sabato 7 febbraio 2009

Una lettera di una signora come Welby.

Caro Direttore,
sono Marina Garaventa, ho 48 anni e sono, più o meno, nella stessa situazione in cui era Piergiorgio Welby: come lui, ho il cervello che funziona benissimo, diversamente da lui, posso ancora usare le mani e la mimica facciale.

Come ho seguito il caso Welby, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro e mi sono «rallegrata» della sentenza che ne sanciva la conclusione, sperando che nessuno si permettesse di intromettersi in un caso così delicato e personale. Non avevo la benché minima intenzione di dire o scrivere alcunché fino all’altra mattina alle 7 quando, ascoltando i primi notiziari, ho sentito tante «cazzate» che mi sono decisa a dire la mia. Io sono abituata a esprimere opinioni, dare giudizi e consigli solo su cose che conosco bene e che ho vissuto personalmente e mi piacerebbe tanto che tutti si regolassero così, evitando di aprire la bocca per dare aria a sentenze basate su mere teorie filosofiche e moral-religiose.

Con queste parole mi riferisco, in particolare, alle recenti «sortite» di alcuni personaggi noti che, in un delirio di onnipotenza, dicono la loro, scrivono lettere patetiche e organizzano raccolte pubbliche di bottiglie d'acqua: le bottiglie, a Eluana, non servono perché sia l'acqua sia la nauseabonda pappa che la tiene in vita e che anch'io ho provato per mesi, le arriva attraverso un sondino. Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantante preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest'argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welby è stata negata la messa e, invece, il «benefattore» della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.

A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell'attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest'esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, «affanc...».

A sostegno di quanto detto finora, aggiungo che, nonostante io non possa più camminare, parlare, mangiare, scopare e quant'altro, amo questa schifezza di esistenza che mi è rimasta e mai ho avuto il desiderio di staccare la spina del respiratore che mi tiene in vita. Nonostante tutte le mie limitazioni, io ho una vita intensissima: scrivo su alcuni giornali locali, tengo un blog (www.laprincipessasulpisello.splinder.com), ho un'intensa vita di relazione e, in questo periodo, sto promovendo un mio libro che narra di questa mia splendida avventura. («La vera storia della principessa sul pisello», Editore De Ferrari , Genova).

Sicuramente qualcuno penserà che voglio farmi pubblicità e, in un certo senso, è vero: io voglio, per quanto posso, dar voce a tutti quelli che sono nella mia condizione e non sanno o non possono dire la loro.
Parliamoci chiaro: i malati come me, come Welby ed Eluana, sono già morti! Sono morti il giorno in cui il loro corpo ha «deciso» di smettere di funzionare e hanno ricevuto dalla tecnologia, che io ringrazio sentitamente, l'abbuono, il regalo di un prolungamento dell'esistenza. Ma come tutti i regali, anche questo vuol essere contraccambiato con merce altrettanto preziosa: una sofferenza fisica e morale che solo una grande forza di volontà può sopportare. Nel momento in cui il gioco non vale più la candela il paziente deve poter decidere quando e come staccare la spina. Lo Stato deve garantire la miglior vita possibile a questi malati, tramite assistenza, supporti tecnologici e contributi ma non può arrogarsi il diritto di decidere della loro vita sulla base di astratti principi etici, molto validi per chi sta col culo su un bel salotto, ma che diventano assai stucchevoli quando si sta nel piscio. Eluana non può più decidere ma chi le è stato vicino, nella gioia e nella sofferenza, chi l'ha conosciuta e amata non può dunque decidere per lei, mentre possono farlo persone che, fino a ieri, non sapevano neppure che esistesse?

Io sono pronta a chiedere umilmente perdono se questi signori mi diranno che, nella loro vita, si son trovati in situazioni come la mia o come quella di Eluana e delle nostre famiglie ma, francamente, non credo che la mia ammenda sarà necessaria.

Concludo ringraziandola e sperando che voglia dare voce anche a me che parlo con cognizione di causa e non per fare della filosofia.

tratto da La Stampa.it

http://www.laprincipessasulpisello.splinder.com/
Vi invito a partecipare alle manifestazioni che si stanno svolgendo per la difesa della laicità di questo Stato e lo Stato Di Diritto. Per il padre di Eluana, e per Eluana stessa.



23 commenti:

Elsa ha detto...

mi son ripromessa di non pronunciare più il suo nome...per rispetto alla famiglia.
Grazie per la lettera della signora, le tue perle sono sempre gradite.
bellissimo post.
Elsa

paoladany ha detto...

l'Ho sempre pensato è una decisione che spetta SOLO ai suoi familiari ed a nessun altro.

princicci ha detto...

ciao incarcerato il tuo post è assolutamente perfetto!!!!!l'ho letto due volte nel timore di scordare qualcosa.......speriamo che si riesca a far ottenere a tutte queste persone la dignità che meritano permettendo solo a chi le ama veramente di decidere per loro...... GRAZIE ! a presto claudia

amatamari ha detto...

