giovedì 22 ottobre 2009

L'origine "antica" della trattativa Stato-Mafia.

"Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato."

George Orwell

In questi giorni, come tutti voi saprete, ex ministri, faccendieri, figli di mafiosi, ex massoni stanno "ricordando" cosa accadde 19 anni fa e pian piano oramai va profilarsi quello che il fratello di Paolo Borsellino andava gridando da anni: il giudice è stato ucciso perchè non era assolutamente d'accordo che lo Stato scendesse in trattativa con la mafia.

Ma care teste di capra, l'importanza della Storia è importante e non potremo mai capire perchè il nostro Stato risulta deviato senza che noi andassimo ad analizzare il passato più remoto.

Quello che brevemente vi racconterò è spiegare che l'Italia si serviva della criminalità organizzata sin dal dopoguerra.
E dobbiamo ringraziare gli Stati Uniti per questo bel regalo, visto che l'Italia risulta uno Stato a "sovranità limitata".

Tutto il periodo buio e cupo composto da trame massoniche, criminalità organizzata e stragi di Stato sono sempre state manovrate dal potere Americano. Appena nata la Repubblica Italiana, senza nemmeno perdere tempo, furono inseriti ex fascisti nei centri vitali della giovane Repubblica. E l'inserimento fu studiato dalla DC insieme ai supervisori dell'amministrazione americana.

Il recupero dei vecchi esponenti dei regimi fascisti era uno degli obiettivi della strategia americana e uno degli artefici fu un certo James Angleton. Egli, subito dopo la liberazione di Roma, è stato nominato capo delle operazioni speciali del controspionaggio americano in Italia (OSS). Angleton ad esempio reclutò "un certo" Licio Gelli e fu lui stesso a far da ponte tra i servizi americani e quelli italiani che in pratica, per molti anni, era la stessa cosa.

Gli USA ad esempio, tra i numerosi piani che avevano, c'era il "piano x". Consisteva nel devolvere dieci milioni di dollari in armamenti per la campagna elettorale del 1948 a favore dei partiti di centro-destra, ma destinati in ultima analisi ai movimenti terroristi reazionari.

In poche parole hanno cacciato via i fascisti, e hanno fatto rientrare dalla finestra quelli che erano già nella polizia segreta e centri di spionaggio per reinserirli negli apparati delicati del nostro Stato.

La nostra Repubblica è nata già malata!

E allora ritorniamo di nuovo nella prima fase della liberazione da parte egli Americani e precisamente il famoso 9 luglio del 1943. Fu il giorno in cui sbarcarono in Sicilia e man mano che "liberavano" l'isola, mettevano come sindaci delle città i boss mafiosi. Misero come sindaco di Villalaba perfino il maggior esponente di Cosa Nostra: don Calogero Vizzini.

In parole povere la mafia viene di fatto arruolata dai servizi strategici e militari USA, e diventa uno strumento essenziale dell'intervento americano in Italia.

Tanto è vero che c'era un giovane avvocato del posto che apprezzò e sostenne lo spregiudicato utilizzo della mafia dicendo appunto che il fine, giustificava i mezzi.

Quel giovane ragazzo era "un certo" Michele Sindona.

La Sicilia divenne un ottimo trampolino di lancio per inserire elementi deviati nelle istituzioni e per questo la mafia si inserì fin dall'inizio nella vita politica del paese.

D'altronde non dobbiamo mai dimenticare che la prima strage di Stato avvenuta nel Primo Maggio del 1947 è stata eseguita a Portella della Ginestra, in Sicilia. E il bandito Giuliano, mafiosi e neofascisti ne erano stati il braccio armato. Ma la mente era del tutto americana.

Ha un nome la persona americana che faceva da collegamento con tutto questo ed era un certo Frank Gigliotti.

Esponente della Massoneria Californiana, attivo nell'ala fascista della colonia degli italo-americani che costituiranno la "rete americana" in Italia, è lui che era collegato al "cerchio della mafia"ed era entrato nei servizi strategici americani durante lo sbarco alleato in Sicilia.

Gigliotti conosceva bene la "trafila" costruita dagli agenti dell'OSS Max Corvo e Vincent Scaporino. I primi a soccorrere nel carcere di Favignana per liberare i mafiosi che vi erano detenuti.

E fu lui, insieme al governatore americano Charles Poletti, a nominare i capomafia sindaci, consulenti o interpreti del governo alleato.

Care teste di capra, avrei da dire tante altre malefatte e strutture create ad arte dagli Americani. Ma basta questo per favi capire che inizialmente servivano per fermare la "minaccia comunista"e pian piano si sono sempre di più radicati inventando altri "pericoli".

Ma il fatto insindacabile è questo: ci hanno lasciato un' eredità spaventosa e pericolosa, pian piano si sono trasformati fino ad arrivare ai giorni nostri in una forma ben radicata nel nostro Stato.

Per capire il presente è importante studiare il passato e vi accorgerete che la struttura e il "modus operandi" è sempre dannatamente la stessa.

E certamente non servirà nessuna tangentopoli(perchè avete visto il vero risultato), ma un azzeramento completo del nostro Stato e rifare tutto daccapo.





13 commenti:

Guernica ha detto...

"E certamente non servirà nessuna tangentopoli(perchè avete visto il vero risultato), ma un azzeramento completo del nostro Stato e rifare tutto daccapo".
E' la mia conclusione da parecchio tempo oramai!

