sabato 30 maggio 2009

INTERMEZZO

Care teste di capra, capisco che molti di voi sono ansiosi di conoscere il seguito. Ma non credete che sia facile, sintetizzare e semplificare una questione molto complessa non è cosa di poco conto, soprattutto quando devi cercare il modo di non essere frainteso. Insomma non vorrei fare la fine di Berlusconi che poi deve smentire tutto.

Allora, nel frattempo, vi devo dare una piccola lezioncina, chiamiamola fase di preparazione, per spiegare come è raffinato e collaudato il sistema di potere. Vi riporto qui un commento molto chiarificatore di Ornella, bellissimo l'esempio del pastore e del suo gregge:


"Inka,
di anelli deboli ce ne sono...ma sono rafforzati dagli stadi superiori....non vedi la stupidità galoppante e l'ignoranza e la delinquenza della base??

Ma stretti nel cortile come belle pecore, da chi manovra ...il pastore (che non è in senso religioso...) a sua volta il pastore non conosce il proprietario del terreno bada solo alle pecore e a far rispettare i confini alle stesse. Il proprietario del terreno bada solo al pastore ma non conosce chi ha destinato all'uso pastorizia il suo terreno.... e così via in una piramide, in cui ad ogni stadio le maglie di un livello non si intrecciano mai con quelle del livello superiore e badano bene che tenga ogni livello, perchè diversamente la piramide si incrina. Ed ecco le bolle di sapone.... che subito vengono scoppiate e tutto torna esattamente nell'equilibrio iniziale.

Ed il gioco è fatto.

Ci vuole una volontà forte e strumenti adeguati, a che tutto questo malato sistema piramidale
crolli, ma la storia DOCET
Un bacio
Ornella"


Ornella, una madre coraggio, ha spiegato come una favoletta di Esopo il processo di integrazione tra massoneria segreta e deviata e alcuni esponenti apicali delle mafie, i quali all'interno delle loro rispettive organizzazioni di riferimento costituiscono strutture segrete agli altri affiliati, destinate a svolgere un ruolo di collegamento tra élite criminali dei ceti alti ed élite criminali dei ceti bassi per la conduzione comune degli affari di alto livello e per i grandi giochi di potere.

In pratica la massa di manovra delinquenziale sul territorio, tenuta all'oscuro degli uni e degli altri, viene utilizzata di volta in volta per singole operazioni. E se qualcosa va per il verso storto, tali operatori vengono sacrificati.

La loro eventuale collaborazione con la magistratura non determina gravi problemi perchè essi ignorano sia le reali motivazioni sia i registi occulti delle azioni di cui sono stati meri esecutori. La "bolla di sapone" di cui parla Ornella.

In sostanza, se parlano, raccontano semplicemente le motivazioni di copertura a essi fornite a da essi ritenuti in buona fede corrispondenti al vero. Un meccanismo molto sofisticato e funzionante.

Si è venuta così a creare una classe dirigente occulta e parallela trasversale a tutti i segmenti sociali.

E allora, immaginate che una persona, magari un ragazzo che si trovava a lavorare onestamente in uno di questi segmenti, e magari voleva semplicemente raccontare il lavoro che svolgeva e per chi. Immaginate che sarebbe bastato un nome qualsiasi, un semplice documento che avrebbe fatto da collegamento con gli stadi superiori. Immaginate tutto questo.

Quel ragazzo sarebbe stato il granello di sabbia che avrebbe rovinato un ingranaggio molto complesso. Quindi qualcuno sarebbe corso "ai ripari".

Che siano maledetti. Ma li scoveremo.




PS se passate dal Rockpoeta, si parla della manifestazione importante di oggi all'Aquila.

giovedì 28 maggio 2009

La 'ndrangheta ( settima parte)

Era una notte di sabato, e precisamente il 23 ottobre 2008, quando Michele Fabiani, un giovane spoletino di appena 20 anni si spaventò a morte. Era in casa a dormire quando all'improvviso un forte frastuono lo svegliò. Rumori di elicotteri, cani che abbaiavano e soprattutto decine di uomini con il passamontagna e mitra che gli intimidivano di aprire.

Michele è un ragazzo di quelli che credono in una società alternativa, ove non c'è bisogno delle carceri, ove il denaro non deve esistere, e quindi l'abolizione del maledetto capitale. E soprattutto crede nel superamento dello Stato. Insomma è un convinto anarchico.

Ma quella notte, era decisamente spaventato a morte, e chiamò con il suo cellulare i carabinieri per chiedere aiuto. E si sentì rispondere: "Siamo noi, puoi anche aprire!"

A pensare che per un attimo, al soccorso delle divise, ci aveva pure creduto.

Michele, un ragazzo che tra l'altro conosco (piccolo il mondo, vero?), è stato arrestato quella notte nel corso di una operazione dei ROS dell'arma dei carabinieri: l'operazione Brushwood.

Oltre la spettacolarità del nome, che Brushwood sta a significare in realtà boscaglia, l'operazione in sè è stata spettacolare per i mezzi impegnati: sono stati impegnati 108 uomini armati fino ai denti, alcuni nascosti da passamontagna e giubbotti antiproiettili, e con l'appoggio di ben otto elicotteri.

Un operazione costata allo Stato ben sessantacinquemila euro. E immaginate lo stupore dei cittadini di Spoleto nel vedere questo esercito all'azione. Anche loro si erano resi conto che c'era qualcosa di veramente esagerato.

Oltre a Michele vennero arrestati altri quattro ragazzi e rispettivamente Andrea Di Nucci, Fabrizio Reali, Dario Polinomi e Damiano Corrias. Secondo i ROS i cinque ragazzi di Spoleto sarebbero una cellula anarco insurrezionalista e sarebbero stati i mittenti di una busta con due proiettili diretta alla governatrice dell'Umbria, Rita Lorenzetti.

Inoltre Michele è stato arrestato anche grazie all'articolo 270 bis, una legge scritta dal ministro Rocco, all'epoca del fascismo, che prevede l'arresto di qualcuno per le sue idee in base al pericolo presunto di eversione.

Insomma, se l'applicassero con frequenza, molti di noi adorabili teste di capra sarebbero già dentro. Io per primo.

I carabinieri gli hanno dato perfino un nome: COOP-FAI. Che sarebbe l'acronimo di "Contro ogni ordine pubblico, federazione anarchica informale". Esatto, care teste di capra, la storia come al solito si ripete ancora. E anche nel 2008 si annusa ancora la caccia agli anarchici,e il mio pensiero non può non andare al povero Pinelli, colui che per "sbaglio" cadde dalla finestra della questura e morì.

In realtà non erano tutti anarchici e alcuni di loro nemmeno si conoscevano. C'è Andrea, un ragazzo normalissimo, uno di quelli che ama la discoteca, la politica non sa nemmeno cosa sia, e addirittura alla domanda dei carabinieri:"Mi dica cosa sai della COOP!". Lui con un ingenuità rispose :"Non so, ma è un supermercato?".

