giovedì 4 febbraio 2010

Di Pietro:La cena infame, mafia e il Colpo di Stato.



Care teste di capra, di solito quando si parla di strategia della tensione, massoneria, CIA e Servizi Segreti Italiani, subito si è bollati come complottisti. Capita quando si mette nero su bianco le ipotesi e analisi che uno teorizza, oppure quando si parla con amici intorno ad un fiasco di vino.

Era da tempo che meditavo sul fatto che Tangentopoli, quella grande inchiesta chiamata Mani Pulite che fece emergere la corruzione politica e finanziaria di tutti i partiti (nessuno escluso), sia stata voluta dall'alto per rimodellare il sistema politico. C'è chi lo chiama "Colpo di Stato", chi addirittura lo equipara ad una specie di Strage di Stato.

In effetti non dobbiamo mai dimenticare che nell'inchiesta condotta da Di Pietro ci furono decine di suicidi, e morti chiamiamole "collaterali" come strani incidenti e suicidi strani.
Dopo 17 anni, grazie soprattutto alle parole del figlio di Ciancimino è emerso chiaramente che la Seconda Repubblica è nata dalla trattativa tra mafia e Stato.

Ed i protagonisti della trattativa occupano tuttora dei posti chiave.

Abbiamo il capo dell'antimafia Grasso che all'epoca era procuratore capo di Palermo quando partì l’indagine su Ciancimino jr. E né lui, né il suo fedelissimo aggiunto Giuseppe Pignatone né i solerti sostituti che seguivano l’inchiesta rivolsero mai una sola domanda al figlio di don Vito sulla trattativa intrecciata da suo padre con i carabinieri del Ros durante e dopo le stragi del 1992.
Come l'attentato al giudice Borsellino, colui che si oppose alla trattativa e che molto probabilmente lo appurò quando incontrò Mancino, all'epoca Ministro dell'interno ed ora Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Insomma, per chi vuole cercare di capire, è chiaro che l'inchiesta Mani Pulite sia stata voluta e facilitata dai Poteri Forti. Non dimentichiamo che la DC fu sciolta e cacciata via, ma rientrò immediatamente amalgamandosi nei due schieramenti. E inoltre, grazie a questo riequilibrio, si avviarono quelle riforme che hanno distrutto lo Stato Sociale, portando avanti le politiche liberiste.
E anche in questo caso ci fu il solito intervento Statunitense.

Tutto questo è teorizzabile, ma è la prima volta che esce fuori una focalizzazione addirittura visiva di tutto ciò: la foto che trae Di Pietro, Contrada e un uomo della CIA, i quali tutti insieme chiacchierano e cenano giovialmente.


Ed è una foto che risale
15 dicembre del 1992 !

Al di là del motivo per cui sia stata tirata fuori dal cilindro solo ora, questa foto è oggettivamente imbarazzante e inquietante. Tanto è vero, che Di Pietro (il quale io difendo quando dice cose sensate come l'attacco al Presidente della Repubblica) non ha dato nessuna giustificazione, se non dire che non conosceva Contrada.
L'avvocato abruzzese Mario Di Domenico, autore del libro "Il colpo allo stato", prossimo alla pubblicazione, volume che contiene le foto scattate 17 anni fa che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con l'ex agente del Sisde ha detto una cosa più che giusta ed inattaccabile:
«Delle sorti politiche di questo signore non mi interessa nulla. Ma le pare una cosa eticamente corretta che un ex magistrato dica "io Contrada non sapevo chi era" e oggi dice "io collaboravo con Borsellino" e Borsellino dice "Contrada è addirittura un assassino" e lui collabora con Borsellino? O mente oggi o mentiva ieri».


Non dimentichiamo che l'ex agente del SISDE Bruno Contrada è stato arrestato per concorso esterno per associazione mafiosa e operò lui quando Borsellino venne ucciso. Ucciso vicino ad un castello, il luogo di copertura dei servizi segreti, il luogo dove arrivò il segnale che fece esplodere la bomba.

E non dimentichiamo che dopo Tangentopoli si presentò come il nuovo, l'eroe, il giustizionalista, l'anti politico e anti comunista Berlusconi. Colui che volle Di Pietro come ministro.


