giovedì 1 ottobre 2009

I desaparecidos in Italia.

Visto la bella dissertazione avvenuta tra voi adorabili teste di capra nel post precedente, allora vi ripropongo un mio vecchio articolo ove purtroppo devo rimarcare la crudeltà di questi "bravi" e "integerrimi" cittadini italiani nei confronti di chi è disperato.
E nel frattempo, non so voi, ma ovunque mi giro sento uscire dalla bocca dei nostri concittadini solo frasi razziste e piene di odio nei confronti di chi viene qui per lavorare duramente. Che fare?


C’è un fenomeno del tutto italiano che mi fa rabbrividire, mie adorabili teste di capra, ogni giorno qui in Italia vengono madri provenienti da altre nazioni che ricercano i propri figli scomparsi nel nulla, mogli che non hanno più notizia dei loro mariti, figli che di punto in bianco diventano orfani del proprio padre e non sanno il perchè. Scomparse degne da trasmissione "Chi l’ha visto".

Sono morti nere, quelle degli immigrati, sono invisibili perchè quando muoiono a causa degli incidenti sul lavoro, i loro corpi vengono occultati dagli imprenditori. I loro corpi vengono fatti sparire perchè non si vuol avere problemi con la giustizia essendo lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno. Immigrati che qui in Italia diventano "desaparecidos".

Allora vi racconto una storiella tragicamente vera.

Qualche tempo fa, in una cittadina del nord, un immigrato non regolare è stato preso a lavorare in un cantiere per rimuovere un tetto di amianto. Oggi un italiano conosce benissimo il pericolo dell’eternit, sa benissimo che rilascia sostanze altamente cancerogene. L’immigrato non lo sapeva e ci lavorava senza protezioni e la sicurezza, ovviamente, non era a norma. Era caduto dal tetto. Il corpo morente era stato portato via di nascosto dall’imprenditore e abbandonato sul ciglio di una strada.

Questo criminale di un imprenditore ha avuto la "sfortuna" che l’immigrato non era morto, fu ritrovato da alcuni passanti e portato all’ospedale. L’immigrato ha avuto una dignità commovente, ha rifiutato il denaro dall’imprenditore e ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Ma questa non è una storia a lieto fine, ragazzi miei. Il processo ora rischia la prescrizione a causa della mancanza di testimoni. C’erano alcuni italiani che avevano visto tutto ma non vogliono testimoniare, dicono che hanno paura.
Un poco l’indifferenza, un poco la vigliaccheria della gente e questo povero immigrato tra un po’ perderà anche la pensione dell’Inail.

Rischiava di diventare un altro ennesimo desaparecidos, ma ora rischia la povertà più tremenda perchè non potrà più lavorare essendo invalido.

Un invalido non riconosciuto. Un invisibile.


17 commenti:

Tua madre Ornella ha detto...

Che dirti Inka??
Vorrei essere un cane, un gatto..
non saper leggere, non capire le parole degli umani, non rendermi conto di tutto questo...
Ti giuro non "vorrei essere"....
ecco le mie sensazioni...
Combattere CHI? COSA??
Ci rendiamo conto che non si tratta solo di Stato, ma anche del nostro vicino di casa...tutti e tutto ormai da rifare, da rivedere , da ri-sentire...

L'Unica Speranza e' la reincarnazione e una sorta di ruota, un giro per uno...e poi Vorrei vedere questo Titolare sul ciglio della strada mentre muore e riconosce che a rifargli la stessa cosa è stato l'extracomunitario in posizione inversa....

Un bacio
Ornella

Alberto ha detto...

Ecco appunto, un invisibile. E quanti saranno qui in Italia questi invisibili senza diritto di cittadinanza che lavorano? Non è umano tutto ciò, oppure se l'umanità e questa...

kinnie51 ha detto...

Andando in giro per i blog, si inontrano storie amare, storie vere, come questa che hai raccontato e che suscita raccapriccio e sconforto. Non siamo più umani, ognuno a pensare al nostro "particulare".Mi chiedo in che mondo viviamo e che mondo sarà. se ci sarà speranza per coloro che sognano un mondo migliore.

enrica ha detto...

