mercoledì 17 febbraio 2010

Repressione preventiva.

Care teste di capra, un mio lettore di Genova che appartiene all'ARCI mi ha messo a conoscenza di un fatto molto grave che dovrebbe tutti noi portarci a riflettere.

Ora sappiamo che lo Stato può eliminare in diverse maniere le persone scomode. Può ucciderle tramite le carceri o i TSO (vedi il caso Mastrogiovanni), utilizza i vecchi e collaudati falsi suicidi, mette bombe provocando stragi come Piazza Fontana o Falcone e Borsellino, fucila masse di persone come la strage di Portella delle Ginestre, utilizza le forze di polizia per reprimere i manifestanti come il G8 di Genova durante il governo Berlusconi o quello di Napoli durante il governo Prodi.

Ma sa utilizzare anche quella che chiamo "repressione preventiva", ovvero individua persone scomode e in questo caso sono giovani anarchici, e tramite la Questura li richiama intimandogli di "comportarsi bene" perchè in caso contrario scatterebbe la "Misura di prevenzione". E si può tradurre anche in arresto.

In pratica si può finire in galera anche in maniera preventiva. E sappiamo, solitamente, che fine si fa dentro quell'inferno.

Pubblico qui il volantino dell'ARCI e invito tutti a leggerlo con attenzione:



Settore Carcere e Giustizia

A PROPOSITO DEGLI "AVVISI ORALI" CONTRO ALCUNI GIOVANI ANARCHICI GENOVESI
In un volantino diffuso in città nei mesi scorsi si è appreso che mercoledì 7 ottobre 2009, Christian, un
giovane anarchico genovese, è stato convocato in Questura dalla Digos dove - come poi accaduto anche ad
altri giovani - gli è stata comunicata una serie di denunce a suo carico. Sulla base delle denunce ha quindi
ricevuto l'avviso orale previsto dall'articolo 4 della legge n. 1423/56 contenente "Misure di prevenzione nei
confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità". Ad altri giovani, non residenti
nel comune di Genova, sulla base dell'art. 2 della sudetta legge è stato invece dato il foglio di via
obbligatorio.
In sostanza, il questore provvede ad avvisare oralmente la persona che esistono sospetti a suo carico,
indicando i motivi che li giustificano e la invita "a tenere una condotta conforme alla legge...". In caso
contrario scatta la richiesta al Tribunale di "Misure di prevenzione".
L' art. 1 della legge 1423/56 afferma che le "Misure di prevenzione" si applicano a:
1) coloro che debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono abitualmente dediti a traffici delittuosi;
2) coloro che per condotta e tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono
abitualmente, anche in parte, con i provventi di attività delittuose;
3) coloro che, per il loro comportamento, debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che siano dediti
alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l'integrità fisica o morale, la sanità, la sicurezza
o la tranquillità pubblica.
Successivamente, con legge 438/2001 si è prevista la possibilità di irrogare le misure anche a coloro che:

pongano in essere atti preparatori diretti a sovvertire le istituzioni dello Stato nonchè alla
commissione di reati con finalità di terrorismo anche internazionale.

abbiano fatto parte di associazioni politiche disciolte ai sensi della legge 645 del1952 (partito
fascista) e continuino a ssvolgere attività;

compiano atti diretti alla ricostituzione del partito fascista

avendo portato condanne per alcuni reati, manifestino tendenza ad una recidiva finalizzata al
sovvertimento delle istituzioni dello Stato.


Ci sembra del tutto evidente che l’esercizio delle libertà costituzionalmente tutelate - in primis il diritto di esprimere le proprie opinioni politiche - nulla ha a che fare con la sicurezza e la pubblica moralità e non può quindi in alcun modo rientrare nella casistica sopra riportata.
L’articolo 16 della Costituzione afferma che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.

L’articolo 21, a sua volta, afferma che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Probabilmente pochi ricordano - se mai l’hanno saputo dai mezzi d’informazione - che un ‘analogo provvedimento venne utilizzato dal Questore di Palermo nei confronti di Pietro Milazzo, sindacalista a capo del dipartimento immigrazione della Cgil in Sicilia e impegnato da anni a fianco dei senza casa di Palermo.