Di Pietro non è l'unico che faceva incontri particolari nelle caserme, mi viene in mente un avvocato che faceva parte della difesa delle vittime della strage di Bologna che la sera faceva incontri nella caserma con uomini dei servizi. Un doppiogiochista.

Insomma pare che la caserma sia un luogo oscuro e particolare dove ci si riunisce per depistare, ridisegnare e avviare diverse strategie che marciscono sempre di più il nostro Stato.

15 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Bravo Inka,
non ti fai sfuggire nulla....!!!
La foto è forse chiarificatrice di tanto di piu'???
Ricordiamo che dalla "Mafia" ...pare erano arrivati due segnalazioni di morti: Borsellino e Di Pietro...Borsellino fu ucciso, Di Pietro fu mandato fuori dall'Italia ...proprio dai Servizi, perchè Borsellino NO???
Perchè per tutti i "suicidi" anomali in quell'epoca non sono state effettuate serie indagini???
Ne sono stati tanti Inka....ed erano intrecciati (alcuni) anche con Società in Sicilia....
Ti abbraccio (Inka le speranze per la Giustizia Italiana sono davvero esigue....)
Ornella

Guernica ha detto...

In quale parte di mondo andremo mai a nasconderci per ottenere un minimo di giustizia e meno marciume?

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

La parte del mondo dove si lotta per la Giustizia, Guernica. Non si può fuggire ma solo adoperarsi per almeno provare a raggiungere un po' di verità

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Le4 cose comunque sono ben lungi dall'apparire chiaramente. Dobbiamo forse immaginare qualcosa come una complicità aquei tempi tra Di Pietro e Berlusconi? Se così fosse, se oggi venisse a maturazione una frattura tra le parti che hanno portato a questa evoluzione della politica italiana, questo potrebbe essere una situazione propizia per scoperchiare molti misteri: bisogna stare a vedere, ciò che oggi si sa non è sufficiente per confermare un quadro preciso, non perchè io non creda che complotti possane esserci stati, ma che occorre capirne la dinamica in dettaglio. Se ipotizziamo una situazione imprecisa, rischiamo di andare fuori strada, quasi peggio che non sapere nulla.

l'incarcerato ha detto...

No Vincenzo, forse sono io a non essermi espresso bene. Ho solo detto che Berlusconi, con la sua astuta demagogia e populismo, aveva preso al balzo Tangentopoli per apparie il nuovo e non il classico politico corrotto democristiano.

La foto è chiara, magari si può discutere sul fatto che Di Pietro conoscesse o meno Contrada(ho i miei seri dubbi visto la storia tragica di Borsellino), ma è indiscutibile il fatto che l'inchiesta Mani Pulite sia stata facilitata dai servizi per ricreare un altro panorama politico. E abbiamo visto che la seconda Repubblica è servita per rafforzare il potere mafioso e le politiche liberiste.

Tutto con l'avvallo e l'aiuto Americano.

Non si può far finta di nulla.

l'incarcerato ha detto...

Però hai ragione, bisogna approfondire meglio. Non è chiaro nulla, tanto meno la risposta e la barzelletta di Di Pietro è stata chiarificatrice!

luce ha detto...

Non lo so, Inka...
La cosa mi lascia perplessa,non tanto perchè a me piace Di Pietro, ma perchè sarebbe veramente un fantapiano per ottenere cosa poi? Soldi? Potere?
Perchè sfasciare la Prima Repubblica con cui si lavorava bene ?E agli americani che gli entrava in tasca che già erano e sono padroni nostri in tante cose, vedi vicenda del rapimento del mussulmano a capo della moschea( non mi ricordo il nome adesso...)?
Non riesco a trovare il movente di questo omicidio della nostra Italia.
Sono sicura invece della superficialità di certe cene, del doppiogioco di Contrada, della propensione al casino e alla vigliaccheria dei politici italiani, dei Servizi Segreti Italiani da barzelletta e del potere italiano in generale da terra dei cachi.
Direi teste di c...artone che ci hanno govermnato e ci governano.
Un caro saluto e grazie del tuo costante aggiornamento storico ( quasi quasi propongo alla Gelmini la lettura del tuo blog nell'ora di storia, sei grande!)

l'incarcerato ha detto...

