lunedì 2 novembre 2009

Stefano Cucchi: riportiamo l'attenzione al problema carcerario!

Più passa il tempo dalla tragica morte di Stefano Cucchi, più comincio a notare che c'è qualcosa che non va, e mi irrita non poco.

Comincia a profilarsi una sorta di manipolazione dell'informazione, e qui care teste di capra Berlusconi non c'entra nulla. Girando tra vari blog, leggendo commenti vari, ascoltando interviste fatte ai ragazzi o gli interventi dei politici, vedo che si cerca di paragonare la morte di Stefano con quella di Federico Aldovrandi e Gabriele Sandri.


Comincio a disgustarmi di tutto ciò, perchè in questa maniera si contribuisce a distoglierci dall'imputato numero uno: il sistema carcerario!


Io non posso accettare questo andamento distruttivo e profondamente ingiusto nei confronti dei familiari che da anni si stanno battendo per dare giustizia ai figli morti nelle carceri. Basta leggere un po' di dati e alcuni miei vecchi post, e scoprirete che c'è un emergenza sociale in corso.

Non cadiamo anche noi in questo tranello. Dobbiamo farlo per rispetto dei numerosi ragazzi morti nel carcere. E che nessuno ricorda o vuole ricordare.

Allora,a differenza di molti, io grido con rabbia e sete di verità:

Giustizia per
Marcello Lonzi, ALdo Bianzino, Niki Aprile Gatti, Manuel Eliantonio e Stefano Cucchi !

Purtroppo gli altri nomi, e tanti sono extracomunitari , non posso nominarli perchè nessuno li ha reclamati. Ci sono casi di morti che rimangono classificate per sempre con questa dicitura: "Morte non accertata". Nemmeno gli animali subiscono questo "trattamento".

Allora pubblico il commento di Debora, una donna che ha vissuto il carcere e ha sofferto pene dell'inferno come spesso accade. Perfino violenze sessuali.
E' stata a San Vittore, e il mio pensiero inevitabilmente va al grande Sante Notarnicola che aveva contribuito con grande forza e detrminazione nel cambiare le condizioni inumane dei detenuti.
Ma all'epoca c'era Lotta Continua che appoggiava queste battaglie, ora i detenuti vengono lasciati soli.


Caro Incarcerato, molto bello quel "libera"...
La mia esperienza in carcere è stata tremenda eppure oggi seppur finita non mi riesco a sentire più "libera" di quando ero rinchiusa...
A S.Vittore ero reclusa e privata di quella che chiamano libertà, non potevo farmi una passeggiata sotto il sole, non potevo noleggiare un film, non potevo uscire con gli amici ma avevo trovato una cosa che difficilmente riuscirò a trovare al di fuori di quelle mura almeno per quello che è stata la mia esperienza... L'UGUAGLIANZA degli esseri umani... Tutti i detenuti sono uguali tra loro, con come è giusto che sia, vista la sezione in cui mi trovavo con delle eccezioni più morali che di fatto...
Quello che più mi è pesato è stata la mancanza di dignità e di rispetto da parte degli agenti e dei medici (dal medico del piano alla psicologa..)buoni solo a prescrivere psicoterapia(En, lexotan, minias, summontil, valium, rivotril etc. E spesso ben miscelati tra loro per rendere i detenuti zombie modellabili).. e lo schifo delle celle contro cui ho però, nel mio piccolo, vittoriosamente vinto..Seppur mettendo a rischio la buona condotta.. Sei letti a castello in 10mq...Mura, mobiletti e tavoli vecchi di decenni invasi da scarafaggi... Finestre prive di vetri o che rimanevano aperte di due dita..
Dico vittoriosamente perchè grazie alla mia caparbietà e alla disponibilità (per sfinimento) direttrice e vicedirettore sono riuscita almeno nelle celle in cui ho vissuto a cambiarne l'aspetto e a migliorarne la sanità.. Con nuovi mobili, uso dell'insetticida e pittura... Mentre per i sei letti ho dovuto protestare lottare e fare un po' di casino.. Ciò mi è valso due rapporti e l'accordo finale di un massimo 4 letti(persone)..
Poi allo stesso modo vorrei però dire che all'interno del carcere ci sono volontari definiti esterni(professori, insegnanti vari, assistenti..) di umanità straordinaria che sono stati coloro che grazie al loro "lavoro"(missione) mi hanno aiutato a superare quegli 11 mesi e fatto scoprire l'umanità della popolazione carceraria...

Per il mio fare qualcosa per cambiare uno stato di fatto che prosegue da decenni è realmente difficile.. Posso solo far sentire la mia voce e raccontare le mie esperienze.. Cosa che faccio ininterrottamente da 4 anni a questa parte.. Però senza rabbia, con molta calma e tanto sdegno...



Per finire, vi invito ad andare a rileggere questo mio articolo sulle morti sospette nel carcere di Sollicciano. Ricominciamo da lì!


18 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Inka,
la lettera di questa ex-detenuta è struggente!!

