lunedì 4 maggio 2009

Lettera dalla Palestina 4

Care teste di capra, oggi qui a Roma viene a far visita il ministro degli esteri israeliano. Un certo Avigdor Lieberman, leader del partito xenofobo di estrema destra chiamato Israel Beitenu. Perchè avrete capito bene che l'attuale governo isreliano è fortemente reazionario, non che quello laburista sia diverso, ma sicuramente per i palestinesi non è un bene.

Ma non è un bene nemmeno per gli abitanti di quelllo Stato nato dopo la fine della seconda guerra mondiale, dopo lo sterminio di milioni di ebrei attuato dal nazismo. Non è un bene perchè alcuni uomini del Likud osannano Hitler e rafforzano il loro essere Sionisti. E non meravilgiamoci che considerano i Palestinesi dei parassiti e gente inferiore. Quindi "eliminata" in diverse forme.

Proprio come facevano i nazisti con gli ebrei. Da vittime passano a diventare carnefici.

Ora vi voglio pubblicare un' altra bellissima lettera che la mia amica mi ha inviato dalla Palestina. E ci racconta come i Plaestinesi non hanno il diritto alla casa, e quanta resistenza devono fare per poter sopravvivere. Resistenza e dignità.

Perchè i Palestinesi vivono il terremoto tutti i santi giorni, costruiscono le case e poi vengono successivamente demolite oppure "sequestrate" con finti metodi legali.

Sono, insomma, dei "terremotati" perenni:


Casa dolce casa.......


IO SONO DI LA'

Mahmoud Darwish

Io sono di là e ho ricordi.
Sono nato come tutti i mortali, ho una madre
E una casa con molte finestre.
Ho fratelli, amici
E una prigione con finestra di gelo.
Mia è l'onda rapita dai gabbiani.
Ho una mia vista, e un filo d'erba in più.
Mia è la luna che splende all'estremo margine delle parole,
Mio il dono degli uccelli
E un ulivo immortale.
Camminai su questa terra prima che le spade
Facessero mensa del suo corpo vivo.
Io sono di là, rendo il cielo a sua madre
Quando il cielo piange per sua madre,
E piango perché una nuvola
Si accorga di me al ritorno.
Ho imparato tutte le parole degne del tribunale del sangue,
Per poter infrangere le regole.
Tutto le parole ho imparato, e poi frantumato
A comporne una sola: Patria.

Immagina di avere una casa tua, di averla ereditata dai tuoi genitori o dai tuoi nonni o di averla comprata. E’ tua. Immagina di aver cresciuto li’ i tuoi figli, di aver fatto li’ i pranzi della domenica, di aver investito i tuoi soldi in essa per renderla piu’ TUA.

Poi immagina che qualcuno bussa un giorno alla tua porta e dice che quella casa, la tua casa, gli appartiene. Qualcuno che quando quella casa e’ stata costruita non era ancora nato, non era li’, non conosce i sacrifici che hai fatto per quella casa, i ricordi che hai in quella casa, l’odore delle pareti della tua casa, quella crepa sul muro della camera da letto e la foto di famiglia tramandata per generazioni. Ma quel qualcuno dice che e’ sua. La pretende. La vuole.

Hay el-Bustan e’ uno dei quartieri di Silwan (Gerusalemme Est), una zona considerata dagli ebrei “il giardino sacro di Davide”.

Il giardino sacro di Davide!! e’ proprio questa la scusa ufficiale usata dalla municipalita’ di Gerusalemme per giustificare il piano di demolizioni (Plan E/J/9) che colpira’ 88 case nel quartiere. 115 famiglie palestinesi saranno sfrattate e le loro abitazioni distrutte per costruire un parco archeologico. Sono stati dati 10 giorni alle famiglie per andarsene e trovare un’altra abitazione.

Ma hay el-bustan resiste con le sue due tende di protesta, le manifestazioni non-violente e soprattutto con l’amore che li lega alla loro terra e che rappresenta la loro forza.

Quando una anziana donna mostandomi la sua bella casa mi ha detto “ habebte, haza mesh haram?”(tesoro, non e’ un peccato? –riferendosi alla demolizione-), la mia unica risposta e’ stata abbracciarla.



E tu, immagina che sia la tua casa...il tuo quartiere.

Il nome del mio paese e’ Luco –lucus-, che significa Bosco sacro della Dea angitia. Spero che mai nessun seguace della dea venga un giorno a reclamarlo!