Nella sua cronaca sul quotidiano cittadino Il Secolo XIX, il giornalista Matteo Indice ricostruendo l’episodio della contestazione agli alpini, a proposito dei manifestanti scriveva:”…I quali sono riusciti, di fatto, a invertire i ruoli. Non più gli alpini nella parte di chi dovrebbe gestire la piazza, bensì gli anarchici. Che, con gesti e parole tanto eloquenti quanto simbolici (l’insofferenza, è bene precisarlo, non è mai sfociata in aggressioni fisiche) li hanno spinti a ripiegare. E alla fine la pattuglia ha davvero lasciato la strada, raggiungendo gli uffici del commissariato Centro - sistemato in piazza Matteotti, a due passi dal cuore della protesta - ed evitando un confronto più acceso che li avrebbe visti con ogni probabilità sconfitti in partenza.”
E più oltre scrive ancora:” Anche perché identificare gli anarchici non è stato particolarmente difficile: nessun passamontagna o fazzoletti “d’ordinanza”, e foto molto eloquenti sui giornali che hanno spianato parecchio la strada alle forze dell’ordine.Difficile, ovviamente, prevedere che piega prenderà nel dettaglio l’indagine. Ma non c’è dubbio che, mentre in altre occasioni gli investigatori avevano sorvolato, questa volta la “pubblicità” della contestazione ha indotto a non lasciar correre.”
Forse la “pubblicità” che potrebbe aver indotto il Questore a denunciare i manifestanti per poi inventarsi l’avviso orale è da ricercarsi nella dichiarazione del senatore Gasparri: “C’è da augurarsi che le autorità locali agiscano con rapidità e determinazione».
Significativo un altro passaggio da un articolo del quotidiano locale, in data 21 dicembre 2009, dal titolo
:

Genova capitale degli anarchici anni Duemila l’inchiesta

“…L’”avviso orale”, a dispetto del nome, è un documento scritto, un invito del questore «a cambiare condotta». Se questo non avviene, si entra nel regime di sorveglianza speciale per un periodo che va dai due mesi ai tre anni. …”. L’unico aspetto che sembra aver colpito l’estensore dell’articolo è la contraddizione lessicale.

Al giornalista e/o ai lettori non è venuto il dubbio che si tratti di provvedimenti che violano la Cosituzione italiana? Una vera spada di Damocle sulla testa di chi fa politica fuori dagli schemi tradizionali. Forse perchè in fondo si tratta solo di pochi giovani anarchici?

Come Settore Carcere e Giustizia di Arci Genova riteniamo si debba intervenire su questa vicenda che ricorda i tristemente famosi repulisti preventivi del fascismo quando in città veniva qualche gerarca.

Facciamo quindi un appello al nuovo Questore perchè riesamini la situazione e a quanti operano in difesa dei diritti perchè si attivino, insieme a noi se lo ritengono, per una battaglia di civiltà.

www.arcigenova.org



12 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Inka,

questo post sarebbe incredibile...se non ci trovassimo nella fase in cui siamo ...
in cui purtroppo è tutto vero...

Grazie di queste ricerche che fai per noi...ci si dovrebbe sollevare tutti...

Un bacio
Ornella

Stefania Nicoletti ha detto...

Eh già...
Il Sistema da sempre utilizza i più svariati metodi (omicidi, suicidi, incidenti, ma anche intimidazioni, minacce, avvertimenti, arresti sulla base di nulla) per mettere a tacere le persone scomode.

Un tempo pensavo che queste "persone scomode" fossero solo personaggi famosi o in vista (un esempio su tutti: Pasolini) o che comunque avevano fatto qualcosa di apertamente scomodo per il Sistema, come ad esempio occuparsi di determinate tematiche, fare denunce, dare apertamente fastidio a qualcuno insomma.

E invece hanno fatto una strage anche tra persone comuni e sconosciute.
Le persone scomode sono anche quelle, ad esempio, dei centri sociali oppure il caso che hai riportato nel tuo articolo.
Una vera e propria strage.

Ce ne eravamo occupati l'anno scorso sul nostro blog. Se ti può interessare, ti lascio due link.

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/01/ma-che-aveva-fatto-de-andr-perch.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/01/lettere-da-una-lettrice-sui-centri.html

Alberto ha detto...

Allucinante. Domanda ingenua. Ma può succedere tutto ciò in uno Stato di diritto? O di diritto questo Stato non è più?

angie ha detto...

"Forse perchè in fondo si tratta solo di pochi giovani anarchici?"

no, sono provvedimenti che (anche in altre città come Milano, Bologna, Roma, Torino) e nei confronti di attivisti antirazzisti (non neccessariamente antagonisti o semplicemente comunisti), stanno mettendo in atto dall'anno scorso con l'entrata in vigore del Pacchetto Sicurezza Ddl 733 (stesso numero del Regio Decreto degli anni 30), ai quali spesso e volentieri seguono "sorveglianza speciale" e "foglio di via" (con motivazioni di ordine pubblico)!

sR ha detto...

terrificante!senza parole!

cometa ha detto...

