sabato 20 febbraio 2010

Un giovane "incosciente".

Era una mattina del 22 febbraio 1980 quando in un appartamento romano di via Monte Bianco squillò il campanello del portone. Ad aprire la porta fu Carla Zappelli perchè si sentì dire che erano amici del figlio. Ma non lo erano. Gli amici non si presentano armati e con il cappuccio in testa.

"Non si preoccupi, gli dobbiamo solo fare qualche domanda". Ma il figlio Valerio ancora non era arrivato a casa; d'altronde era mattina e lui era uno studente del liceo Archimede.

Forse era a scuola, forse l'aveva marinata. Ma sicuramente lo aveva fatto perchè era impegnato politicamente e non come oggi che lo si fa per rintanarsi nei bar. Quelli erano gli anni delle contestazioni e di una guerra spietata tra destra e sinistra.

Si lottava per una società migliore, ma si moriva anche. Tanti giovani morivano, il più delle volte ad opera delle forze dell'ordine, altre ad opera dei giovani di entrambe le fazioni.


Ma il principale assassino era lo Stato.

In quell'appartamento stava accadendo un qualcosa di unico nel suo genere. Carla e il marito vennero immobilizzati e imbavagliati e il commando armato attese l'arrivo di Valerio.

Non immagino il terrore della madre, e la lunga agonia dell'attesa.

Alle ore 13 rientrò Valerio, e ci fu una lotta feroce conclusa con un colpo di pistola alla nuca. Valerio cadde a terra inondando di sangue il pavimento. Perse la vita alla giovane età di diciannove anni.

Morì un ragazzo che militava con grande partecipazione nelle file della sinistra extraparlamentare e come tanti suoi coetanei aveva quell'incoscienza genuina che lo portava ad esporsi in prima persona. Un incoscienza che tutti noi dovremmo avere, anche a tarda età.

Perchè solo così si può cambiare qualcosa e combattere le profonde ingiustizie .

Valerio stava conducendo un inchiesta, una di quelle scottanti in piena epoca di strategia della tensione, l'epoca della P2, dell'eversione e le mafie collegate con gli apparati dello Stato.

Una collusione che abbiamo ancora oggi. Ma si fa finta di non saperlo.

Valerio, un anno prima di morire, venne arrestato come accadeva a tutti quelli che militavano(Per questo all'epoca le galere erano sempre in rivolta e si denunciavano gli abusi) e gli perquisirono un dossier voluminoso di cui nessuno ancora sa cosa contenesse.

Misteriosamente sparì, per poi apparire nelle mani del giudice Mario Amato che indagava sull'eversione nera. Dopo qualche giorno il giudice fu ucciso dai NAR.

Valerio aveva probabilmente scoperto qualcosa di scottante che avrebbe destabilizzato lo Stato; ne è convinta la madre, ma anche tutti quelli che la stanno aiutando nell'indagine.

All'epoca c'era un vicino di casa che voleva testimoniare, ma poi ritrattò perchè diceva di essere minacciato. Era pieno di debiti, ma misteriosamente dopo qualche mese l'accaduto si trasferì con la famiglia in una bella casa sulla Cassia o sulla Flaminia.

In tutte queste storie dove c'è lo zampino dello Stato, avviene sempre questo. O si ammazza, o si compra.

Permettetemi allora di dire alcune cose che sono accadute l'anno scorso. In un post sulla 'ndrangheta vi spiegai l'importanza dei messaggi. Forse ne erano arrivati alcuni di cui non sono capace di decifrarli. Solo l'interessato potrebbe capirli.

Il 4/o6/2009 a Nettuno è stato ucciso in pieno giorno Emidio Salomone, considerato l'ultimo boss della Banda della Magliana. Voglio ricordare che probabilmente un componente del commando che uccise Valerio Verbano, era un certo Carminati,uomo di estrema destra vicino alla Banda.

La stesso giorno, ma di notte, sul monumento delle vittime della Strage di Bologna(proprio sui visi) alcuni "vandali" hanno scritto: Onore a Gelli!

