mercoledì 4 febbraio 2009

Una lettera di Primo Levi

Forse sono stato l'unico a non aver dedicato un post alla giornata della Memoria. E allora cercherò di riparare e lo faccio a modo mio "regalandovi" questa lettera, trovata nel libro di Pino Cacucci, che Primo Levi scrisse per Sante Notarnicola. Per chi non lo conoscesse, dico brevemente che lui era ed è un ribelle, un rivoluzionario, un uomo che aveva fatto parte delle Banda Cavallero. Notarnicola, quando finì in prigione, divenne un grande agitatore. Fu tradotto in carceri tremende come quelle di San Vittore, e si diede molto da fare, dall'interno, a cambiare i regimi carcerari. Lo spostavano in continuazione, ma ovunque andava creava agitazioni. Oltre ad essere un ribelle, era un grande poeta. E lo è tuttora, ora gestisce un'osteria al centro della città. E conosceva Primo Levi:

Caro Notarnicola,
ho ricevuto le tue poesie solo adesso, alla riapertura degli uffici di Einaudi presso cui giacevano. Le ho subito lette con partecipazione intensa.
Tu mi conosci quanto basta per sapere che io non sono d'accordo nè con l'introduzione del volume nè con la premessa. La tua dedica mi ha toccato, e te ne ringrazio, ma non posso accettare l'equiparazione del carcere coi Lager. So bene( e i tuoi versi ne rendono tremendamente l'angoscia) quanto sia duro essere privati della libertà, ma in Lager questa era l'ultima delle sofferenze, percepibile solo nelle poche ore di tregua: prima venivano la fame, il freddo, la fatica, l'isolamento, la morte intorno. In Lager non era una punizione; non c'era traccia di giustizia, neppure di quella giustizia borghese che tu, a ragione o torto, rifiuti, e che credo, nel tuo caso, non sa riconoscere quanto tu sia migliore delle tue teorie, e quanto sproporzionata la misura della pena a quella della colpa.

Detto questo, devo subito aggiungere che le tue poesie(alcune come sai, le conoscevo già) sono belle, quasi tutte; alcune bellissime, altre strazianti. Mi sembra che, nel loro insieme, costituiscano una specie di teorema, e ne siano anzi la dimostrazione: cioè, che è poeta solo chi ha sofferto o soffre, e che perciò la poesia costa cara. L'altra, quella non sofferta, di cui ho piene le tasche, è gratis. Memorabile fra tutte, addirittura miracolosa per concisione e intensità è "Posto di guardia". Ti ringrazio per avermele mandate: le rileggerò, le farò leggere e ci penserò sopra.


Pensaci sopra anche tu: forse lo scrittore è il tuo destino e (in molti sensi) la tua liberazione.

Primo Levi
5 settembre 1979


32 commenti:

l'incarcerato ha detto...

Posto di Guardia

Il guardiano piu' giovane
ha preso posto
davanti alla mia cella


"Dietro quel muro-mi ha indicato-il mare è azzurrissimo"

Per farmi morire un poco
il guardiano piu' giovane
mi ha detto questo.

Sante Notarnicola

davide ha detto...

Notarnicola, rivoluzionario appassionato e sincero.
Ho dedicato un post a lui e agli italiani irregolari tanto tempo fa.
Chiaramente tra tanti banditelli ,lui spicca per sensibilità politica e intellettuale

Certo ha ragione Levi sulla differenza tra lager e prigioni,ma viene anche da domandarsi:il carcere nonè forse il luogo dove le classi dominanti spediscono le classi subalterne dopo averle indotte alla disperazione economica e di ruolo sociale?
La risposta per me è si. Con buona pace dei giustizialisti,ai quali rammento di ascoltare attentamente la canzone In prigione In progione di Bennato

Bastian Cuntrari ha detto...

Sono contenta che, seppure in questo modo anomalo, tu abbia ricordato l'immane tragedia: mi sei mancato, quel giorno...

Bruno ha detto...

no no....ora sono rimasto solo.... anche io non avevo pubblicato nulla solo per il fatto che avevano bombardato il sistema tra media, internet, blog, ecc....e solitamente, per come sono fatto, dopo un po' le stesse notizie mi nauseano......hai fatto bene a far passare un po' di tempo....perchè tutti ci ricordiamo di quel giorno a cavallo del giorno stesso e per il resto dell'anno???? bisognerebbe allargare l'informazione e non concentrarla durante la giornata della memoria.....

articolo21 ha detto...

Sempre interessanti e veri i tuoi post, incarcerato.

Crocco1830 ha detto...