Ma non e’ tutto. Nel quartiere Abbasieh sempre a Silwan, 36 famiglie palestinesi (230 persone in tutto) hanno ricevuto ordine di demolizione e a 55 famiglie nel campo profughi di Shu’fat e’ stato intimato di evacuare le loro abitazioni.

Ancora una volta....Immagina sia la tua famiglia....

A Sheikh Jarrah (sempre Gerusalemme est) la famiglia Hannoun e la famiglia El-Ghawi hanno ricevuto un ordine di evacuazione. A 51 persone e’ stato intimato di lasciare le loro case rivendicate come proprie dalla leadership Sefardita e da un gruppo di coloni israeliani. Una disputa che risale al periodo ottomano e che, fino al gennaio di quest’anno, non vedeva nessuna via di uscita per il rifiuto dei turchi di coolaborare (forse per non rovinare i loro rapporti con israele)!!! Nel corso degli anni, infatti, molte famiglie palestinesi sono state cacciate da sheikh Jarrah, l’ultima evacuazione e’ stata quella della famiglia al-Kurd a Novembre del 2008.

Ma ora l’ atteggiamento del governo turco e’ cambiato e grazie al suo aiuto e’ stato recentemente scoperto un documento negli archivi ottomani di Ankara che conferma che i Sefarditi non hanno mai comprato le terre contese e che quindi sono i palestinesi i legittimi proprietari.

La nuova cooperazione da parte delle autorita’ turche nel fornire documenti relativi alla proprieta’ delle terre puo’ aiutare i palestinesi nella battaglia legale. Ma nonostante la corte israeliana non si sia ancora pronunciata nel merito della questione le incursioni della polizia e dei militari israeliani e gli arresti dei “militanti” sono all’ordine del giorno.

Nel frattempo, comunque, una tenda di protesta e’ stata eretta nel quartiere per testimoniare la volonta’ dei Palestinesi di resistere a questo ennesimo sopruso e un gruppo di locali e internazionali presidia le case a rischio.



Ma tra tutte le spiegazioni e intrighi legali, e’ stata una ragazzina di 15 anni a colpire maggiormente la mia attenzione, una ragazzina che, con una forza e una determinazione mai viste, si rifiutava di andare a dormire dai nonni, in un posto sicuro, come volevano i genitori per restare a presidiare la sua casa.

Immagina di nuovo che si tratti della tua casa, di tua figlia....

Chi si tratti di negazione del permesso di costruire (come sempre piu’ spesso accade quando un palestinese ne fa richiesta), di demolizione di unita’ abitative o evacuazione di famiglie e che si adducano motivi religiosi, presunti legali o altro la politica colonialista seguita dal “democratico” stato di israele e’ chiara.



Il progetto rientra nella piu’ grande strategia del governo israeliano di diminuire la presenza palestinese a Gerusalemme Est (occupata da Israele nel 1967 e unilateralmente annessa nel 1980)
riducendola al 12% entro il 2020 e durante i prossimi “colloqui di pace” mettere il mondo di fronte al fatto compiuto: una Gerusalemme ebraica.




Intanto, quest’anno, Gerusalemme e’ la capitale della cultura araba...





19 commenti:

Saamaya ha detto...

parole struggenti.

Tua madre Ornella ha detto...

Inka
è inutile dirlo di nuovo,
sei un passo avanti!!!
Bellissimo post .... anche se ti ho commentato solo oggi il precedente (il sabato e la domenica entro nelle nebbie piu' nere...)
Sei Bravissimo, fai quello che molti "giornalisti" dovrebbero fare e lo fai in maniere eccellente!!! Il tuo post di ieri straordinario!!!! (le stesse notizie avute da fonti diverse le ho anche io!!! IDENTICHE...
B R A V O)
Ornella

stefania ha detto...

Fintantochè le masse saranno oggetto della politica non potranno mai vedere, negli avvenimenti che le toccano, un esperimento ma soltanto una fatalità. Dalle catastrofi non impareranno nulla più di quanto una cavia possa imparare di biologia.
Il popolo ebreo non ha capito nulla
dalla sua storia di gente oppressa perseguitata e uccisa, sta innegiando il tiranno e uccide nella sua stessa maniera.
Mi piacerebbe andare il prossimo anno con la carovana x La Palestina.
Ti ho rubato la poesia e' bellissima.