Non posso dimostrarlo, non ho documenti, ma le ammonizioni, condite talvolta da qualche amichevole cazzotto, c'erano già anni fa, quando ho cominciato a fare politica, tra la fine dei '70 e l'inizio degli '80, quindi ben prima del Banana, ben prima della legge del 2001 o del pacchetto sicurezza.
Il caso di Pasolini era eclatante, perché mai più successe che una personalità di quel peso e di quella visibilità si mettesse in gioco fino a quel punto (e infatti, sappiamo la fine che fece): normalmente erano proprio le persone comuni, meno visibili, i ragazzi, i cani sciolti fuori da partiti o sindacati che ricevevano gli avvertimenti, non gli intellettuali!!
Invece, non avevo mai sentito parlare di fogli di via. Credo si ritenesse (soprattutto nelle piccole città) che gli oppositori fossero molto più controllabili se rimanevano.

Per questo, mi fa un po' arrabbiare quando sento dire frasi del genere: "a questo punto"... "al giorno d'oggi"... in questo degrado"... "non è più uno stato di diritto"... Le stragi, la repressione politica, i manicomi ecc. ecc. ci sono sempre stati e sono sempre stati il fondamento dello stato di diritto per i benpensanti.
Com'è stato per i lager nella Germania nazista, chi non sa o non sapeva non è scusato: non ha voluto vedere.
"Se avete lasciato fare
ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie
di noi teppisti di noi ribelli
lasciandoci in buonafede
sanguinare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate." (La Canzone del Maggio, vers. inedita)
Fa comunque piacere che qualcuno tardivamente si accorga del prezzo della cosiddetta democrazia e del cosiddetto ordine sociale.
Andate a raccontarlo ai genitori di Fausto e Iaio.
Ciao! cometa

l'incarcerato ha detto...

Grazie Stefania de tuo intervento, andrò a leggere gli articoli che mi hai linkato.

Cometa, hai perfettamente ragione. Un sistema che c'è sempre stato, e fin dalla nascita della Repubblica. Non a caso ho fatto riferimento all'eccidio di Portella della Ginestra. Lo Stato, all'epoca, aveva utilizzato il bandito Giuliano.

enrica ha detto...

Il confine tra la propria libertà e la garanzia della libertà altrui è spesso una linea sottile e sfocata. Non credo in generale nella repressione o nella punizione.
Credo nella riabilitazione, nell'educazione, nell'istruzione.
Credo, anche, però, che ci sia così tanta pazzia al di fuori degli ospedali psichiatrici e così ben giustificata da essere accettata socialmente come libertà di pensiero.
Quando la giustizia viene lasciata nelle mani degli uomini, questa si trasforma in vendetta e non ne risulta mai nulla di buono.
Quando la libertà di pensiero risulta nella restrizione della libertà degli altri non ne risulta niente di buono...
Per essere un buon questore ci vorrebbe un santo e non mi risulta che ce ne siano e per essere un buon cittadino che usa al meglo la propria libertà bisognerebbe essere dei santi ed anche qui, temo che questa sia una minoranza.
Hai sollevato, come al solito, una riflessione intelligente caro Inka che decisamente dovrebbe essere approfondita...

luce ha detto...

Carissimo,permettimi da avvocato due parole, avvocato che ha difeso pregiudicati nei "procesi" relativi all'irrogazione della misure di prevenzione di cui tu parli nel post.
Le misure di prevenzione sono un retaggio del procedimento inquisitorio che non è ancora stato regolamentato come dovrebbe e che tiene conto prima ancora della libertà della circolazione, la protezione della società da individui potenzialmente pericolosi.
Ti posso assicurare però, per esperienza personale, che in sede di impugnazionde della misura di prevenzione se vengono meno gli elemneti posti alla base dell'avviso orale della questura tutto salta e il procedimento che è a porte chiuse e senza testimoni si basa sulle prove cartacee e quelle sono incontrovertibili.
Io credo che l'uso e l'abuso di questa fortma di prevenzione ai reati di ogni genere ( che questa è òa ragione originariamente concepita) sia stata usata e abusata ma non tanto perchè sbagliata ma perchè le persone che la applica non sempre sono persone di giustizia giuste.
Un abbraccio sempre ammirato e affettuoso e grazie per quello che fai, sempre.

l'incarcerato ha detto...

Grazie infinite Luce, il tuo commento è stato importantissimo.

ps se avrò bisogno di un avvocato(spero di no) saprò a chi rivolgermi! Però fammelo uno sconticino eh?! :)

Alessandro Tauro ha detto...

Ti ringrazierei della "chicca" (di cui ero completamente all'oscuro) se solo non fosse una delle "chicche" più preoccupanti che abbia mai trovato in rete.
Il modo migliore per cancellare, con i soliti metodi "legali", lo stato di diritto.

La questione mi ha incuriosito, per cui penso che cercherò altre informazioni sulla questione, ovunque sarà possibile reperirle...

upupa ha detto...

E' veramente allucinante...e sai che ti dico,carissimo,che sono proprio stanca di tutti gli abusi e sorprusi perpetrati in questo paese!