venerdì 11 dicembre 2009

Riflessione generale: da una semplice influenza alla mafia.

Care teste di capra, ora sto molto meglio ma con tutti i veri problemi e le tante sofferenze che ci sono in giro, penso che non sia una notizia di rilevante importanza. Io non ci posso far nulla, non sono abituato a star male e la cosa mi fa molto pensare.

Questi giorni ho provato ad immaginare se fossi stato un barbone, con la febbre a quaranta, le tonsille che scoppiano, il mal di testa che ti attanaglia e cercare un riparo da questo freddo maledetto. Mi rendo conto di essere un codardo, oso perfino lamentarmi mentre sto sotto le calde coperte, poter prendere le medicine ed essere coccolato dalla mia dolce testa di capra che con un invidiabile pazienza riesce a starmi vicino.

Un barbone, un emarginato, un rom che vive nei fatiscenti campi nomadi, un detenuto nella cella di isolamento, un clandestino negli ex CPT, un cittadino in un Paese in guerra o nelle favelas brasiliane. Ma come cazzo fa a sopravvivere?

E io oso vigliaccamente lamentarmi.

Non sono abituato al dolore fisico e ciò mi spaventa, perchè è vero come dice la birichina Aleph le mie "manine" funzionano, ma la mente no.

Ho provato ad immaginare se fossi stato un malato terminale. Che vergogna! Non sarei stato capace a pensare a nulla, ma solo a me stesso e alla falsa sopravvivenza.

Per questo ammiro quelle persone che, nonostante si avvicini la morte, riescono a continuare ad informarsi e a lottare per un mondo migliore. Mi viene in mente la famosa intervista al grande Tiziano Terzani, che sul punto di morte, riusciva a fare discorsi filosofici sulla non violenza.

Ma queste sono grandi persone, per questo molto rare.

Ora come ora non riesco ad affrontare grandi discorsi, potrei parlarvi di attualità, di come in questi giorni tutti i telegiornali si siano fatti gioco di noi. E mi riferisco alla farsa degli arresti dei boss mafiosi. C'è un bel video di Genchi, che troverete postato sul blog di Ornella, ove dichiara:

"I veri poliziotti che hanno fatto quella cattura si sono vergognati e se ne sono andati e mi hanno telefonato, mi hanno detto qui stanno facendo uno schifo, perchè hanno organizzato una messinscena davanti alla questura, portando le persone loro, con i pulman, per organizzare quell'apparente solidarietà alla polizia. Ma vi rendete conto di cos'è l'Italia? Che livello di bassezza abbiamo toccato? Che livello di mistificazione?"

Potrei parlarvi della votazione alla camera in difesa di Cosentino, lui non potrà essere indagato dalla magistratura, però il governo dice di voler stroncare definitivamente la mafia.

Nel frattempo un pentito dei casalesi muore misteriosamente nel carcere di Ariano Irpino, dicono che si è suicidato impiccandosi(vi ricorda qualcosa?), si perchè uno che si è appena pentito decide di togliersi la vita?

E così abbiamo la conferma di quello che io ho sempre sostenuto: la criminalità organizzata ha il potere di ammazzare anche in carcere simulando suicidi!

Questa è la nostra Italia, ed io care teste di capra nel frattempo mi nascondo sotto le coperte, forse è molto meglio.


12 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Sono contento che tu stia meglio. Ehm...ricordati allora che c'é qualcosa nell'aria che aspetta di essere postato.... :-)))

Quanto al tuo post, é chiaro che la criminalità organizzata arriva ovunque e quindi anche dentro le carceri purtroppo. Ora lo si nota di più e forse anche chi era cieco adesso aprirà gli occhi.

PS: non ho mai cliccato su quelle pubblicità; poi le leggo e vedo che tra esse ce n'é una sul PDL... capitalista mi può stare bene, PDLiista giammai LOL!!!

Ciao!!!
Daniele

Tua madre Ornella ha detto...

Caro Inka,
il tuo post che altri riescono a leggere ...a me ha procurato un pugno nello stomaco...ogni volta ed ogni volta è lo stesso... quel termine ...poi non lo posso più nè pronunciare nè leggere....
Stai meglio e questo è già molto, per il resto Inka ti voglio postare quello che ho letto sul blog di Beppe Grillo perchè rende l'idea (almeno in parte dei tanti problemi che tu con maestria hai sintetizzato)
"L'arresto di Cosentino richiesto dalla magistratura è stato respinto dal Parlamento. E' una buona notizia. Più si sputtanano più affondano nelle sabbie mobili. Craxi fu cacciato a furor di monetine. Un po' si vergognava di essere un ladro. I suoi successori si chinerebbero a raccogliere anche i 5 centesimi protetti dalle forze antisommossa. Ascoltare i deliri difensivi a favore di Cosentino dei parlamentari è una musica dolce. Parole che sono epitaffi, una marcia funebre dei pregiudicati. Più si auto assolvono, più la pulizia popolare sarà efficace."
Un bacio
Ornella

Tua madre Ornella ha detto...