Inanzitutto grazie Luce, ma non esagerare con i complimenti! :)

Bèh la prima Repubblica non andava più bene, e ripeto che solo con la nuova e l'avvento di Berlusconi si è cominciato a dare l'avvio alle nuove politiche. Quello era un assetto che aveva bisogno di un cambiamento.
Per quanto riguarda gli Americani, appunto perchè fin dalla nascita della Repubblica ci hanno sempre comandato(il nostro stato è a democrazia limitata) che hanno sempre messo il becco in tutti i nostri cambiamenti.

Ricordiamoci una cosa, i poteri forti non avrebbero permesso l'avanzamento dell'inchiesta se non c'è un fine ultimo in tutto ciò.

Ricordati, non si lavorava più bene con la prima Repubblica e anche se c'è stata Tangentopoli, i capostipiti della DC sono rimasti indenni. Andreotti in primis.

Pino Amoruso ha detto...

Volete forse dire che Di Pietro è mafioso o quantomeno ha goduto e gode dei favori della mafia? All'epoca della foto Contrata era il numero 3 del SISDE e non si sospettava minimamente sulla sua persona. Così facendo si fa il gioco dei politici che hanno voluto quella foto e che hanno molto da nascondere.
Sta a vedere che Berlusconi (Mangano, Dell'Utri) e Di Pietro alla fine sono "compari".

silvio di giorgio ha detto...

che Contrada avesse un brutto nome lo si sapeva da prima del '92: non c'erano ancora prove "ufficiali", ma la moglie di Borsellino ha ricordato proprio poco tempo fa come il marito avesse una pessima considerazione di Contrada. Di Pietro non è certo paragonabile a Berlusconi, ma è ora di smettere di vederlo come un santo...

l'incarcerato ha detto...

Caro Pino, per favore non mettermi in bocca le cose che non ho detto. Mi pare che sono stato chiaro, ho detto che Di Pietro è stato facilitato e guidato per portare avanti l'inchiesta. La foto è chiara, ma basta fare l'analisi del dopo Tangentopoli.

Nessuno qui dice che Di Pietro è mafioso, sarei delirante. Ma se dice che non conosceva Contrada si mette da solo in cattive luce.

upupa ha detto...

Carissimo...si salva qualcuno?
Secondo me no!!!!!!!!!

Andrea ha detto...

In ogni storia esistono gli attori protagonisti, i non protagonisti, le comparse, i burattini e i burattinai. Sono tutti funzionali allo scopo.
Di sicuro abbiamo dalla fine della seconda guerra nella figura degli USA la figura del burattinaio che muove i fili di tutti gli attori protagonisti e non. Di volta in volta si serve di quello più utile allo scopo prefissato. Non mi meraviglierei del fatto che una figura come Di Pietro sia stato utilizzata per raggiungere lo scopo (il piano di rinascita democratica P2 di Licio Gelli) magari dandogli le imbeccate giuste tramite i servizi ovviamente.

cometa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cometa ha detto...

Ciao!
Rileggendo oggi con più calma questo tuo post (sono settimane di grande attività e pochissimo tempo per me) ho notato un tuo accenno che mi era sfuggito in un primo momento. Tu dici:
"Ucciso vicino ad un castello, il luogo di copertura dei servizi segreti, il luogo dove arrivò il segnale che fece esplodere la bomba."
Credo non sia inutile qualche spiegazione per chi non è molto informato.
Riporto da Wikipedia:
Secondo le indagini sui tabulati telefonici effettuate da Gioacchino Genchi, questo castello sarebbe stato in passato centro operativo del Sisde (Servizi segreti Democratici) e da questo castello, situato in una posizione strategica da cui è possibile avere una visuale dall'alto sulla sottostante via D'Amelio, gli autori della strage in cui perse la vita il magistrato Paolo Borsellino, avrebbero usato il telecomando che innescò la carica esplosiva. Al processo per la strage la pista - adombrata subito dopo il delitto - fu sceverata ma non diede luogo a condanne tra il personale presente all'ora del delitto nell'edificio. Eppure un dubbio, in merito all'edificio ed al suo utilizzo, è rimasto nelle parole dei familiari del giudice assassinato: «Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d'Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio»