giovedì 30 aprile 2009

La grande festa dei lavoratori. Decisamente e orgogliosamente di parte!


Dedico questa festa ai lavoratori del recente passato che già a 12 anni facevano i minatori. E morivano presto di tumore o nella migliore ipotesi contraevano la silicosi, malattia che comunque fa morire.

Ai contadini di un tempo, quelli che lavoravano duramente per conto dei latifondisti e non prendevano un soldo. E allora il mio pensiero va ai "cafoni", quelli descritti da Silone in "Fontamara".

Questa festa, nata grazie alle lotte operaie per aver conquistato le 8 ore al giorno, la dedico ai lavoratori stranieri in nero, che lavorano fino alle 12 ore. E anche a noi perchè alla fine non si lavora mai solo otto ore.

Ai lavoratori stranieri che muoiono nei cantieri per mancanza di sicurezza, morti che nessuno reclama perchè tanto loro non esistono. Ancora ai lavoratori stranieri che vengono qui a fare lavori umilissimi, e quei pochi soldi che guadagnano li spediscono per mantenere le loro famiglie. E difficilmente si potranno rivedere.

Dedico questa festa agli operai di Porto Marghera, quelli del petrolchimico. Che si vergognavano di abbracciare i propri figli perchè la puzza che portavano non si levava. E che poi sono morti di cancro grazie alle sostanze chimiche che lavoravano. E quindi lo dedico ai familiari delle vittime per l'amianto, ed è in corso un grande processo contro quei grossi e balordi imprenditori che hanno causato più di tremila vittime. Ma il picco delle morti deve ancora arrivare.

Questa giornata la dedico ai lavoratori che trascorrono le loro intere giornate al lavoro, che non possono fare una giusta vita sociale, che non riescono a leggere un libro, che non hanno la forza nemmeno di fare l'amore con la propria compagna, e per questo motivo nascono anche delle crisi di coppia.

Dedico questa giornata agli innumerevoli omicidi bianchì, un vero bollettino di guerra. Ai lavoratori precari, che fanno un lavoro senza alcune garanzie, dove si ha paura di ammalarsi perchè non prendono un euro durante la malattia. Dove le ferie sono un incubo, perchè sarà un mese non retribuito. Dove le donne, se sono incinta, lo nascondono il più possibile. Perchè rischiano il licenziamento.


Questa giornata la dedico anche a quei ragazzi meridionali che per scampare dalla mafia e dalla povertà si arruolano nell'esercito. Molti di loro sono morti per delle guerre ingiuste e inutili. Tanti di loro sono morti di cancro perchè sono stati esposti senza protezione nei territori altamente radioattivi. Dedico questa giornata ai ricercatori che qui in Italia non vengono valorizzati e guadagnano pochissimo, e allora sono costretti ad emigrare. Dedico questa festa ai lavoratori che anche il primo maggio sono costretti a lavorare, perchè ci sono tante aziende che potrebbero essere chiuse ma è meglio guadagnare di più, non si sa mai!

Si può parlare di sviluppo economico, di libero mercato, di PIL , di indici bancari, di recessione o sviluppo. Ma se il mondo va avanti, se il mondo produce, se questi uomini di potere possono nutrirsi, vivere in case di lusso , possono vestirsi con abiti firmati, posso improfumarsi, posso portare le migliori auto, possono essere serviti,possono divertirsi. Se possono fare tutte queste cose devono ringraziare chi le fabbrica, chi le costruisce e chi ci muore anche.

E ora, al margine di questo post, voglio ricordare che qui in Italia ci sono delle persone veramente in gamba che purtroppo devono faticare moltissimo per farsi conoscere. C'è Daniele Verzetti, il Rockpoeta, che farà uno spettacolo il 9 Maggio a Milano. Reciterà le sue poesie e come al solito affronterà, sempre recitando, temi sociali come la guerra, la politica sporca e tanto altro.

Chi può, deve assolutamente andarci. E spero che qualche persona importante lo scopra e lo valorizzi come giustamente merita.

E ora voglio pubblicare qui una canzone dei Roccaforte, un gruppo musicale che ho conosciuto tramite il loro blog. Sono ragazzi che lavorano e nello stesso tempo suonano, e piano piano sono sicuro che emergeranno.


Mi piace il titolo di questa loro canzone, 20 mq di libertà, chissà perchè....

A presto adorabili e dolci teste di capra!


martedì 28 aprile 2009

"Liberazione" per Niki

Carissime e adorabili teste di capra , l'attesa è stata esaudita !

La nostra battaglia per
la verità e giustizia per Niki rischiava di sprofondare nell'anonimato più completo. C'è stato il serio rischio che la battaglia rimanesse confinata in queste quattro mura quale è il blog, o la rete in generale. Potrete comprendere benissimo quanto dolorosa e complessa sia questa triste vicenda, piena di lati oscuri, intrisa di poteri trasversali; anche perchè non c'è un nemico visibile, concreto contro cui scatenarsi. Non è che non esista,ma è diventato intoccabile e quasi impronunciabile.

In realtà c'è costata molta fatica, sembrava che ci fosse una chiusura da parte di molti, ma per fortuna non tutti sono uguali.

Oggi su Liberazione è uscito l'articolo a tutta pagina riguardante la storia di Niki e con coraggio, quello che manca agli altri quotidiani o trasmissioni come Anno Zero o Chi l'ha visto, hanno fatto anche dei nomi importanti.

Ringrazio il redattore dell'articolo, un giovane giornalista che ha riabilitato il mestiere del fare giornalismo, quello serio, quello di inchiesta.

Ancora grazie a Liberazione perchè ci ha dato una forza in più per andare avanti!


L'avevo detto, loro tramano, ma noi non scherziamo.


PS desidererei che tutti gli altri giornali come Repubblica, l'Unità ecc... osservassero un minuto di vergogna. Essere di sinistra vuol dire sfidare il vento, seguirlo e rincorrerlo è troppo comodo. E sicuramente così si campa cent'anni...


domenica 26 aprile 2009

L'attesa...

Care teste di capra, ora sono semplicemente in attesa. E' questione di ore, forse di un giorno, ma sembra interminabile. Non so chi lo disse, ma "l'attesa attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi".

Attendo con ansia che qualcosa si smuova, attendo quel granello di sabbia che possa rovinare quel complesso ingranaggio.

Spero solamente che l'attesa si tramuti per molti di noi in speranza, e incubo per gli altri.

E se l'attesa sarà vana, pazienza, si andrà sempre e comunque avanti.

L'incarcerato.

venerdì 24 aprile 2009

La Resistenza è il nostro pane quotidiano

Correva l'anno 1944, ed era un sette Aprile. L'Italia era in piena guerra, la morte era palpabile, la repressione nazi fascista era ancor più feroce. Ma soprattutto c'era tanta fame, e le donne, soprattutto mamme, erano in prima fila per procurarsi il pane. E serviva per sfamare i loro figli.