P.S.

Il tuo guadagno odierno lo devi a me....
CLICCATO!!!!!

upupa ha detto...

Caro incarcerato...avrei una montagna di cose da dire su questa Italia...è scemato il diritto,l'etica,la decenza e la virtù...ma a tanti italiani sta bene così!!!!!!!!!!!!!!Ed io mi vergogno!!!!!!!!!!!!
Ho cliccato....mmmmmmmmmmmmmmmmmm

enrica ha detto...

Caro Inka,
spero che tu ti rimetta presto... per quanto riguarda le reazioni al dolore, penso che le persone si occupino degli altri, spesso, per non pensare a se stesse... Occuparsi degli altri è sempre terapeutico... prova...
Per la mafia che uccide in carcere... sì sono d'accordo era vero prima ed è vero oggi... se lo fanno sembrare un suicidio... vuol dire che qualche passo avanti lo abbiamo fatto. Vuol dire che non sono poi così impuniti...
Un bacio di quelli che fa passare tutto, come dalla mamma!

Anonimo ha detto...

«Mi hanno rubato la vita e adesso voglio giustizia». Paolo Scaroni, 32enne di Castenedolo, rovinato nel fisico e nell’animo dal pestaggio subito il 24 settembre del 2005 alla stazione di Verona, durante una carica della polizia dopo la partita dei locali con gli azzurri del Brescia, non ci sta a farsi da parte. Non vuole mettersi in un angolo e piangersi addosso per quello che poteva essere e non è stato, non vuole rimuginare sulle occasioni che ha perduto, sul tempo, la vitalità, la gioia e l’allegria che gli sono state rubate dentro a quella maledetta stazione, e appena ha occasione fa sentire la sua voce. Non lo frena nemmeno l’ecolalia che lo perseguita da quando ha lasciato l’ospedale di Negrar nel Veronese, non gli impedisce di raccontare i suoi due mesi di buio totale e la lenta, difficile e dolorosa ripresa nemmeno l’afasia, che spesso gli impedisce di trovare le parole giuste. Non ha paura di nulla perchè sa che la sua sofferenza deve trovare giustizia, perchè ha pagato sulla sua pelle «il comportamento scorretto di chi non ha onorato la divisa che indossa».
E ieri mattina, trascinando visibilmente la gamba destra e aggrappandosi con meticolosità allo scorrimano, ha salito lentamente le scale che portano in prefettura. In programma un incontro importante: Paolo Scaroni era atteso dal prefetto Narcisa Livia Brassesco Pace. Scaroni non era solo all’incontro. Con lui gli amici di tifoseria, i ragazzi della Curva Nord Brescia 1911. Gli ultras della Nord sono stati vicini a Paolo ogni istante. E gli sono vicini nella battaglia legale che finora non ha portato alcun risultato, ma solo tanta amarezza.
«CI SONO LE PROVE che sono stato picchiato dalla polizia - spiega Paolo Scaroni -, da sette poliziotti che hanno fatto di tutto per uccidermi. Quando sono stato ricoverato a Verona non avevo nemmeno un livido sul corpo, ma mi hanno colpito solo alla testa. Volevano farmi male, ma io sono sopravvissuto». Paolo ringrazia ogni giorno per essere ancora vivo, ma la sua lucidità l’ha portato decine e decine di volte anche a sperare di morire. Il desiderio di farla finita si è insinuato spesso nella sua testa, massacrata in stazione, segnata da profonde cicatrici, rese invisibili dai capelli castano-rossiccio. Le cicatrici non si vedono più, ma per Paolo sono presenti in ogni istante, quando anche i movimenti più semplici diventano difficoltosi, quando il peso del forcone nella stalla gli impedisce di continuare il lavoro, quando la testa rimbomba a tal punto che anche seguire un film è un’impresa.
Paolo Scaroni non è più quello di prima. Non può riavere la sua vita, deve fare i conti con quello che è diventato, ma qualcuno deve pagare per tutta la sua sofferenza.
E i responsabili secondo Paolo Scaroni, il suo avvocato Sandro Mainardi e tutti gli amici della Curva Nord, hanno un volto, un nome e un cognome, sono sette poliziotti che dovrebbero finire davanti a un giudice. Ma la procura di Verona l’altro giorno, dopo l’iscrizione d’autorità dei sette nel registro degli indagati, ha nuovamente chiesto l’archiviazione. La prima richiesta di archiviazione è stata respinta, così come il ricorso in Cassazione.
Questo ha raccontato ieri Paolo al prefetto di Brescia. Ha chiesto di aver giustizia perchè «prima ancora di essere un tifoso è un cittadino bresciano». Il prefetto ha promesso il suo interesse. È un primo passo per Paolo. Finora le sue richieste sono rimaste senza risposta: ha scritto al ministro Maroni, ha scritto al Papa. «Spero che qualcuno mi aiuti perchè mi è stata rubata la vita e nessuno ha ancora pagato»
Fonte: Sport People