Anonimo ha detto...

Con riferimento al post di TUA MADRE ORNELLA....scusa incarcerato...ma ti immagini quanti "grembiulini" a San Marino?
un saluto
Giacomo

Pietro ha detto...

Che brutta gente arriva a Roma in questi giorni...

marteresa ha detto...

Bellissimo post, davvero!!!
Complimenti

Tua madre Ornella ha detto...

x PIETRO
In Italia
arrivano tutti....
Chi sà ...perchè????

X GIACOMO
...Purtroppo non solo a San Marino....(lì li distribuiranno alla Dogana) San Marino ha 32.000 abitanti, hai sentito quanti ne erano????????????(da tutta Italia..) ed erano quelli legittimati.....

Ciao Ornella

Guernica ha detto...

Beh, se penso che ci sono persone ed intellettuali che tutt'ora negano l'olocausto...purtroppo è un'idea che si sta diffondendo e costantemente si assiste alla rinascita di fazioni xenofobe!

Lettera davvero intensa, non lascia di certo indifferenti.
Avrà mai pace quella zona della terra? Finirà mai questo eterno duello??
Ma soprattutto mi chiedo perchè l'Italia ospiti quel personaggio.

articolo21 ha detto...

Che bello questo post... Grazie veramente.

l'incarcerato ha detto...

Cara Guernica, a parte quelli che negano l'olocausto(cosa gravissima). Ma c'è che nega il massacro dei palestinesi che avviene da molti anni. Ed è molto grave. E c'è la complicità dell'Europa e degli USA per tutto questo silenzio.

Alessandro Tauro ha detto...

La recente "svolta" elettorale compiuta dal popolo israeliano rischia di mettere realmente la parola "fine" ad ogni possibilità di soluzione della "questione palestinese" (per quanto sappiamo che non dipende, ahinoi, solo dalle 2 parti direttamente chiamate in causa: Israele e ANP).

Non bastava l'atteggiamento militarista operato in questi mesi in maniera sistematica da Kadima e Laburisti, uniti in un governo teoricamente di centrosinistra, ma in pratica uno dei più conservatori mai visti.
Il popolo israeliano ha ravvisato un'eccessiva morbidezza nelle scelte del governo Olmert/Livni. E ha scelto il duo xenofobo e ultraconservatore Nethaniau/Lieberman.

Scelte di questo tipo in passato non hanno fatto altro che rafforzare i movimenti più radicali e religiosi della controparte palestinese.
Non credo che questa volta sarà differente. Se non altro perché le pulsioni xenofobe di una grossa parte della classe politica israeliana non sembrano essersi ammorbidite, bensì proprio il contrario...

pierprandi ha detto...

Gentaglia quella che verrà a Roma... Bel post Inck. A presto

upupa ha detto...

....bellissimo post..incarcerato..come sempre colpisci senza sprecare colpi!

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Qui la guerra va conclusa e si deve passare alla fase due ossia sedersi attorno ad un tavolo e trovare il modo di formare lo Stato Palestinese senza peraltro spazzare via Israele. Una soluzione giusta che non tenga rigorosamente conto delle problematiche fanatico-religiose di entrambe le parti. Altrimenti la guerra non cesserà mai. Chissà forse Obama il miracolo lo farà....

Uhurunausalama ha detto...

Sentire tutto ciò è davvero un colpo al cuore:io resisto insieme ai Palestinesi contro ogni forma di privazione della loro dignità come esseri umani oltre che dei diritti di avere una terra, una vita.
Ps.ma è venuto qua per mettersi d'accordo con il premier?

amatamari ha detto...

Esistono parecchi elementi che sembrano attualmente indicare una precisa volontà del governo israeliano di acuire la tensione.
Grazie per aver pubblicato la lettera della tua amica che drammaticamente testimonia come la strategia politica si attua sulla pelle della povera gente.

Andrew ha detto...

gran bel post
buona giornata

Guernica ha detto...

Si, sono al corrente.
E certo che Europa ed Usa sono complici nel silenzio!
Io continuo ad aspettarmi concorrenza (nel bene) dell'Europa rispetto agli Usa, non complicità (in negativo).
Ma per ora restano solo aspettative.
Vorrei fare qualcosa di concreto un giorno.

Tua madre Ornella ha detto...

Inka,
solo un bacio
Ornella