Andrea era semplicemente amico intimo del "capo eco terrorista" Michele. Mi raccomando, avere amici che pensano e si attivano per una società migliore non è consigliabile visto i tempi.

Questi ragazzi finirono in prigione, Michele Fabiani ha trascorso ben nove mesi di carcere, bene due di isolamento e il resto nel carcere duro di Perugia. Anche per gli altri ragazzi è toccata più o meno la stessa sorte.

Care teste di capra, perchè questa operazione farsa? Perchè proprio in un periodo alquanto complesso? C'era la morte sospetta di Aldo Bianzino, morte nel carcere scomoda come quella di Niki e c'era il caso di Meredith Kercher ( a proposito in tutti questi tre casi compare sempre il perito Giuseppe Fortuni, ma in Italia esiste solo lui?).
Ma soprattutto dietro questa operazione c'è puzza di mafia, 'ndrangheta e massoneria.


Si perchè, come vi spiegherò al prossimo post, l'Umbria non è assolutamente un isola felice, e tanto meno "verde".

Seguitemi perchè arriveremo a qualcosa di molto grosso. Si, talmente grosso che vi prego di non perdere di vista l'omicidio di Niki.

Continua...

martedì 26 maggio 2009

Il perchè delle "teste di capra"!

Questo squallido incarcerato che ancora è imprigionato insieme a voi, ha deciso di svelare il mistero delle "teste di capra" con questo video. E poi non ditemi che non vi voglio bene.





Questo post è la quiete prima della tempesta! Dal prossimo in poi questo blog dovrà fare molta resistenza. Quindi non abbiate fretta di attendere, la preparazione è lunga...

"Il fuoco migliore non è quello che brucia più in fretta"
George Eliot

sabato 23 maggio 2009

La strage di Capaci : STRAGE DI STATO !

Oggi tutta l'Italia sta celebrando un triste anniversario, lo scorso 23 maggio del 1992 sull'autostrada A29, nei pressi di Capaci, perse la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre ragazzi molto giovani che gli facevano la scorta. Anche loro dei veri eroi visto che nello Stato, loro, ci credevano veramente. Mica come quei fanatici in divisa che pensano che servire lo Stato vuol dire picchiare, sparare, insultare gente inerme e magari ucciderla anche.

Solo dopo pochi giorni, la stessa sorte toccò a Borsellino.

Il pool condotto da Falcone, e ovviamente anche da Borsellino, oltre a conseguire importantissimi risultati nei confronti dei quadri intermedi e di comando della cosiddetta "mafia militare", riuscirà ad attingere anche livelli sino ad allora inconcepibili dei quadri politici-economici: i potentissimi cugini Salvo vennero arrestati. Ciancimino venne messo alle corde. E la stagione degli intoccabili sembrava destinato a finire.

Ho detto "sembrava"!

La società civile, quella non suddita di uno Stato autoritario e soprattutto quella che non accetta di "farsi i fatti propri" ebbero, per la prima volta, la possibilità di identificarsi come quei due grandi magistrati che rappresentavano uno "Stato dal volto presentabile".

Ma lo stesso Stato che oggi con lacrime di coccodrillo celebra Falcone e Borsellino è quello che è corso ai ripari. Falcone aveva osato di "alzare il tiro". Non si accontentò della semplice manovalanza, ma cominciò ad indagare sul cosiddetto "quarto livello". Quel maledetto livello composto tra Stato e Antistato, quello, insomma, composto dai colletti bianchi.

Su Falcone si scatenò una campagna politica mediatica micidiale per lui, e fu sommerso di accuse infamanti e di vere e proprie calunnie. Un po' come accadde a De Magistris: voglia di protagonismo, troppo spesso in TV, sceriffo ecc...

Il sistema di potere politico mafioso, come ho sempre urlato, è specializzato nella famosa tecnica di delegittimazione. Quanti sindacalisti, ragazzi come Peppino Impastato venivano infangati dopo essere stati uccisi dalla mafia? Andate a studiare la loro storia e capirete care teste di capra.

Gli esecutori del delitto di Falcone vennero arrestati, tra cui Giovanni Brusca, quello che azionò fisicamente il detonatore. Ma il mandante non venne mai identificato...

Se Falcone si fosse solo occupato della mafia militare e non quella superiore, sarebbe stato ancora vivo. Gli venne impedito di indagare sui possibili rapporti tra i servizi segreti e la mafia, gli vennero nascoste tutte le indagini che scottano. E così dovette accettare con angoscia e desolazione l'incarico di trasferirsi presso il ministero di Grazia e Giustizia.

Ma evidentemente non si fermò mai, i suoi computer vennero manomessi. Poi fu ucciso.

Il mandante è stato lo stesso Stato ,quello che Falcone serviva con amore. Amore ricambiato con un odio assassino.


La strage di Capaci è stata una strage di Stato.


giovedì 21 maggio 2009

Londra come San Marino ?

Care teste di capra, adorabili e non solo, come sapete di copia e incolla in questo blog ne avrò fatti due o tre. E quando lo faccio vuol dire che per me merita molto.
Vi riporto un articolo trovato in questo sito, dove molto probabilmente, chi scrive, è un ragazzo italiano che vive e lavora a Londra.

Vi invito a leggerlo e a riflettere sul perchè Londra è un forte centro di riciclaggio di denaro sporco, di società fantasma, di attività mafiose e di raccomandati.
D'altronde basta pensare che in quella città opera in maniera massiccia la 'ndrangheta e in particolar modo la 'ndrina Macrì e Ursini.

Secondo voi è una caso che Calvi fu ucciso proprio là? Impiccato sotto il ponte dei Frati Neri? D'altra parte non è un caso che sia stato consigliato a fuggire proprio a Londra. Il pentito Calcara si confidò con Paolo Borsellino, che prese molti appunti sull'agendina rossa. Quella che hanno fatto sparire quando venne ucciso.


Calcara disse così: "La decisione di uccidere Calvi è stata presa nell'estate dell'81 a Paderno Dugnano nella casa dell'imprenditore Michele Lucchese. C'erano i rappresentanti di cinque Entità: Cosa Nostra, 'Ndrangheta, massoneria, pezzi deviati dello Stato e soprattutto dei servizi segreti, più pericolosi della stessa Cosa Nostra, e personaggi vicini al Vaticano". Tra i presenti cita i boss mafiosi Bernardo Provenzano, Francesco Messina Denaro di Trapani, il sindaco di Castelvetrano Tonino Vaccarino, un cardinale assieme al notaio Albano, Francesco Nirta della 'ndrina di San Luca e un noto esponente politico che in passato ebbe incarichi di governo, appunto Andreotti. "Ero presente anch'io con il compito di portare bevande e caffè e non potevo fare a meno di ascoltare certe frasi quando entravo e uscivo dalla stanza. Poi Lucchese e Vaccarino mi hanno riferito i dettagli. Ogni Entità aveva una commissione come quella di Cosa Nostra composta da 12 persone al massimo (tranne Cosa Nostra che ne ha 15), al vertice delle commissioni un triumvirato con il capo assoluto e altri due. Ogni Entità era autonoma, ma quando si doveva decidere un delitto eccellente che poteva danneggiare un'altra Entità i triumvirati si riunivano. Queste cose le ho dette al dottor Borsellino, ha preso appunti su un'agenda e non so dove è andata a finire. A lui lo hanno ucciso e non ha potuto approfondire quelle cose che gli ho riferito".


