domenica 26 settembre 2010

L'ape Vittoria e l'albero che non c'è!

"Tra la passione e la sofferenza c'è sempre il desiderio dell'impossibile"
Herman Hesse

Questa è una storia vera, e anche se non ci credete, pazienza, io ve la narro lo stesso.


Era il primo giorno di primavera, la natura, intorpidita dall'inverno, si era risvegliata e tutti gli alberi cominciarono a far sbocciare i fiori. E c'erano le api che finalmente potevano organizzarsi e cercare i fiori più belli per cibarsi del nettare.

Inutile dire che inconsapevolmente strofinano le ali contro le antere e si riempivano di polline, e il nettare di solito è così buono che vanno da un fiore all'altro. E così facendo trasportavano anche il polline, che poi cade nel pistillo e scende fino a raggiungere l'ovulo: l'edificazione vicendevole!

In quel tempo però c'era un grande problema che affliggeva la zona dove viveva un folto gruppo di api: le piante erano malate e i fiori avevano un nettare disgustoso.

C'era gran fermento, le api si lamentavano perchè soffrivano la fame e temevano perfino di non riuscir a produrre più il miele. Un gran disastro.

Decisero di organizzarsi, dividersi in piccole squadre ed esplorare più approfonditamente la zona e dopo tanta ricerca trovarono un campo pieno di alberi con tanti fiori.

Purtroppo non erano nemmeno quelli di ottima qualità ma dopo una breve riunione si decise che era meglio accontentarsi. Tutti d'accordo tranne una ape di nome Vittoria, la quale diceva: "Ma vi volete accontentare, perchè? Sono sicura che in qualche altra parte ci siano alberi migliori!"

Tutte le altre api convenivano sul fatto che era inutile perdere altro tempo e cercare qualcosa che probabilmente nemmeno esiste, delle volte bisogna anche accontentarsi e che sia meglio desiderare il male minore che il nulla.

L'ape Vittoria era troppo ostinata e decise di continuare ad esplorare, per lei era meglio il nulla che quello schifoso nettare.

Passarono giorni e giorni, e Vittoria era stremata dalla fame. Stava addirittura sul punto di arrendersi che, all'improvviso, scorse una grande abitazione con una grande veranda aperta. E con grande meraviglia all'interno scorse un bellissimo ciliegio con dei fiori bellissimi , ma così belli che accecavano gli occhi al solo guardarli.

L'ape Vittoria si emozionò, gli scappò perfino una lacrimuccia. Pensava quanto erano state cretine le sue compagne, si sono perse questa meraviglia.

Allora piano piano, con il cuore che gli palpitava fortemente dall'emozione, si avvicinò a quella pianta così bella e pronta ad offrire i suoi pregiati fiori. Ma proprio sul punto di raggiungerla, l'ape aveva sbattuto in una invisibile barriera dura e ruvida. Non riusciva a capacitarsi di ciò. Come mai?

Ci riprovò, ma nulla. Allora decise di prendere la rincorsa, volò così velocemente che, splash, si spiaccicò su quella superficie ruvida e morì!

Care teste di capra, purtroppo non era una pianta vera, ma un dipinto. E la povera ape Vittoria morì inseguendo un miraggio, un' utopia, insomma una cosa che non esiste.

Adesso già sto immaginando le conclusioni dei pragmatici, dei realisti, dei politici, di molti di voi. I quali dicono che non si può credere nell'impossibile, bisogna accontentarsi, fare alleanze, insomma bisogna essere obiettivi e il romanticismo nella vita pratica non serve.

Ma la storia, care teste di capra, non è finita così.

Un gruppo di api decisero che non era giusta la morte inutile dell'ape Vittoria. Secondo loro, non poteva essere morta inutilmente e più ostinate di lei, si misero a fare delle ricerche.

Ebbene scoprirono chi era l'autore del quadro e, tramite informazioni ricevute, raggiunsero la sua abitazione che si trovava in un' altra zona molto distante.

Con grande sorpresa fecero una scoperta sensazionale: videro il pittore seduto in una sedia, fuori, nel suo terreno, a dipingere gli alberi che aveva davanti a sè!

Quel ciliegio contornato da bellissimi fiori esisteva per davvero, e non era l'unico!

L'ape Vittoria inseguiva un sogno che esisteva.


3 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Commosso. Bella storia.

upupa ha detto...

La storia dovrebbe insegnarci che molte volte l'impossibile è dietro l'angolo...va solo cercato!!!!
Perchè accontentarsi?

Itsas ha detto...

uuna storia illuminante
che ci lancia un messaggio preciso

mai smettere di sognare un mondo migliore