venerdì 17 luglio 2009

Solo se non si osa, tutto è veramente perso...

Care adorabili teste di capra,
sono preso dallo sconforto quando vedo tanta superficialità in giro, quando leggo o sento discorsi della gente che dice"tanto è tutto inutile, vincono sempre loro", quando sembra che tutto ti crolli addosso, quando le utopie sembrano veramente irrealizzabili, quando penso che sia impossibile puntare sul cambiamento in meglio della società, quando non si ha più fiducia negli uomini, quando vedi le morti assurde per mano dello Stato e non si fa giustizia, quando penso alle mafie, quando penso allo Stato assassino, quando penso alla maledetta indifferenza, quando penso alle guerre, quando penso a questa Italia sempre più autoritaria per il volere stesso del popolo.

Ebbene quando penso a tutto questo, leggo questo mio vecchio post che riporto qui sotto dedicato ad una grande persona scomparsa due anni fa, e il morale mi si risolleva.

Capisco che ci sono sfide che sembrano perse in partenza.

E invece, comunque la si pensa, vedere una piccola barca che parte per Cuba a fare la rivoluzione, sfidando anche la natura, si capisce che se non si osa, allora sì che tutto è veramente perso...

Come non è stata inutile la battaglia di Borsellino, ucciso dalla mafia per mano dello Stato
e che tra due giorni ricorre il triste anniversario.


L'italiano del granma
.

Nello stato di Veracruz, in Messico, la notte tra il 24 e il 25 novembre del 1956 era "buia e tempestosa" come nel più banale degli inizi di un avventura.
Dal porto fluviale alla foce del Rio Tuxpen, ottantadue uomini si stipano su un motoscafo che ne potrebbe trasportare comodamente una decina e scomodamente non più di venti e già questa sembra un azzardo, anzi, una scelta scellerata. L'imbarcazione si chiama Granma, abbreviazione di "granmother", perchè il precedente proprietario americano aveva un debole per sua nonna.

Care teste di capra, così iniziò la Rivoluzione Cubana, con un atto di sfida contro ogni logica dei rapporti di forza, delle condizioni avverse, persino contro le leggi della fisica visto l'ammassarsi di corpi su un motoscafo sgangherato per una traversata di otto giorni con mare infuriato. Comunque la si pensi fu un impresa epica che è entrata nella storia.

Tra le 82 persone con a capo Che Guevara e Fidel Castro c'era un italiano e tra l'altro unico europeo: Gino Donè, l'italiano del Granma!
Nato a Piave si unì non ancora ventenne ai partigiani e combattè i nazifascisti; nel dopoguerra emigrò in cerca di lavoro a Cuba, finchè entrò in contatto con con gli ambienti dell'opposizione alla dittatura filo americana feroce di Batista. Conobbe Fidel Castro e lo volle subito con se visto che era l'unico che aveva combattuto contro un esercito di occupazione . E se era scampato dai tedeschi...
Divenne anche un grande amico del Che, ancora oggi infatti lo chiama Ernesto.

Gino Donè nonostante sia ritornato a vivere nel Veneto, lui ogni anno si recava all'Avana per le celebrazioni di "quelli del granma".

Chissà cosa pensa del revisionismo, ma immagino che se ne infischi. Un tipo umile , commovente anche! Era un rivoluzionario, apparentemente duro, ma in realtà trasmette solamente tenerezza.
Hasta siempre Gino!

Siete depressi , scoraggiati, disillusi ? Ascoltate le sue parole, anche uno squallido incarcerato come me si è commosso:


10 commenti:

Pierprandi ha detto...

Avevo già visto più volte questo filmato...Mi fa sempre lo stesso effetto, prima mi commuove poi mi carica... Hasta siempre!

Tua madre Ornella ha detto...

Che bello Inka...
queste cose ti riscaldano il cuore..
persone VERE che parlano di principi VERI radicati nel loro DNA
Persone di cultura ... si è la conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti .... verità ottenute attraverso l'esperienza..ed io l'ho scritto anche sul blog di Niki:
"l'unica lotta che si perde è quella che non si combatte!!"
Bellissimo io non lo avevo mai visto questo video...
Grazie Inka
Ti abbraccio
Ornella

davide ha detto...

pochi,ma non spontaneisti o avvunterieri da strapazzo:la disciplina e l'organizzazione,unita a una profonda ideologia possono compiere cose che paiono miracoli,come la rivoluzione cubana.

Stefi ha detto...

Querido Compañero Incarcerato!
mi hai commossa non poco..anche perchè Gino ho avuto l'onore di conoscerlo di persona ed il piacere di incontrarlo più volte e spesso penso a lui!
Persona straordinaria a cui sicuramente ispirarsi e da cui trarre insegnamento!
Mai arrendersi!
¡Hasta Siempre Gino!
¡Hasta Siempre Incarcerato!
Stefi

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Le ascolterò quelle parole ma non sono tra quelli che si sono arresi. Forse disilluso sì ma non arreso.

upupa ha detto...

caro incarcerato ...ci vorrebbero tutti così..arresi e sconfitti,ma non è così! Tutto serve per combattere contro questo "scadente"appiattimento!
sempre vigili

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Il nostro Italiano del Granma. Riposa in pace, compagno.
Grazie.

amatamari© ha detto...

Grazie incarcerato. Di cuore.

Ale ha detto...

qualche anno fa ero anche io come loro..
dicevo "tutto è inutile, non si può sconfiggere"..ma sono tutte cazzate..e sono contento di essermene reso conto, perchè mi ha reso più convinto che la parte malata di una società si può debellare...
i problemi sorgono quando non si hanno dei validi compagni di lotta..

il monticiano ha detto...

Che parole! E che insegnamenti!
Una straordinaria eredità per giovani e meno giovani.
Un prezioso incitamento per chiedere a tutti di proseguire nella lotta.
Risolleviamo la testa, basta essere pecore.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!