E ora leggete:

"Il Consolato italiano di Londra è uno smaltitoio di raccomandati, parenti dei parenti, amici degli amici e incompetenti. Vi si giunge nel centro della bellissima Eaton Place, dominata dalle sontuose case vittoriane da tre milioni di sterline. Apre la porta un giovane calvo con forte accento siciliano, che invita con fare diplomatico a mettere il culo a sedere per tre ore e un quarto: è faticoso convincersi di quanti caffè riescano a bere una ventina di dipendenti in tre ore. Si riceve udienza presso un robusto uomo di trent'anni con laurea in dialetto e cultura napoletana, solo per essere invitati ad un nuovo appuntamento fra tre mesi, talmente inefficienti, inutili e parassiti che persino in Italia ci metterebbero meno tempo ad invitarmi. E' questo l'unico modo per essere ospite del Consolato italiano: l'alternativa è rappresentata da bandi di concorso indetti in prossimità delle elezioni per posti a partire da 45.000 sterline all'anno. Questa settimana grazie allo straordinario lavoro di questa gente mi sono arrivate sette lettere, quando erano due anni che non mi scriveva mai nessuno. Mi hanno scritto: - Nulli Manfredi, Italia Dei Valori; - Guglielmo Picchi, Popolo della Libertà, con lo slogan: Il popolo della libertà siamo noi; - Silvio Berlusconi e Walter Veltroni arrivati insieme col postino delle 9; - Raffaele Fantetti di Forza Italia (questo mi aveva scritto anche due anni fa ma non m'aveva convinto. Così, dopo aver pagato l'AIRE - il registro degli italiani all'estero - per farsi dire che avevo cambiato quattro case e tre lavori in due anni di merda, ha immaginato che io sia diventato di colpo incapace d'intendere); - Simona Milo, Partito Democratico; - Di Girolamo Nicola, Popolo della libertà. Slogan: Riformare il Consolato italiano a Londra. Ad un italiano che abbia tre ore da perdere seduto al Consolato da riformare, dove non puoi drogarti, non ti offrono il caffè, non puoi parlare e soprattutto non puoi parlare di politica, non rimane nient'altro da fare che pensare alle cose più improbabili. Pensare ad intere famiglie Di Girolamo, amici dei Fantetti e parenti dei Picchi, pronti ad assistere allo spoglio dei voti con biglietto direzione Consolato, Ambasciata e uffici governativi sparsi. Una vecchia valigia chiusa con lo spago e la speranza di una vita migliore e una buona riforma. Al Consolato d'Italia ogni tanto fa visita anche Roberto Fiore (è quasi mezzo secolo che Londra è un porto sicuro per terroristi e fascisti italiani). Nei primi anni '80 Fiore insieme ad altri giovani patrioti si rifugiò a Londra dopo la strage alla stazione di Bologna e qui, sfruttando le amicizie e la condivisione dei valori col Partito Razzista Inglese (BPN), organizzò un impero economico chiamato Easy London: un migliaio di appartamenti per italiani in partenza per Londra con la promessa di un lavoro sicuro. Il lavoro in realtà non arriva mai, durante un incubo alla "Hostel" gestito da un gruppo di naziskin e finanziato da due organizzazioni di destra ultra-religiosa cattolica, il "St.George's Educational Trust" (Fiore ne è anche amministratore) e il "St.Michael's the Arcangel Trust" (con la ramifizione dei "charity shops" sparsi lungo la città con funzione di copertura legale e afflusso di denaro). Nel 1998 Easy London ospitò anche me in una fogna di Queen's Park che non era il Consolato, e mi ci vollero meno di tre ore per capirlo. All'epoca non ci avrei mai creduto che sarei arrivato a dare le mie tasse a una vecchia regina e a qualche principe utile per la copertina dei giornali scandalistici, piuttosto che regalarle ai politici italiani affinchè si paghino tipografo, francobolli, cocaina e puttane. Roberto Fiore è candidato per il partito "Forza Nuova". Se eletto, ha dichiarato in un'intervista al "Corriere della sera" che non esclude l'appoggio a un governo Berlusconi, che mischia fascisti e mafiosi come se fosse incapace d'intendere, e dove ovviamente è sicuro di non sentirsi solo."

Come saprete alla fine ha vinto l'onorevole Guglielmo Picchi della PDL. Sembrerebbe un uomo molto in gamba, giovane, pieno di buoni propositi, uno dei pochi che è incensurato. Insomma pulitissimo e ciò ci dovrebbe rallegrare.

Ma più in là dovrà darci delle spiegazioni su una particolare amicizia, e forse non se ne sarà accorto. E se non se lo è accorto, ciò è molto grave lo stesso.

Non dimenticatevi di Niki...


PS il video è sconsigliato per le persone impressionabili...

lunedì 18 maggio 2009

Quell'antidemocratico dello Zio Sam.

Certo, care teste di capra, se la vergogna tingesse di rosso i volti di chi non la conosce, allora lo zio Sam sarebbe una specie di pomodoro di Murcia e anche dei più maturi.

Quel tipaccio vestito con un frac da pagliaccio e un cilindro da mago squallido me lo ricordo quando qualche anno fa propose che i governi corrotti dell' America, di quell'America enorme di speranza che inizia dal Messico fino ad arrivare alla punta del Cile e Argentina, siano esclusi dall'Organizzazione degli Stati Americani. E senza dire che è stato proprio il governo degli Stati Uniti il grande sostenitore dei personaggi più corrotti del continente durante tutta la Storia.

Tiranni come Batista, Perez Jimenez, Duvalier, Trujillo, i golpisti brasiliani, i gorilla uruguaiani, argentini e cileni, il reverendo Rios Montt, furono piazzati al potere per opera e per grazia dello zio Sam. Quando la comunità internazionale stufa di quelle bestie, definiva Batista, Videla o Pinochet figli di buona donna, la risposta immediata del dipartimento di Stato era: sarà anche un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana!

Infatti un corrotto di nome Domingo Cavallo, complice di Menem in vari delitti che vanno dal contrabbando di armi alla bancarotta argentina, è stato definito da Warren Christopher, segretario di Stato durante l'amministrazione Clinton , un "eroe dell'umanità".

