martedì 17 marzo 2009

Verità per Casu.

Care teste di capra, vi ricorderete che tempo fa scrissi questo post per ricordare la triste storia del signor Casu. Da qualche mese si è entrati nel vivo del processo e inevitabilmente non sarà una passeggiata. Anche perchè per i familiari è molto doloroso ripercorrere tutta la vicenda e ascoltare i carnefici che dicono che hanno rispettato tutta la prassi fa male, molto male.

Sono uomini privi di anima, di coscienza, di sensibilità umana. La chiamano "prassi" far morire così le persone. Un po' come quegli studiosi delle guerre che con sorrisi odiosi dicono che le morti dei civili, o il bombardamento dei mercati generali o ospedali sono gli "inevitabili effetti collaterali di una guerra".

Ricevo e pubblico il punto di vista del Comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu dell'udienza del 12-03-09:

La deposizione del perito Icro Maremmani, che doveva esprimersi sulla correttezza della diagnosi fatta nel reparto di psichiatria, chiude i testi di parte civile. Il professore ha sostenuto che seppure Casu sia stato portato in ospedale in condizioni di “emergenza”, la diagnosi di ebbrezza alcolica fosse scorretta e che quella di disturbo maniacale (fatta a posteriori, dopo il decesso) non fosse condivisibile e che di conseguenza non fosse condivisibile la successiva condotta terapeutica (giudicata “estremamente potente sul piano sedativo”).

Successivamente è stata interrogata la dottoressa Cantone (psichiatra che ha disposto la terapia) imputata di omicidio colposo con previsione dell'evento.

Momenti di tensione, interrogatorio lungo, con particolari inquietanti e sconcertanti. In un'aula di tribunale è molto difficile trovare la verità e di conseguenza giustizia. Gli avvocati non possono conoscere a fondo le questioni tecnico sanitarie oggetto del dibattimento e tra regole processuali e il fatto che la scienza medica si applica a esseri umani...tutto diventa possibile. Leggere i giornali poi conferma questo disagio. I giornalisti presenti in aula riportano le loro impressioni da profani e il fatto che la dottoressa Cantone abbia retto l'interrogatorio diventa elemento dominante: non vengono riportate le accuse, le contestazioni del perito Maremmani, le domande e le osservazioni del PM, ma un fiume di parole dalle quali emerge che la dottoressa ha agito “applicando le direttive” e “secondo coscienza”... non so se ricorda qualcosa...

Come non viene nemmeno riportato quello che la dottoressa stessa sottolinea e rende plateale: il perito di parte civile non riesce a rimanere impassibile e tirando in ballo risponde con un: Sto zitto perché devo!”

Sostiene che il signor Casu è stato trattato con grosso riguardo da tutto il personale, che lei ha visto al momento del ricovero Giuseppe dare più volte pugni al muro, ma è la figlia che lo vede solo il giorno dopo del ricovero che si accorge e segnala la mano destra gonfia e violacea…

Sono “comparsi” episodi di aggressività verbali e fisici non riportati in cartella né documentati altrove che giustificherebbero il protrarsi della contenzione fisica. La Cantone ha affermato che LEGARE ERA UNA PRASSI in quel reparto, che non esiste un “regolamento” riguardo alla contenzione e alla sedazione farmacologica, per cui ogni psichiatra farebbe a sua discrezione.

Ha affermato che nell'intero ospedale ss trinità non è possibile effettuare un esame ALCOLEMICO per capire se una persona ha bevuto, per cui lei ha stabilito di somministrare a Casu ALCOVER perché gli aveva sentito odore di alcol in bocca; nonostante il medico di famiglia (che conosceva Casu da dodici anni) avesse escluso che fosse alcolista, ha preferito comunque somministrargli il farmaco per scongiurare una crisi da astinenza. La cosa rilevante è che questo farmaco è dannoso per un paziente epilettico e che peraltro era trattato con un farmaco a base di benzodiazepine che già lo “proteggeva” da un eventuale crisi d'astinenza alcolica. La dichiarazione più assurda e grave è stata che aveva ritenuto OPPORTUNO DARGLIELO ANCHE SE FOSSE STATO SOLO UN' ASSUNZIONE EPISODICA (come a dire che dopo un'ubriacatura dovremmo prendere tutti un po' di alcover).

I lacci con cui Casu era legato diventavano nel racconto LUNGHI per consentirgli di alzare il tronco e poi CORTI per evitare che si facesse male, poi di nuovo LUNGHI quando si è strappato il catetere (posizionato in un uomo vigoroso e in salute, entrato sulle sue gambe nel reparto, che avrebbe potuto mangiare e urinare liberamente).

Alla fine non si è capito chiaramente se era agitato, aggressivo, o talmente sedato da non poterci né parlare né risvegliare scuotendogli una spalla; fatto sta che neanche da sedato e legato gli hanno fatto una radiografia...perché era troppo agitato (in una clinica veterinaria riescono a fare le radiografie alle tigri). Le dosi dei farmaci superavano (a volte in misura doppia) le dosi prescritte dai bugiardini. Prima di somministrare alcuni farmaci sarebbe stato necessario praticare un elettrocardiogramma, ma la dottoressa ha sostenuto che è diventato obbligatorio solo dal 2007. Infine il parere dei periti farmacologi (assolutamente contrario alla terapia e alle dosi) è ininfluente perché solo gli psichiatri lavorano sul campo e solo loro si trovano a dover trattare pazienti che hanno contemporaneamente diverse malattie (purtroppo è affidata a loro la sperimentazione sull'interazione tra farmaci!).

