martedì 8 settembre 2009

Il Potere e la Polis.

Leggendo i racconti di Leonardo Sciascia, care teste di capra, mi prende una sorta di magone. In tutti i suoi romanzi dedicati alla criminalità del potere si avverte sempre il fallimento e l'impossibilità storica di una giustizia nei confronti di tale criminalità.

Nella tradizione di qualsiasi giallo, mi attendo sempre la soluzione del caso e il trionfo della verità. E invece lui mi disillude sempre, proprio come un bambino che scopre l'inesistenza di Babbo Natale.

Nei romanzi di Sciascia, l'investigatore perviene alla verità grazie all'uso accorto della ragione, ma questa verità viene sempre percepita individualmente, e mai diventerà verità collettiva e quindi processuale. Non avviene mai la trasformazione individuale in verità collettiva. Mai purtroppo.

E Sciascia è realista, ha analizzato a fondo la realtà di questa società. Lui fu il primo a rimanerne scottato, d'altronde quando si accorse che fu utilizzato dal Partito Comunista come specchio per le allodole candidandolo in Sicilia, ha capito fin dall'inizio che c'era in corso la mafiosizzazione dell'intera classe politica.

Purtroppo dopo l'abbandono di Pio La Torre dal parte del PC, Sciascia si accorse che la trasversalità del crimine cominciò a dilagare.


Perchè la verità percepita al livello individuale, non fa quel salto di trasformazione?

E' la stessa polis, la stessa società di cui il potere è espressione e specchio che lo impedisce. Questa è l'amara verità.

Occorre che i documenti nei quali si documenta la verità non vengano distrutti o pilotati dai Servizi Segreti, occorre che la magistratura non si faccia corrompere, occorre che gli avvocati non faccino il doppio gioco, occorre che quei pochi poliziotti o magistrati onesti non vengano trasferiti o tanto meno uccisi.


E qui non parliamo di corpi eterei, inesistenti, non tangibili. Parliamo di persone in carne ed ossa che fanno parte della polis. E senza la piena collaborazione della polis tutto è finito.

Ma non esistono solo loro, poi ci siamo noi che ci rinchiudiamo in noi stessi, pensiamo alla nostra carriera, gridiamo: "Sono di sinistra", "Sono contro la guerra", "Sono contro tutte le ingiustizie". "E' tutta colpa di quel porco di Berlusconi". Ma poi quando si tratta di mettersi in gioco, di metterci la faccia, di scendere in piazza, oppure semplicemente di aiutare il vicino di casa, si preferisce rimanere al proprio posto. Meglio non sporcarsi le mani per qualcosa di profondamente giusto, vero?

Oserei dire che il Potere si regge con la complicità della polis stessa.

Ma detto questo, non voglio assolutamente portarvi alla rassegnazione. Perchè per fortuna esiste anche l'altra polis, una piccola agorà di persone dotate di senso civico, di amore per la verità e giustizia; anche se inevitabilmente, proprio come i romanzi di Sciascia, fanno una brutta fine.

La lista dei nomi è lunga, di magistrati come Falcone e Borsellino, o intellettuali come Sciascia e Pasolini, Impastato, Rostagno e Pio La Torre. Tutti uomini e donne che tentano di opporre al pessimismo della ragione, un testardo ottimismo della volontà.

E alcuni di noi sono davvero testardi.




17 commenti:

aleph ha detto...

Inca, hai toccato un punto che diamo per scontato : riguardo ai crimini di stato non si arriva mai al colpevole. Siamo cresciuti con l'abitudine a non vedere puniti i colpevoli. Ma tutti abbiamo sempre saputo dove si doveva andare a parare. Eppure , anche quando a distanza di anni sono uscite delle mezze veritè e mezze ammissioni, le cose non cambiano, perchè tanto nel frattempo l'opinione pubblica si è dimenticata e pensa che ormai 'certe' cose non succedano più. E' una lenta educazione alla rassegnazione, come la chiami tu, che rende frustrati solo pochi idealisti che esigerebbero sempre e comunque la verità. D'altra parte se non ci fosse questo controllo della situazione non potrebbero nemmeno esserci i continui 'misteri' di stato. Non far dimenticare è una delle cose importanti da fare ( e qui entri in gioco tu :-D, che non ci dai tregua) e se ogni parente di vittima si battesse accanitamente come ornella, se non altro li sfinirebbe. Ma spesso anche le famiglie dopo un pò lasciano per rassegnazione, quando non per vera e propria paura, e non è una colpa.
Accanto al tanto amato 'resistere' io ci metterei anche il 'ricordare, ricordare per sempre'.
Ciao.

NADIA ha detto...

holaaaaaaaaaa
occultare prove e dimenticare in fretta questa è la regola che vice da noi.....
un abbraccio!!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Incarcerato, è un problema della polis, ma non credo sia immanente ad essa. Una Democrazia vera,riuscirebbe a spazzare via tutto questo. Certo servono dei cittadini, con la voglia di sporcarsi ancora le mani.
Un abbraccio.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

L'altra polis non si vuole arrendere ma é davvero una minoranza realmente piccola.

Su una cosa hai ragione ( beh più di una lol): é piccola ma é molto, molto testarda.

Alessandro Tauro ha detto...

Santissime parole Incarcerato!
A mio modestissimo giudizio, hai colto il punto centrale di tutte le vicende che riguardano questo paese, da Berlusconi alla Mafia, dalle Guerre alle leggi-razziali.

L'autorità ha un potere nell'immediato più forte di ciò che risiede nelle mani della polis. Ma nulla dura in eterno... e in un modo o nell'altro, tutto ciò che "l'autorità" decide, ordina, istituisce contro il volere radicale della polis è destinato a fallire.

Se non fallisce è perché i cittadini di un comune, di una regione, di un paese, del mondo, hanno perso la voglia, la capacità, la testardaggine di dire ad alta voce "No, non mi sta bene. Non CI sta bene!".

Finché esiste anche solo una persona però, che grida, che strepita e che cerca di raccontare le cose, testarda fino in fondo, nessuna speranza è condannata a morire.

enrica ha detto...

Giusto Inca (ma che cos'è questa cosa delle teste di capra...?)!
Il testardo ottimismo della volontà. Sappi una cosa, comunque, che per quanto l'indifferenza e la disonestà sembri circondarci. L'80% delle persone tende verso il miglioramento e la giustizia. E' solo un 20% che si oppone e sembrano diventare "tutti". Ed è così in ogni campo, nella giustizia, nella medicina, nella politica etc. E' anche vero che se fai un calcolo del 20% della popolazione di qualsiasi città ti ritrovi comunque con un numero notevole di persone che si oppongono... nella mia città, 60,000 abitanti il 20% diventano 12,000 persone...
Baci,
Enrica

l'incarcerato ha detto...

Cara Enrica, non so come tu abbia reperito questi dati ma non credo assolutamente che sia così.

Certo che la maggiornaza tende a voler il miglioramento, ma domandagli cosa intende per "miglioramento" "benessere" "diritti civili". Io già so la risposta.

Purtroppo è stata sempre la minoranza a cambiare le cose, come è la minoranza a mantenere lo stato di cose attuali grazie all'inerzia e all'ignoranza della polis.

E per giunta frammentata appositamente per controllarla, anzi controllarci di più.

Dividet et impera.

upupa ha detto...

SPERIAMO CHE QUELLA PICCOLA,PICCOLA POLIS,TESTARDA,CAPARBIA E INSISTENTE ABBIA LA MEGLIO!!!!!!!!!!!
Resistere è il minimo che può fare...se poi aggiungiamo gridare e impegnarsi perchè le cose cambino...va meglio!!!!!!!!

Tua madre Ornella ha detto...

