giovedì 22 luglio 2010

Uno strano suicidio di un dirigente legato alla 'ndrangheta.

E' successo lunedì scorso, ma con ben tre giorni di ritardo lo sappiamo solo adesso. Il dirigente dell'ospedale San Paolo di Milano si è buttato, poco prima della pausa pranzo, dall'ottavo piano. Si sarebbe suicidato, pare che i carabinieri non abbiano nessun dubbio.

La moglie però non ci crede, dice che non aveva visto nessun segno di depressione in lui, e poi non ha lasciato nessun biglietto di addio. Ma chi sarebbe costui?

E' un indagato per legami con la 'ndrangheta, ma quella non tradizionale. Ovvero sarebbe quella stroncata al nascere grazie al lavoro della procura di Milano: l' inchiesta denominata "infinito" che portò all'arresto di ben 305 'ndranghetisti e imprenditori legati a loro.

Pasquale Libri non era una persona secondaria perchè era ben legato con la cosca calabrese del boss Rocco Musolino, zio della moglie. Ma non solo, era lui che complottava con quell'altro dirigente dell'ospedale di Pavia: Carlo Antonio Chiriaco. Quello che dice che giocava a fare lo 'ndranghetista.

Si divertiva talmente tanto che teneva forti contatti con quell'altro boss della 'ndrangheta e anche affiliato ad una loggia massonica(ma non è una novità che gli 'ndranghetisti sono anche massoni), il boss Pino Neri. E con lui vari dirigenti, imprenditori e soprattutto politici trattavano per gli appalti in Lombardia.

In sostanza sarebbe quella parte della 'ndrangheta "secessionista" che voleva distaccarsi da quella tradizionale e creare una specie di Cosa Nostra, ovvero non più "orizzontale" ma verticistica. Diciamo una 'ndrangheta stile Lega Nord.

A proposito, il boss Pino Neri si è fatto fotografare mentre si intratteneva a parlare con il leghista recordman delle preferenze Angelo Ciocca.

Io, analizzando bene la portata di questa inchiesta, posso dire che pare quasi un ovvietà che gli arresti sono stati una salvezza per la 'ndrangheta tradizionale, quella di sempre, quella vincente, quella che non viene mai stroncata e se vuole può nascondere per sempre le grandi questioni come ad esempio la storia delle Navi dei Veleni.

Molto probabilmente si è evitata una terza guerra tra 'ndranghetisti, questa volta tra i "secessionisti" e non.

E allora ritorniamo al suicidio. Visto le perplessità della moglie, che ricordiamo è la nipote del Boss Musolino, e i retroscena che poteva svelare. Siamo sicuri che sia un suicidio oppure un ennesimo omicidio simulato tramite una caduta dall'ottavo piano?

Quanto ci vogliamo scommettere se Pasquale Libri fosse stato arrestato, sarebbe diventata l'ennesima morte nel carcere?

Spero che abbiamo capito tutti che la 'ndrangheta a seconda la necessità"suicida" le persone. Sia quelle coinvolte, sia quelle innocenti.




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5 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Inka

CHE MALEDETTI!!! MALEDETTI....

VALORE DELL'ESSERE UMANO ZERO

Un bacio
Ornella

zefirina ha detto...

ma quanti di questi "suicidi" dovremo contare?????

che tristezza

Ernest ha detto...

Quante storie del genere sono sommerse in questo paese!!!!
un saluto Inka

cometa ha detto...

Ciao carissimo!
Come sempre, non ti sfugge nulla.
L'impunità non è totale finché c'è qualcuno che vede attraverso la nebbia, analizza, confronta.
Un abbraccio!

l'incarcerato ha detto...

Bentornato caro Cometa! E grazie per le tue parole, ma appena passerà la legge ammazzablog difficilmente potrò scrivere queste cose. Se devo limitarmi a riportare le notizie dei giornali, parlare di queste inchieste alla luce del sole, finisce il senso e lo scopo del mio blog. Ma vedremo di escogitare una via d'uscita...