Il giorno dopo, qualcuno ha commesso atti di vandalismo nella tomba di Valerio.

Purtroppo ho potuto notare questi avvenimenti per l'indagine che stiamo facendo per Niki Aprile Gatti ,che tra l'altro è appena trascorso il giorno del suo compleanno. E lo avrebbe festeggiato, se non fosse stato ucciso in quel maledetto carcere.

Sarà un caso, o forse no. Comunque sia il 22 Febbraio portiamo un fiore per Valerio Verbano e ricordiamo questo giovane "incosciente" ucciso dallo Stato per mano dell'eversione nera.



Intanto vedete questo video di Carla, che supplica al pentimento di Belsito.

15 commenti:

enrica ha detto...

Caro Inka,

ho paura di non essere riuscita a cogliere tutto quello che stai cercando di dire... forse perché non ho molta familiarità con questa parte della storia e non ne vedo tutti i risvolti.
Provo, però, un senso di ribellione quando leggo la parola Stato in connessione con i crimini come quelli che descrivi.
La mia opinione è che non sia mai lo "stato" ma INDIVIDUI, singolarmente o in gruppo. Hanno nomi e cognomi, impronte digitali ed il più delle volte conti in banca.
Lo Stato comprende anche me e te ed io non ho mai fatto niente del genere. Se invece intendevi lo Stato come apparato, sono certa che la maggioranza di questo non è né mandataria né esecutrice di fatti del genere.
I criminali sono una minoranza. La maggioranza di noi è gente perbene...

l'incarcerato ha detto...

Guarda Enrica, è la concezione dello Stato che è ben diversa. Non è il caso di 'parlarne in un commento. Però attenzione, non semplificare in questa maniera.

NADIA ha detto...

hola,
sò bene di cosa parli visto che ho vissuto in prima persona e sulla mia pelle il periodo.....
quello che allora cominciava a venire a galla ma che era represso è ancora sotto i nostri occhi almeno di quelli che vogliono vedere....
stesse dinaniche e stessa gente....
sulla lista della p2 che adesso puoi vedere e leggere su wikipedia ci sono i nomi di coloro che allora agivano in incognita e che tanto stanno facendo per distruggere il nostro paese a loro beneficio.
Un abbraccio a te ricordando Valerio e tutti gli altri!!!

pablito ha detto...

Ti ringrazio di aver ricordato questo fatto: Ve ne fu un altro, a Milano, pochi anni prima, nel 1978: l'omicidi di Fausto e Jaio. Anche loro avevano condotto una inchiesta, e anche lì vifurono dei documenti spariti.
E pare che gli assassini venissero da Roma e fossero legati alla Banda della Magliana.
Piccola nota: per Stato si intende l'organizzazione burocratica che ha il monopolio della Forza . La società è una cosa diversa ed è grave confondere i due piani: quando la società e lo stato si sovrappongono in tutto e per tutto si ha una perfetta società totalitaria.
Questo lo dico non per pignoleria o saccenteria, ma perché certi falsi concetti che girano assumono poi la forza di verità.
Stiamo attenti a queste cose.
ciao.

Tua madre Ornella ha detto...

Grazie Inka,

per aver ricordato anche il mio Niki, e per Valerio (pensa solo 19 anni...) che anni diversi di cultura e di ideali...dopo 30 anni di tv il cervello è ormai fuso ...
Che gran bella figura la mamma, ed anche...Lei in ginocchio davanti ai pentiti.... che Gran Stato di Diritto che possiamo vantare!!!!
E' uscito da un mese anche il libro scritto da Carla con Alessandro Capponi dal titolo:" Sia folgorante la fine" dove si racconta la storia di Valerio ...sulla copertina:
"In un giorno di febbraio degli anni di piombo, Valerio muore assassinato in casa sua. Sua madre cerca ancora la Verità."
Era il 22 Febbraio 1980 ...Carla ha 86 anni ..............
...Poveri noi..........

Un bacio a Valerio

Ornella

l'incarcerato ha detto...

