lunedì 15 febbraio 2010

La semplificazione genera il luogo comune.

Per eliminare i luoghi comuni, l'intolleranza, il razzismo latente che tutti noi più o meno possiedono nel nostro subconscio, dovremmo cominciare ad eliminare la cosiddetta"semplificazione".

Mi spiego meglio.


La semplificazione è dovuta dal nostro cervello, quel groviglio di neuroni e sinapsi che ci distingue dagli esseri non animati, che tende ad organizzare tutto ciò che vediamo e apprendiamo in maniera meno complessa possibile. Tutti noi, ad esempio, chiamiamo erroneamente quell'emozione che ci fa aggrottare la fronte, squadrare la bocca e stringere le labbra, in un unica parola: la rabbia!

Ebbene la rabbia in realtà è quella malattia che prendiamo di solito dai morsi dei cani o dei topi. Una malattia antichissima che deriva dalla lingua sanscrita "rabbahs", e significa "fare violenza". Quindi la rabbia è una malattia, non un emozione.

Quella che chiamiamo comunemente rabbia, in realtà ha diverse sfumature e sono tutte diverse tra loro: l'ra, la collera, il furore, la resistenza, il risentimento.

Quindi care teste di capra, dovremmo iniziare a scavare anche nei termini, perchè sono soprattutto le parole che generano incomprensioni e varie intolleranze.

Un altro esempio è la neve, noi pensiamo che sia quella e basta. E invece se provate a parlare con un abitante della Lapponia scoprirete che esistono diversi tipi di neve. Ne saprebbe riconoscere una decina di specie diverse.

Cominciamo ad applicare questo discorso con i vari popoli e le varie culture, iniziamo noi stessi a non semplificare e ridurre il tutto con un unico termine.

Forse riusciremo ad abbattere i luoghi comuni.

Riflettiamoci su, quando conosciamo un determinato argomento, non è irritante ascoltare la gente che ne parla in maniera semplicistica?




8 commenti:

sR ha detto...

condivido pienamente, e non aggiungo altro, anzi ti dico che hai scelto una canzone giusta

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Le sfumature oggi nel mondo di facebook e twitter sono state sempre più annientate come fa il macete con i rami nella foresta. E' questo il vero problema, perdendo le sfumature si perde spesso la capacità critica di analizzare bene i fatti non fermandosi in superficie ma andando in profondità.

Mister_NixOS *nix ha detto...

Sottoscrivo. Sempre un piacere leggerti.

Alessandro Tauro ha detto...

Un post stupendo, che condivido pienamente. E che dovrebbe essere letto da molti. Da moltissimi. Fondamentalmente da tutti.

Perché la "generalizzazione", la "semplificazione", la "riduzione ai minimi termini" di vicende, situazioni e realtà complesse, come sono in fondo tutte le realtà di questo nostro pianeta, sono la prime vere armi di distruzione di massa.
Perché basta banalizzare una vicenda per annientarla.

upupa ha detto...

Il problema, secondo me,è che ci "abituiamo" alla semplificazione e questo è deleterio...perchè dovremmo chiamare con il giusto "termine" ogni cosa...e non spaventarci...es. corruzione non ha sinonimi nè semplificazioni...rubare è rubare...non è sottrarre...così come imbrogliare...

Mister_NixOS *nix ha detto...

upupa: quella che tu chiami semplificazione non e' semplificazione. Non e' una questione di nomi ma di complessita'.

Aly ha detto...

Non potevi scrivere cose più vere.. la "semplificazione" è uno dei mali di questo paese (e di questo mondo), rappresenta il non-utilizzo del cervello, del ragionamento. Ormai si semplifica su tutto e molti fomentano questa cosa.. "perchè ti fai così tanti problemi? semplica!" si sente dire spesso, sia fra la gente comune sia fra chi ci governa.. ma non semplificherò mai.. e sono contenta di vedere che non siamo in pochi a pensarla così ;)

l'incarcerato ha detto...

Anche io Aly, sono contento di questo ;)