Grazie Incarcerato.

Rosa ha detto...

E' scandaloso quanto sta avvenendo! Berlusconi questa volta ha fatto proprio schifo, ha avuto il coraggio di usare una vicenda umana, una delle più tragiche direi, per infliggere un altro duro colpo a quello che rimane della democrazia.
A tutti gli altri che si stanno sciacquando la bocca con PAROLONI, dico:
"Avete mai provato ad assistere per lunghi anni un esserino, che non fa altro che implorare tutti i giorni pietà?"

STATE ZITTI PER FAVORE!

ZITTI

Grazie a te incarcerato mi sento, ci sentiamo meno soli

Rosa

Silvia ha detto...

Tutto questo è ineccepibile.

"... Eluana non può più decidere ma chi le è stato vicino, nella gioia e nella sofferenza, chi l'ha conosciuta e amata non può dunque decidere per lei, mentre possono farlo persone che, fino a ieri, non sapevano neppure che esistesse?" questo passo ha detto tutto, TUTTO.

VERGOGNA a chi si permette di sputare sentenze su cose di cui non sa, di cui non capisce NULLA!

NADIA ha detto...

Hola,
silenzio e rispetto per favore!!!!

Franca ha detto...

"...i malati come me, come Welby ed Eluana..."

Mi permetto di far notare che la situazione di Eluana è molto diversa da quella di Welby e di questa signora...

l'incarcerato ha detto...

Franca non so ma forse ti è sfuggito questo passaggio : ...ho seguito il caso Welby, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro...

NicKappa25 ha detto...

E' tutto così schifoso.
La lettera è interessante, grazie d'averla proposta.

Voglio un mondo senza questi stronzi politici italiani. Quanto devo aspettare, se è lecito!?

upupa ha detto...

...CARO INCARCERATO UN COLPO DI STATO COME QUESTO IO NON ME LO RICORDO....SONO VERAMENTE FASCISTI PREPOTENTI E "PERICOLOSI"...
Italia svegliati......

bradipa ribelle ha detto...

questa lettera risponde esattamente a tutto quello che penso, queste decisioni dovrebbero essere rimandate alla coscienza individuale e non alla politica...

bradipa ribelle ha detto...

incarcerato, prendo in prestito questa lettera e la pubblico anche sul mio blog, è troppo vera per non essere diffusa...

un abbraccio

La Mente Persa ha detto...

I genitori di Eluana sono stupendi.
Ci vuole molto coraggio a parlare e lottare mentre ti costringono a giustificarti per una decisione famigliare e intima.

I miei migliori auguri alla famiglia Englaro.
gio

La Mente Persa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gatta bastarda ha detto...

la lettera in questione è di una donna veramente straordinaria... ho visitato ora il suo blog...
pensare che abita a pochissimo km da me...

stefania ha detto...

Grazie x aver postato questa lettera, per il resto ho ripromesso a me stessa di non voler pronunciare piu' alcuni nomi tra i quali anche quello dal quale sei andato a P.zza Navona, che e' proprio una pietra una zavorra al collo.
Massimo rispetto PER LA FAMIGLIA DI ELUANA, spero di poteri vedere presto cioe' l'11 a p.zza Montecitorio.
Tutto quello che posti e' molto bello.

l'incarcerato ha detto...

Ciao Stefania, scusa se preciso ma io sono andato a piazza Farnese e non per lui, ma per difendere lo Stato di Diritto. C'erano i familiari delle vittime di Mafia. E infatti ancora una volta un governo ha contrastato una sentenza di tribunale. Una vera e propria vergogna. Specialmente quando si specula sulle vite delle persone.

Ci vediamo mercoledì. ;)

desaparecida ha detto...

ehi...
scusami se non aggiungo nulla.
Ti abbraccio :)

chit ha detto...

Mi ero ripromesso anch'io di non parlarne mai e poi mai nel mio blog ma questo weekend non ho resistito anche perchè mi sembra si sia passato e di molto il limite!

Franca ha detto...

No Incarcerato.
Il passaggio non mi è sfuggito.
Io reputo il caso Englaro non più grave di quello di Welby, ma proprio diverso, non paragonabile.
Welby e la signora che ha scritto sono vivi perchè capaci di intendere, volere e relazionarsi col mondo.
Eluana non lo è...

l'incarcerato ha detto...

Hai ragione su questo punto, scusami ma avevo capito male! ;)

Ale ha detto...

post veramente molto bello...
ci dimentichiamo delle testimonianza che possiamo avere ogni singola ora da persone che conoscono la situazione..che sanno cosa vuol dire vivere in quel modo..

grazie ancora una volta per le tue belle parole...sono certo che ciò che dici corrisponde a verità, ed confortante avere questo tipo di appoggio..
buona settimana