone che spero non ci siano più nella prossima legislazione.

Per me la parola ormai desueta "Proletari di tutto il mondo unitevi" è sacrosanta. E non faccio distinzione di provenienza, religione, e nemmeno fede politica.

Se vi ricorderete, c'è stata un aspra polemica tra me e alcuni di Rifondazione e giornalisti di Liberazione per quanto riguarda
la manifestazione di Livorno. Una persona ostile al mio pensiero alla fine mi commentò:

"http://www.destradipopolo.net/?p=1569 e ho detto TUTTO.
Meditate gente, meditate. prima di sparare sulla "croce rossa" della Rifondazione."


Ebbene quello è un sito di destra che parla in maniera critica della situazione carceraria con le relative morti. E quale sarebbe il problema? Ben venga che anche una persona con percorsi politici diversi dal mio cominci a porsi delle giuste domande.

Ma cosa vogliamo fare? Avere l'esclusiva su questi gravi problemi? Se è così falliremo tutti quanti.

E si continua a morire.