Poi, come tutti gli altri Paesi del mondo, proprio perchè tutto mondo è Paese, le amministrazioni americane, durante le vigilie delle elezioni, fanno uscire dal cilindro dello zio Sam un coniglio chiacchierone che dichiara: "Gli Stati Uniti confermano il loro impegno a collaborare allo sviluppo dei processi democratici garantendo la correttezza delle elezioni".

Loro, quelli che hanno promesso le degenerazioni più criminali dello stato di diritto, che hanno abbattuto governi democratici e hanno fatto finta di non vedere l'assassinio dei propri cittadini. Loro, che proprio durante le elezioni tra Al Gore e Bush, vi ricordate? Avevano contato i voti della Florida per due mesi. Li contavano e vinceva Al Gore. Li ricontavano e continuava a vincere Al Gore, e così via finchè Jeb Bush non ha inventato l'aritmetica dei brogli.

E questi danno lezioni di correttezza elettorale? Ma chi gli crede? A parte qualche "statista" mondiale?

Poi sempre dal cilindro dello zio Sam, il solito coniglio racconta:"Gli Stati Uniti si propongono di punire il settore pubblico coinvolto nella corruzione". E il settore privato? Perchè garantire l'impunità alle imprese, alle multinazionali e alle banche che corrompono, subornano, spingono alla malversazione del denaro pubblico? Miserabili come il peruviano Fujimori, il nicaraguese Arnoldo Aleman e una lunga serie di responsabili della rovina di milioni di latinoamericani non hanno forse ricevuto bustarelle, commissioni, regali dalle multinazionali che si impadronivano dei paesi approfittando delle più selvagge privatizzazioni?

Povero coniglio dello zio Sam. Chi lo convince della purezza di Enron, della generosità e del disinteresse delle multinazionali e dell'etica del denaro? Berlusconi?

Ma in questi ultimi tempi lo zio Sam se la passa molto male perchè il volto del Sud America è molto cambiato. Il rapporto fra lo zio Sam e l'america Latina non sarà più quello di una volta. Il cortile di casa, nel frattempo, si è ribellato alla sua prepotenza. D'altronde nell'ultima riunione del WTO se l'è passata malissimo visto che il Brasile ha preteso un rapporto alla pari.

Si però, dopo che ho scritto tutto questo, non ditemi: "Speriamo con Obama...". Non deludetemi anche voi, eh!


sabato 16 maggio 2009

Panico nella notte...

Care teste di capra, da poco mi sono accorto che continuano a commentare un mio vecchio post sugli attacchi di panico. Ne riporto uno che mi ha colpito:

"Ciao!
mi sono iscritta ora, mi chiamo Valentina e ho 22 anni! Stanotte avevo bisogno di sfogarmi...
ma purtroppo con le mie amiche sento che non posso più farlo perchè sono ormai quasi 3 anni che le rimbambisco dalle mie parole così sempre troppo tristi!

Volevo raccontare la mia esperienza

Purtroppo risale a tre anni fa circa quando per la prima volta , in una notte di giugno ho avuto il mio primo attacco di panico che ora mi ha completamente cambiato a livelli estremi la mia vita.

Qualche mese prima era morta la mia persona più cara con cui sono stata cresciuta con amore,
mia nonna.

Pensavo che il mio problema che veniva dalla radice sarebbe stato solo quello, anche se non è un "solo", ma che se avrei risolto quello e sarei andata affondo, la mia vita sarebbe riaffiorata di nuovo, certo, con la consapevolezza che mi avrebbe comunque lasciato un segno a vita.

Avevo lasciato il nuovo lavoro che iniziai solo 4 mesi prima, perchè prima di allora avevo appena finito la scuola superiore

Ho vissuto in quei giorni, dei giorni di vero incubo e di inferno che se materializzato concretamente non sarebbe mai lo stesso dolore come quello che provai dentro e che ancora molte volte provo infondo me stessa..

mi salivano inizialmente dei brividi strani, ma erano brividi freddi,un magone che mi bucava lo stomaco, mi ha iniziato a mancare il respiro e piano piano un tremolio in tutto il corpo con il cuore che mi batteva a tremila.

Ero SPAVENTATA!!

Ma quello..non era ancora niente..perchè il vero dolore e la vera sofferenza l'ho avuta quando il mio cuore ha iniziato lentamente a stringersi...sentivo il mio cuore come se avesse preso un crampo e come se era posseduto da un veleno che scivolava in tutto il mio braccio sinistro fino alla mano. e si muoveva all'impazzita dentro di me come fosse una palla incandescente che ogni palpitazione che dava, era come una grande ferita dentro di me.

Provavo dolore!! Tanto dolore!! Un dolore che era (è) diventato fisico!

Come se mi stessero trafiggendo un coltello, che in questo caso però agisce contrariamente..parte prima dal cuore e poi arriva a toccare la pelle!
Botte fortissime che cercavo di alleggerire tenendo stretto con la mia mano la parte dove c'era il mio cuore!

L'attacco di panicho può durare all'incirca 20 minuti ho letto.. A me..quella mia prima volta, mi è durato tutta la notte..senza interruzzioni!

Ero ormai sicura che sarei morta..tempo qualche ora nemmeno.

Ma in quel m0mento non mi preoccupava nemmeno più tanto morire, perchè il dolore era così forte che in quel momento preferivo morire.

Questo è il male fisico che ho provato.

Quello interiore, che ovviamente è la sua fonte e stato un grande vuoto che ho avuto
e un senso di solitudine estremo.
Come se mi sentivo sola nel mondo..guardavo il mondo dall'esterno e vedevo me dentro questa grande palla chiamata "pianeta terra" e fuori di esso nulla..solo un universo infinito nero, e vuoto!
senza alcuna altra vita.

Sono corsa in camera di mia madre che dormiva e nel sonno respirava forte.. e nemmeno quello mi consolò, perchè mi sembrava una materia anche lei, anche lei non aveva significato e stato lì per caso.
Poi c'era mia sorella sveglia che spaventata anche lei cercava di fare qualcosa.. ma nemmeno quello mi consolò..perchè con tutta la tua sensibilità che aveva lei per me in quel momento, non avrebbe mai e poi mai capito il mio dolore che piano piano mi stava lacerando dentro.

Ho preso medicinali fortissimi

Quali l'exotan 30 gocce al giorno, xanax e il tavor la notte per dormire. Il mio volto è cambiato..i miei occhi sopratutto, sono dimagrita troppo e mi sono caduti molti capelli.

Molte persone invece di capire il mio problema grave, erano più interessate a criticare il fatto che prendessi medicinali a quell'età...ma chi non prova questo non può capire cosa sighifica per una persona un medicinale che ti allevia e in molti casi ti fa quasi sparire il dolore.

E' come trovarsi aggrappati con le mani su una roccia e resto del corpo a penzoloni dove sotto c'è il vuoto..ti puoi anche impegnare a riuscire faticosamente a risalire completamente sulla roccia..
ma in quel momento di panico estremo se vedi una persona che ti porge una mano e farti salire accetti più la sua.. si sà!

