sabato 4 dicembre 2010

Verità e Giustizia per Niki Aprile Gatti: l'arte della disinformazione


Questa è un'altra pagina dura che alle persone dotate di senso civico e senza condizionamenti politici dovrebbe far accapponare la pelle. Io Niki Aprile Gatti lo conoscevo. Poi come molte volte accade quando ognuno prende la propria strada, ci si perde di vista. Avrei preferito non rincontrarlo più dopo tanti anni, si perchè l'ho ritrovato quando ormai era già morto. Ucciso in quel carcere di Sollicciano che al solo rievocarlo provoca rabbia e tanto sconforto.

Quella maledetta estate del 2008 per caso su internet lessi una breve notizia ansa nella quale diceva che un uomo, imprenditore di una società informatica e originario di Avezzano, si era ucciso nel carcere di Sollicciano. Tutto immaginai ma non che si riferisse ad un ragazzo di 26 anni e sopratutto a Niki. Come potevo immaginarlo se d'altronde l'avevo perso di vista per molti anni? Ma poi Niki era un uomo, certamente, ma a 26 anni è comunque un ragazzo.

Ma quella era una notizia ANSA, non potevo mica pretendere che fosse dettagliata. Allora ecco che trovai un articolo di Repubblica, comparso il 25 Giugno, esattamente il giorno dopo la morte.

Un articolo di Repubblica, non di Libero, Il Giornale o altri considerati gli unici che si pensa adoperino la macchina del fango.

Un articolo che dava per scontato che fosse un suicidio, senza formula dubitativa e senza aspettare l'inchiesta interna che è di routine per le morti in carcere. Così iniziò dopo nemmeno un giorno dalla sua morte, l'arte della disinformazione.


Niki Aprile Gatti secondo questa giornalista era sposato, aveva un impresa, si è ucciso perchè non è riuscito a reggere il carcere dopo tre giorni; ma la cosa squallida era che spiegava pure come si sarebbe impiccato. Dopo aver usufruito l'ora d'aria, sarebbe rientrato in cella e dietro la porta del bagno avrebbe ricavato strisce di stoffa da suoi jeans e quindi impiccatosi con quelle.

Tutte falsità.

Nki non era sposato innanzitutto, non era proprietario di nessuna impresa ma era un dipendente, non aveva usufruito dell'ora d'aria perchè si sarebbe scoperto poi che era in pigiama, non c'è orario che corrisponda alla realtà anche perchè i soccorsi non intervennero prontamente E c'è almeno più di un ora di buco. Ma soprattutto come dimostra la foto qui sotto, Niki non aveva utilizzato le strisce di Jeans:

Addirittura anche nell'autopsia il medico afferma che lo strangolamento poteva essere dovuto da una stoffa ruvida, molto probabilmente strisce di Jeans. Falso, tutto falso.

Dopo si dirà che Niki avrebbe utilizzato il laccio di una sola scarpa da tennis. Nella foto sottostante potrete notare che un laccio è perfettamente intrecciato nella scarpa, mentre nell'altra non c'è.



Niki che pesa più di 90 kg e alto un metro e ottanta si sarebbe impiccato con questo solo laccio:


L'arte della disinformazione non è finita. Il garante dei detenuti Franco Corleone, sempre nell'articolo, disse:
"...forse si è scoraggiato pensando a una lunga detenzione, so che aveva cambiato avvocato, altro segnale di inquietudine. Ho parlato col direttore di Sollicciano e con gli agenti, erano affranti, da tempo non si registravano suicidi nell' istituto fiorentino. Mi hanno spiegato anche che i soccorsi sono stati rapidi"
Non capisco come un garante dei detenuti possa fare queste falsi affermazioni senza prima documentarsi per avere più chiarezza. Non è stato Niki a desiderare di cambiare l'avvocato, ma invece gli fu ordinato. Mentre era nella cella chiamata eufemisticamente di "transito"(isolamento), ricevette un telegramma. Attenzione, tutti sanno che in isolamento è vietato comunicare con l'esterno e ricevere qualunque tipo di raccomandate. Ecco qui sotto il famoso telegramma. Guardate chi sarebbe il mittente e notate l'ordine perentorio del DEVI ORDINARE. Notate bene che i famigliari di Niki non erano stati avvertiti da nessuno che c'era la volontà di "qualcun'altro" di voler far cambiare l'avvocato a Niki.

