sabato 17 aprile 2010

Maria Grazia Cutuli: una gionalista normale uccisa a causa degli esportatori di democrazia.

Era un giorno più caldo del solito in Afghanistan. La guerra da parte delle forze occidentali era, si fa per dire, appena finita. Precisamente era il 19 novembre del 2001 e Maria e altri suoi colleghi si accinsero a partire da Jalalabad per poi raggiungere Kabul, capitale che quel giorno era in festa per la cacciata dei Talebani.

Ma Maria Grazia Cutuli quel maledetto giorno non riuscirà mai a raggiungerla la "città in festa".

La strada era lunga e tortuosa, tutte gobbe di sassi e polvere. All'improvviso sbucarono otto uomini armati, bloccarono le vetture e fecero scendere tutti i giornalisti dai Fuoristrada.

Immagino che Maria avesse una gran paura, forse già sapeva quello che gli poteva capitare. Uno degli uomini la colpì con una pietra e lei cadde a terra; si avvicinò e le prelevò il computer portatile completo di software e macchina fotografica.

Il comando uccise quattro giornalisti con raffiche di AK47, il micidiale Kalashikov. Tra i quattro uccisi c'era Maria e il suo collega Julio Fuentes del quotidiano "El Mundo".

Un caso?

Purtroppo secondo me non lo è visto che entrambi avevano scoperto un segreto militare che molto probabilmente doveva rimanere tale. Un segreto tenuto nascosto non dai Talebani, ma da quelle forze occidentali che amano "imporre" ed "esportare" la "democrazia".

Maria Grazia Cutuli era una giornalista normale, non era un estremista nè una che amava giocare a fare l'eroe. Era semplicemente una donna che faceva il suo dovere, svolgeva semplicemente la sua professione come andrebbe fatta. Purtroppo in questi tempi basta fare questo per rischiare la vita.

Sarà questo il motivo per cui è difficile trovare un giornalista vero?

Maria e Julio Fuentes, qualche giorno prima della tragedia, scoprirono un deposito di gas Sarin abbandonato dai Talebani dopo gli attacchi Americani.

Il Sarin è una delle sostanze più velenose e letali prodotte in laboratorio. In poche parole è un gas nervino che uccide al solo contatto con la pelle. Pericolosissimo.

Il deposito era situato in una zona un tempo inaccessibile perchè fu una delle fortezze di Bin Laden. Conteneva centinaia di scatole con all'interno fiale di gas Sarin, accompagnate dall'eventuale ed unico antidoto chiamato Atropina.

Ma la scoperta sconcertante e passata quasi inosservata (chissà perchè) fatta da Maria e il suo collega Julio, era che quelle fiale portavano le etichette di un' azienda Statunitense!

Sarà un caso che quel deposito non sia mai stato colpito dall'aviazione Americana? E, soprattutto, sarà un caso che Maria Grazia Cutuli sia stata uccisa proprio il giorno in cui era stata pubblicata la notizia della scoperta?






Articolo pubblicato anche qui.

6 commenti:

Alessandro Tauro ha detto...

Una bella ventata di verità. Grazie per questo tuo post!

silvio di giorgio ha detto...

sempre puntuale...anche se dopo aver letto i tuoi post mi girano sempre le balle. ma credo sia una cosa buona..:)

Tua madre Ornella ha detto...

x Inka

...non sò perchè.....

ma io non credo più al "caso" !!!

Bel post!

Un bacio
Ornella

Matteo ha detto...

Hai detto bene, giornalisti scomodi ce ne sono pochi, perché pochi sono quelli che si mettono contro il potere, a costo anche della carriera, e a volte, come in questo caso, della vita.
Un fatto che ci dice ancora una volta come gli americani temano la verità e vogliano sempre eliminare i testimoni scomodi, e la vicenda di Emergency ne è l'ennesima riconferma.
Sembra che adesso la sbornia militarista stia passando (ma potrebbe ritornare!) ma mi chiedo come abbiamo fatto per tanto tempo a credere alle favole che ci raccontano questi criminali.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Mi accodo ad Ornella: non credo più al caso nemmeno io.
Ciao inca, un abbraccio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Coincidenze? Certo, tutte coincidenze.....

Ha ragione Alessandro una grande ventata di verità.