Quel maledetto sette Aprile, nella zona Ostiense di Roma, e precisamente il Ponte di Ferro, decine di persone si ritrovavano di fronte al mulino Tesei per chiedere pane e farina. Le donne dei quartieri vicini scoprirono che il forno produceva tanto pane da destinare alle milizie naziste e fasciste; allora con grande coraggio, quella grande forza che solo le donne possiedono, sfondarono i cancelli e riuscirono ad entrare.

A quel punto i militi fascisti presenti chiesero l'intervento delle SS tedesche, prontamente bloccarono la strada, alcune donne riuscirono a scappare, ma dieci di loro furono prese e vennero fucilate.

Care teste di capra, ho voluto prendere come esempio questo episodio perchè domani voglio dedicare il 25 Aprile alle mamme che, volutamente o no, tutti i santi giorni fanno RESISTENZA.

Il 25 Aprile è una giornata storica, dove alcune persone, donne, uomini e anche ragazzini hanno sconfitto il nazi fascismo. Come disse Calamandrei: "Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all'Italia libertà e dignità."

Non si è fatto in tempo a piangere i caduti per la Resistenza, oppure ad arrestare tutti i criminali fascisti che hanno compiuto nefandezze e atrocità, che prontamente sono stati chiamati in servizio per fare accordi con le mafie, addestrare gli uomini della GLADIO, formare la P2, tentare i vari golpe, e provocare stragi grandi o omicidi mirati. E reprimere le forze progressiste che volevano legalità e giustizia sociale.

I nostri morti sono stati traditi. Noi non dobbiamo rimanere indifferenti, dobbiamo combattere. E le mamme di Porta di Ferro uccise, deve farci comprendere che, ahimè, la RESISTENZA è il nostro pane quotidiano...

Resistenza da parte di chi ogni giorno lavora duramente per sfamare la propria famiglia.

Resistenza da parte di chi viene emarginato, ghettizzato, mandato nuovamente al confine.

Resistenza da parte di chi rischia di morire ogni giorno sul lavoro.

Resistenza da parte di chi difende con le unghie e con i denti la precaria libertà conquistata, perchè comunque sia la libertà non ce la regala nessuno.

Resistenza da parte di chi viene insultato, picchiato, deriso da parte di quei ragazzi vili che se anche non lo sanno, sono fascisti dentro.

Resistenza da parte dai familiari delle vittime delle stragi, sempre attuate dai fascisti, servi del potere.

Resistenza da parte di quelle mamme che hanno perso i figli, molte volte "suicidati" perchè facevano di intralcio alle porcherie finanziare e quindi di potere.

Resistenza da parte di chi ogni giorno subisce le vili angherie di questo sistema oramai allo sfacelo.

Resistenza da parte di chi non vuole assolutamente che si equipari la morte dei giovinetti partigiani, della battaglie di Amendola, Gramsci, Rosselli, gli estremi sacrifici di Anna Maria Enriquez e di Tina Lorenzoni, con la morte e la battaglia dei Repubblichini.

Resistenza da parte di chi combatte quella montagna di merda che è la mafia, e molte volte vengono abbandonati dallo Stato.


E quindi, per loro, per una società migliore e libera dai poteri occulti, da questa classe dirigente che calpesta ogni giorno la tanto sudata Costituzione, libera da quel fascismo onnipresente: ORA E SEMPRE RESISTENZA!

giovedì 23 aprile 2009

All' Aquila i no global già ci sono.

A sorpresa Berlusconi, senza nemmeno avvisare prima il Presidente della Regione Sardegna e il sindaco della Maddalena, dice che vuole spostare il vertice del G8 all'Aquila. Non voglio sindacare la scelta, anzi forse ha anche ragione che così si risparmierebbero tanti soldi, forse se non viene denunciato il governo per aver fatto avviare i lavori inutilmente, e non voglio nemmeno dire che forse potrebbe ostacolare la ricostruzione e gli aiuti. Ma dire che così non ci saranno i no global ha sbagliato in pieno.

Loro già ci sono, e sono tra quelli che stanno portando aiuti, medicine, gestiscono le cucine, distribuiscono i libri e tanto altro. E sono gli stessi che stanno urlando che si possono risparmiare i soldi per la ricostruzione non costruendo l'inutile e dannoso Ponte sullo Stretto. Anzi a voi teste di capra vi invito a firmare questo appello.

Sono gli stessi che contrastano la mafia attraverso associazioni come
Libera, oppure tramite giornalismo dal basso e la semplice e pura politica. Quella vera, non d'élite come il vari Piddini e Pidiellini.

Berlusconi, insomma, non si è accorto che all'Aquila i no global già ci sono. Pronti ad accogliere con fischi e urla i cosiddetti "grandi" del mondo.


martedì 21 aprile 2009

Licio Gelli, un miserabile uomo.



In questi giorni, spinto dalla curiosità, ho ascoltato con dovizia le varie interviste fatte ultimamente al "signor" Licio Gelli. Basta digitare il suo squallido nome su Youtube e ne compaiono a centinaia. Ormai lo hanno riabilitato.

Lo ammetto, sono rimasto un pochino deluso, pensavo che avrei ascoltato una persona, certamente criminale, ma dotato di cultura. E invece mi son ritrovato ad ascoltare un anziano signore come quelli che incontri nei bar, i quali fanno discorsi rozzi ed estremamente razzisti. Oppure quei discorsi che li senti udire da quei ragazzini viziati che esibiscono le tessere di Forza Nuova come un trofeo. Non sapendo nemmeno di cosa stiano parlando.

Quante volte vi siete ritrovati di fronte a questa gente priva di qualsiasi cultura democratica, senza aver letto nulla nella vita. E quante volte vi è venuta voglia di sparargli un paio di revolverate di Lev Tolstoj, Vladimir Majakovski, Rimabud? Sbattergli in faccia Dante Alighieri, Boccaccio, Tommaso Campanella, i viaggi di Keroach, oppure la grande umanità di Jack London? E se cercano di riempirvi di botte li impallinereste con Marx, Che Guevara, Spinoza, li illuminereste con Kant, Rousseau, Cesare Beccaria, Benjamin Franklin. E se non basta li assalireste fino allo sfinimento con Sciascia,Gramsci, Pasolini, Italo Calvino,Enrich Fromm e tanti altri?