Caro Inka,
non conoscevo questa storia e devo dire che mi ha fatto venire i brividi.
Ciononostante io non penso che sia una questione di razzismo o di razze. E' la solita storia del criminale che si approfitta di un altro più debole, spesso più per ignoranza che per razza di provenienza.
Quando penso ad un criminale penso a qualcuno che prende senza avere alcuna idea che per avere occorrerebbe dare qualcosa in cambio. Se la guardi da questo punto di vista allora vedi che il magnaccia albanese, un immigrato cladestino, è un criminale verso l'Italia e verso le donne spesso sue conterranee, che sfrutta. Il banchiere che prende il 6% di interesse per un prestito e ne da solo il 3% quando riceve il denaro lui stesso, è un criminale, solo che "non sta violando alcuna legge". La badante che ruba al vecchietto è una criminale. Il figlio che assume una badante per il proprio genitore, la sottopaga, la sfrutta e la mantiene in clandestinità è un criminale.
Come puoi vedere, non è una questione di razza si può essere criminali da africani, medio orientali, europei o americani. Si può essere criminali con o senza una laurea. Si può essere criminali indossando o meno un gessato grigio di Armani o un camice bianco.
Di certo, poi,è vero che vivendo in clandestinità non si può aspirare a vivere una vita dignitosa e perfettamente legale. Quando si è in clandestinità si prende quello che c'è e tutto quello che conta è riuscire a sopravvivere in senso letterale, un tetto sulla testa e del pane nello stomaco.
Ora, ci troviamo in una condizione piuttosto ridicola. Permettiamo a immigrati clandestini di entrare nel paese, senza avere i mezzi per poter dare loro la necessaria assistenza o perfino un lavoro, lo hanno deciso i buonisti, quelli per cui difendere i diritti umani significa scrivere qualche rigo in un blog. Poi ci troviamo con una quantità di clandestini enorme che vagano per le nostre città e per le nostre campagne, alcuni lavorando in modo clandestino, moltissimi finendo per infoltire le schiere di criminali che circolano per le strade. Aumentano le violenze sessuali, aumentano i rischi alla sicurezza al punto che abbiamo paura di passeggiare nei parchi e se tentiamo di dirlo veniamo considerati dei razzisti, sempre da quei buonisti di cui sopra che ho trovato per lo più nelle schiere della sinistra e tra i cattolici ferventi. Se poi qualcuno cerca di fare una legge per alleviare un po' la situazione nei limiti delle possibilità viene aggredito perché non è abbastanza e perché sicuramente avrà una badante illegale che cura sua nonna e vorrà metterla in regola.
Ma, scusate, a nessuno viene in mente di chiedersi perché queste persone scappano dal loro paese? A qualcuno non è venuto in mente che la soluzione vera del problema è l'eliminazione di quell'oppressione che questa gente deve subire o da cui deve scappare? Ma chiaramente questo non si può pensare neanche perché se dovessimo togliere di torno alcuni dittatori ed oppressori dai paesi africani che si sono indubbiamente macchiati di crimini contro l'umanità. dovremmo usare la forza e forse le armi e noi naturalmente siamo tutti pacifisti.
Scusa la sfogo ma, sebbene io sia d'accordo che è necessario proteggere la vita e la dignità ovunque ed hai ragione a batterti in difesa di questi uomini senza terra che girano per il nostro paese come fantasmi, penso anche che cercare di chiedere allo stato italiano di risolvere questa situazione all'interno del paese sia più di quanto possa essere fatto....

l'incarcerato ha detto...

Mi dispiace Enrica ma non è assolutamente giusto quello che dici. Innanzitutto non è vero che non siamo in grado di ospitare gli stranieri, vai negli altri Paesi Europei come in Francia ad esempio e vedrai che sono quasi il doppio riaspetto a noi e non c'è il problema del lavoro. Ci sono altri tipi di problemi.

Poi per favore, i clandestini diventano tali per colpa di questa legge criminale, la Bossi-Fini. E non è assolutamente vero che infoltiscono la schiera di criminali e tu da donna dovresti essere la prima a dire che il 90 per cento della violenza sessuale avviene tra conoscenti, ovvero tra Italiani e nemmeno vengono denunciati per timore, o addirittura per vergogna.

Per quando riguarda il problema del terzo mondo ti sbagli, il dittatore è l'iccidente che attraverso grandi organizzazioni come il fondo monetario, banca mondiale e organizzazione mondiale del commercio impoveriamo quelle terre succhiandogli tutte le ricchezze. Siamo dei predatori e rincaro la dose, visto che sono "buonista", che trovo perfino giusto che vengano qui a riprendersi le loro ricchezze.

