lunedì 3 maggio 2010

La 'ndrangheta a Perugia e un colonnello dei carabinieri morto come Pinelli?

Care teste di capra, come ben sapete ho cercato il meglio possibile di ricostruire la situazione omertosa della regione Umbria, in modo particolare quella perugina. La mia inchiesta sulla 'ndrangheta ha dedicato ben quattro capitoli su questo territorio;proprio per spiegare bene la convivenza della criminalità organizzata, politica e massoneria. Tre poteri che fanno parte molto spesso della stessa faccia della medaglia.

I miei articoli erano focalizzati in particolar modo sulla struttura ben raffinata della banda degli ex pentiti capeggiata da Salvatore Menzo. Il quale, nonostante le accuse di omicidio, è tuttora agli arresti domiciliari. E nelle continue ricerche ho trovato la conferma tramite questo documento della camera penale di Perugia a firma del Giudice Massimo Ricciarelli.

Questa struttura avrebbe avuto anche cellule a Milano ed era legato ad altre inchieste come quella condotta dal magistrato calabrese Francesco Neri.

Questa Banda, nonostante fosse composta da ex pentiti, era comunque legata ai rispettivi clan di appartenenza. Tutte e tre le organizzazioni mafiose: camorra, 'ndrangheta e mafia siciliana.

Durante la mia personale ricerca ho appurato che la 'ndrina principale che controlla il territorio perugino è quella dei Farao-Maricola, clan di Cirò Marina. Sempre tramite una ricerca, ho appurato che nell' operazione condotta dai Carabinieri contro le infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia , ci fu una retata contro questa particolare cosca calabrese e tra gli arrestati c'era un certo D'Apote Daniele. E quest'ultimo faceva affari a Londra, ed una sua società sarebbe legata ad Eutelia.

Anche per questo, tramite altri personaggi, si trova un collegamento con l'operazione Premium, e quindi la storia di Niki Aprile Gatti.

L'altro ieri è accaduta un ennesima "disgrazia": un colonnello cinquantaseienne di nome Rocco Amoruso , che da sempre ha lottato contro la criminalità organizzata, è caduto dal terzo piano a causa,dicono, di un malore.

Egli era stato appena trasferito a Perugia!


Leggendo gli articoli locali, nessun giornalista ha cercato almeno di mettere in discussione questo triste incidente. E' anche un insulto alla nostra intelligenza. Come l'anarchico Pinelli, questo colonnello si sarebbe sentito male e spontaneamente si è affacciato alla finestra e sarebbe accidentalmente caduto.

Probabilmente non ne parlerà nessuno, sarà una storia come le altre. Un incidente punto e basta. E sto notando con rabbia che queste strutture criminali sono talmente raffinate che raramente commettono omicidi evidenti: si muore per volontà propria (suicidi), o per incidenti di qualsiasi tipo, oppure per malori.

Non so se il colonnello Amoruso sia stato ucciso oppure è veramente caduto dal terzo piano a causa di un malore, ma sicuramente qualcuno di competenza dovrebbe vederci chiaro.



Articolo pubblicato anche qui.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

..sarebbe il caso di indagare...bravo...

cometa ha detto...

A spirale, ti avvicini sempre più alla verità. Eppure, più ti avvicini e sveli ai tuoi lettori la trama di questa metastasi politica (perché è connaturata al potere politico, come hai ampiamente dimostrato), più la gente, la massa, il gregge votante, offre il potere ai più furbi, ai più immorali, ai più corrotti.
La metastasi è ora profondamente dentro la società, dentro ogni italiano.
Un abbraccio! cometa

Tua madre Ornella ha detto...

Caro Inka

complimenti per il post, certo che l'informazione....io non ne ero a conoscenza...
Quoto Cometa al 100%

Un abbraccio
Ornella

Matteo ha detto...

Come direbbe De André, "una storia sbagliata".

Alessandro Tauro ha detto...

Io mi chiedo solo per quale diavolo di motivo una persona come te non si trovi già a ricoprire il ruolo di "penna privilegiata" in uno dei principali organi d'informazione del nostro paese.

O forse, pensando a quali sono i principali organi d'informazione del nostro paese, capisco il perché.

Complimenti ancora una volta per il tuo acutissimo fiuto da vero giornalista d'inchiesta!

Aries 51 ha detto...

Cometa e Alessandro hanno già detto tutto. Grazie Inka.

sR ha detto...

rumore zero su tutto.

I testimoni muoiono da soli...in tutti i modi possibili.

E la connivenza avanza.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Devo ammettere che Cometa ha centrato davvero il punto.

Tu stai sempre più scoperchiando realtà che mettono in risalto il marcio che abbiamo nel nostro Paese e che spesso poi, in questi casi, risulta anche collegato alla storia di Niki che é sempre più complessa da dipanare ma al contempo risulta sempre più chiaro, anche per gli scettici, come la storia del suicidio non stia in piedi.

l'incarcerato ha detto...

Ringrazio voi tutto per l'appoggio.

Caro Alessandro, ti ringrazio per queste belle parole. Io penso semplicemente che un giornalista dovrebbe raccontare e riportare le notizie sempre, anche se sono scomode.

Non è questione di bravura perchè qualsiasi persona, dotata di buon senso civico come te,è capace di scrivere quello che ho esposto in questo blog.

Il giornalismo italiano si autocensura, ne sono convinto.

Caro Cometa, concordo con la tua analisi. Purtroppo se la nostra società è così corrotta è colpa della gente.

E la gente siamo noi!