Ecco , il tanto decantato e “grande Vecchio” Gelli è semplicemente un miserabile, un fascista non pentito il quale dichiara che i gay sotto il fascismo non esistevano, e che trova squallido che Luxuria sia stata in Parlamento. Dice che gli immigrati che vengono qua dovrebbero essere messi nei campi di concentramento, che addirittura in America è inammissibile che abbia vinto un nero, perché i neri si potrebbero vendicare perseguendo i bianchi. Ma cosa diavolo dice questo Gelli? Nemmeno i bambini di quattro anni fanno discorsi così. Oppure dice che le donne sono adatte a stare in casa, e non è un bene che facciano politica.

Ti danno fastidio le donne, vero “signor “ Gelli? Alla fine sei stato assolto dalla giustizia, ora sei pulito, ma sai benissimo che c’è stata una Commissione Parlamentare senza precedenti presieduta dalla grande Tina Anselmi. Ti brucia che una donna, in più partigiana che ha contribuito a solo 17 anni a sconfiggere il tuo amato fascismo, grazie ad una commissione ha fatto uscir fuori tutto lo schifo di cui facevi parte?

Lei, “signor” Gelli parla molto bene del fascismo, elogia il fatto che tutti erano tranquilli, non c’era prostituzione per le strade, gli operai, chissà perchè, producevano senza creare problemi.Tutto tranquillo vero? Nel solo biennio 1920-21 quattromila uomini, donne, vecchi e bambini vennero assassinati nelle vie e nelle piazze d’Italia per mano delle vili squadre fasciste nella vigile indifferenza, e con l’appoggio dei prefetti e delle autorità di pubblica sicurezza. E il resto del ventennio era costellato da lunghe scie di sangue: quarantamila bastonati, storpiati, feriti; ventimila esiliati;diecimila confinati…

E lei elogia tutto questo? Non mi sorprende miserabile uomo, d’altronde lei, dopo che è caduto il fascismo, e dopo che si è salvato camuffandoti vilmente da partigiano, ha contribuito alla strategia della tensione. Appena il tempo di piangere i caduti della guerra e via di nuovo fino ai nostri tempi: una lunga catena di stragi. Da Portella della Ginestra, passando da Piazza Fontana, l’Italicus, fino alle stragi di Falcone e Borsellino.

A proposito di Borsellino, lei ha avuto perfino il coraggio di dire che la mafia sotto il fascismo non c’era ! Vorrei essere io l’intervistatore, quante te ne avrei dette “venerabile”!. Nomini il prefetto Mori che sotto il fascismo ha “sconfitto” la mafia? Bè, non è andata esattamente così.

A lui venne data carta bianca per disfarsi della manovalanza della mafia militare della cui opera non c’era più bisogno. La mafia, come ben sai, è fatta di vari livelli. Diciamo che il livello basso, la manovalanza, fu eliminata da Mori con dovizia. Ma quando Mori, chiusa la partita con la mafia militare, inizia a indagare sul livello politico che coinvolge i colletti bianchi immediatamente riceve la comunicazione di essere stato licenziato in tronco dal servizio. Tra le carte di Mori è stato rinvenuto un ritaglio della “Nazione” di Firenze del 26 Giugno 1929 che riportava: “Il capo del governo elogia l’opera di Mori”. Attorno a quell’articolo disegnò una ghirlanda di fiori scrivendogli sotto:”Qui riposa in pace”.

E perchè non dici di quanti contatti con la mafia lei ha avuto dopo il fascismo? La loggia iside che cosa era? E la ’ndrangheta che faceva comunella con l’eversione nera e in principal modo con il tuo amico Borghese?

Per nulla caro Gelli, lei è un uomo che mi ha deluso. Almeno c’è Andreotti che ha una cultura superiore a lei. Ma forse lei è consapevole visto che Andreotti, come dichiarò la moglie di Calvi, è il vero capo della P2. E con questo si capisce tutto, lei è uno squallido burattino come tutti gli altri, amico dei dittatori sanguinari, ha istruito personalmente i vari metodi per torturare le persone. D’altronde lei già a 16 anni è stato addestrato dai Franchisti, vero?

E intanto scrivi poesie, parli d’amore, di pace , di libertà, scrivi frasi quasi commoventi. Gelli, perdonami che non ti apostroferò con una frase originale, ormai inflazionata: ma vaffanculo!

domenica 19 aprile 2009

Chi sono? Chi potrei essere?

Care teste di capra, ultimamente mi arrivano e mail dove la gente esprime curiosità di chi sia io. Se sono un incarcerato vero, o una metafora. Un uomo anziano o giovane. Se sono al punto di morte oppure all'inizio di una nuova vita. Un comunista , un anarchico, un libertario o magari un fascista pentito. Moderato non me lo dice mai nessuno.

Chi in realtà io sia non ne sono a conoscenza nemmeno io. E allora vi rispondo con questo vecchio mio post :



Potrei essere stato il figlio mai voluto, lo scolaro che "Signora, è intelligente ma non si applica, come fare?". Potrei essere quello che ad ogni occasione, perde sempre. Quello che non ha mai ricevuto una medaglia in vita sua, nemmeno una di ferro; quello che quando si doveva giocare a pallone, non veniva mai scelto. Potrei essere stato il figlio che "Quante preoccupazioni procura alla famiglia...", il bambino sempre vivace e che nemmeno il Ritalin poteva riuscire a calmarlo.
Potrei essere il peggiore uomo di questa squallida nazione, il peggiore frequentatore di squallidi locali, l'uomo che beve sempre, l'uomo che non dice mai di sì, l'uomo che è riuscito a far piangere anche le donne più sorridenti al mondo. Potrei essere il fratello unico di Rino Gaetano. Si , si proprio quello che non ha mai vinto un premio aziendale.

Oppure potrei essere stato il figlio che ogni famiglia ha sempre voluto avere, proprio il ragazzo modello. Quello che ha sempre studiato, il migliore della classe, sempre educato e mai scortese con alcuno. Il ragazzo che non ha mai dato nessun dispiacere alla propria famiglia, quello che inevitabilmente sale sempre sul podio.
Potrei essere l'uomo quasi al limite della perfezione, sempre sorridente e difficile vederlo nervoso. Non lo troverai mai a bere in squallidi bordelli, e soprattutto non lo troverai mai da solo. Potrei essere un uomo di successo, un vincente, quello insomma che il premio aziendale lo vince eccome.

Ma potrei anche essere una donna che da piccola è stata sempre in disparte, quella che non si è mai integrata perchè non si sentiva mai bella. La donna che se qualcuno gli fa un complimento riesce ancora ad arrossire come una educanda del settecento. Oppure la donna che da bambina era la più ammirata della classe, priva di insicurezza e la più elogiata tra le inconsistenti chiacchiere delle mamme.

