mercoledì 16 settembre 2009

La 'ndrangheta(aggiornamento dell'ottava parte)

Per un'assurda coincidenza, dopo nemmeno due giorni che scrissi l'ottava parte sulla 'ndrangheta trattando l'argomento Ilaria Alpi e quindi del traffico illecito delle scorie radioattive da parte di questa maledetta criminalità organizzata, è arrivata la notizia del ritrovamento:

ROMA 12 settembre 2009

Potrebbe essere una delle navi dei veleni affondate nel Tirreno Casentino. La scoperta avvenuta oggi al largo di Cetraro, in provincia di Cosenza, rappresenta la possibile conferma ai dubbi che da tempo interessano la zona, indicata come una sorta di cimitero delle navi cariche di scorie radioattive e di rifiuti tossici. Il relitto è stato individuato oggi, grazie a un robot telecomandato che la Regione Calabria sta utilizzando per chiarire gli aspetti più inquietanti di questa vicenda. Un enorme mercantile, lungo tra i 100 e i 120 metri, fotografato dal robot in maniera nitida. Al punto da evidenziare una grossa falla sulla prua della nave. E all’interno alcuni fusti. Schiacciati, piegati, corrosi dal tempo. Il luogo della scoperta è a circa 20 miglia nautiche dalla costa, ad una profondità di circa 480 metri. Un allarme lanciato da tempo, rispetto alla presenza di relitti pericolosi in fondo al mare. Già nel settembre scorso il «Quotidiano della Calabria» aveva evidenziato la possibile presenza di una nave affondata nella zona. Fino alla conferma arrivata oggi. Dopo che i sopralluoghi erano stati rinviati a causa delle cattive condizioni del Tirreno.

Dalle fotografie scattate, ora esaminate dai tecnici, non è stato possibile individuare il nome del mercantile, che dovrebbe essere indicato sui fianchi. Un ammasso di ferraglia coperto da tantissime reti da pesca che, nel corso degli anni, potrebbero essere rimaste impigliate. Anche sul nome circolano voci insistenti. A partire dalle indicazioni del collaboratore di giustizia Francesco Fonti. Il primo ad avere indicato la responsabilità della ’ndrangheta nella gestione dei rifiuti e delle navi inquinanti. Sarebbe stato lui a indicare il nome della nave fatta affondare con una bomba fatta esplodere proprio in prua. La «Cursky», questo il nome segnalato da Fonti ai magistrati, avrebbe portato negli abissi 120 fusti di materiale tossico.

Non un caso isolato, secondo il collaboratore di giustizia, ma un’attività illecita molto remunerativa, al punto che la cosca Muto di Cetraro, così come evidenziato da Fonti, avrebbe fatto affondare in tutto tre imbarcazioni. Anche rispetto al tipo di mercantile, le foto hanno permesso di avanzare le prime ipotesi. Si tratterebbe, infatti, di una nave che potrebbe risalire agli anni Sessanta e Settanta. Considerato che è priva di bullonature visibili, cosa che lascia pensare che risalga dunque, come tecnica costruttiva, al secondo dopoguerra. Soddisfatto anche il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Paola. «Si tratta di un grosso successo per tutti, perchè si comincia a squarciare un velo. Voglio dire - ha aggiunto il procuratore - che il merito è della Regione Calabria e dell’assessore all’Ambiente, Silvio Greco, che ha creduto in questa ricerca e ci ha supportato in ogni modo». Secondo Giordano, «parliamo tanto delle cose cattive, come la malasanità, ma ogni tanto parliamo anche dei successi dovuti a tanto impegno».