Grazie Pablito, purtroppo per molti il concetto di Stato è ancora da chiarire. Sei stato bravo, perchè in due parole sei riuscito a spiegare cosa significhi, io avrei scritto fiumi di parole per spiegarlo a Enrica. :)

Sulla storia di Fausto e Jaio è vero, anche lì gli stessi soggetti. Pare che ci sia di mezzo la solita testimonianza di Belsito...lui non mi piace perchè nasconde troppe cose.

l'incarcerato ha detto...

....e quando parla racconta tante sciocchezze, per questo è inaffidabile.

Aride ha detto...

Grazie per aver ricordato questa storia ignobile, dimenticata o insabbiata dalla maggior parte dei media. Eccezione che va citata, il Manifesto di oggi.

cometa ha detto...

Sì, Pablo ha sintetizzato bene e con equilibrio, ed anch'io ho pensato subito a Fausto e Jaio.
Ma riprendo quello che ho scritto a commento del tuo post precedente: per chi non ha subìto la violenza del sistema è molto molto importante aprire gli occhi e riguardare la nostra storia con chiarezza, dalle stragi agli assassìni, giù giù fino alla piccola repressione quotidiana: le manifestazioni vietate o represse, le intimidazioni, il controllo subdolo nell'informazione, nell'istruzione, nella religione, nella comunicazione artistica, nella pubblicità... Oggi, di fronte ad una governance che si fa beffe delle regole e delle leggi, pare che queste cose siano un bene assoluto da difendere. Invece, il principio di legalità è qualcosa che riguarda la gestione del potere, mentre all'individuo attiene l'agire secondo i princìpi di coscienza e libertà.
Ma quale libertà ha goduto chi non è sceso a compromessi con la propria coscienza?
Rileggere Pasolini. Stavolta, aprendo gli occhi.
Bravo Incarcerato! Non dimentichiamo Valerio!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Ho letto anche in qualche altro blog di Valerio. E questo mi fa piacere perché vuol dire che altri ricordano questa barbarie. Le indagini sono sempre più intricate e come tante scatole cinesi sembra proprio che quando sollevi un caso di colpo se ne intrecciano mille altri.

Inquietante e sconvolgente.

Anonimo ha detto...

non so che tipo di indagini state facendo ma una cosa è sicura.. emidio salomone è stato ucciso ad acilia e non a nettuno! secondo me è meglio che la rivedete un pò tutta questa "indagine"!

Aly ha detto...

grazie per aver riportato alla luce la storia di questo giovanissimo ragazzo.. mi vergogno molto nell'ammettere che non la conoscevo.. puoi indicarmi siti o altri tuoi post così che possa capire meglio cos'è accaduto?
grazie, un abbraccio

l'incarcerato ha detto...

Caro anonimo, ma che errore madornale che ho fatto: ho sbagliato il nome della città. Un errore imperdonabile che ha stravolto tutto quello che ho detto? Ma per favore, rivedi un po' quello che hai scritto e ti accorgerai di aver esagerato.


Carissima Aly,c'è un libro interessante scritto a quattro mani dalla madre e da un giornalista. Poi basta che vai sul suo blog personale che ora non ricordo il link.

Un abbraccio!

RobertoBlues ha detto...

classe 1971,quai 40 anni,molte cose le ho vissute,altre le ricordo,altre le ho "lette e sfogliate"per la mia innata sete di verità. Ho combattuto e combatto molte battglie,ma devo ammettere che comincio a perder colpi.Intorno a me vedo gente che se ne frega,tranne mia moglie e un paio di amici,spesso mi ritrovo da solo.Son stanco anche di fare il sindacalista ormai.Io combatto per i diritti al lavoro di chi se ne frega delle mie battaglie..mah?!
Metto un link al tuo blog sul mio,spero di trovare qualche tuo commento.Mi fa piacere leggerti,chi lotta per la giustizia è mio amico.Anche se vive a Capo Nord ;-)
RobertoBlues

Marco ha detto...

Guarda che l'incoscienza allora non c'era proprio! Sapevamo benissimo cosa facevamo, eprchè e a cosa, putroppo rischiavamo di andare incontro.
Ricordo perfettamente il giorno della morte di Valerio.
Saluti