E' a lei che vorrei rivolgermi:

Brava, sei stata davvero in gamba, hai vinto!!
Però sai, sei stata anche fortunata, come noi abbiamo avuto modo di constatare con le nostre ricerche, sono sempre i ragazzi (maschi) e quasi sempre giovani, i ragazzi sui quali c'è accanimento, forse perchè magari forti della loro giovane età, rispondono alle provocazioni??? O .... non lo sò che cosa succede lì dentro di tanto aberrante....
Ma tu sei stata in gamba e fai in modo di non tornarci piu'!!!
Ti faccio i miei migliori Auguri, perchè tu possa nella tua vita dimenticare (per quanto possibile..) e ti prego aiutaci, anche solo con le tue testimonianze a combattere!!!
Con Amore
Ornella

Grazie Inka delle testimonianze che ci dai!!
Ti abbraccio
Ornella

Chiara Milanesi ha detto...

la dicitura con cui vengono archiviati i casi di morte dei migranti (odio la parola extracomunitario) è un capolavoro di ambiguità: "morte non accertata".
Come se costoro non avessero nemmeno il diritto di avere uno status: quello di morto o quello di vivo.
Fluttuano in un limbo, sospesi tra la vita e la morte (non accertata) in un "non stato" che si apparenta a quello che avevano da vivi: non cittadini, non esseri umani, non vivi..non morti...

Alessandro Tauro ha detto...

Visto l'argomento che lanci, carissimo incarcerato, approfitto per fare una precisazione del tutto personale.

Nel mio post sulla vicenda di Stefano Cucchi ho parlato di entrambi gli aspetti: il sistema, la sua gestione ed il coordinamento e al tempo stesso ho usato il termine "mele marce".
Ho paragonato il caso Cucchi al caso Sandri e Aldrovandi, così come nella stessa frase l'ho paragonato al caso di Niki e dei tanti altri Niki senza nome.

Questo perché credo che nella vicenda di Stefano entrino entrambe le problematiche: quella del sistema carcerario, che sta mietendo vittime più di quante ne faccia un attentato terroristico, e quella di chi viene demandato a gestire questo sistema.
Credo che le colpe, le responsabilità (ognuno scelga il sostantivo più appropriato) vadano ricercate nel sistema così come nei nomi e cognomi di chi viene chiamato alla sua gestione.

Chiamando in causa la sola responsabilità dei singoli "le mele marce" si lascia sopravvivere un sistema che dimostra l'inciviltà del nostro paese (ma non solo). Attribuendo il tutto al solo sistema (per quanto causa preponderante) si rischia di perdere di vista i nomi e cognomi dei responsabili.+

Non a caso nella risposta all'ispettore dei CC che ha commentato il mio articolo, ho desiderato mettere in luce la responsabilità della gestione del tutto e non la mera colpa generalistica (in questo caso una critica molto superficiale) del "corpo di polizia".

aleph ha detto...

Penso anche io che si debba e si possa porre l'attenzione su entrambe le cose, senza doverle per forza separare in discussioni o problematiche diverse. Sono due facce della stessa medaglia.

Uhurunausalama ha detto...

Sembra che le uniche notizie che quotidiani e tg non riescano a sporcare siano quelle di stampo gossipparo.
Bene fai a ricordare i tanti senza nome che hanno subito le stesse torture:il mio pensiero non può far altro che andare alle famiglie di chi è stato ucciso ingiustamente!Il problema è come fai notare tu il sistema carcerario ma a nessuno sembra importare!

upupa ha detto...

Caro incarcerato...è necessario insistere nel dar luogo ad una campagna di sensibilizzazione a un problema così grande e che costa la vita a tanti ragazzi e non...

erika ha detto...

:(
A me sta storia di Stefano ha scioccato.
Non che non sapessi certe cose sul sistema carcerario, ma non credevo arrivassero fino a questo punto, addirittura al gesto meschino di manovrare medici, figure esterne..
Che schifo.

Sono veramente schifata.

l'incarcerato ha detto...

Erika, se vai a legegre la storia di niki, ti metetrai le mani nei capelli. E scoprirai con quali metodi "raffinati" insabbiano e manipolano tutto e tutti!

ALEPH, però devi avere l'onestà intellettuale di ammettere che degli omicidi nelle carceri non se ne parla mai. Perchè?

Tua madre Ornella ha detto...

Sai Inka,
riflettevo sul tuo post, sui "Purtroppo gli altri nomi, e tanti sono extracomunitari , non posso nominarli perchè nessuno li ha reclamati" e pensavo, ma tu immagini queste famiglie con difficoltà di lingua e tutte le altre difficoltà (che incontriamo anche noi italiani)????
Io penso che qualsiasi, qualsiasi cuore di mamma, reclami il proprio figlio!!!
E poi Inka c'è il problema lingua e poi c'è il problema economico, certo le famiglie di questi detenuti (fatta qualche eccezione) secondo te in quale strato culturale-economico vivono?? E a questa povera gente chi glieli da i soldi (tanti) per pagare avvocati e quant'altro???(le banche???????)
Maria Ciuffi, Maria Eliantonio ed altri hanno messo il c/c per farsi aiutare.....
Prima di parlare riflettiamo bene(non è rivolto a te) e poi (ma tu sai quante persone entrano da me con il nome di Ihssane Fakhreddine??) Che ne possiamo sapere (tanto sono blindati) se stanno facendo qualcosa anche per questo ragazzo??? (o per altri?)
Non dimenticare che a tutt'oggi negli elenchi Niki risulta come suicidio nonostante sono 17 mesi che è aperto un procedimento presso il tribunale di Firenze per verificare le cause della morte e una Rogatoria Internazionale,(ma x chi va a vedere e non conoce, pensa sia tale) quanti altri casi ci saranno che noi leggiamo "suicidio" e non lo sono???

