mercoledì 12 maggio 2010

Lettera di addio.

Questa è una bellissima e intensa poesia del grande Gabriel Garcia Marquez. L'aveva inviata a tutti i suoi amici perchè pensava che a breve, avendo contratto il tumore, sarebbe morto.

Mi pare che fosse il 2001 e oggi è ancora vivo. Mi piacerebbe pensare che sia stata la forza di questo suo immenso scritto. Forse è vero, forse non è un semplice detto dovuto da una storiella greca: la speranza è l'ultima morire. Godetevi ora queste immense parole, forse lo dovremmo capire prima di incontrare lo spettro della morte. Perchè poi per molti di noi è troppo tardi.

Se per un istante Dio si dimenticherà che

sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più, andrei
quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.

Irrigherei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali.

Dio mio, se io avessi un pezzo di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che amo,
che la amo.

Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.

A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.

Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!

Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.

GABRIEL GARCIA MARQUEZ


4 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

"Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole."


E poi ancora:
"Irrigherei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali.

Dio mio, se io avessi un pezzo di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che amo,
che la amo."

Stupenda. Sento molto miei questi versi che ti ho riportato.

Se solo avessi un pezzo di vita
Potessi scrivere e fare dello scrivere la vita stessa
Allora potrei alzare gli occhi al cielo
E, quando fosse il mio momento
Morire felice di aver vissuto.

Daniele.

sR ha detto...

ci cogli nel profondo con questa poesia

Aries 51 ha detto...

Anche oggi mi dai qualcosa per pensare con le immagini dell'anima. Per essere contento di avere trovato qui i pensieri di altre anime.Qualcosa che forse non potrò ricambiare. Grazie.

Minuccio ha detto...

Come sempre, Gabriel Garcia Marquez riesce a toccarmi nell'animo.