giovedì 8 luglio 2010

Terremotati e manganellati.

"Prima avevano una scusa che i no global sono violenti, che gli anarchici sono terroristi, che i comunisti fanno solo casino. Ma pure i terremotati dell'Aquila ? Ok, non è una dittatura. Come la chiamiamo?" L'incarcerato su Facebook



Ieri è stato un altro giorno della vergogna, ancora una volta lo Stato ha mostrato con tutta la sua virulenza, la sua funzione di oppressore. Io su questo blog non ho mai parlato del problema dell'Aquila salvo i giorni del dopo terremoto. Ma non per questo non mi sono mai interessato, d'altronde quella è la mia terra e anche se non vivo più lì da molto tempo, le radici sono sempre importanti. Non ne ho parlato anche perchè molti bravi blogger sono stati degli ottimi analisti del problema. Uno tra quelli è il bravo Alessandro Tauro.

I terremotati sono stati vittima di un esperimento vile, un laboratorio sociale per vedere come funzionerebbe una futura dittatura. Avevano il coprifuoco, non potevano riunirsi, non potevano quindi organizzarsi e informare.

Ovvio che fu un esperimento mal riuscito visto che alla fine si son fatti sentire nonostante le censure dei giornali filo governativi.
Ieri in migliaia si sono dati appuntamento a Roma, e molti di loro non si vedevano da mesi. C'erano anziani, giovani, famiglie. Per alcuni di loro era addirittura la prima manifestazione della loro vita. Tutti per reclamare i diritti negati, le tasse che gli vogliono far pagare, le case che ancora non hanno e soprattutto vogliono L'Aquila di prima con tutta la sua cultura, il tessuto sociale e certamente non vogliono una Milano 3. Ma sono stati caricati dalla polizia, e ancora una volta hanno visto scorrere il sangue.

Lo stesso giorno, e per la prima volta, erano scesi in piazza i disabili per protestare contro la Manovra che aumenta la soglia di invalidità. Una vergogna prendere i soldi alle fasce deboli, ai disagiati.
Andremo in maniera morbida verso la soluzione finale? Eliminano silenziosamente i disabili, gli emarginati, quelli che non producono. Sempre però con vie democratiche, per carità. Si certo, a colpi di Fiducia...



7 commenti:

articolo21 ha detto...

Non hanno neanche il diritto di urlare un pò di rabbia. Una vergogna assoluta. Forza aquilani!

Ernest ha detto...

Ciao Inka
la rabbia è tanta e non si riesce più a trattenere. Viviamo in un regime, diverso dalla altre dittature perchè ha capito che conviene fare così, non agire con azioni di forza vere e proprie ma togliendo giorno dopo giorno diritti acquisiti e libertà.
Gli italiani continuano a dormire e poi ora ci sono le vacanze...

Itsas ha detto...

l'aquila è stata un enorme spot elettorale, è servita e ora non serve più e poi dovrebbero cominciare a fare qualcosa per davvero,
ecco perchè li hanno abbandonati
la loro colpa?
non starsene zitti
protestare,
rivendicare i loro diritti,
vivere

colpa grave per questi qui.

luce ha detto...

Anche io sono stata malissimo per le cose viste.
Comincio ad avere paura e sfiducia, ma una paio di cose mi stanno ronzando nella testa: sento puzza di bruciato anche nel Governo e comunque certe cose che si sperava passasseroo inosservata a livello politico istituzionale si stanno aprendo un varco si sputtanamento.Spero
Un caro saluto

Alessandro Tauro ha detto...

Sai bene che ogni mio commento aggiuntivo a quanto scritto così egregiamente da te in questo post risulterebbe del tutto superfluo. Inoltre, sul dramma aquilano ho speso finora una quantità indicibile di rabbia, passione ed energie al punto tale di finire per ritrovarmene quasi a corto di tanto in tanto.

Però volevo cogliere l'occasione per ringraziarti infinitamente per la citazione. Mi fa un piacere immenso leggere, in particolar modo in uno spazio come questo, il tuo blog, parole di riconoscimento così importanti.

Grazie di cuore!

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Oramai non hanno più ritegno e lo sappiamo bene.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Oramai non hanno più ritegno e lo sappiamo bene.