Ti abbraccio
Ornella

chit ha detto...

Avanti di questo passo si risolverà il problema del sovraffollamento delle carceri ma sarà sempre più difficile trovare "giustificazioni" o "ricostruzioni degli eventi" anche solo minimamente credibili.
Paragonare e confrontare in questi casi a mio avviso serve a poco, quello che possiamo fare è
a) contare e citare questi nomi
b) NON DIMENTICARLI finchè giustizia non sarà fatta.

E se veramente saremo capaci di continuare a farlo e di continuare a chiedere, prima o poi, qualcuno una risposta ce la dovrà dare!

l'incarcerato ha detto...

Hai ragione nel ribadire caro Chit che fare certi paragoni serve a ben poco. Sul problema sovraffollamento non penso che si risolverà costruendo nuove cari. Anche perchè se non si cerca la soluzione nelle pene alternative, le nuove carceri si riemiranno di nuovo. E a causa della spietata legge sul reato di clandestinità la vedo molto dura. E anche pericolosa perchè non oso immaginare cosa possano fare agli starnieri.

Anche alla luce di quello che dice Ornella, sarà arduo per i genitori degli immigrati lottare per la giustizia. E allora se ne approfitteranno ancor di più.

Ma la verità è un'altra, la costruzione di nuove carceri sarà una speculazione edilizia, soprattutto con l'arrivo dei privati.

davide ha detto...

il carcere è un sistema di eliminazione umana .Fisicamente e non solo.
Dovrebbe essere strumento di rieducazione,riprogrammazione dell'individuo.

Invece è un mattatoio classista.

Tua madre Ornella ha detto...

Inka ...
penso che chit non stava parlando della risoluzione..... con nuove carceri..... ma con le morti....

Un bacio
Ornella

NicKappa25 ha detto...

Un primo minuscolo passo non potrebbe essere la raccolta in un libro di tutte le ultime agghiaccianti storie di morti nelle carceri?!...Una piccola ricostruzione sulla base delle stesse inchieste che fai tu, caro amico Incarcerato.

Un libro, per le sue qualità, potrebbe avere una presa maggiore sulla coscienza delle persone rispetto sia ad internet, che ha per forza di cose una portata limitata, ad anche rispetto alla tv, troppo manipolata per poter pensarla realmente utile alla causa.
Magari si potrebbe pensare di usare gli eventuali ricavi di un simile prodotto per aiutare le famiglie a sostenere le loro spese legali.

Mi sono permesso di buttare quest'idea cercando di pensare a qualcosa di utile, magari ci ha già pensato qualcun'altro e non lo sapevo...comunque spero almeno che l'approfondimento e la riflessione su queste tragedie siano sempre più ampi.

Saluti, NicK.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Giusto! Questa é un'altra morte da addossare al vergongoso sistema carcerario.

Davvero da pelle d'oca la testimonianza di Debora.

r

Cappellaio ha detto...

complimenti per il blog! sono d'accordissimo sul problema sociale delle carceri, a cui ci aggiungerei quello di una legge come la 41bis, che non c'entra nulla in tale caso, ma che porta spesso i carcerati all'autoeliminazione prima psichica e poi fisica. tutto ciò è aberrante.
saluto
mattia

Matteo ha detto...

Speriamo che questo squarcio di luce che ultimamente si è aperto sulla condizione delle carceri serva a qualcosa, se non altro per mantenere l'attenzione sulla questione carceraria.
Io credo che quello che sia importante capire è che il caso di Stefano Cucchi non è un evento isolato, come lui vengono trattati tanti altri. C'è una sistematica violazione dei più elementari diritti umani. I detenuti vengono spesso e ripetutamente fatti oggetto di violenze, maltrattamenti, subiscono pessime condizioni igieniche, oltre al dover sopportare la mancanza di libertà che già di per sé è difficile da sopportare.
Speriamo che quegli sciagurati che parlavano delle "carceri d'oro", e che ogni tanto ancora adesso si trovano in giro, come se i detenuti fossero in villeggiatura, si rendano conto dell'ingiustizia che col loro cinismo idiota contribuiscono ad alimentare.

l'incarcerato ha detto...

Caro NicKappa, il tuo suggerimento è da prendere in seria considerazione, ti dirò di più. Prima o poi si dovrà scrivere qualcosa per raccontare la storia di Niki, e anche li si affronterà il sistema carcerario. Ma non solo quello.