E' l'esempio più logico per riuscire a far capire cosa significa una medicinale per questi non problemi ma "traumi ripetuti"!

Non vorrei allungare troppo..perchè ho già scritto abbastanza.. ma nei mesi seguenti sono stata meglio e non perchè ho frequentato psicologi e psichiatri, ma perchè la mia testa si è leggermente evoluta a capire che tutto questo dolore è inutile e superfluo...anche se spesso continuo a prendere farmaci ma mi è rimasta un'ansia che mi ha fatto completamente dimenticare la sensazione di "pace"..di pace interiore, di dormire tranquilla, di sognare senza fare incubi strani, di mangiare senza sentire sempre la sensazione di vomito, e sopratutto mi ha tolto la bellezza nel guardare il cielo e dire " guarda che belle le stelle"....

Mi ha tolto LA LIBERTà!!

Quella che mi è rimasta ora è solo una grande paura del futuro..di questo mondo sempre più complesso e tecnologico..sempre più.."senza anima"e di tutte queste persone che si fanno trasportare da esso.

Ormai ci sono dentro anche io-

Anche se non smetto mai di sperare a tornare quella che ero..

Questo mondo mi spaventa e vorrei sapere se qualcuno prova dentro, anche solo una minima parte quello che provo io.. e mi farebbe piacere parlare con qualcuno di questo qui.

Un saluto! Ciao!
"


Cara Valentina,
sono contento che tu ti sia sfogata in questo luogo virtuale ma tanto vero. Così vero che molti lettori che capiteranno qui , si ritroveranno in quello che scrivi.

Sei una dolce testa di capra che andrebbe trattata come un vaso di cristallo, sei così trasparente e bella dentro che basterebbe poco a frantumarti.

Purtroppo, come scrissi in quel vecchio mio post, la sensibilità è anacronistica per i nostri tempi. E se è eccessiva sono dolori. Valentina, hai detto una cosa bellissima e tristemente vera: questo nostro futuro( ma io dico anche presente) fa paura perchè è "senza anima". Si esatto, proprio quella che custodiva meravigliosamente tua nonna.

Io ad esempio ho perso tutti i miei nonni quando ero molto piccolo, e non sai quanto mi piacerebbe averne uno. Perchè quando senti in età adulta, l'esigenza di avere un nonno, vuol dire che il bimbo dentro di te non se ne è mai andato.

Gli anziani veri e sinceri sono un ottimo antidoto per le nostre paure. Meglio di un Valium. Quanto è bello ricevere una pacca sulle spalle e sentirsi raccontare sorridendo la loro vita che hanno passato. Contornata di fame nera, guerra, grande fatica per la ricostruzione. Ma anche di amori, giochi sconosciuti, fughe e marachelle di quando erano piccini.

Cara Valentina, dolce appanicata mia, è vero che questa società è indifferente a tutti i nostri problemi, debolezze, fragilità e inevitabili fallimenti. E' vero che potrebbe apparire tutta una merda, ma De Andrè ci ricorda pure che dal letame possono nascere anche dei bei fiori.

Basta cercarli.

Nel frattempo cerca di affrontare questo mondo, evadi anche tu dalla gabbia che ti sei creata. E se vuoi un consiglio, vai a parlare con una di quelle graziose anziane che vivono in solitudine ma che hanno sempre quel sorriso vero ogni volta che ti vedono. Non di circostanza e ipocrita alla Berlusconi maniera come tanti politici, falsi amici, venditori affamati di denaro che se poi non compri niente ti fanno una faccia incazzata. Ma un sorriso che viene, appunto, da quell'anima in via di estinzione.

Perchè in lei puoi vedere anche tua nonna.



mercoledì 13 maggio 2009

Lettera al Presidente Napolitano per Niki!

Care teste di capra, come già molti di voi hanno appreso, la deputata del PD Paola Concia ha intrapreso un interrogazione parlamentare per fare chiarezza su Niki. Paradossale che da noi, senza passare per i mezzi di informazione(?), si è arrivati direttamente nel Parlamento Italiano.

Se l'Italia fosse così limpida e senza lati oscuri, sembrerebbe quasi quasi una democrazia diretta. La società civile chiede spiegazioni e il Parlamento ne risponde direttamente.

Ma sappiamo benissimo che non è così.

Allora vi chiedo umilmente di intraprendere un iniziativa come quella passata fatta insieme al Rockpoeta, dobbiamo scatenarci di nuovo tutti e scrivere direttamente al Presidente della Repubblica, e non tramite una semplice e mail, ma con una lettera vera e propria.


Perchè il cartaceo, in questo caso, ha più potere.

Devo ringraziare la nostra amica blogger Rosa che ha avuto questa bellissima idea, è stata davvero una grande e sensibile testa di capra. E visto la disponibilità di Napolitano che ha avuto con Pino Masciari mi sento ottimista!

Ma tutto dipende da voi se contribuirete con decisione e voglia di verità e giustizia.

Questo è il testo e non dimenticatevi di allegare una fotocopia del vostro documento di identità:


Al Presidente della Repubblica Italiana
On.le Dott. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale
00187 ROMA




Onorevole Presidente,

Sono una cittadina italiana, che crede fermamante nei valori della Giustizia, della Libertà e dei Diritti Umani.


La Costituzione della Repubblica Italiana Le riconosce, non solo le funzioni di Capo dello Stato, ma anche quelle di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

A Lei quindi mi rivolgo , per sottoporLe un caso di ingiustizia perpetrata ai danni di un giovane ragazzo, Niki Aprile Gatti.


Niki aveva solo ventisei anni. Da un anno e mezzo viveva a San Marino dove lavorava come informatico per un gruppo di aziende oggetto di un' inchiesta per truffa telefonica e frode informatica da parte del Magistrato fiorentino Paolo Canessa.

Le Società incriminate sono la Oscorp Spa, Orange, OT&T e TMS, tutte residenti a San Marino, la Fly Net di Piero Mancini, Presidente dell'Arezzo Calcio, ed altre Società con sede a Londra.


Niki era incensurato, non aveva mai avuto problemi con la Giustizia; arrestato per la prima volta, viene immediatamente portato nel carcere di sicurezza di Sollicciano in regime di Custodia Cautelare.


Per ipotesi di reato e truffa informatica vengono arrestate diciotto persone, però solo Niki finisce in quel carcere duro

Il 23 giugno 2008, Niki viene interrogato dai Pm e, manifesta da subito l’intenzione di dire tutto quello che sa.

Il giorno successivo, viene trovato morto, impiccato durante l'ora d'aria, in bagno.

L’ipotesi è di suicidio, eppure siamo in tanti a sostenere che Niki non si è suicidato.


E’ molto strano che un ragazzo di appena 26 anni, incriminato solo per truffa informatica, intenzionato fra l’altro a collaborare con la Giustizia, decida di compiere questo gesto insano

L’ipotesi del suicidio, a mio modesto avviso, non regge per i motivi che vado ad elencarLe:


(il testo integrale lo trovate cliccando qua)



martedì 12 maggio 2009

CARO NAPOLITANO COSA ASPETTI AD ACCOGLIERE PINO MASCIARI?

