sabato 13 giugno 2009

Lavorare stanca



Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.

Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

Cesare Pavese

Questa poesia la dedico a chi lavora duramente e a chi fa un lavoro che ti aliena pian piano dalla vita sociale. Questa poesia può far commuovere solo chi sa di viverla in prima persona.
Grazie,grande Pavese...

15 commenti:

Bruno ha detto...

pubblichi sempre dei gran post....
ciao carissimo buon week

Guernica ha detto...

Dico allora che la tua dedica raggiunge senza dubbio molti lavoratori.
Il lavoro ed il suo mondo andrebbe rivisto dalla radice, con la collaborazione di uno Stato vigile ed efficiente.
Tutto da rifare.

Buon fine settimana Inca!

riri ha detto...

Ciao I. è vero "lavorare stanca"..a volte sembra perfino inutile se non c'è nessuno che ti aspetta più a casa.
Ti abbraccio
Pavese...eccezionale!!!!

upupa ha detto...

Bella scelta...caro incarcerato!

Franca ha detto...

Concordo con "Guernica"...

Melina2811 ha detto...

molto bella....

BibìeBibò ha detto...

Non c'è una poesia per i pensionati?

pablito ha detto...

Bella poesia e bello anche il video

amatamari ha detto...

Splendida.

Clelia ha detto...

Grazie per avermi riportato alla memoria questa poesia del bravissimo cesare pavese.

Clelia

Rosa ha detto...

"...Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case tra le inutili luci, non leva più gli occhi:sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue..."

Bellissima, commovente.
Tra qualche giorno scriverò un post sul lavoro duro...ma non voglio anticiparti niente...
vedrai, leggerai quanto è duro lavorare in certi casi.
Appena ho tutto il materiale che mi serve, lo publico.

Ti abbraccio
Rosa

Tua madre Ornella ha detto...

x Inka
è vero stanca..
Bellissima poesia di Pavese
Ti abbraccio
Ornella

Silvia ha detto...

Grande Pavese...E grande tu che l'hai citato Incarcerato!

[...]"Nel crepusculo l'acqua molle dell'alba che s'imbeve di luce, rischiara il viso.
Ogni giorno è un miracolo senza tempo, sotto il sole: una luce salsa l'impregna e un sapore di frutto marino vivo."[...]

Notte! :)

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Non ho le mani indurite ma mi sono commosso lo stesso. Grazie a Pavese ed a te per aver postato questa sua poesia.

Bastian Cuntrari ha detto...

Non la conoscevo: splendida, Inarcerato, e grazie.