ALEPH ha detto...

Sti uomini non sopportano neanche un misero mal di gola! Che vergogna!
Per il resto , non siamo proprio così testa di capra per non darti ragione, siamo in un paese di merda, ma abitato da gente di merda a quanto pare.Non sono in un periodo diplomatico, anzi .
PS. alla tua dolce testa di capra : non esagerare con le coccole che questo non si rialza più senno.

PSS. non cliccero MAI sulle pubblicità, è già tanto che non ti abbia detto niente in proposito!
Baci e abbracci :-))

luce ha detto...

Ammazza, e meno male che non sei stato bene!
Quando si passa da questa parte la mia testolina di capra si fa un male cane, e dire che ce l'ho dura!
Che dire...la criminilità si chiama organizzata perchè E' organizzata; i figli dei delinquenti si sono laureati, sanno parlare, hanno i soldi e per amministrare i beni di famiglia qualcuno diventa politico, qualcun'altro corrompe i politici, quancuno più monello "elimina" gli scomodi o li sputtana, qualcuno forse è avvocato e giudice.. Tutto qua.
Io confido però nel fatto che allo schifo c'è sempre un limit ee sto a gurdare lo spettacolo, muovendomi anche io,parlando, parlando parlando, qualcuno ascolterà.
Tu sei un uomo coraggioso, e lo saresti anche se malatissimo, certe qualità non si sfiancano con le medicine ( lode a Tiziano ovviamente che hai citato, nonchè ad Ornella)
Un abbraccio cordialissimo.
Ps: e vabbè, capitalista con testa e cuore, qualche clikkino si può fare per te, ma dovrai scontare in un modo nell'altro questo compromesso storico! Lol

cometa ha detto...

Era evidente che l'arresto e l'arrivo in questura era tutta una messa in scena. Non si era mai vista in tv una roba simile.
Vorrei proprio sapere chi ci ha creduto...
Un abbraccio, erri

Blogger ha detto...

Spero tu ti rimetta, io sono stato male all'estero, solo ( ma con i soldi per pagarmi un medico) e non é stato piacevole, confermo, non voglio pensare a cosa sarebbe stato se non avessi avuto il denaro...
Per quanto riguarda il capitalismo, attento che Google controlla, leva il messaggio che si incazzano che lo chiedi così espressamente. Ciao, rimettiti. Blogger

Alessandro Tauro ha detto...

Felicissimo di rivederti già bello operativo! :)

E' curioso perché nel tuo post hai trattato con chiarezza due casi espliciti di "eventi ad orologeria".
Lungi da me denigrare il lavoro di agenti DIA e Procuratori della Repubblica sull'arresto di due boss di Cosa Nostra, ma mi sento invece di fare un sincero apprezzamento alla rapidità di spostamento dimostrata dai cittadini palermitani nel collocarsi in massa nella zona del blitz a mo' di gruppo ultras.
Devo rivedere bene le immagini per capire se c'erano anche trombette da stadio e le sciarpe con su scritto "Forza Palermo"!
Di sicuro, se c'era, avranno dovuto accantonare il celebre striscione su Berlusconi e il 41 bis.

E, sempre in tema di straordinaria coincidenza, l'ennesimo caso di "suicidio ad orologeria". L'ennesima terribile morte in un carcere italiano. E ancora una volta muore qualcuno che sapeva e che stava parlando.
Succede agli incensurati, figuriamoci ai pentiti...

chit ha detto...

Ormai credo si possa affermare con ragionevole certezza, finora abbiamo sbagliato tutto: è lo stato che cerca d'insinuarsi all'interno della Mafia, peraltro senza riuscirci.
Si perchè, mi sembra ormai chiaro che sia quest'ultima e non la politica a "comandare" no?!?

In bocca al lupo per la tua influenza Inca ;-)