I ladri siamo noi.

Enrica, invece qui si tratta proprio di razzismo. Ristabiliamo il giusto termine. SOno coloro che odiano e disprezzano gli stranieri, ma li sfruttano e li ammazzano(perchè di omicidi si tratta)usandoli solo come forza lavoro.

Mi è giunta una notizia, a proposito di razzismo e xenofobia, che a Milano c'è un bus con le sbarre(proprio come il carcere) che raccoglie tutti i clandestini e li spediscono negli ex cpt.

Che vergogna, ricorda tanto quei treni che deportavano gli ebrei, zingari e omosessuali...

enrica ha detto...

Caro Inca, mi dispiace contraddirti riguardo agli altri paesi d'Europa... ho vissuto a Parigi per 7 anni ed ho avuto la sfortuna/fortuna di vedere con i miei occhi quartieri interi di immigrati clandestini dove non entra più neanche la polizia... le rivolte di qualche anno fa erano una chiara dimostrazione di quel'è la situazione degli immigrati clandestini in quel paese.
Ho vissuto tre mesi a Monaco dove ho avuto la possibilità di fare due chiacchiere con un funzionario dell'ambasciata italiana (stiamo parlando del 93) che mi raccontava come fosse difficile difendere gli interessi degli immigrati italiani che venivano maltrattati dai tedeschi. Stiamo parlando di immigrati che vanno in un altro paese e non hanno un lavoro e finiscono per cercare di "arrangiarsi" e creano un ovvia protesta nei cittadini di quel paese.
Per favore, non venirmi a dire che tu questo non l'hai osservato con i tuoi stessi occhi.
Hai ragione quando dici che la violenza sessuale avviene tra le mura familiari ma se ci guardi un pochino più a fondo ti accorgerai che quelle persone che praticano questo tipo di violenza sono persone insane dedite all'alcool, alle droghe o sottoposte a terapie psicotrope che eliminano il senso del limite e della decenza tra i loro effetti collaterali. Se sei mai stato nell'ambulatorio di un medico di famiglia in una qualsiasi città italiana (ed io vivo in una specie di paradiso da questo punto di vista) ti accorgerai di quanti immigrati "depressi" sono in fila per farsi prescrivere sostanze psicotrope. Ho visto le stesse scene in tutta Europa.
Hai ragione nel dire che quegli stessi omini che opprimono il loro stesso paese sono aiutati, protetti e spesso istigati da interessi nascosti occidentali, la Francia in questo è una vera maestra. Un processo ad alcuni importanti uomini politici francesi su alcuni fatti emersi in questo senso si concluderà tra qualche settimana a Parigi. Ma non è che la punta dell'iceberg. E sono d'accordo la situazione va risolta in modo totale e completo.
I criminali sono criminali, qualunque sia la loro razza, il loro credo religioso o la maschera che indossano.
Infine se non credi che gli immigrati clandestini vanno ad infoltire le schiere di criminali in Italia, fatti un giro nelle carceri o parla con qualcuno che in carcere c'è stato in questi ultimi anni e fatti dire quanti immigrati c'erano. E non stiamo parlando di persone in carcere perché clandestini ma di persone in carcere per reati di droga, sfruttamento della prostituzione, prostituzione, violenze, furti ed omicidi.
Io non ho alcun problema con persone di altre razze, ho amici africani che stimo ed ammiro, rifugiati politici o gente scappata dalla propria terra per via delle persecuzioni religiose. Ma sono persone per bene, con una dignità ed una coscienza. Il colore non conta per me, in nessun caso, neanche quando si tratta di osservare l'ovvio di quello che succede in Italia.

Guernica ha detto...