Fonte : www.nealine.net



Ringrazio il commentatore anonimo per aver lasciato questo messaggio, spero che qualche buon e onesto magistrato faccia davvero delle ricerche in tal senso:

"Complimenti a tutti coloro che partecipano vivamente a questa indagine e prima di tutto al padrone di casa. Ho conosciuto un importante reporter di Rai news 24 che prima di lasciarmi ha detto:
"I nomi delle navi"..tutti le navi sono registrate - per targa soprattutto, prima che per nome - e risalire al gestore della "Shifco" nel '94 vuol dire avere un altro nome importante. Che sia lo stesso - o legato - alla "Cursky"? Vi riporto la notizia riportata oggi dalla stampa e prima di lasciarvi, un invito a tutti: "Dobbiamo trovare le prove". L'ultima intervista fatta da Ilaria a Mogadiscio è stata tagliata (mi riferisco alla pellicola su cui aveva girato il filmato il suo operatore)...vogliamo quelle immagini!"


12 commenti:

luposelvatico ha detto...

leggasi anche, sull'argomento, l'interessante "Navi a perdere" di Carlo Lucarelli.

Pierprandi ha detto...

il problema è che quello che emerge allo scoperto è solo la punta di un iceberg...Da paura..

Bastian Cuntrari ha detto...

Il Tg de La7, ieri - mi sembra - ha esplicitamente parlato del caso di Ilaria Alpi in relazione al ritrovamento delle navi dei veleni, quasi confermando l'ipotesi che la giornalista sia stata assassinata, insieme al suo operatore, per aver visto qualcosa che non doveva vedere: il "seppellimento" di fusti tossici nel deserto somalo. Ti ho pensato.

enrica ha detto...

Una storia incredibile che decisamente merita l'attenzione di tutti. Questi pazzi per fare qualche soldo cercando di amazzarci e di ammazzarsi!

Guernica ha detto...

Incarcerato...questa scoperta eclatante delle navi che hanno fatto, sai cosa mi sembra?
La scoperta dell'acqua calda!
Ma figurati se non si sapeva!!!
E figurati se non si sanno i nomi dei responsabili da accostare...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Si inizia davvero a far luce sull'argomento che poi vuol dire solo trovare le prove ed assicurare alla giustizia i colpevoli perché la verità la conosciamo e la consocevamo già solo, come per Ustica e tante altre situazioni "italiche" , era ed é ancora ovattata nel silenzio dei "non si dice" " non é vero" " shhh, troppo pericoloso anche solo pensarlo" ecc...

Sono sempre più convinto che sei davvero un "giornalista-giornalista".

Ciao
Daniele

Alessandro Tauro ha detto...

Per fortuna una fetta dell'informazione questa volta ha riportato la notizia del ritrovamento di una delle tante "navi dei veleni" a dovere, e citando opportunamente anche la vicenda collegata di Ilaria Alpi (ma temo di starmi ricordando solo la versione della notizia data dal TG3).

In ogni caso il commento a piè di post è estremamente illuminante. E spero anch'io che la magistratura vada fino in fondo. Ma spero soprattutto che lo faccia il prima possibile, perché sono anni che viviamo con il peso di un omicidio "irrisolto" e che chiama a sé le possibili responsabilità di mezzo paese.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Conosco bene quei posti, sono bellissimi.
Speriamo che si riesca ad uscire dalle logiche sordide del profitto e fare luce.
Complimenti come sempre.

Silvia ha detto...

Bel post corredato dalla canzone dei 99 Posse :) nn vedevo questo video da tempo...

Buona notte Inca!

l'incarcerato ha detto...

Grazie amici miei, a breve ci sarà una sorpresa. Spero che lo sia per voi...

cometa ha detto...

Dal Manifesto online:
Parla la madre di Ilaria Alpi
16/9/09
Luciana Alpi, la madre di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa in Somalia il 20 marzo del 1994, ha pochi dubbi sul racconto del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, che sul numero odierno de il manifesto ha parlato del traffico internazionale di rifiuti e armi. Una rotta dei veleni gestita, secondo il suo racconto, anche dalla ‘ndrangheta e diretta verso il porto di Bosaso.

PAre che si stia scoperchiando pian piano il verminaio...
Un abbraccio, cometa

il monticiano ha detto...

A ben vedere non credo proprio che sia un'assurda coincidenza.