Ma potrei essere semplicemente una normale testa di capra come voi con tutti i difetti e debolezze che uno inevitabilmente possiede, e con tutte le difficoltà che per nostra natura incontriamo. Ma con tutti i pregi che tutti noi abbiamo, con tutte le potenzialità che ancora non siamo capaci di metterle in pratica. Con quella voglia di riscattarci ma che ancora non abbiamo il coraggio di farlo. Con tutte le nostre incertezze e con tutti i dubbi che abbiamo sull' amore, sulla nostra esistenza e soprattutto con il dubbio di quello che potrebbe accadere "domani".



venerdì 17 aprile 2009

Appello politico per una ricostruzione in Abruzzo senza le infiltrazioni mafiose.


LE RISPOSTE SONO UN DOVERE.


La prima emergenza in Abruzzo si è pressoché conclusa. Garantito il funzionamento delle tendopoli o comunque delle soluzioni abitative provvisorie, inizia la fase della ricostruzione.

Non vogliamo entrare in contenuti puramente tecnici ma riteniamo sia assolutamente necessario dare un contributo di indirizzo politico alla ricostruzione in Abruzzo. In alternativa alle new towns di Berlusconi chiediamo che siano messe in campo quelle competenze che possono sviluppare progetti condivisi che valorizzino il territorio e trovino soddisfazione in materiali e costruzioni ecocompatibili. Una nuova progettualità indirizzata ad un miglior rapporto con l’ambiente può elevare la qualità della vita specialmente là dove eventi luttuosi hanno segnato profondamente la vita delle persone.

Sicuramente in molti aspirano ad entrare nella cerchia di chi dal terremoto ci guadagnerà e proprio per questo la Sinistra, al di là di frazionamenti su altri temi, riteniamo debba essere vigile, propositiva e non tollerante nei confronti di chi, come già in altre calamità, ha approfittato per creare tandem affaristico-politici.


Non possiamo tollerare che interessi di tipo mafioso possano stendere i loro tentacoli su questa ricostruzione.


Il popolo della sinistra si appella ai propri politici per sentirsi rappresentato nella lotta contro le speculazioni edilizie in Abruzzo. Il lutto di questa terra, il dolore, i timori e la dignità delle persone colpite dal terremoto meritano nuove risposte dall’Italia nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto.

Alcuni blogger nei giorni scorsi attraverso la rete hanno sollecitato dirigenti locali e nazionali della sinistra ad esprimersi su questi indirizzi di ricostruzione che oggi riguarda l’Abruzzo, ma che di fatto può diventare un modello di progettualità per altre città anche non in regime di emergenza.

Tutti questi dirigenti sono stati contattati in quanto presenti in rete attraverso social network o blog.

DA NESSUNO DI ESSI E’ ARRIVATO ALCUN COMMENTO.
Rinnoviamo l’invito ad esprimersi in quanto riteniamo queste risposte un DOVERE.
La rete non è una passerella dove è sufficiente la presenza per guadagnare consensi.

I dirigenti gia contattati precedentemente e che saranno nuovamente contattati tramite facebook sono:

Bruno Pastorino, Massimiliano Smeriglio, Alfonso Gianni, Gennaro Migliore, Titti De Simone - (MPS – Sinistra e Libertà)
Antonio Bruno – Vittorio Agnoletto - (Sinistra Europea)
Tirreno Bianco – (PdCI)
Ermete Realacci, Claudio Burlando, Claudio Montaldo, Roberta Pinotti, Pierluigi Bersani, Mario Tullo, Fausto Raciti, - (Partito Democratico )
Roberta Lisi, Claudio Fava, Lorenzo Azzolini, - (Sinistra Democratica – Sinistra e Libertà )
Unire la Sinistra, Katia Belillo, Mariuccia Cadenasso, Umberto Guidoni, Luca Robotti - (Unire la sinistra – Sinistra e Libertà )
Paolo Ferrero, Maurizio Acerbo – ( PRC)
Cristina Morelli –(Verdi- Sinistra e Libertà )

Ovviamente la discussione è aperta a tutti

I blog che promuovono questa iniziativa e ai quali indirizzare commenti sono:

a sinistra
come il pane a colazione
il Russo
l'eco dell'Appennino
la Mente Persa
schiavi o liberi
vengo da lontano ma so dove...
via della Polveriera


Invitiamo gli altri blogger a diffondere questa iniziativa in rete al fine di garantire una discussione ampia.

Io ho aderito immediatamente, aggiungo solamente che dovremmo premere affinché si organizzino dei comitati cittadini dell'Aquila e dintorni per la ricostruzione e presentare questa iniziativa alla Pezzopane, Presidente della Provincia.

PS ho cancellato gli altri blog e ho lasciato solamente gli otto blog che, come giustamente mi hanno fatto notare, sono stati i promotori dell'iniziativa. Invito gli altri blogger a fare altrettanto. Mi scuso per non aver capito.

mercoledì 15 aprile 2009

Strumentalizzazione politica?

Care teste di capra, questi giorni ho resistito, sempre per il rispetto delle vittime del terremoto, nell'intraprendere numerose polemiche. Ma c'è una questione in particolare che ho voglia di affrontare, ben consapevole che non piacerà a molti di voi.

Giorni fa l'Unità ha intrapreso un' iniziativa volta a raccogliere le firme per incitare il governo ad accorpare il referendum assieme alle Europee, in maniera tale che si risparmino circa 460 milioni di euro. E in teoria, ma solo in teoria, i soldi risparmiati andrebbero indirizzati ai fondi per la ricostruzione.

Mi dispiace, mi chiamerò anche "incarcerato", ma sono libero di parlare ed esprimere tutto il mio profondo disprezzo per questa iniziativa appoggiata, non a caso, dai grandi Partiti come il PD e ampi settori del PDL.

Questo referendum vuole cambiare il sistema elettorale, creando quello maggioritario. Quindi utilizzato per eliminare totalmente quei partiti come Rifondazione Comunista, ovvero tutte quelle poche formazioni politiche che non si ritrovano dentro la logica antidemocratica del bipartitismo.

E questa la interpreterei come strumentalizzazione politica, se non sciacallaggio di diversa natura.

Non è concepibile approfittarsi di questa tragedia per trovare il modo di far raggiungere il quorum. La democrazia non è una questione di costi come vorrebbe far credere Franceschini.

Vogliamo tagliare le spese inutili senza intaccare la democrazia e la costituzione? Eliminiamo l'ingente investimento per il Ponte sullo Stretto e tante altre grandi opere inutile e forse anche pericolose. E vedrete che recupereremo tanti di quei soldi per poter ricostruire l'Aquila e mettere in sicurezza tanti altri edifici pubblici che si trovano nelle zone sismiche.

