giovedì 21 ottobre 2010

’Ndrangheta: Lo Giudice, tre fratelli per tre donne scomparse. E una sciolta nell’acido

Questo è un articolo che ho pubblicato ieri su Agoravox, prima ancora che se ne occupasse nella serata Chi l'ha Visto. Quando la rete precede i mass media..

Notizia di questi giorni è che il boss della 'ndrangheta Antonio Lo Giudice, arrestato tramite un provvedimento emesso dal sostituto procuratore aggiunto della DDA Michele Prestipino e dai sostituti procuratori Giuseppe Lombardo, Marco Colamonici e Beatrice Ronchi, si sia subito pentito e autoaccusato di essere stato lui a piazzare la bomba alla Procura di Reggio Calabria e di aver minacciato il Procuratore Pignatone.

Anzi in queste ora pare che abbia da dire molte cose, soprattutto sui rapporti con la Politica
.

Antonino Lo Giudice apparterrebbe quindi a questa importante 'ndrina, attiva nel rione Santa Caterina di Reggio Calabria
. Costui poi sarebbe il figlio del "celebre" boss Giuseppe Lo Giudice, ucciso in una faida il 14 giugno 1990 ad Acilia (Roma), dove dimorava in regime di soggiorno obbligato.

C'è una storia che accomuna la famiglia Lo Giudic
e: la sparizione delle consorti. Dopo la tremenda sparizione/omicidio di Lea Garofalo fatta sparire sciogliendo il suo corpo nell'acido, spulciando negli archivi, sono emerse altre due sparizioni, una a Reggio Calabria e una in Umbria.

E ritorniamo a parlare ancora una volta di questa regione, l'Umbria, che come disse il DDA nel 2008 è colonizzata dalla 'ndrangheta. Ovviamente con la collusione di vari poteri come la massoneria che specialmente a Perugia è molto presente.

La prima sparizione è quella di Barbara Corvi, sposata con due figli maschi di 19 e 15 anni, che sarebbe scomparsa dopo una lite in famiglia. Accadde il 26 ottobre 2009 ad Amelia, frazione di Terni, in Umbria.

Il marito di Barbara però non è un uomo qualunque, o meglio non ha una famiglia di origine comune come le tante. E' calabrese e si chiama Roberto Lo Giudice, trasferito con il padre ad Amelia quando era piccolino.

Il padre era proprio il boss della 'ndrangheta ucciso ad Acilia ed è il fratello di Antonio Lo Giudice, il pentito di questi giorni.

Barbara aveva un amante, un certo Carlo, e il marito lo apprese proprio da lei; fu a quel punto che scoppiò una forte lite, inevitabile quando accadono queste cose. Litigare ferocemente è più che naturale in un ambiente sano.

Il marito di Barbara Corvi ha smentito di avere rapporti con la famiglia, nonostante nella 'ndrangheta il legame di sangue sia molto importante, anzi fondamentale. Non è un caso che durante alcune faide del passato, le 'ndrine rivali sterminano famiglie intere.

Giusto per portarvi un esempio concreto, un boss di Cosa Nostra, Giuseppe Lucchese, uccise personalmente sua sorella Giuseppina e la cognata Luisa Gritti. Questo perché avevano relazioni extraconiugali. Il codice d'onore della 'ndrangheta e della mafia non accetta il tradimento delle donne. L'affiliato tradito se non risolve il problema con il sangue, viene destituito.

Ma nella famiglia Lo Giudice sparisce ancora un'altra donna: Angela Costantino. La mattina del 16 marzo del 1994 esce dalla sua casa di Reggio Calabria per andare a trovare suo marito che si trovava in carcere a Palmi. Non vi arrivò mai e la sua Fiat Panda fu ritrovata, giorni dopo, sotto un viadotto alla periferia della città. Angela era sposata con Pietro Lo Giudice, fratello di Antonio e Roberto.

Tre donne scomparse. Una è stata ritrovata, ne mancano due all'appello.

Articolo pubblicato su Agoravox: qui.

Fonte

http://www.crimeblog.it/post/5566/reggio-calabria-arrestato-antonino-lo-giudice-presunto-capocosca-le-rivelazioni-dei-pentiti

http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-e50e72f3-4963-4bb5-b274-ee173e63d01e.html


http://www.ternimagazine.it/9711/il-fatto/la-scomparsa-di-barbara-corvi-si-stringe-il-cerchio-intanto-finisce-in-manette-uno-die-fratelli-del-marito-luciano-lo-giudice-boss-della-ngragheta.html?nomobile


http://www.crimeblog.it/tag/antonino+lo+giudice





3 commenti:

Ernest ha detto...

Ottimo articolo Inka
un saluto

zefirina ha detto...

raccapricciante, 4 donne coraggiose

enrico ha detto...

Se aspettiamo i media ufficiali stiamo freschi. Come la quasi totale invisibilità dei fischi degli amici dell'assasino del metro. Minzo ci avrà fatto al posto un bel servizio sull'aumento del consumo di prosciutto crudo.