giovedì 22 aprile 2010

L'uomo uccide ancora

Questa è una poesia che dovrebbe essere l'inno del pacifismo, della non violenza, della voglia di giustizia e di diritto. L'uomo del nostro tempo uccide ancora nonostante i progressi scientifici e culturali.

    UOMO DEL MIO TEMPO.

    Sei ancora quello della pietra e della fionda,
    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
    con le ali maligne, le meridiane di morte,
    t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
    alle ruote di tortura.

    T’ho visto: eri tu,
    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
    gli animali che ti videro per la prima volta.

    E questo sangue odora come nel giorno
    Quando il fratello disse all’altro fratello:
    «Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
    Salite dalla terra, dimenticate i padri:
    le loro tombe affondano nella cenere,
    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

    Salvatore Quasimodo.





Questa è una vecchia canzone di Pino Daniele con i 99 Posse. Pino sarà stasera a Roma per festeggiare l'Earth Day.

1 commento:

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Poesia famosa questa di Quasimodo e forse quella che preferisco (anche rispetto a quella straconosciuta.....)

Parole che ancora oggi con la loro verità scuotono le coscienze (almeno quelle sensibili).