venerdì 5 novembre 2010

La casa

L'uomo solo ascolta la voce calma
con lo sguardo socchiuso, quasi un respiro
gli alitasse sul volto, un respiro amico
che risale, incredibile, dal tempo andato.

L'uomo solo ascolta la voce antica
che i suoi padri, nei tempi, hanno udito, chiara
e raccolta, una voce che come il verde
degli stagni e dei colli incupisce a sera.

L'uomo solo conosce una voce d'ombra,
carezzante, che sgorga nei toni calmi
di una polla segreta: la beve intento,
occhi chiusi, e non pare che l'abbia accanto.

E' la voce che un giorno ha fermato il padre
di suo padre, e ciascuno del sangue morto.
Una voce di donna che suona segreta
sulla soglia di casa, al cadere del buio.

Cesare Pavese


6 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Bellissima Inka!!!

A Niki dicevo sempre che la "casa"
è quella porta sempre aperta...pronta ad accoglierti dopo ogni fuga....che bello è sentire la..."casa"....io non la sento piu'.....

Un abbraccio
Ornella

Ernest ha detto...

Bellissima!

Ernest ha detto...

Bellissima!

Itsas ha detto...

una poesia stupenda, che ti fa sentir voglia di tornare a casa, se non ci sei, e di non uscire più, se già sei dentro...
poi se mi metti guccini...
mi vuoi vedere piangere?

l'incarcerato ha detto...

Caro Itsas piangere a volte fa bene. E poi si, l'ho fatto di proposito ad integrare la poesia di Pavese con la canzone di Guccini :)

zefirina ha detto...

io dico sempre che casa è dove il tuo cuore, il mio cuore da un po' di tempo è in giro per l'europa da gennaio in america