Care teste di capra, ho avuto l'onore, arginando la polizia che lo teneva isolato dagli amici, di stringere ed abbracciare Pino Masciari. Io di solito immagino gli eroi come cavalieri senza paura e senza macchia. Che ti guardano magari dall'alto in basso per farci sentire piccoli piccoli e anche un po' codardi.. Invece Pino è un uomo dotato di grande umiltà. Quando lo salutavo aveva gli occhi lucidi, un eroe vero riesce anche ad emozionarsi quando vede la società civile che lo difende e lo sostiene.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PERCHE' NON L'ACCOGLIE ? COSA DIAVOLO ASPETTA? VOGLIONO AMMAZZARE UN UOMO CHE HA CONTRIBUITO AD ARRESTARE NUMEROSI 'NDRANGHETISTI E POLITICI COLLUSI? VOGLIONO DECRETARE FINALMENTE CHE SIAMO UNO STATO MAFIOSO ?


CHIEDIAMO URGENTEMENTE AIUTO A CHI HA LA POSSIBILITA' QUI A ROMA DI AIUTARE PINO MASCIARI! ASCOLTATE QUESTO COMUNICATO APPENA TRASMESSO!




AGGIORNAMENTO

PINO SARA' RICEVUTO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA TRA DUE GIORNI PER L'ATTUAZIONE DELLA SENTENZA DEL TAR! E QUINDI HA SOSPESO LO SCIOPERO DELLA FAME!

UNA VITTORIA CHE DA MOLTA SPERANZA PER UN MONDO MIGLIORE!

GRAZIE PRESIDENTE E SOPRATTUTTO GRAZIE PINO PER IL TUO INSEGNAMENTO!

lunedì 11 maggio 2009

A un passo dalla morte

Pino Masciari intraprenderà domani (12 maggio) lo sciopero della fame e della sete

Pino Masciari, imprenditore calabrese divenuto testimone di giustizia per aver denunciato ‘ndrangheta e collusioni, intraprende domani (12 maggio) lo sciopero della fame e della sete annunciato lo scorso 26 marzo e rinviato per rispetto delle vittime in Abruzzo. Il gesto estremo inizia davanti al Quirinale, simbolo di garanzia dei diritti costituzionali, alle 10 del mattino.

Masciari si rivolge anzitutto al Capo dello Stato, ai presidenti di Senato e Camera e al presidente del Consiglio dei ministri: chiede immediato intervento, nella certezza che non sarà abbandonato e lasciato morire. La sua vicenda non è più un fatto burocratico e giuridico: è una questione etica e morale.

Da 12 anni, vive in un inferno: ha dato la sua vita allo Stato ma è sempre rimasto senza adeguata protezione, con la ‘ndrangheta in agguato.

L’imprenditore calabrese, al quale il Tar del Lazio ha riconosciuto il pieno diritto alla sicurezza e alla ripresa d’una vita normale, non ha visto riscontri concreti e immediati da parte della Commissione centrale del Ministero dell’Interno, in merito all’osservanza del provvedimento, del gennaio scorso.

Dal rinvio dello sciopero della fame, la Commissione centrale del Ministero dell’Interno non ha concesso alla famiglia Masciari le misure speciali di protezione, scorta e tutela, benché riconosciute come necessarie proprio in sede istituzionale. Né i coniugi Masciari, imprenditore e medico odontoiatra, sono stati messi nelle condizioni di lavorare.

Lo Stato, per dodici anni, li ha tenuti in esilio, privandoli della sicurezza e della dignità.

Oggi, esausto, Masciari rimette la propria vita nelle mani dello stesso Stato, che deve decidere: renderla o toglierla definitivamente.

Nel caso in cui lo Stato gliela neghi, Masciari intende restituire almeno la libertà della sua famiglia dal giogo mafioso, pagando con la propria vita l’atto della denuncia. Alle ore 11 è prevista la conferenza stampa, davanti al Quirinale.

CONTATTI: ANDREA Sacco: 392 0722137 ; Federica Rosin: 339 5016882 ; FEDERICA DAGA: 349 4124558; e.mail: pinomasciari@gmail.com ; www.pinomasciari.org; www.difesapopolaremasciari.net


Aggiungo solamente di non lasciarlo solo. Lo Stato lo ha fatto. Ma per fortuna è composto anche da noi che rappresentiamo la società civile, la migliore. E allora sosteniamolo e chi può deve andare a trovarlo qui a Roma.

Sapete di quanto mi sto occupando della maledetta 'ndrangheta, non si può rimanere indifferenti rispetto a chi ha avuto il coraggio di denunciare questa montagna di merda, e non limitandosi solo all'ala militare, ma anche quella politica.

Per questo gli è stata revocata la scorta!




domenica 10 maggio 2009

Mabrika Mimuni si è uccisa. Vergonamoci!

Guai a voi che puntate il dito contro le altre nazioni ove dite che i diritti dell'uomo vengono calpestati.
Guai a voi che avete il coraggio di affermare che siamo un esempio di civiltà, magari superiore a tutte le altre.

Che siate maledetti tutti quanti!

L'altro ieri una donna tunisina di nome Mabruka Mimuni, che da ben venti anni lavorava qui in Italia, si è impiccata nel Centro di Identificazione ed Espulsione (ex CPT) qui a Roma, a Ponte Galeria.

Si è ammazzata perchè l'indomani sarebbe stata tradotta in Tunisia, una terra non più sua, irriconoscibile per lei, dove sarebbe stata sola e abbandonata.




Che siate maledetti tutti quanti!


Stava facendo la fila in questura per rinnovare il permesso di soggiorno come tutti gli altri. La polizia l'ha presa e sbattuta dentro quella specie di lager.


Guai a voi che provate a criticare Guantanamo, le carceri Turche, oppure i fondamentalisti islamici.

Una donna che lavorava, che contribuiva al benessere della nostra schifosa Italia è stata indotta ad uccidersi. Che sia fatta chiarezza, spero che qualche giornalista non si limiti a riportare la notizia ma che scavi a fondo in questa balorda storia.

E ora, invece di far finta di leggere questo mio post, ascoltate la testimonianza diretta di una donna reclusa in quel Centro criminale e vergogniamoci tutti quanti.

Critichiamo i tedeschi che durante il nazismo osservavano con indifferenza il fumo uscire dai campi di concentramento.

E noi?

ASCOLTATE:


http://piemonte.indymedia.org/attachments/may2009/diretta_cie_roma.mp3


ATTENDO CHIARIMENTI!

Lei ha un figlio che qui in Italia la festa della mamma, per lui, sarà un incubo perenne.

venerdì 8 maggio 2009

Il martirio di Peppino Impastato.