Quando si parla della macchina del fango bisogna essere obiettivi, liberarsi da ogni dogma di partito, di schieramento, ogni tipo di convinzione, insomma bisogna uscire fuori dal gregge.

La storia di Niki fa intravvedere che fin dall'inizio c'è stata la volontà di insabbiare, di far finire tutto il giorno della sua morte. C'è l'Inchiesta Premium, quella che ha portato all'arresto di Niki (l'unico tra gli arrestati che ha espresso la volontà di parlare con i giudici perchè voleva chiarire la sua posizione per poi uscire dal carcere), che si è persa nel porto delle nebbie.


Ho i miei dubbi che sia ancora in corso o che abbiano rinviati tutti a giudizio. Un esempio? Un certo Carlo Contini, indagato nell'Inchiesta Premium, recentemente è stato arrestato per un' altra inchiesta di Perugia. Già in contemporanea della Premium era stato rinviato a giudizio assieme ai fratelli Cimieri per aver avuto contatti con la banda di Menzo.

Ebbene quest'anno ancora una volta viene arrestato proprio per aver fatto parte di questa banda che aveva come covo il locale notturno Kristal, il cui proprietario era proprio il boss Salvatore Menzo, mandante di un omicidio. Veniva chiamato il "covo dei colletti bianchi".

Domanda, ma se Contini era indagato nell'Inchiesta Premium, come mai tranquillamente faceva ancora affari poco chiari fino a poco tempo fa ?




Articolo pubblicato anche qui!

11 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Inka

Grazie articolo molto preciso....
MA....

"NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE....NON C'E' PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOL VEDERE"

......MENTRE IO....PIANGO LACRIME AMARE!!!

Un bacio
Ornella

upupa ha detto...

Carissimo...non serve ricorrere alla macchina del fango per leggere e interpretare quanto avviene nel nostro paese,non abbiamo bisogno "ancora" di costrutti ad hoc per intendere la realtà che ci circonda.E' facile "inventarsi" definizioni e "immagini" creative con intenti artistici per definire lo stato dell'informazione mediatica e non quando gli "infangatori" sono purtroppo tutti coloro che vogliono deviare la nostra lettura degli eventi.Nella vicenda di Niki,la "deviazione"dei fatti è iniziata iniziata con la superficialità dell'istituzione,con la mistificazione da parte del carcere, complice e\o autore della tragedia a continuare con la non professionalità di chi doveva dare la notizia alla famiglia e a tutti(carcere, polizia e giornalisti).Hanno tutti costruito una realtà falsa che sistematicamente la famiglia ha smontato dimostrando la VERA verità che,però,nessuno ha "osato" ascoltare,compreso le istituzioni.Tanti sono i complici della sorte di Niki che, come non prevedevano anche i cosiddetti amici,non ha avuto una "illacrimata sepoltura" perchè a dispetto loro,Niki era amato da tanti...gli onesti,i rispettosi dei diritti...
I dichiarati compagni,amici,"morosi" hanno solo barattato la loro "fatua vita"con la realtà consapevole.Le foto che hai pubblicato dimostrano le falsità dichiarate e affermate dalle istituzioni e quanto detto dal garante offende la parola "garante"...potrei continuare....

l'incarcerato ha detto...

Noi però non ci dobbiamo fermare, io resto fiducioso in un interessamento da parte di un magistrato onesto e volenteroso, tipo uno come Capaldo che con tanto impegno sta smantellando l'affare telecom! Quello che si darebbe dovuto fare in quella Premium! E invece l'unica novità è stata l'uccisione di Niki! Che vergogna!

Tua madre Ornella ha detto...

Inka

...E poi a completamento del tuo articolo c'è da dire che la macchina del fango funzionava bene....NIKI A SAN MARINO E' STATO L'UNICO AD USCIRE SUI GIORNALI CON LA FOTO SEGNALETICA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! TUTTI TROPPO OCCUPATI A RUBARE E A DEPISTARE ...... GLI ALTRI SONO USCITI CON LE FOTO IN GIACCA E CRAVATTA....NIKI CON LA FOTO SEGNALETICA ....LO DOVEVANO PROPRIO FAR PASSARE PER QUELLO CHE NON ERA!!!!!

