mercoledì 28 luglio 2010

Aida

Care teste di capra, ho deciso di riproporre un vecchio mio post dedicato a questa martoriata donna che si chiama Italia. Ne abbiamo tutti bisogno, e ricominciare a credere in qualcosa per poter cambiare!

Nonostante tutto rimane sempre una bella donna. Ha molti anni ma non li dimostra, grazie anche ai sui figli maltrattati che vengono da lontano. E come tutte le donne è sempre stata fonte di grande ispirazione. Piena di curve sinuose che contornano tutto il corpo, con superfici dolci e levigate dove ci si specchia il ridente Sole.

E' sempre stata corteggiata da tutte le grandi potenze, anche quando era il fulcro della potenza stessa. E' lei che ha messo in luce la poesia, l'arte, l'architettura , addirittura le note musicali e forse la musica stessa. La lirica, sicuramente.

E' una donna tanto amata, ma altrettanto odiata; e stuprata in continuazione dagli stessi figli suoi. Una donna indebolita nel tempo, picchiata in continuazione, lacerata, piena di grosse ferite, mai risanate. A quante morti ha dovuto assistere, e a quante morti assisterà? E quanti ne dovrà incontrare di parassiti, sfruttatori, occultatori, doppiogiochisti, qualunquisti, menefreghisti, fascisti, razzisti, camorristi, 'ndranghetisti, finti comunisti, capitalisti, liberisti, portatori di pregiudizi.

Ed è una donna soffocata da un grande burka confezionato dalla Chiesa.

Eppure è una donna, che attraverso una bellissima Carta, tutela i figli suoi. A leggerla sembra poesia, ma non è mai sta rispettata.

E' una Carta nata nel gennaio 1948, e nemmeno hanno fatto in tempo a proclamarla al popolo intero che subito brogli elettorali, repressioni agli operai che reclamavano diritti elementari, assassinii di Stato, bombe, fucilazioni di massa, manganellate a non finire. Nessuno ricorda più la prima vera strage di Stato che fu la Portella della Ginestra dove numerose donne, vecchi, bambini, giovani pieni di entusiasmo furono massacrati mentre festeggiavano il Primo Maggio. L' innocenza era da allora che la perse.

Carta mai rispettata dalla nascita fino ai giorni nostri. Se seguissimo il consiglio di Scalfaro, di tenerla sempre in tasca, la reclameremmo ogni fottuto momento della nostra giornata: il lavoro non garantito, l'abitazione non garantita, giustizia non più equa, libertà di parola e di stampa limitata, incidenti sul lavoro, trattamento inumano verso i detenuti(leggete il terzo comma dell'articolo 27) e via dicendo.

Come avrete capito la Carta è la Costituzione, la meravigliosa ma distrutta donna si chiama Italia.



6 commenti:

pietro ha detto...

Lo presenti come un tuo vecchio post; non hai precisato il periodo di prima uscita, ma, qualunque sia stata, è quanto mai attuale.
La donna che tu citi, è diventata donna quasi completa 150 anni fa.
Per avere quella Carta ci sono volute due guerre e 90 anni.
Adesso, quasi passati i 150 anni, chi ci governa (e quindi dovrebbe rispettarla e tutelarla) la sta facendo diventare carta straccia.
E non in maniera simbolica.
Bandiera, Carta, Moralità stanno diventando concetti obsoleti, da sbattere in cantina come scarpe vecchie, che si tengono solo per la pigrizia di andarle a buttare.

Ernest ha detto...

hai fatto decisamente bene a riproporlo!
un saluto

Alessandro Tauro ha detto...

Post stupendo, geniale, commovente. Non aggiungo altro se non che la scelta del titolo, ovviamente, è straordinariamente azzeccata!

Roberto ha detto...

Belle parole ma queste restano perchè il potere non è mai stato del popolo,ora che la società ha raggiunto l'assuefazzione di tutto ci resta che prendere finalmente consapevolezza e con ciò voglio dire di prendere noi stessi in mano la nostra vita,prima che i potenti del mondo ci distruggono.

Itsas ha detto...

non so quando tu l'abbia scritto, ma so che è un'immagine fedele e crudele dell'Italia nostra

l'incarcerato ha detto...

Lo scrissi più di un anno fa...