Caro Inka,
che bel post, VERO!!
Purtroppo non bastano i famigliari delle vittime anche se testardi ( e chi piu' di NOI???) e i pochi amici, qui serve una presa di coscienza vera (non "virtuale")
qui bisogna che ci riprendiamo la piazza per gridare tutti insieme!!!
BISOGNA ALZARSI dalle comode poltrone davanti ai computers...
Bisogna "prendere coscienza", risvegliarla e non è semplice!! L'80%?????????? Magari fosse il 5% ad avere coscienza VERA di quello che stà accadendo oggi in Italia (ti ho risposto sul mio blog...) ..è uscito un libro che porta in copertina "PREFAZIONE DI LICIO GELLI" è GRAVISSIMO!!! Ma vi rendete conto che ci sono cose che iniziano anche sbattercele in faccia e noi????????
DOVE SIAMO???
In quale punto dentro di noi siamo??
Non dobbiamo indignarci o aderire on-line...è facile troppo facile...!! Non si cambia nulla...on-line
Alla manifestazione fuori al carcere di Sollicciano mi vergogno a dirvi quante persone c'erano....
MI VERGOGNO IO PER TUTTI
E lì si muore davvero!!
Magari anche solo il 5% delle persone capisse, che tanti morti ci sono stati e tanti SE NON CI MUOVIAMO ce ne saranno.
Siamo lo strumento del sistema, anche con la rete, se non la utilizziamo con Intelligenza!!
Denunciare-indignarci-commentare..
evitano forse la morte di tanti essere umani allo stretto di Lampedusa???
Evitano Gheddafi in Italia con il tappeto rosso a terra?
Evitano le continue morti nei carceri??
Evitano la prefazione di uno stragista????

Un bacio
Ornella

Anonimo ha detto...

@ Enrica:
perdonami spero di non risultare impudente ma l'argomento, per così dire, quasi mi affascina: su quale base sarebbero state fatte queste percentuali?
scusami ma mi ci viene quasi da ridere, voglio dire ma chi può essersi messo li a crearle, a perderci tempo etc? mi ridà da tipiche notizie telegiornalistiche, e perchè no anche gionarlistiche, di quando non sanno di cosa parlare(sappiamo bene tutti che ce ne sarebbe in realtà di che parlare..) alla pari di "grande ondata di caldo prevista per quest'anno" (la stessa zuppa che si ripete ogni santissima estate..)
il bello è che noi oramai ci facciamo abbindolare.. eh già, fa caldo, e come se non fa caldo..

Aras

Guernica ha detto...

Beh...Sciascia la sapeva lunga Incarcerato e dipingeva la realtà.Senza costruire favolette.
Così come hai detto tu.
E concordo sul fatto che siamo in minoranza e che forse non faremo una bella fine.
Non parlo di essere fisicamente eliminata come Falcone, non mi do così tanta importanza..per carità!
Parlo della qualità di vita che ci aspetta.
So che la prenderò sempre o quasi in quel posto (scusa la scurrilità).
Tuttavia preferisco questo ed essere in pace con la mia coscienza, piuttosto che il contrario.
Anche perchè non vedo come potrei essere differente da ciò che sono!

enrica ha detto...

Caro Inca,
non ho mai detto che la maggioranza sia capace di fare qualcosa al riguardo. Sappiamo entrambi che singoli individui e non masse hanno costruite le strade su cui poter camminare liberi. Ma quando un leader appare, sappi che la maggioranza delle persone ne è felice perché seppur incapace di compiere azioni eroiche straordinarie, nel loro piccolo cercano di farlo...
Quello che cercavo di dirti era che in realtà "i cattivi" sono la minoranza, ma hanno la capacità di sembrare una moltitudine...
Me la spieghi questa cosa delle teste di capra?
Bacio, Enrica

Matteo ha detto...

Anche io amo i romanzi di Sciascia, in essi non c'è l'illusione che la scoperta della realtà basti da sola per cambiarla.
Per dirla con Marx, la critica da sola non è sufficiente, ma va unita alla prassi, perché la società possa essere cambiata. Tuttavia oggi manca chi faccia critica e chi la sappia fare. E senza una critica valida le lotte si esauriscono in sterili e vane proteste, come spesso purtroppo avviene.

angustifolia ha detto...

