giovedì 11 marzo 2010

Il lavoratore senza nessun diritto.

Fu il lontano 20 maggio del 1970 quando il professore Gino Giugni presenziò la commissione nazionale che aveva redatto la legge 300, meglio conosciuta come lo Statuto Dei Lavoratori.

Ma care teste di capra, dall'alto non ci viene regalato nulla.

E questa bellissima ed innovativa legge è stata ottenuta grazie alle lotte dei lavoratori, i quali hanno da sempre denunciato la disparità tra loro e i datori di lavoro. Quante lotte sindacali ci furono, e quante stragi di sangue prima e dopo la nascita della nostra oscura Repubblica.


Vi consiglio di leggere lo Statuto, specialmente ai più giovani, come avrete sicuramente fatto con la Costituzione. E respirerete aria di libertà. Basta leggere il primo articolo che recita testualmente cosi:

ART. 1 - Libertà di opinione.
I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede
religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di
manifestare liberamente il proprio pensiero, nei rispetto dei principi
della costituzione e delle norme della presente legge.


Siamo nel 2010 e questo concetto è diventato pura utopia. Basta vedere quanto siamo ricattati dal nostro datore di lavoro a causa dei contratti precari. Lo Statuto non è valido e quante volte dobbiamo nascondere le nostre idee politiche, la nostra religione e le nostre inesistenti rivendicazioni sindacali.

Ma ora, anche per chi ha un contratto a tempo indeterminato, il lavoratore è sempre meno tutelato. In Italia fino al 1889 lo sciopero era un reato(codice Zanardelli). Poi grazie alle immane rivolte dei braccianti agricoli lo sciopero, tranne il periodo fascista, era inteso come Libertà.

Poi nel 1948 è entrata in vigore la nostra Costituzione e lo sciopero è diventato finalmente un Diritto.

Ma care teste di capra siamo arrivate al 2010 e senza nessuna rivolta e nessuna indignazione, questo Governo ha introdotto lo sciopero "virtuale". Nessuno avrebbe mai immaginato che saremmo finiti così in basso, di come la dignità del lavoratore è stata calpestata. In pratica un lavoratore dichiara l'astensione dal lavoro, ma in realtà presta la sua attività, perdendo però la sua retribuzione.

Avete capito? Scioperi mentre lavori e quindi arricchisci l'imprenditore che ti sfrutta; e non vieni ovviamente pagato perchè "idealmente" stai scioperando. IL Governo ha fatto questa legge perchè gli scioperi creavano troppi disagi.

Ma se non si creano conflitti e disagi, mi dite che sciopero eh?!

Ritorniamo allo Statuto dei lavoratori e andiamo direttamente all'articolo 18 che tutti voi conoscete. Sembra passata un' era quando ci fu quella bellissima manifestazione di tre milioni di persone in difesa dell'articolo. Ma a distanza di pochi anni, mi verrebbe da dire che quelli erano altri tempi.

Vi riporto il pezzo principale dell' articolo 18.:

Il giudice,
con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o annulla il
licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della
legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la
inefficacia o l'invalidità a norma del comma precedente.


Ora questo Governo in maniera indisturbata ha modificato questo Articolo fondamentale per il lavoratore, introducendo il diritto all'arbitrato. Ovvero il lavoratore può "scegliere", in alternativa al giudice, un arbitro per risolvere la controversia. E ovviamente l'arbitro non è costretto a risolvere la questione secondo la legge, ma secondo "equità". E questo fa comodo al datore di lavoro visto che è il soggetto forte.

Il Ministro Sacconi dice che non è una modifica ma semplicemente un' aggiunta e il lavoratore ha la possibilità di scegliere.

Diritto di scegliere un corno visto che ovviamente il datore di lavoro si tutelerà al momento del contratto. E in mancanza di lavoro, noi siamo disposti ad accettare tutto pur di sopravvivere.