Credo che in Italia sia ormai forte il senso di razzismo...quello degli abitanti del nord verso quelli del sud, quello degli italiani verso gli stranieri, per lingua e credo religioso...insomma razzismo in tutti i sensi.
Credo fermamente anche che tutti i problemi che abbiamo dipendono dal fatto di non avere più uno Stato retto, corretto e solido.E questo non riguarda solo l'Italia.E' un problema globale.
Solo dove lo Stato funziona bene, l'economia è favorita così come il benessere di tutti i cittadini.Questo è un assioma.
Fare il bene del cittadino implica ripristinare la legalità.Cosa impossibile allo stato attuale delle cose...Pertanto ne sentiremo molte altre di queste storie purtroppo.

upupa ha detto...

non voglio polemmizzare...il discorso è articolato e facile per chi è razzista...non per me!!!!!!! quello che mi sconvolge di più è che quando c'è un incidente sul lavoro e coinvolge uno straniero l'imprenditore,gentiluomo,subito dichiara che era il primo giorno di lavoro...conosciamo bene le regole date da questo governo sulle ispezioni nei cantieri...leggi che fanno il gioco dei bravi imprenditori...ma il nostro paese sa solo sfruttare questi immigrati che sono poveri di soldi ma ricchi di dignità...quella che non abbiamo noi!!

Matteo ha detto...

E pensare che poi sono proprio questi desaparecidos che finiranno in prigione perché clandestini. Perché se un immigrato che raccoglie pomodori sfruttato per tutto il giorno, costretto a vivere in una tana (in senso letterale non metaforico) denuncia i suoi caporali e i proprietari del terreno va lui in galera, non quelli. Io l'ho sempre detto che i veri criminali stanno fuori dalle carceri, vestono armani guidano un mercedes o un suv, vivono in lussuose ville e magari sono anche omaggiati dalle istituzioni con tanto di onorificenze.

l'incarcerato ha detto...

Guarda Enrica, scusami ma per risponderti dovrei scrivere un poema e, credimi, non ne ho la forza. Ma su due cose sarò incisivo: le rivolte in Francia sono dovute da altri problemi, legati ai ragazzi di seconda e terza generazione che molto presto(e lo spero) avremo qua. Dico spero perchè confido in questi ragazzi nel riscattare i propri genitori e loro, visto i problemi che noi gli causiamo grazie alle nostre leggi razziste.

Le galere sono piene di immigrati?

Non lo sarebbero se usassero pene alternative come dovrebbero farlo anche agli italiani,e parlo della tossicodipendenza. Perchè per la amggior parte dei casi, è quello il motivo per cui sono dentro.

Non ti preoccupare che presto costruiranno nuove galere per metterci dentro tutti quei poveri disgraziati visto che la clandestinità è diventato reato.

Della questione carcere comunque ti rimando agli innumerevoli post che gli ho dedicato e dovrai ricrederti per quello che dici.

Cara Enrica, chi ti scrive è uno che ha vissuto, e ci vive, in mezzo alla strada e posso dirti che gli unici problemi che ho avuto, sono stati con i miei concittadini.

Ti ripeto che le persone che violentano le donne, per i maggiori casi non sono quelle "depresse" come dici tu, ma le classiche persone "per bene" e per la maggior parte avviene tra le mura domestiche. Ma il nemico è sempre ricercato all'esterno.

E anche questo argomento l'ho affrontato dettagliatamente, con dati in mano,in un post dedicato al "problema" sicurezza.

Perdonami ma non c'è una sola parola che io condivida, nemmeno una. Intanto in questo preciso momento ci sono centinai di immigrati che subiscono violenza gratuite negli ex cpt. Dovremmo solo vergognarci e ammettere che siamo un Paese fortemente razzista, e che sfocia nella criminalità.

E per concludere, tu parli di omicidi. Bene, dovresti sapere che gli omicidi e la criminalità comune è diminuita mentre gli omicidi mafiosi sono in continuo aumento, quindi preoccupiamoci di questa vera emergenza.

angustifolia ha detto...