In Descrizioni di descrizioni P.P.Pasolini si chiedeva "che cos'è e come è fatta la critica?" era il 24 gennaio del '75 e parlando del libro Todo Modo di L. Sciascia, ne spiegava la morale:
"...il buono è chi non accetta una condizione tradizionale fondata sull'ingiustizia, ma non può manifestare la sua bontà se non attraverso una forma conoscitiva di carattere pragmatico (facendosi testimone o detective o, infine,
giustiziere - il giudice che viene condotto all'interno di incomprensibili meccanismi - ), giudicando senza moralismi, giustificazioni, comprensioni, odii, rancori, falsi amori, perdoni; i cattivi (giudicati secondo un tribunale finalmente giusto) altri non sono che dei buoni a cui non è saltata in mente l'idea che il potere (visto come una piramide monolitica all'esterno, ma estremamente complicata, labirintica e mostruosa all'interno) è ingiusto, ma ne hanno accettato innocentemente le regole, affermandosi attraverso le occasioni che esso fornisce. Tra i cattivi ci sono naturalmente anche coloro che, rispetto al potere, sono gerarchicamente inferiori: costoro sono quindi visti come miserabili, meschini e soprattutto, sia pur oscenamente, ridicoli...La metafora: i delitti=le stragi di Stato, ma i meccanismi che spingono ad esse sono a priori preclusi a ogni possibile indagine, restando sepolti nell'impenetrabilità della cosca, e soprattutto nella sua ritualità."

Per Enrica: se vai al post del 26 maggio 2009 capirai il perchè del "teste di capra".

Infine, grazie per la pazienza inc, a proposito del commento che mi hai lasciato, è successo questo:
PAVIA - 8 settembre 2009 - E' morto dopo un lungo sciopero della fame, iniziato oltre un mese fa, un detenuto tunisino di 42 anni, che era rinchiuso nel carcere di Torre del Gallo a Pavia. L'uomo è deceduto due giorni fa al policlinico San Matteo di Pavia, dove era stato ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni. Il tunisino aveva deciso di intraprendere lo sciopero della fame dopo che aveva saputo di una nuova condanna emessa contro di lui per un'accusa di violenza sessuale. Una sentenza che il nordafricano ha contestato, sino a decidere di interrompere l'assunzione di cibo e bevande. Sono stati inutili i tentativi del responsabile del carcere di convincerlo a mangiare.
Sulla vicenda sono ora in corso accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria. (!)

cometa ha detto...

Ciao, incarcerato. Sono tornato, anche se ci metterò un po' a riprendere fiato e penna.
Molto lucido quello che scrivi.
Sciascia (che letto quasi tutto ed adoro) non lascia speranza. Invece, come sempre, il meraviglioso testo di Pasolini citato da angustifolia dà un possibile orizzonte di senso, ed è a questo che vorrei riferirmi, nel mio orizzonte etico.
Il detenuto morto a Pavia, per quello che mi riguarda non è morto invano. Peccato che dappertutto sia riportata solo la nazionalità, e non il nome; questo in Germania o Svezia non sarebbe successo.
Un abbraccio, e tutta la mia forza. cometa

Uhurunausalama ha detto...

Se parliamo di testardaggine,eccomi..è proprio il fatto di amare la verità,di cercarla e di battersi per ciò in uci si crede che non mi fa mollare tutto,nonostante nel nostro piccolo siamo soli e soprattutto lasciati soli!Io ho sempre adorato Sciascia proprio per la sua disillusione,per il coraggio di 'sbatterti le cose in faccia' perchè la letteratura non sono solo i bei racconti ma è anche verità;pensa che al liceo me lo sono studiato da sola perchè il mio prof di letteratura,esplicitamente filofascio,lo aveva snobbato di brutto (lui e altri autori che puoi immaginare):vorrei infatti fare un appello a Marystar gelmini affinchè facesse un controllo approfondito anche sui programmi scolastici invece di ridurre scuola ed educazione in macerie!(come al solito,come mi dicevano a scuola,sono andata fuori tema) ;)

amatamari© ha detto...

Con il passare degli anni mi sono resa conto che la complicità dei tanti è un grosso strumento in mano al potere: e la complicità, il silenzio, il disinteresse, il chiudersi nel privato e scrollare le spalle davanti ai grandi e piccoli mali che ci circondano è un atto quasi automatico.
Spezzare questa catena è possibile o violentemente oppure con metodo, pazientemente, proponendo alternative, cucendo rapporti costruttivi.
Ci vuole molto tempo ed una ferrea volontà: forse anche una fede, un credo nell'essere umano e nella possibilità di essere migliori e capaci di costruire un mondo più giusto.