Prossima udienza il 26.03.09 pomeridiana dalle 14:30 alle 17 verrà sentito l’ex primario Turri e si inizia con i loro testimoni, ricordiamo che l’udienza è pubblica per chi volesse partecipare.

Comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu





PS Oggi su Liberazione c'è una bella prima pagina su come la 'ndrangheta opera nel nord. Finalmente ci si sta occupando di questa enorme montagna di merda di cui io,come sapete, mi sto operando per farla conoscere. E sono contento che ora a farlo sia un giornale che per me ha un valore affettivo.

12 commenti:

articolo21 ha detto...

Giustizia per Giuseppe Casu. E non solo per lui...

princicci ha detto...

questa storia tristissima la ricordo molto bene.....GIUSTIZA PER CASU!!!!!!mi unisco al coro di gente che non si stanca di chiedere verità e giustizia per tutte queste innocenti vittime del sistema!!!!!!ciao incarcerato...un bacio claudia

Anonimo ha detto...

Molto interessante il tuo blog ed il tuo impegno per chi cerca la verità e la giustizia! Io ho 23anni ed i miei genitori mi hanno tramesso valori ed ideali per i quali (nel mio piccolo!) lotto. E mi hanno raccontato tantissime storie: quella di Fausto Tinelli e Iaio (Lorenzo Iannucci), quella di Giorgiana (Masi), di Walter (Rossi) di Valerio (Verbano) di Piero (Bruno)....e tantissimi altri ragazzi dei loro tempi. Ai quali ho aggiunto le "mie" storie: Carlo, Dax....Loro tutti hanno lottato (e sacrificato la loro vita) per la stessa società che vorrei io...Anche per loro (permettimi) io vorrei verità e giustizia. Perchè non l'hanno avuta, e una società che tace e dimentica è una società colpevole.
Ciao! E grazie per le altre storie che mi hai fatto conoscere!

Francesco

l'incarcerato ha detto...

Grazie a te Francesco, vedi purtroppo la storia italiana è costellata da tutte queste morti. Purtroppo anche noi abbiamo i nostri desaparecidos, con la complicità dello Stato.

Ma fino a quando c'è gente come tutti voi che crede nella verità e giustizia, un barlume di speranza c'è ancora.

L a voglia di lottare non cesserà mai!

rebelde ha detto...

Anche nel mio cuore c'è (la)liberazione e come te oggi mi sono sorpreso vedendo la prima pagina.
Peccato che sugli altri giornali se la trovi la trovi in ottava pagina nei trafiletti di cronaca.
L' importante per gli italiani è sapere che i rumeni sono tutti figli di puttana e che i negri vengono a rubarci il lavoro.
Apprezzo il tuo impegno, continua così.

upupa ha detto...

caro incarcerato....mi ripeto...questo paese è diventato la patria dell'impunità,dell'ingiustizia,dell'indolenza del potere,dell'abbandono dei diritti umani....l'arroganza,poi, di chi si nasconde dietro le "direttive",le formalità consolidate,mi indigna sempre di più...
un complimento a Francesco che,suppongo,giovane è sensibile e interessato ad episodi che hanno fatto dell'Italia una terra di nessuno.ma noi non molliamo!!!!!!
sempre vigili

Punzy ha detto...

temo che DAVVERO gli psichiatri abbiano un margine enorme di discrezionalità nella cura dei loro pazienti. una vacatio legis, senz'altro che non esclude in alcun modo la responsabilità civile che hanno nella cura dei pazienti.
purtroppo ho avuto un caso di malattia psichiatrica in famiglia, l'abbandono a cui lo stato ti lascia è avvilente

riri ha detto...

Giustizia per Casu...ed altri
Grazie I. per tenerci sempre informato al meglio. Buona giornata.

Franca ha detto...

"...In un'aula di tribunale è molto difficile trovare la verità e di conseguenza giustizia...

Buon Dio che frase pesante!
E dove se non in tribunalew uno dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) trovare verità e giustizia?

stefania ha detto...

E' una storia come al soito tutta all'Italiana fatta di assurdita' e mala sanita'.......dove l'elemento umano non viene preso in considerazione ma distrutto nella sua essenza.
A questo si aggiunge la pesantezza e il dolore che la famiglia deve subire durante le varie fasi processuali.

Ishtar ha detto...

Grazie per aver postato il punto di vista del comitato che non poteva non pronunciarsi dato che la stampa ha riportato un quadro relativo...presto lo pubblicherò anche io ma non ora magari in prossimità della prossima udienza giusto per non perdere il filo, buona giornata :)

Vagamundo ha detto...

Ciao.
A questo proposito ti segnalo che stasera alle 21.15 su radiocristal.it trasmettono un'intervista telefonica a rappresentanti del Comitato Veritá e Giustizia per la morte di Giuseppe Casu.


Un saluto