E per favore, e mi rivolgo alla direttrice dell'Unità, non cavalchi l'onda spontanea della solidarietà per contribuire a creare una legge elettorale che farà perdere le speranze a quelli come me che credono nell'alternativa, non nell'alternanza.


lunedì 13 aprile 2009

Riflessioni sulla tragedia abruzzese.

"L'Aquila era una bella città. D'estate la notte faceva fresco e la primavera degli Abruzzi era la più bella d'Italia. Ma quel che era bello era l'autunno per andare a caccia nei boschi di castagni"...
(Ernest Hemingway - Addio alle armi)


Vi chiedo scusa da Abruzzese. Molti di voi non conoscevano molto bene la mia terra, nomi come Avezzano, L'Aquila, Marsica nemmeno ne eravate a conoscenza.

E'un lungo periodo di brutte notizie, cattiva informazione, corruzione politica e tragedie annunciate. L'arresto di Del Turco,il sindaco D'Alfonso di Pescara, costruzioni di raffinerie petrolifere in odor di mafia, idem per la centrale del Biogas che vogliono costruire nella piana del Fucino. E distruggerà tutto l'ambiente circostante, eliminando tutti i Pioppi, gli unici alberi rimasti. L'infiltrazione mafiosa nella Marsica.

Ahimè, avete conosciuto la mia città dove sono nato e vissuto per un bel po' di tempo, Avezzano. E questo perché, Niki, un ragazzo in gamba, con la passione dell'informatica che è riuscito a tramutarla in lavoro, è stato ucciso nel carcere di Sollicciano. E tutti vogliono nascondere questa atroce verità. E i mandanti sono liberi di agire e magari reclutare altri giovani e tenerli all'oscuro del loro schifo.

E infine la tragedia del terremoto.

Una strage che poteva essere evitata solamente se le costruzioni fossero state costruite a norma. E' crollato l'ospedale inaugurato nel 2000, la prefettura, l'assessorato, e la Casa dello Studente.

E le società che hanno partecipato alla costruzione sono il gruppo Impregilo. Quello che ha costruito amenità come la Salerno-Reggio Calabria, quello dello smaltimento dei rifiuti in Campania. E sarà il gruppo che parteciperà alla costruzione( e speriamo di no) dello Stretto di Messina.

E c'è un altro gruppo, quello che pare abbia il monopolio quando si tratta di cementificazione : la Calcestruzzi SPA. Finita nel passato sotto inchiesta per truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizie di beni. E qualche anno fa l'amministratore delegato Colombini finì in manette perchè accusato di aver agevolato l'attività di Cosa Nostra.

Quasi tutti i grandi appalti sono collusi con la criminalità organizzata. La Salerno Reggio Calabria, e lo stretto di Messina sembrano collegare la Camorra-passando per la 'Ndrangheta fino ad arrivare alla mafia Siciliana.

Prima che sia troppo tardi si spera che la ricostruzione dell'Aquila non venga affidata a nessuno di questi gruppi. E che Berlusconi non faccia l'imperatore, quello che decide tutto lui, ma che la ricostruzione venga affidata agli enti locali come avvenne nel Friuli. E soprattutto deve essere ricostruita così come era, ma in materiale antisismico, magari con l'ausilio di architetti che ci tengono all'ambiente. E per carità non permettiamo che venga costruita una New Town, un agglomerato di case che sono dei veri e propri ghetti moderni.

In Inghilterra è stato un fallimento.

Intanto succede che la gente innocente muore. Perchè purtroppo, prima o poi i nodi vengono al pettine. E il pettine, molte volte, sono le calamità naturali.


sabato 11 aprile 2009

Anna ha il computer!


"Vi scrivo con il pc che mi avete regalato. La connessione è lenta, forse è colpa mia. Ma imparerò. Per ora ringrazio tutti voi con il cuore in mano. Mi avete fatta felice. Mi avete regalato un po' di luce in questo buio. Ho letto i commenti e ne ho colti alcuni polemici. Per ora non rispondo, non ne ho la forza. Ma prestissimo tornerò la combattente di sempre. Grazie ancora. Siete la mia àncora di salvezza. Saprò ripagarvi. "


Anna



Un abbraccio a tutti, abbiamo fatto un lavoro esemplare tutti noi blogger. Ancora c'è la possibilità, con questi gesti, che un altro mondo è possibile.

Spero che non ci fermeremo qui, abbiamo tanti traguardi da raggiungere. E lo faremo tutti insieme.

Nel frattempo liberiamoci dalle catene che noi tutti abbiamo.
Io cercherò di farlo. Parola di incarcerato.



Dedico questa canzone a tutti quelli che stanno soffrendo, a tutti quelli che hanno perso i propri cari a causa di questo terremoto, a chi è rimasto senza niente, a chi non sa più dove andare, a chi deve cominciare una nuova vita.

E una dedica speciale ad Ornella, perchè nessuno di noi l'abbandonerà, anche se dovesse crollare il mondo intero.



venerdì 10 aprile 2009

Solidarietà concreta per Anna

Tutto confermato, potete inviare i soldi al conto corrente di Marina:

c/c Banca Popolare di Novara presso filiale di Roma N. 2 Piazza Dante
Codice SWIFT: NVRBIT21062
IBAN: IT34C056080320200000000272
CIN C
ABI 05608
CAB 03202
C/C 2727 INTESTATO a Marina Pierani
Causale versamento: pc portatile per Anna Pacifico Colasacco

Nel frattempo, i negozianti di Avezzano, prima ancora di ricevere i soldi, consegnano il computer portatile alla cara signora Ornella. Ci sono nostri amici di Avezzano(molti dei quali fanno parte del Comitato verità e giustizia per Niki) i quali vanno tutti i giorni all'Aquila per assistere i terremotati, e consegneranno il PC, con la relativa chiavetta e abbonamento,direttamente ad Anna.

I soldi che sicuramente avanzeranno, e questa è una mia personale idea, potremmo darli direttamente ad Anna, oppure comprare roba di prima necessità sempre per Anna e per gli altri terremotati.


Ma nel frattempo date un vostro contributo! Stiamo, tutti noi blogger, dando una lezione di civiltà a tutti quelli che passivamente ci stanno leggendo.

giovedì 9 aprile 2009

APPELLO DI ANNA, BLOGGER DELL'AQUILA.

"Ho bisogno di un pc, anche vecchissimo e della possibilità di una connessione con chiavetta e di qualcuno che mi spieghi come farla funzionare. Solo così posso restare in contatto e cercare di fare informazione. Io vivo in automobile, per ora. Non voglio lasciare la mia terra."
Anna
Ha anche lasciato il suo numero di cellulare:
348 30 55 965

Chiedo ausilio a tutti su come possiamo organizzarci per provvedere. Credo che sia importante essere informati da chi sta vivendo in prima persona tutto ciò che avviene, anche per avere un punto di vista diverso dai mass media. Che come sappiamo non sono mai stati attendibili.