Cara Enrica, le nostre argomentazioni penso saranno inutili, perchè puoi girare tutto il mondo ma purtroppo le cose le vorrai vedere sempre con "i tuoi occhi" (le rivolte in Francia sono iniziate perchè è morto un ragazzo che scappava dalla polizia, e i ghetti non se li costruiscono quelli che ci vivono - i meno abbienti sono sempre stati emarginati, tanto da non permettere loro neanche più di chiedere l'elemosina per una questione di "decoro", se non poi fare ipocrite opere di beneficenza per lavarsi la coscienza).
E' lodevole il tuo tentativo di accomunare tutti sullo stesso piano (sarebbe bello), ma purtroppo non nasciamo tutti "fortunati", ma a tutti dovrebbe essere data l'opportunità di riscattarsi dalla miseria (come ha detto Inca).
Se il nostro Paese fosse in guerra da anni (anzichè essere alleato con un'America che le guerre le fa preventive) e tu vedessi solo morte intorno a te, cosa faresti? spereresti che qualcuno ti venisse a salvare, magari uccidendo anche te come è avvenuto coi civili in Iraq/Afghanistan, o cercheresti di scappare?
Dovresti anche informarti (oltre che sui dati degli ultimi anni dei crimini comuni in calo) sul traffico di armi che la mafia ha esportato in Bosnia - il cui conflitto interno ha costretto i rom del Kosovo ad esiliare, perchè è l'unico popolo che alle guerre non ha mai voluto partecipare; o a quelle esportate in Africa - ti dice niente una giornalista italiana uccisa? Anche se è sparito l'elenco delle banche finanziartici, le vendite dall'Italia, dati di quest'anno sull'anno passato, sono arrivate al 220%!
Forse il tuo giudizio poco altruistico è dovuto al timore, come tanti, di perdere quello che hai, su cui fanno leva i governanti (tutti) per poter mantenere il loro potere!
Per quanto riguarda il traffico di stupefacenti o la prostituzione, non pensi che se non ci fosse la richiesta di questi bravi italiani, non ci sarebbe mercato?
Eppoi la violenza sulle donne: come fai a semplificarne l'origine con stati alterati, data l'assunzione di psicofarmaci fai-da-te causata da situazioni di vita che diventano insostenibili; il più delle volte invece i motivi sono dettati da gelosie e senso del possesso, perchè non viene accettato di essere lasciati: mancano educazione e cultura (dove la donna non è considerata come persona, perchè il messaggio è ancora quello di un oggetto sessuale), e per la maggior parte vengono commessi da chi ha già un'arma in casa (guardia giurata o ex-rappresentante delle forze dell'ordine) comunque regolarmente denunciata!

enrica ha detto...

Caro Inca,
temo che le nostre posizioni siano più vicine di quello che pensi.
E' che a volte un dibattito per iscritto non è altrettanto soddisfacente di uno di persona, specialmente quando tocca così tanti argomenti come in questo caso. Forse un giorno potremo chiacchierare di tutto questo (immigrazione, emergenza africa, violenza sulle donne, carceri) prendendoli uno alla volta magari davanti ad una tazza di caffé. Mi piacerebbe perché sento che quello che scrivi lo scrivi dal cuore.
Solo un piccolo appunto sulle rivolte francesi di cui sono stata testimone in prima persona. E' vero che ha coinvolto anche immigrati che erano lì da generazioni. Te lo scrissi io stessa in un commento ad un altro post. Ma non erano loro la forza che bruciava le auto. Ti ripeto che ci sono quartieri interi di sans papier nella banlieu di Parigi. Li ho visti con i miei occhi, ho parlato con loro proprio durante la rivolta e credimi quell'esperienza mi ha spaventato a morte. Ho tirato in ballo la Francia solo per dirti che negli altri paesi d'Europa la situazione non è migliore di quella dell'Italia. A questo punto mi dispiace anche di avere in qualche modo spostato il fulcro del tuo post che era quello di denunciare il fatto che ci sono immigrati clandestini scomparsi.
Sono profondamente in disaccordo con il fatto che tu imputi questo problema al mondo politico o "all'Italia razzista". L'Italia non è razzista. Le persone che frequento io non sono razziste. Nessuna delle persone che conosco sta sfruttando gli immigrati, anzi nella maggior parte dei casi vedo persone che cercano di aiutarli. Ma sono certa che qualche italiano lo faccia. Sono i criminali.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Vorrei aggiungere la mia testimonianza, come persona che vive al sud. Qui, senza dubbio il problema degli immigrati si sente molto meno perchè il fenomeno è numericamente limitato. Ebbene, anche in queste condizoni, i problemi di una difficoltà di convivenza civile si sente, ed è dovuta agli stessi italiani, che vedono il loro governo premiare i capitali illegalmente esportati all'estero, che vede l'omissione sistematica da parte degli organi dello stato nel far rispettare la legge. Questa in cui viviamo è una società profondamente malata, a causa di una cultura che premia la sopraffazione sistematica degli altri, che vede come la criminalità organizzata detti ormai le condizioni del gioco, senza controllo, senza un piano decente di contrapposizione da parte dello stato. La sensazione netta è che ormai sia difficile dire dove finisce la mafia e dove comincia lo stato. In queste condizioni, la deriva verso comportamenti sempre più illegali da parte del cittadino comune sembra inarrestabile. Non capisco proprio perchè, di fronte alla tragedia della nostra società che va a picco trascinando noi tutti con sè, stiamo a preoccuparci degli immigrati. Almeno quelli tra noi che hanno i mezzi per resistere alla deriva culturale dominante, dovremmo impegnarci a convincere gli altri e buttare giù questo sistema sostanzialmente mafioso che ci governa, con un parlamento che non esiste ormai più, visto che è stato nominato e si limita a dare la fiducia al suo capo. Questi sono i reali problemi che abbiamo davanti, una democrazia che c'hanno già sottratto, nel silenzio del Presidente della Repubblica e con una corte costituzionale, un cui membro non trova disdicevole la frequentazione "amichevole" con il Presidente del Consiglio, rispetto a cui egli esercita un potere di controllo, che a questo punto risulta non credibile.