Capire il presente è stata, da sempre, la leva che mi ha fatto amare la Storia.Oltre ad una amore innato per Essa.
Si ripete sempre.E' come se fosse composta da cicli inevitabili nel loro incedere caro Incarcerato!
Faccio quello che posso e do il contributo di cui sono in grado...ma sai cosa penso a volte?
Che va così ed è così che (purtroppo) "deve" andare.Il libero arbitrio ci conduce ai risultati negativi di cui parliamo e che combattiamo.Finchè si arriverà nuovamente ad un punto di rottura, per poi ricominciare da capo.
Hai mai pensato che probabilmente è qui sulla terra l'inferno e non altrove?

Alessandro Tauro ha detto...

Condivido tutto, dall'impianto alla conclusione (soprattutto!).
Quando si parla di trattativa tra Stato e Mafia difatti diventa limitativo immaginare questo presunto accordo limitato allo scambio di missive o incontri segreti tra parlamentari (forse), colonnelli del ROS, politici locali legati alla mafia e mafiosi in carne ed ossa.
Questo è uno dei tanti aspetti che comprova la trattativa, che come ben ricordi tu, affonda le radici in tempi ben più lontani e possiede legami molto più profondi di quelli che si rilevano da pezzi di carta manoscritti.

La trattativa tra Stato e Mafia è storica, chiara e ben determinata. Gli usi reciproci lo sono altrettanto.

aleph ha detto...

Non è che ci abbiano lasciato in eredità, c'era già ma l'hanno consolidata dandole anzi una legittamazione occulta ben precisa. Non per niente parecchi mafiosi si sono trapaiantati in pianta stabile negli USA con il loro beneplacito. Anche questa trattativa : non sconvolge nessuno come vedi perchè tutti già lo sanno da sempre. Del resto ciò spiega il perchè nessuno la combatte sul serio.
Gli Usa usano questa tattica ovunque vadano, anche in Iraq e in Afganistan : da un lato li armano, dall'altro fanno finta di combatterli. Storie vecchie, sempre attuali.

Tua madre Ornella ha detto...

Caro Inka

ma pensi che qualcuno ha creduto alla trattativa del "92??
e Moro??
e Andreotti??
Vediamo dove ci porta questa fase storica.....
e cmq tutto quello che ora con grandi "rivelazioni" e scoop stanno dicendo è tutto scritto sul libro di Deaglio "PATRIA" uscito a Settembre e tutto nero su bianco...

X GUERNICA
Hai proprio ragione ...è qui l'Inferno!!

Un bacio
Ornella

l'incarcerato ha detto...

Si infatti cara Aleph, hai detto bene:"Del resto ciò spiega il perchè nessuno la combatte sul serio."

E ciò mi fa davvero incazzare!

chit ha detto...

Ed a sentirli hanno anche inasprito la lotta alla criminalità, loro che devono proprio alla criminalità i posti che hanno adesso. Che schifo!

sirio ha detto...

Caro Inka, siamo stati da subito il dopoguerra satelliti degli USA e continuiamo ad esserlo...purtroppo!!
Ha ragione Guernica, la storia si ripete e i paradisi qui sono solo quelli...fiscali!!!

Grazie per gli auguri, li ho graditi moltissimo.

luce ha detto...

E te pareva...colonia eravamo e colonia saremo, questa è la verità altro che "Abbiamo fatto l'Italia, adesso facciamo gli italiani"
Mi sache noi amor di Patria ne abbiamo avuta sempre poca e hai ragione tu, caro Inka, uno si incazza da morire, poi non ti dico io che sono meridionale...
Non conoscevo questi risvolti storici che mi fanno la giornata pessimistica e disperata, seppur qualche cosa studiando mi era venuta sotto il naso, ma speravo non fosse così vera.
però...c'è un però:forse la rete è una medicina, forse tramite te e quelli come te che divulgano queste cose si possono cambiare le cose, è la conoscenza la base della libertà come diceva Di Vittorio,un popolo ingnorante è facilmente dominabile,quindi grazie di quello che hai scritto, adesso qualcosina ai miei figli la posso raccontare e me laposso raccontare, rincuorandomi un pò.
Un abbraccio affettuosissimo.

articolo21 ha detto...

In questi giorni stanno uscendo notizie in contrasto tra loro. E' difficile analizzare la questione. Chi non è dentro alle cose, può farsene solo un'idea. A mio parere in questa vicenda la verità è molto più grave di quello che pensiamo ordinariamente.

l'incarcerato ha detto...

Hai ragione Articolo 21, io appositamente non mi pronuncio più di tanto sulla situazione attuale proprio perchè c'è qualcosa che non mi quadra. Perchè proprio ora? E perchè questi falsi scoop visto che sono cose già dette e ridette?

Uhurunausalama ha detto...

Quando leggo i tuoi post mi sento così ignoranteee :(
forza,continua così,sempre!!!

angustifolia ha detto...

Non c'è memoria storica, nonostante tutti i tentativi come il tuo, inca: è più comodo non volere rendersi conto;
"La politica mafiosa, la politica nera, la politica sotterranea che i cittadini subiscono e il più delle volte non sanno", di questo parla la storia raccontata da Stajano sui fatti che si svolsero a Milano, nella Roma dei politici, nella Svizzera delle banche, a New York, con sullo sfondo l'ombra di Sindona e quelli che l'hanno aiutato (Andreotti, la P2, il Vaticano, i servizi segreti, la mafia, il terrorismo degli anni '70, la Banca d'Italia): protagonista l'"eroe borghese" Giorgio Ambrosoli, avvocato incaricato dal governo di liquidare la banca di Sindona, e assassinato nel '79 da un killer giunto dagli Stati Uniti su ordine del finanziere.
Se siamo arrivati ad un punto di non ritorno, una volta appresa la verità, dobbiamo decidere da che parte stare!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Bravo inca, come al solito a parlare di storia.
Bisogna partire da qui, per capire il nostro presente.
Grazie per questo post.