Care adorabili teste di capra, come saprete domani ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato e non posso non ricordarlo. Specialmente in questo periodo dove in tanta gente è risorta la voglia di lottare contro la criminalità organizzata.

Assurdo ma il paradosso è questo: siamo in un epoca in cui la mafia, e in particolar modo la 'ndrangheta, si sta rafforzando sempre di più, lo Stato dimostra di esserne sempre più colluso, ma la società civile si è risvegliata.

Allora, cari miei assidui lettori, auspico che Peppino sia l'esempio di come è possibile coniugare la giustizia sociale con la legalità. E questo, inconfutabilmente, è il compito della sinistra.

E purtroppo da molto tempo, dagli anni di Peppino, di Pio La Torre, di Sciascia, le forze principali di sinistra si son rifiutati di farlo. Gli uomini che ho elencato furono abbandonati a suo tempo da quel Partito Comunista sempre più propenso a distaccarsi dai problemi reali e compromettersi con il malaffare. Quello poi tramutato nel PD.


Sta a noi difendere quei valori portati avanti fino al martirio. Non farlo vuol dire essere semplicemente ipocriti. Oppure vi piace stare appresso agli "amori" e dissapori di Berlusconi?

E ora vi ripropongo questo mio articolo che scrissi un anno fa':


In questi giorni ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato, i TG nazionali non lo ricordano, noto con rammarico che nemmeno Grillo che giustamente li critica aspramente non accenna minimamente a questo ragazzo di lotta continua. Doveroso allora che lo ricordiamo noi.

L'assassinio di Peppino, badate bene, non è stato un semplice omicidio mafioso come si potrebbe immaginare. Riporto una frase di Erri De Luca :"E' stato un omicidio fatto con sapienza, è stato eliminato lui per troncare tutti."

Si perchè questo ragazzo è stato un rivoluzionario,e l'Italia negli anni '70 sfondò una quantità enorme di tali militanti. Oggi questo attributo è vago e subordinato a quello di terrorista, oggi i terroristi sono considerati anche i gruppetti di tifosi che si scontrano con la polizia. Oggi i terroristi sono anche chi brucia una bandiera, chi manifesta contro il G8, chi occupa i binari di un treno per reclamare i propri diritti.

Io voglio in questo mio scritto ridare il suo vero significato a questo aggettivo. Terrorista è la strage di Piazza Fontana, è la strage di Stato, è anche l'informazione che fa "terrorismo".

Terrorista è il bombardamento aereo di una città, che ha lo scopo di seminare terrore tra indifesi ed inermi. Il terrorismo comincia a Guernica nel 1937, sotto le bombe tedesche. Quelle sganciate durante un giorno di mercato. Nella sala dell'ONU c'è il quadro di Picasso che rappresenta quella strage, ma che poi ogni tanto viene coperto dalla vergogna quando approvano una risoluzione di guerra.

Il terrorismo non aveva niente da spartire con i ragazzi degli anni '70, erano dei rivoluzionari. Le loro lotte non avevano obiettivi estremisti. Si organizzavano per occupare le case lasciate vuote dagli speculatori, si lottava in fabbrica per ottenere più sicurezza sul posto di lavoro, si lottava addirittura nell'esercito perchè i soldati li consideravano dei "proletari in divisa".

I rivoluzionari, definiti la meglio gioventù da Pasolini, puntavano ad obbiettivi pratici e moderati. Ma la repressione contro di loro fu talmente massiccia che li trasformò in rivoluzionari a tempo pieno. I militanti di sinistra rivoluzionaria(ostacolati anche dal PC) sono stati i più incarcerati per motivi politici. Anche rispetto al ventennio fascista. E ovviamente fu anche un bene perchè anche lì ,in carcere, hanno organizzato scioperi per richiedere una qualità della vita decente per gli incarcerati.

In quegli anni non esisteva internet dove noi comodamente possiamo fare controinformazione, quei ragazzi dovevano sudare per praticala! E quindi aprivano delle radio clandestine, le cosiddette radio libere. Peppino aveva aperto Radio Aut. Apriva i notiziari con cronache dal mondo, quelle che i media non dicevano, poi parlava della mafia locale. Qui c'era giornalismo vero e già solo per questo rivoluzionario.
Questa forza incredibile di rivoluzione è stata fatta sparire, non è svanita da sola. Perchè quando Peppino è morto in concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro(coincidenza?), tutto è finito. C'è stata la sconfitta del movimento grazie al terrore pianificato.
Sono arrivati i bui anni '8o, l'appiattimento culturale degli anni '90 e l'attuale rassegnazione di questo nuovo millennio.

Ma ci vuole un inversione di rotta. Perchè la libertà non ci viene regalata da nessuno , la libertà và conquistata.





Nel frattempo una buona notizia, il 20 Aprile c'è stata un interrogazione parlamentare per Niki da parte della deputata del PD Concia! Noi andiamo avanti
!

mercoledì 6 maggio 2009

La paura.

Quando ti svegli la mattina e hai paura di affrontare la giornata. Quando hai paura di perdere il lavoro a cinquantanni. Quando hai paura di essere sgridato dal genitore, dall'insegnante, da un tuo superiore. Quando hai paura del veloce passar degli anni. Quando hai paura di perdere un tuo figlio. Quando hai paura di perdere la vita.

Quando hai paura del buio. Quando hai paura del giorno e tutti ti guardano. Quando hai paura di essere ridicolo. Quando hai paura di non poter superare un ostacolo. Quando hai paura di sognare. Quando hai paura di non saper parlar bene. Quando hai paura di trovare difficoltà ad amare. Quando hai paura di ricominciare a bere.

Quando hai paura di parlare con una ragazza. Quando hai paura di vederti troppo grassa. Quando hai paura di guardarti allo specchio. Quando hai paura di essere te stesso. Quando hai paura di perdere la poltrona. Quando hai paura del troppo progresso. Quando hai paura di essere scavalcato da un'altra persona. Quando hai paura di essere di essere sterile. Quando hai paura di amare lo stesso tuo sesso.

Quando hai paura di non voler più vivere. Quando hai paura di chi ti dice se non ci sei fa lo stesso. Quando hai paura di non poter più vedere. Quando hai paura di un ennesimo fallimento. Quando hai paura di non essere più creduto. Quando hai paura di aver una vita troppo dura. Quando hai paura di essere per sempre mantenuto.

Ma soprattutto quando hai paura di non aver più paura.


lunedì 4 maggio 2009

Lettera dalla Palestina 4

Care teste di capra, oggi qui a Roma viene a far visita il ministro degli esteri israeliano. Un certo Avigdor Lieberman, leader del partito xenofobo di estrema destra chiamato Israel Beitenu. Perchè avrete capito bene che l'attuale governo isreliano è fortemente reazionario, non che quello laburista sia diverso, ma sicuramente per i palestinesi non è un bene.

