martedì 1 dicembre 2009

Non chiederci la parola




Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo ad un polveroso prato.

Ah, l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri e a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


E. Montale, Ossi di seppia

6 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Io ho sempre pensato che vorrei provare a dire cosa sono e cosa voglio.

Detto questo, poesia famosa ma sempre stupenda da rileggere.

Un abbraccio
Daniele

upupa ha detto...

Ottima scelta caro incarcerato!!!!!!!!!!!

Aly ha detto...

la trovo una poesia molto bella, ma della quale non riesco a darti un parere.. mi risulta difficile.. mi spiace ;)

Tua madre Ornella ha detto...

Bella Inka!

Un bacio
Ornella

Uhurunausalama ha detto...

Oggi come oggi già il sapere che cosa non vogliamo essere mi sembra un buon traguardo...
un abbraccio e scusa per la latitanza.

Gatta bastarda ha detto...

Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

quante volte ho citato questa frase. uno dei miei poeti preferiti in assoluto