giovedì 29 aprile 2010

Nell'attesa parliamo del giovane gambero.

Avevo promesso che il prossimo post sarà sul responso della Magistratura sul caso di Niki Aprile Gatti. I giorni si sono protratti a lungo e allora nell'attesa vi trascrivo una bellissima favola del grande Gianni Rodari. La dedico a tutte le adorabili teste di capra che adorano cambiare le cose e vanno contro corrente. Rodari non sà come andrà a finire la storia del giovane gambero, ma non è lecito saperlo. Lo sapremo noi alla fine del nostro cammino se qualcosa abbiamo cambiato.

Un giovane gambero pensò: - Perché nelle mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco. –

Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica: Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perché tutto si può imparare, se si vuole.

Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: - State a vedere.- E fece una magnifica corsetta in avanti.
- Figlio mio,- scoppiò a piangere la madre, - ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene.
- I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse : - Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua , il ruscello è grande : vattene e non tornare più indietro.-

Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.
Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.
- Il mondo va a rovescio, - disse una rana, - guardate quel gambero e datemi torto, se potete.-
- Non c’è più rispetto, - disse un’altra rana.
- Ohibò ohibò, -disse un terza.

Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall’espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto ad un sasso. – Buon giorno, - disse il giovane gambero.
Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: - Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua, piuttosto che rivolgermi la parola: Fin che sei in tempo, da’ retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio.-

Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava:
- Ho ragione io.-
E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: - Buon viaggio! –

(Gianni Rodari)






"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione,
chi tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore,
di umanità, di verità"

De Andrè

9 commenti:

sR ha detto...

siamo un piccolo gruppo di gamberetti noi...
speriamo non ci facciano impanati e fritti
:D

grazie inca per questo breve racconto, non lo conoscevo.

enrica ha detto...

Bella favola!
Mi piace l'idea del gamberetto che cammina in avanti...

upupa ha detto...

Spero di essere un "gamberone"....

Tua madre Ornella ha detto...

Bella la fiaba Inka

Comunque vada a finire secondo me ha sperimentato se stesso e poi...quanto è bella la diversità!!
Ricordi la canzone...morirò pecora nera????????
Dio che ansia ........quanto è logorante l'attesa!!

Un bacio
Ornella

marteresa ha detto...

Grande Gianni Rodari...semplici verità

Aries 51 ha detto...

Mentre aspettiamo, auguro buon viaggio a Inka, buon viaggio a tutte le teste di capra come me e buon viaggio anche a me.

Matteo ha detto...

Un giorno quel gambero incontrerà un altro gambero che cammina in avanti e poi altri ancora, e un giorno, chissà, tutti i gamberi cammineranno in avanti.

NADIA ha detto...

hola Inka bella favola,
magari un giorno potrebbero diventare tanti i gamberi che camminano in avanti spero di essere nel mio piccolo una di loro!!
un besito!! ^_^

Rosa ha detto...

Si, è vero, essere differenti può crearci qualche difficoltà ma, senz'altro la soddisfazione di essere VERI.
Scimmiottare gli altri non mi ha mai entusiasmato, preferisco proseguire per la mia strada anche quando mi ritrovo sola.

P.S.Anch'io aspetto con ansia.
Mi auguro che l'attesa porti buoni frutti. Incrociamo le dita