Amatamari ha ricevuto alcune spiegazioni su come muoversi:
Occorre un numero di conto corrente, abi, ibam
Stabilire una cifra da raggiungere
Stabilire la cifra da versare, ognuno
Prelevamento dei soldi dal conto
Acquisto e recapito del pc ad Anna

Io consiglio di far aprire il conto corrente
ad una persona amica di Anna.

Per questione di fiducia.


mercoledì 8 aprile 2009

Triste aggiornamento : ancora terremoto.

"Nel 1915 un violento terremoto aveva distrutto buona parte del nostro circondario e in trenta secondi ucciso circa trentamila persone. Quel che piu' mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C'era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero piu' spesso''

Tratto da
''Uscita di sicurezza''di Ignazio Silone


Purtroppo ancora tanta paura, è un vero e proprio stillicidio. Verso le 20 di ieri ancora una
nuova scossa di terremoto di magnitudo 5.6/5.7 della scala Richter ha coinvolto la zona dell'Aquila. Distrutto il poco che è rimasto. Si temeva che ci fosse un nuovo morto, ma per fortuna i pompieri hanno smentito la notizia. Nel frattempo ad Avezzano qualche maniaco, perchè non saprei come definirlo, ha seminato il panico diffondendo sms dove si avvisava che era imminente una distruttiva scossa di terremoto. Panico generale.

Nel frattempo nei paesi vicini la gente dorme in macchina, c'è paura, tensione. Anche a Roma si è percepita la scossa e un anziano è morto di infarto.

Nel frattempo le vittime sono arrivate a quota 235, peggio di una guerra. Ma nella tragedia ancora una buona notizia, un'altra ragazza è stata salvata dopo ben 42 ore. Forse per altre persone sepolte tra le macerie c'è ancora speranza. Poca per gli anziani che hanno vissuto in solitudine, senza nessun caro o parente, e forse nessuno sa della loro esistenza.

Ci sono state imprese eroiche, dalle forze soccorritrici che non smettono mai di lavorare, i volontari che senza tregua scavano con le mani , alle badanti polacche che hanno salvato gli anziani.

Mentre scrivo non mi sono accorto che un'ora fa un'altra scossa, seppur più bassa, ha fatto tremare questa terra. Il mio pensiero a tutta quella gente che sta vivendo nel terrore. E nella paura di ricominciare perchè hanno perso tutto.

Ho promesso il silenzio, dopo non risparmierò nessuno. E qui non è colpa solo di questo Governo se non si è badato alla sicurezza delle strutture, perfino quelle degli ospedali!

Nel frattempo aggiungo, oltre a quella di Rifondazione, Abruzzo Social Forum, Croce Rossa, Caritas, un' altra iniziativa in sostegno dei terremotati: clicca qui.



E ora vi ripropongo il racconto di
Ignazio Silone (ha vissuto il terremoto di Avezzano del 1915 ) indirizzato al fratello:

...Ahimè! son tornato a Pescina, ho rivisto con le lagrime agli occhi le macerie; sono ripassato tra le misere capanne, coperte alcune da pochi cenci come i primi giorni, dove vive con una indistinzione orribile di sesso, età e condizione la gente povera. Ho rivisto anche la nostra casa dove vidi, con gli occhi esausti di piangere, estrarre la nostra madre, cerea, disfatta. Ora il suo cadavere è seppellito eppure anche là mi pare uscisse una voce. Forse l'ombra di nostra madre ora abita quelle macerie inconscia della nostra sorte pare che ci chiami a stringerci nel suo seno. Ho rivisto il luogo dove tu fortunatamente fosti scavato. Ho rivisto tutto...

URGENTE! ANDATE A LEGGERE L'ATROCE TESTIMONIANZA E DENUNCIA DI ANNA. CLICCATE IMMEDIATAMENTE QUI.

Per gli aiuti andate a vedere anche qui.



martedì 7 aprile 2009

Aggiornamento vittime del terremoto e solidarietà.

Purtroppo la tragedia diventa sempre più imponente, siamo arrivati ad oltre 150 vittime. Ma, nell'inferno, si scorge molta umanità da parte delle persone. Grazie a Pierprandi ho appreso che oggi pomeriggio dalle finestre del Centro di Identificazione ed Espulsione (prima si chiamavano CPT) alcuni extracomunitari hanno esposto uno striscione con scritto : "Solidarietà per le vittime del terremoto".

Solidarietà espressa da chi sta soffrendo le pene dell'inferno.





"Nei prossimi giorni ci sarà il tempo per verificare le responsabilità sugli effetti del terribile terremoto che questa notte ha sconvolto l’Abruzzo e sugli allarmi di allerta lanciati e non raccolti come pure sulle politiche necessarie per mettere in sicurezza territorio e centri storici italiani, e per evitare che si ripetano simili tragedie. Oggi però l’urgenza è quella della solidarietà con le popolazioni colpite dal sisma e la necessità di portare aiuto e sostegno alla popolazione abruzzese”.

Così Rifondazione comunista, che in una nota annuncia il varo di una task force di pronto intervento immediato chiamato “Brigate di solidarietà attiva”: alle 16 di ieri sono partiti per l’Abruzzo “i primi due gruppi operativi composti da due cucine da campo, squadre di spalatori e un primo invio di cibo, indumenti e medicinali”.

Il Prc sta anche organizzando e raccogliendo le disponibilità di famiglie disponibili ad ospitare gli sfollati nelle regioni limitrofe all’Abruzzo. Il punto di riferimento è la Federazione provinciale del Prc di Pescara (via F. Tedesco 8) che funzionera anche come centro di raccolta di aiuti e soccorso. Riferimenti telefonici sono quelli di Marco Fars (334/6976120) e Richi (3393255805) mentre la mail è quella del responsabile del Partito Sociale, Francesco Piobbichi (piobbico@hotmail.com).

Infine, il Prc ha attivato un conto corrente bancario di solidarietà cui inviare gli aiuti economici (Rifondazione per l’Abruzzo, Iban: IT32J312703201CC0340001497)

Piccolo aggiornamento.

Dopo 23 ore è stata estratta viva una donna. Ma nel frattempo superate le 200 vittime, e le scosse di assestamento non si arrestano.


VIDEO 1

VIDEO 2

ALTRI TIPI DI AIUTI

La protezione civile ha attivato il numero 48580 con un sms donerete 1 euro mentre chiamando da un fisso donerete 2 euro. Inoltre vi segnalo un sito in cui potrete trovare molti altri modi per aiutare questa povera gente colpita da questa enorme disgrazia : http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2009/04/06/terremoto-in-abruzzo-solidarieta-e-aiuti/

Ringrazio Aras per questa segnalazione.