V E R G O G N A

che gentaglia ....SCHIFO....VOMITO

zefirina ha detto...

io credo che se tu/noi continuiamo a parlarne, continuiamo a sostenere Ornella, diamo voce a Niki e non potranno far finta di essere sordi

Chiara ha detto...

Inka, tu scrivi :"Addirittura anche nell'autopsia il medico afferma che lo strangolamento poteva essere dovuto a una stoffa ruvida...falso, tutto falso" !! E se fosse vero, invece ?! E' chiaro che Niki non può essersi suicidato con un laccio da scarpe, è chiaro che Niki non si è suicidato...altre persone sono intervenute (il plurale secondo me è d'obbligo ! Niki era un ragazzo alto, robusto, probabilmente un solo individuo non lo avrebbe sopraffatto !).
Solo l'autopsia, in certi casi, può rivelare la verità !!
Chi ha dichiarato che si è suicidato con un laccio entra in contraddizione con il referto del medico legale, il quale parla di "stoffa ruvida". Altrettanto chiaro è che la "stoffa ruvida" non proveniva dai suoi jeans ! Quindi, di quale "stoffa" stiamo parlando ?! E' stata introdotta all'interno del carcere e poi fatta sparire ?! L'aggettivo "ruvido" mi fa pensare che, suddetta stoffa abbia lasciato dei segni particolari, a ben guardare, forse, delle fibre potevano essere rimaste sul collo di Niki e da esse si poteva facilmente risalire al tipo di stoffa.
Insomma, non so se sono riuscita a spiegarmi...comunque, questa è l'ennesima contraddizione che sicuramente ti è balzata agli occhi !!

l'incarcerato ha detto...

Ci avevo pensato anche io Chiara, invece in realtà al collo Niki aveva un segno evidente di laccio. Che può strangolare purtroppo. Il fatto grave è che perfino il medico che ha condotto l'autopsia si sia adeguato alle voci iniziali. Quindi significa solo una cosa: autopsia condotta all'acqua di rose e che serviva per confermare la versione ufficiale! Anche perchè come Ornella urla da tempo: perchè non hanno condotto l'analisi tossicologica?

Comunque Chiara grazie per questa tua analisi, mi piacerebbe che non solo tu partecipassi nelle ipotesi! Questo si che sarebbe un grande aiuto! Magari c'è qualcosa che potrebbe sfuggire a noi, a volte è capitato!

Chiara ha detto...

Ok ! Allora sul collo Niki aveva l'evidente segno di un laccio. Non credo occorra aver studiato a Quantico per capire la differenza lasciata sulla pelle da un pezzo di stoffa a un laccio !! Quindi può darsi sia stato utilizzato proprio il laccio della sua scarpa che, per altro, non doveva avere dentro il carcere !! Ciò significa che anche al medico legale è stato "consigliato" di rilasciare un certo tipo di referto esattamente come a Niki era stato "consigliato" di cambiare avvocato ?!

roberto ha detto...

Tutto molto preciso, come sempre del resto.
Sono tante... troppe le cose non chiare.
Fate bene a dialogare anche sui piccoli dettagli, a volte capita che un aspetto importante... magari sotto gli occhi, non è stato valutato, anche se sono già molti gli aspetti noti che gridano PERCHè?
Basta pensare all'esame tossicologico che non è stato fatto.
Ma io mi voglio soffermare un'attimo alla macchina del fango di cui accennava Inka...
Com'è possibile che un quotidiano come "La Repubblica" possa scrivere tante falsità senza poi verificare se le cazzate che aveva scritto erano vere oppure no?
Qual'è la macchina del fango??? Libero e Il Giornale?
PS
Tra l'altro chi ha scritto quell'articolo... è recidiva...

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Oramai sappiamo bene come si interessano a Niki molti media..... Bravo Inka per questo post che ripercorre perfettamente la storia amara ed ingiusta di Niki.

Anonimo ha detto...

...si faccia luce... -Luca-