Siamo ritornati all'800, ma d'altronde questo si chiama NEO Liberismo. E in poco tempo abbiamo perso tutto quello che è stato conquistato con il sangue.

Un po' mi vergogno.









Anche qui.

9 commenti:

Aries 51 ha detto...

Lo so bene che ti vergogni, così come mi vergogno io e tanta brava gente, però io sono stanco di vergognarmi. Ho anche una strana sensazione alle mani.Mi prudono.

Alessandro Tauro ha detto...

La vergogna in questo paese è divenuto un sentimento oramai quotidiano, onnipresente. E se vado indietro con la memoria e cerco di ricordare l'ultimo avvenimento che mi ha reso orgoglioso del mio paese arrivo al 15 febbraio 2003, la manifestazione internazionale contro la guerra in Iraq che vide l'Italia (e Roma) regione record in termini statistici di mobilitazione popolare.

Al terrificante elenco che hai citato mi permetto di inserire anche l'abrogazione della norma introdotta dal precedente governo Prodi che imponeva una durata ed una numerazione alle lettere di dimissioni (per evitare la pratica frequente delle "dimissioni anticipate").
Con quella norma anche questa "abrogazione soft" dell'articolo 18 sarebbe rimasta solo una buffonata senza senso...

Danx ha detto...

Alle ultime elezioni politiche, si leggevano articoli e commenti di operai di piccoli comuni costretti a votare PDL dal loro datore di lavoro.
Abitando in paesi piccoli è facile capire se uno ha votato o meno a favore di qualcuno, credo.
E che dire dei giovani stagisti? Devono starsene sempre e solamente zitti, tanto fuori dalla porta ce ne stanno altri 100 nelle stesse condizioni.

upupa ha detto...

E' veramente distruttivo questo periodo storico per noi....

Matteo ha detto...

Hanno cominciato a smontare l'art. 18 pezzo per pezzo, prima lo hanno abolito per le aziende sotto i 15 dipendenti, adesso lo stanno abolendo per tutti definitivamente. Vogliono cancellare tutto lo statuto dei lavoratori, Sacconi ha già parlato di un "nuovo" statuto che ovviamente sarà una farsa con cui si aboliscono tutti i diritti. Poi con dei sindacati come Cisl e Uil che quasi si sono detti d'accordo dove mai potremmo andare?
Purtroppo in Italia si passa il tempo a discutere di tutti i dettagli del processo Berlusconi o di Minzolini mentre ci sono fortissime lobby economiche mondiali che lavorano per distruggere i nostri diritti.

l'incarcerato ha detto...

Grazie Alessandro per le altre "chicche" che hai aggiunto.

Matteo, hai pienamente ragione!

luce ha detto...

La memoria storica degli italiani è notoriamente corta,per non parlare del revisionismo dietro l'angolo e del costume di rinnegare lotte e passati ideologici come se fossero bruscolini.
Permettimi però una nota positiva: gli arbitri possono invece essere strumento di difesa dei diritti a bvolte anche migliore, perchè"equità" non vuol dire ugualianza non solo da una parte, pure dall'altra, e confido nella coscienza "operaia" degli arbitri.
Un pò come il giudice del Tar del Lazio che pare abbia Che Guevara in uffico :-D
Un abbraccio affettuoso e grazie di ricordarci che paese eravamo e cosa stiamo diventando, magari possiamo fermarciprima del baratro!

la Volpe ha detto...

ciao incarcerato, ti lascio un link a una notizia interessante e positiva. che fa il paio con il tuo invito a una lotta costante. qui ci si deve guadagnare ogni metro, e si deve lottare perché non sarà mai abbastanza. e appena si abbassa la guardia il vento ci spinge indietro.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/13/news/sbarre-manicomi-2632700/

l'incarcerato ha detto...

Grazie infinite Volpe per questa notizia. Per fortuna poi esistono degli esempi che confermano che non esiste l'impossibile. Ed è bello leggere che esiste un "umanità trasversale" in determinate realtà!