Cliccate qui e vedrete le foto scattate da Angelo Venti, un giornalista indipendente di Avezzano. Immagini che incorniciano un racconto di Pietro Orsatti e ci si rende conto di come sia ancora grave la situazione nei paesi limitrofi.

lunedì 6 aprile 2009

Un immane tragedia

Esattamente 94 anni fa, nella mia terra, la Marsica, fu devastata da un forte terremoto. E anche a Roma si sentì , tanto è vero che crollò la statua di San Paolo dall'alto di San Gio­vanni in Laterano, e quel­la di San Pietro, che sor­monta la colonna Antonina,addirittura girò su se stessa. Avezzano fu rasa al suolo, rimase in piedi solo una piccola casetta e morirono centinaia e centinaia di persone. Numerosi bambini morti e altrettanti divennero orfani.

Ma il popolo abruzzese ha una grande forza di volontà e, nonostante le immani sofferenze, hanno pian piano ricostruito tutto.

Questa notte drammaticamente si è ripetuta la storia, e questa volta all'Aquila, un paese meraviglioso, piena di storia e grande cultura. E' avvenuta un immane tragedia, una forte scossa distruttiva ha provocato numerose vittime: fino adesso sono novantadue!

E probabilmente sono molto di più. E tra le vittime anche molti bambini.


Vi prego di una cosa, per il rispetto dei miei conterranei, non facciamo polemiche squallide e inutili. Purtroppo il sisma non si può prevedere. Prendiamo atto che il governo si sta comportando bene ed è intervenuto immediatamente.

Che prevalga il buon senso.

Per la diretta qui:


Video

domenica 5 aprile 2009

La 'ndrangheta( seguito della sesta parte)

Care teste di capra, la sesta parte della mia piccola inchiesta sulla 'ndrangheta risulta incompleta. Ho preso ad esempio una piccola storia di un imprenditore romano che ha avuto il coraggio di non rispettare il pizzo, e ha avuto delle devastanti conseguenze. Risolte solo con l'ausilio dello Stato ed ho precisato che era stato l'unico episodio in cui è soccorso in aiuto in maniera concreta e incisiva.

Ma la collusione mafia-Stato è davvero spaventosa.E all'epoca la Santa era agli albori. Oggi è entrata nel sistema. Ma nonostante tutto c'è chi osa ancora ribellarsi.

In Calabria, 12 anni fa un imprenditore edile di Catanzaro, ha avuto il coraggio di rifiutarsi di pagare
il sei per cento ai politici e il tre per cento ai mafiosi, ma anche angherie, assunzioni pilotate, forniture di materiali e di manodopera imposta da qualche capo-cosca o da qualche amministratore, nonché costruzioni di fabbricati e di uffici senza percepire alcun compenso, regali di appartamenti, e acquisto di autovetture.

Ha osato denunciare esponenti della 'ndrangheta e anche della politica locale. Grazie a questo uomo coraggioso
sono fioccate le condanne, nei confronti di esponenti delle famiglie ‘ndranghetiste più potenti e pericolose, ma anche nei confronti di un giudice Consigliere di Stato.

E ora la sta pagando cara, conduce con la sua famiglia una vita precaria, vivono in una località segreta, e la cosa inquietante è che gli è stato revocato il programma di protezione.

Rischia di morire.

Ho ricevuto una lettera e ho deciso di pubblicarla, leggete e traete voi la conclusione:


Salve sono un'amica di Pino Masciari.

Pino era un imprenditore calabrese che, quasi dodici anni fa, denunciò tutti coloro che gli chiedevano il pizzo, politici compresi. Ebbene, da allora, lui e la sua famiglia hanno smesso di vivere, si sono trovati a fare i conti, non solo con la mafia, ma con uno Stato che non tutela le poche persone oneste che hanno il coraggio di schierarsi apertamente contro questa (riferimenti più approfonditi sulla sua storia può trovarli sul suo blog www.pinomasciari.org).

L'unico appoggio che hanno ricevuto è arrivato dalla gente comune, che ha cominciato ad avvicinarsi alla loro storia e a offrire loro amicizia, sostegno, aiuto e, in casi estremi, persino protezione, almeno tanta quanta un corpo umano può fornire frapponendosi tra un proiettile e il suo bersaglio...

Proprio così, perchè, nonostante l'ultima relazione della Commissione Anti-mafia affermasse che Giuseppe Masciari è il testimone di giustizia più importante d'Italia, lui e la sua famiglia sono stati esclusi dal programma di protezione e, nonostante il ricorso al T.A.R. del Lazio gli conferisse il diritto di usufruire di tale servizio in attesa della pronuncia della sentenza, ci sono momenti in cui questo viene a mancare, in parte per inefficienze, in parte per giustificazioni assurde. Io stessa ho "scortato" Pino assieme ad altri due ragazzi, dalla località in cui vive a Catanzaro, affinchè potesse partecipare a una conferenza sulla lotta alla mafia.

Ora però Pino e sua moglie Marisa sono stanchi, stanchi di dover passare la vita a difendersi da tutto e da tutti, stanchi di nascondersi, stanchi di dover scontare una pena alla quale nessun tribunale li ha mai condannati e che non meritano, stanchi di continuare a pagare con le loro vite il prezzo della loro onestà e integrità.
Pino ha deciso che, in un modo o in un altro, la sua vicenda debba concludersi, il 7 aprile comincerà lo sciopero della fame e della sete http://www.pinomasciari.org/2009/03/dico-basta-voglio-vivere-pienamente-o-morire/

Questo è quello che vuole fare, al telefono mi ha detto che andrà fino in fondo, perchè ormai non ce la fa più. E che, se vorranno, faranno qualcosa, altrimenti nel giro di pochi giorni, sarà tutto finito...

E' da tanto che lui e Marisa non ce la fanno più. Le loro giornate, i loro discorsi e le loro vite ormai ruotano attorno a questa o a quell'altra delibera da impugnare, alle inefficienze del servizio di protezione ecc ecc...
Hanno rosicchiato via loro la voglia di vivere, come tarli che erodono una quercia, lentamente, da dentro la scavano e, dopo anni di lavoro, della quercia è rimasta solo la corteccia, sorretta da radici che, veramente Dio solo sa come, stanno lì e tengono botta.
Ma anche le radici più profonde non riescono a reggere all'infinito tutto quel peso. E io temo il momento in cui cederanno.

Ci tenevo a fornirle un pallido ritratto della situazione, per darle un'idea di quello che potrebbe succedere se, anche stavolta, dovesse finire tutto in un buco nell'acqua. E le assicuro che, dopo aver letto tutto questo, l'immagine che si potrà essere fatto sarà molto sbiadita rispetto alla realtà, l'ho vissuto sulla mia pelle.