Matteo ha detto...

Trovo veramente incredibile il fatto che quando si parla della violenze che subisce un immigrato deve esserci sempre qualcuno che salta fuori dicendo "eh si ma anche loro..." qui si sta parlando di un fatto preciso e cioè degli immigrati che vengono sfruttati e ricattati dai padroni senza scrupoli e invece di mandare questi ultimi in galera, noi chi ci mandiamo? gli immigrati. Le vittime. Le galere sono piene di immigrati non perché questi delinquono di più, ma perché sono i più deboli, perché nelle galere ci finiscono i più deboli, non certo i Tanzi, i Ricucci, i Berlusconi, questa gente non ci andrà mai.

E poi come si fa a dire che l'italia non è razzista? Quelli che picchiano gli extracomunitari cosa sono? quelli che lanciano bombe molotov nei campi nomadi cosa sono? Quelli che picchiano i gay cosa sono? Quelli che vanno a provocare davanti alle moschee cosa sono? Io questo lo chiamo razzismo. E l'Italia è un paese di razzisti, e non basta dire "io non sono razzista" per non esserlo.
Perché di italiani che hanno piacere nel vedere una prostituta ucraina finire in galera, ma poi fa loro comodo tenerla a fare la badante di giorno per pulire la merda dei loro nonni, di italiani così ce ne sono tanti! ma tanti! Ce ne sono tanti che dicono "vengono qui a rubare e a stuprare le NOSTRE donne" e magari sono gli stessi che evadono il fisco e che picchiano la moglie, ma sono persone "perbene". Questi in galera non ci andranno mai. In galera ci va l'immigrato che lavora in nero tredici ore al giorno solo perché è "clandestino".

l'incarcerato ha detto...

Vincenzo e Matteo, veramente degli ottimi interventi.

Comunque ringrazio Enrica per aver stimolato un ottimo dibattito ;)

amatamari© ha detto...

Poi accade che un bambino si senta male in classe e chiami i genitori perchè ha la febbre molto alta e questi arrivano e ti spiegano che sperano non si aggravi perchè altrimenti lo devono portare in ospedale e la loro preoccupazione ti sembra un pò esagerata esiste anche un medico di base, no? e così vieni a sapere che quel bambino non ha il pediatra quei genitori non hanno un medico quegli umani non hanno residenza cittadinanza assistenza non esistono ed anche quella febbre adesso scompare tutta infagottata mentre si allontanano lungo il viale della scuola.

Alessandro Tauro ha detto...

Francia e Spagna, tanto per fare gli esempi dei due paesi più vicini a noi accolgono una quantità di stranieri in termini di percentuali sulla popolazione che fa impallidire la nostra convinzione di "apertura eccessiva".

C'è un problema di gestione dei flussi migratori, è vero. Ma questo non equivale certo ad una "emergenza immigrazione".
Soprattutto perché è più idiota pensare di poter risolvere il problema riducendo gli spazi per una immigrazione regolare anziché concepire il problema in termini "internazionali" (ed in questo, è vero, l'Europa intera è tra i primi responsabili).

Sulla testimonianza che hai riportato, caro Inca, c'è poco da dire. Quoto in pieno la frase di Ornella: in queste occasioni sono tentato davvero di divenire un cane, un gatto... e non capire più nulla.