venerdì 24 settembre 2010

EVASO

Care teste di capra, questo fine settimana ho deciso di riproporvi un vecchio mio post del lontano 14 Aprile del 2008. Era la mia evasione, erano altri tempi, sembra passata un era. Fu il giorno delle votazioni, furono molti mesi prima che tutti noi intraprendessimo purtroppo la battaglia per Niki Aprile Gatti. Perchè lui era ancora vivo. E non me lo sarei mai immaginato che sarebbe poi morto proprio nel carcere.

Una notte tranquilla, un silenzio assordante ha invaso il carcere, i secondini quasi addormentati, i miei compagni pronti alla mia assenza. Non sono venuti venire con me, loro non hanno un idea, un obiettivo. E senza l'idea non ti puoi muovere, non puoi agire, è proprio vero che l'utopia è irraggiungibile ma almeno ti fa fare alcuni passi. Il mio è il più pericoloso. Li ho baciati e abbracciati tutti, quando vivi giorno e notte con altre persone, quando metti a nudo la tua intimità, non servono le parole per comunicare. C'è un intesa mentale che basta solo uno sguardo per farsi capire. Ho aperto la cella con le chiavi che ho sfilato dal secondino quando è entrato per farci votare. Quello si che è stato un "voto utile"! In quell'istante un altro recluso si è messo ad urlare, gridava frasi insensate, sconnesse, è riuscito a distrarre la sicurezza. Sono uscito via senza che nessuno di quelli se ne sia
accorto. Non riesco a descrivere l'orgasmo che ho raggiunto abbandonando quel posto, ma nello stesso tempo anche un po di paura. Orgasmo e paura. Aver paura di affrontare un mondo che non mi appartiene più è una sensazione tremenda. Ho chiesto aiuto a Dio, ma se esiste si è nascosto.
Stazione Termini. Poveri cristi aspettavano i notturni, un ragazzotto faceva finta di giocare a pallone e gridava fortemente. Ho fatto finta di giocare con lui. Tra pazzi ci si intende. Le mura della stazione erano contornate da numerosi barboni, ma possibile che sono così tanti? Ma non ve ne siete accorti che sono numerosi? Vedo che tutti noi facciamo finta di non vedere.L'indifferenza.Fa un pochino freddo e questi poveracci stanno fuori. Possibile che la grande stazione principale di Roma è chiusa? Immagino in pieno inverno quanti ne muoiono. C'è un gruppo di albanesi che discutono tra di loro, una ragazza sola, un ubriaco che balla la tarantella, una trans che mostra a tutti il suo corpo, una vecchietta vestita di stracci con una gobba talmente vistosa che il suo viso rischiava di toccare il viso. Si, pensavo, Dio si è nascosto tra questa gente. Come stavo io in quel momento, ero in perfetta sintonia con tutti loro. Tutti sembravamo uguali. Ho fatto amicizia con un sudamericano, mi ha offerto una birra in un baretto vicino, forse era lo stesso che amava frequentare Pasolini quando cercava i suoi ragazzi di vita.

Non potevo rimanere a lungo, forse la polizia già mi cercava. Ma ho voluto rischiare e ho assaporato tanta di quella birra da addormentarmi. Ringrazio la donna che ha inventato la birra.
Proprio questa mattina mi sono svegliato con un mal di testa che saranno anni che non ho provato. Mi ha accolto una graziosa ragazza, "Holà" mi ha detto, sudamericana anche lei. Ho appurato che è la sorella del mio primo compagno di sbronze.

Teste di capra, questa sera, prima del risultato elettorale che voi con ansia aspettate, io abbandonerò l'Italia. Non voglio assistere alle grida da stadio della gente quando vinceranno uno dei due schieramenti, non voglio assistere alle discussioni dell'italiano medio sulla politica, non voglio assistere ad un governo tecnico, che può essere visibile o nascosto. Perchè le riforme per il "cambiamento" le faranno insieme.
Io ho portato con me l'ultima idea che mi ha fatto evadere, gli altri miei compagni di carcere avendola seppellita sono rimasti imprigionati.

Care adorabili teste di capra, vi amo a tutti voi, non seppellite l'idea.
Forse è questa l'unica evasione possibile.


Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.


Fabrizio De Andrè






Approfitto per avvisarvi che questa sera sul web c'è la diretta della "Lunga notte della ricerca"

3 commenti:

Maraptica ha detto...

Questa canzone, insieme al Testamento di Tito sono le mie due preferite del grande maestro, anche se... difficile scegliere un capolavoro tra i capolavori. E la storia continua? Riesci a non farti beccare?

Itsas ha detto...

ha ragione maraptica

e poi che è successo?

non per farci i fatti tuoi, ma scrivi da "dentro" o da "fuori"?

in ogni caso, scrivi racconti che appassionano...
ma forse hai torto quando dici: "Dio si è nascosto tra questa gente."
probabilmente Dio aveva "già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,"

l'incarcerato ha detto...

Beh, se spulciate il seguito sul mio blog scoprirete che mie ero idealmente rifugiato in Messico e da lì assistevo alle barbarie del nostro Paese.