Credo che la cosa più sconvolgente di tutte sia che loro pensavano di combattere la mafia e si sono trovati contro lo Stato.

Chiedo scusa per la confusione che regna nella mia mail, ma è veramente difficile riuscire a condensare una vita in poche righe e fissare certi sentimenti con le parole.

So benissimo che la sua è considerata "una storia difficile", perchè coinvolge in pieno lo Stato e ne mostra non le lacune, ma le voragini di fronte a una piaga endemica come la mafia. Rimango, tuttavia, speranzosa nella sua capacità di comprendere che questa non è solo una storia difficile, ma è la storia di Giuseppe Masciari, Pino per gli amici, di Marisa Salerno, di Ottavia e Francesco Masciari, è la storia di quattro persone, che, volenti o nolenti, si trovano a combattere una guerra che è anche la mia, la sua e di tantissime altre persone che neanche li conoscono ed è una storia della quale spetta a ognuno di noi contribuire a scrivere un finale, ognuno secondo le sue possibilità, nel bene e nel male.

La ringrazio molto per l'attenzione, con tantissima speranza.


Il sette Aprile, dopodomani, inizierà lo sciopero della fame davanti al Quirinale. Sosteniamolo, perchè la 'ndrangheta uccide, e ne è complice lo Stato.


E forse anche noi con la nostra indifferenza.






Aggiornamento

Lo sciopero della fame e della sete di Pino Masciari è stato rimandato per rispetto delle vittime del terremoto. Colgo l'occasione per esprimere solidarietà agli abitanti dell'Aquila e spero in un aggiornamento del blog di Anna. Attendo sue notizie
.

venerdì 3 aprile 2009

Il privilegio di manifestare

Domani c'è il grande evento, e nonostante tutto la CGIL rimane l'unico sindacato confederale che ancora si distingue dagli altri due, quelli che non amano il sano conflitto sociale.
L'attuale governo, fortemente reazionario, sta distruggendo quelle poche garanzie che i lavoratori possiedono, dal testo unico sulla sicurezza fino ad arrivare ai cosiddetti scioperi virtuali.

Ovviamente la manifestazione di domani sarà piena di forze politiche variegate di sinistra, e ognuno di esse reclamerà il proprio modello economico e sociale.
Le grandi fabbriche stanno chiudendo, numerosi operai rimarranno senza lavoro, altri sono in cassaintegrazione, delle piccole aziende non ne parliamo neanche.

Certo, c'è la crisi mondiale.

Ma il rimedio esiste, e invece si stanno distruggendo quegli anticorpi sociali indispensabili, come ad esempio l'intervento dello Stato. Invece di regalare i nostri soldi alle banche, le quali a sua volta le elargiscono alle imprese; oppure prendere i soldi dalle risicate pensioni e al poco Stato Sociale rimasto, che cosa si fa? L'opposto di quello che aveva fatto il Presidente Americano Roosevelt per rimediare alla crisi del'29: si privatizza!

Mi si taccerà di Comunismo, o ancora peggio di Statalismo, ma bisogna assolutamente nazionalizzare. Dalle Banca fino alle grandi imprese che stanno frammentando il lavoro. Quest'ultimi appaltano tutto a piccole società, con il risultato di mandare a casa i lavoratori in esubero. In più creando numerose piccole aziende al di sotto dei 15 dipendenti, in maniera tale che i dipendenti non abbiano nessun diritto e vengano tutti precarizzati.

Ecco care teste di capra, domani non tutti parteciperanno alla manifestazione, e quindi partecipate anche per loro che sono la maggioranza.

Sono i precari che ovviamente non possono scioperare perchè gli dicono che quella è la porta, sono quelli che lavorano come animali nelle cosiddette aziende a "conduzione familiare", che di familiare non hanno proprio nulla. Sono i cosiddetti "liberi professionisti", perchè non potete immaginare quanti ragazzi sono costretti ad aprire la Partita Iva per poter lavorare. Ma a questo dramma dedicherò un post a parte. Sono i disoccupati che per poter sopravvivere lavorano in nero, e sinceramente lo sciopero per loro è una parola che non possono conoscere e nemmeno pronunciare.

E manifestate anche per tutti gli stranieri che rimarranno senza lavoro, e che per colpa della maledetta Bossi-Fini diventeranno tutti clandestini.

E' un paradosso, ma per un giorno, domani, sentitevi un po' privilegiati.



P S: vi consiglio vivamente di ascoltare l'ultima intervista su radio 24 ad Ornella, il giornalista Galullo è davvero in gamba. Verità e giustizia per Niki sempre!

mercoledì 1 aprile 2009

Infiltrazioni mafiose a Roma?

Care teste di capra, abbiamo incrociato le dita e alla fine ce l'abbiamo fatta: l'intervista ad Ornella è partita. Se non avete fatto in tempo ad ascoltare, potete andare direttamente qui, oppure aspettate le 20,45. Come ha detto il Comitato, noi aspetteremo cosa accadrà dopo il tre Aprile e poi, tutti, insieme vedremo come agire se il silenzio persisterà.

Cambiando argomento,ovvero rimanendo attinente al titolo del post, ieri il Bar del Pigneto(storico quartiere romano), quello che amava frequentare Pasolini, è stato bruciato da ignoti. Molto probabilmente si tratta di intimidazione da parte della malavita, della mafia.

E non è la prima volta che attività commerciali brucino qui a Roma.

Dell'infiltrazione mafiosa a Roma se ne parla poco, si denuncia poco, ma in alcuni quartieri romani molte attività pagano il cosiddetto "pizzo". Pochi sanno che nel litorale laziale ci sono parecchie attività commerciali in mano alla 'ndrangheta, oppure collusa con le amministrazioni comunali.

Sapete che qualche anno fa era stato sciolto il comune di Nettuno(RM) per infiltrazione della 'ndrangheta?

Le 'ndrine presenti nel Lazio sono numerose: quella degli Alvaro, Avignone, Barbaro, Bellocco, Condello, Farao, Mollica, Iamonte, Marincola, Metastasio, Morabito, Nirta, Novella, Palamara, Pesce, Piromalli, Pisano, Ruga, Tripodo, Viola e Zagari.

Stiamo attenti che se si comincia ad essere omertosi, non denunciare il pizzo, chiudere un occhio se si intravvede qualcosa di losco, sapere che un amministratore comunale potrebbe essere amico di qualche boss, ecco che piccole Bande della Magliana potrebbero crescere. E sarà troppo tardi.

Ho appena scoperto questo gruppo musicale fatto da ragazzi giovanissimi che parlano del loro quartiere romano, quello di Tor Bella Monaca. Ascoltate, altro che generazione silenziosa.