Ma non è un bene nemmeno per gli abitanti di quelllo Stato nato dopo la fine della seconda guerra mondiale, dopo lo sterminio di milioni di ebrei attuato dal nazismo. Non è un bene perchè alcuni uomini del Likud osannano Hitler e rafforzano il loro essere Sionisti. E non meravilgiamoci che considerano i Palestinesi dei parassiti e gente inferiore. Quindi "eliminata" in diverse forme.

Proprio come facevano i nazisti con gli ebrei. Da vittime passano a diventare carnefici.

Ora vi voglio pubblicare un' altra bellissima lettera che la mia amica mi ha inviato dalla Palestina. E ci racconta come i Plaestinesi non hanno il diritto alla casa, e quanta resistenza devono fare per poter sopravvivere. Resistenza e dignità.

Perchè i Palestinesi vivono il terremoto tutti i santi giorni, costruiscono le case e poi vengono successivamente demolite oppure "sequestrate" con finti metodi legali.

Sono, insomma, dei "terremotati" perenni:


Casa dolce casa.......


IO SONO DI LA'

Mahmoud Darwish

Io sono di là e ho ricordi.
Sono nato come tutti i mortali, ho una madre
E una casa con molte finestre.
Ho fratelli, amici
E una prigione con finestra di gelo.
Mia è l'onda rapita dai gabbiani.
Ho una mia vista, e un filo d'erba in più.
Mia è la luna che splende all'estremo margine delle parole,
Mio il dono degli uccelli
E un ulivo immortale.
Camminai su questa terra prima che le spade
Facessero mensa del suo corpo vivo.
Io sono di là, rendo il cielo a sua madre
Quando il cielo piange per sua madre,
E piango perché una nuvola
Si accorga di me al ritorno.
Ho imparato tutte le parole degne del tribunale del sangue,
Per poter infrangere le regole.
Tutto le parole ho imparato, e poi frantumato
A comporne una sola: Patria.

Immagina di avere una casa tua, di averla ereditata dai tuoi genitori o dai tuoi nonni o di averla comprata. E’ tua. Immagina di aver cresciuto li’ i tuoi figli, di aver fatto li’ i pranzi della domenica, di aver investito i tuoi soldi in essa per renderla piu’ TUA.

Poi immagina che qualcuno bussa un giorno alla tua porta e dice che quella casa, la tua casa, gli appartiene. Qualcuno che quando quella casa e’ stata costruita non era ancora nato, non era li’, non conosce i sacrifici che hai fatto per quella casa, i ricordi che hai in quella casa, l’odore delle pareti della tua casa, quella crepa sul muro della camera da letto e la foto di famiglia tramandata per generazioni. Ma quel qualcuno dice che e’ sua. La pretende. La vuole.

Hay el-Bustan e’ uno dei quartieri di Silwan (Gerusalemme Est), una zona considerata dagli ebrei “il giardino sacro di Davide”.

Il giardino sacro di Davide!! e’ proprio questa la scusa ufficiale usata dalla municipalita’ di Gerusalemme per giustificare il piano di demolizioni (Plan E/J/9) che colpira’ 88 case nel quartiere. 115 famiglie palestinesi saranno sfrattate e le loro abitazioni distrutte per costruire un parco archeologico. Sono stati dati 10 giorni alle famiglie per andarsene e trovare un’altra abitazione.

Ma hay el-bustan resiste con le sue due tende di protesta, le manifestazioni non-violente e soprattutto con l’amore che li lega alla loro terra e che rappresenta la loro forza.

Quando una anziana donna mostandomi la sua bella casa mi ha detto “ habebte, haza mesh haram?”(tesoro, non e’ un peccato? –riferendosi alla demolizione-), la mia unica risposta e’ stata abbracciarla.



E tu, immagina che sia la tua casa...il tuo quartiere.

Il nome del mio paese e’ Luco –lucus-, che significa Bosco sacro della Dea angitia. Spero che mai nessun seguace della dea venga un giorno a reclamarlo!

Ma non e’ tutto. Nel quartiere Abbasieh sempre a Silwan, 36 famiglie palestinesi (230 persone in tutto) hanno ricevuto ordine di demolizione e a 55 famiglie nel campo profughi di Shu’fat e’ stato intimato di evacuare le loro abitazioni.

Ancora una volta....Immagina sia la tua famiglia....

A Sheikh Jarrah (sempre Gerusalemme est) la famiglia Hannoun e la famiglia El-Ghawi hanno ricevuto un ordine di evacuazione. A 51 persone e’ stato intimato di lasciare le loro case rivendicate come proprie dalla leadership Sefardita e da un gruppo di coloni israeliani. Una disputa che risale al periodo ottomano e che, fino al gennaio di quest’anno, non vedeva nessuna via di uscita per il rifiuto dei turchi di coolaborare (forse per non rovinare i loro rapporti con israele)!!! Nel corso degli anni, infatti, molte famiglie palestinesi sono state cacciate da sheikh Jarrah, l’ultima evacuazione e’ stata quella della famiglia al-Kurd a Novembre del 2008.

Ma ora l’ atteggiamento del governo turco e’ cambiato e grazie al suo aiuto e’ stato recentemente scoperto un documento negli archivi ottomani di Ankara che conferma che i Sefarditi non hanno mai comprato le terre contese e che quindi sono i palestinesi i legittimi proprietari.

La nuova cooperazione da parte delle autorita’ turche nel fornire documenti relativi alla proprieta’ delle terre puo’ aiutare i palestinesi nella battaglia legale. Ma nonostante la corte israeliana non si sia ancora pronunciata nel merito della questione le incursioni della polizia e dei militari israeliani e gli arresti dei “militanti” sono all’ordine del giorno.

Nel frattempo, comunque, una tenda di protesta e’ stata eretta nel quartiere per testimoniare la volonta’ dei Palestinesi di resistere a questo ennesimo sopruso e un gruppo di locali e internazionali presidia le case a rischio.



Ma tra tutte le spiegazioni e intrighi legali, e’ stata una ragazzina di 15 anni a colpire maggiormente la mia attenzione, una ragazzina che, con una forza e una determinazione mai viste, si rifiutava di andare a dormire dai nonni, in un posto sicuro, come volevano i genitori per restare a presidiare la sua casa.

Immagina di nuovo che si tratti della tua casa, di tua figlia....

Chi si tratti di negazione del permesso di costruire (come sempre piu’ spesso accade quando un palestinese ne fa richiesta), di demolizione di unita’ abitative o evacuazione di famiglie e che si adducano motivi religiosi, presunti legali o altro la politica colonialista seguita dal “democratico” stato di israele e’ chiara.



Il progetto rientra nella piu’ grande strategia del governo israeliano di diminuire la presenza palestinese a Gerusalemme Est (occupata da Israele nel 1967 e unilateralmente annessa nel 1980)
riducendola al 12% entro il 2020 e durante i prossimi “colloqui di pace” mettere il mondo di fronte al fatto compiuto: una Gerusalemme ebraica.




Intanto, quest’anno, Gerusalemme e’ la capitale della cultura araba...