Bella questa lettera di Primo Levi. Anche io, a differenza dell'anno scorso, non ho scritto post sul giorno della memoria.
Anche se era una giornata che avevo nella testa. Mi sembrava di non avere niente di nuovo da dire, e così mi sono messo a leggere "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino.

Tua madre Ornella ha detto...

Incarcerato,
immane tragedia, alla quale purtroppo non possiamo fare niente oggi, se non ricordare.
Io ho una libreria e quest'anno per il 27 gennaio ho fatto:
metà vetrina shoah e metà carceri italiane (libri scritti da ex carcerati) il messaggio che volevo lanciare è, che secondo me ,piangere su ciò a cui non si può fare piu' niente è facile, difficile è rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per tutti quelli a cui potremo invece dare un'aiuto (perchè le carceri italiane sono lager...) Ti invito a fare un post con tutti i "suicidi" in carcere dell'anno 2008, calcolando che come dice Pannella l'80% sono omicidi, ma fallo citando i dati.....(prova a sommarli a quelli degli anni precedenti, e vedrai che un'altra shoah è tutt'oggi in atto, mancano le camere a gas, ma hanno "strumenti"
anche piu' semplici, ma altrettanto efficaci.....)Forse domani i nostri figli ricorderanno questa di shoah .... e non l'altra.
Bel post....

Un Bacio
Ornella

upupa ha detto...

..caro incarcerato senza nulla togliere allo strazio della shoah,mi sembra che ne siano in atto tantissime...e non riusciamo a fare nulla.....bisogna guardarsi intorno e riflettere!!!!!!!!!

l'incarcerato ha detto...

http://incarcerato.blogspot.com/2008/11/carceri.html

Alessandro Tauro ha detto...

Non credo di poter condividere un equiparazione tra lager e carceri, ma la lettera di Levi costituisce, comunque la si voglia pensare, uno straordinario spunto di riflessione, così come la dimostrazione che divergenze di idee non necessariamente vanno a soffocare le differenti sensibilità umane.

Ripeto, non credo di condividere l'equiparazione tra carcere e lager, ma è anche vero che in questo paese (e non solo) spesso fanno di tutto per fartelo pensare...

bradipa ribelle ha detto...

stupenda lettera... la poesia costa cara, si è proprio vera...

stupenda la poesia che hai scritto qua tra i commenti, niente può rendere in maniera migliora cosa possa voler dire essere privati della propria libertà...

aggiungerei

quando un carcerato piange
l'uomo libero trema

mau/C ha detto...

Quando mio figlio Giona sarà un pò più cresciuto gliela leggerò-

Concordo pienamente con davide-

Conosco dei posti che sono dei lager pur senza esserlo: i campi Rom come quello di Secondigliano, 800 esseri umani stipati in prefabbricati orribili che confinano con un carcere vero e con una strada statale, credo che Inca sappia di cosa parlo.. il paragone è possibilissimo, l'orrore continua celato sotto altri nomi.

liga1 ha detto...

Davvero un bel post e complimenti per il blog, ti ho linkato, ciao! :)

riri ha detto...

Incarcerato, questa me la copio, e ti ringrazio.
Un caro saluto

il monticiano ha detto...

E adesso incarcerato che faccio?
Il dilemma c'è e devo riflettere, molto onestamente lo ammetto. Anche se quello che ha detto Primo Levi è maledettamente vero.
Passo ad un argomento più leggero. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè, vecchio come sono, mi emoziono ad ascoltare quella canzone dei Nomadi, non mi sento ridicolo e torno ad essere uno di quei giovanni che cantavano a squarciagola.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Ok sarai arrivato anche dopo ma che post!

fratello vento ha detto...

adoro primo levi! crudo e realistico nel descrivere incredibili realtà!!

Uhurunausalama ha detto...

Grazie per il post!!Sempre interessante!!
ps.io non ho dedicato un post ala giornata della memoria..

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Primo Levi è stato tra i massimi testimoni dell'olocausto,può essere citato in ogni momento,a prescindere dalla giornata della memoria.

La risposta su Google latitude

Ritengo la nuova tecnologia studiata da Google,interessante,da la possibilità d'essere reperibili a piacimento,possono essere molteplici le occasioni utili per sfruttarlo.

Il voyerismo esiste e non tramonterà mai,dipende quanto desiderio si ha di partecipare a tutto ciò.

Facebook,che io sappia non è praticato da nessun soggetto del blog Freedom,lo ritengo un'abuso di personalismo,tuttavia se piace va sfruttato.

Saluti,Dalida

desaparecida ha detto...

ecco ero passata per la buonanotte....ma che post! :)

LENINGRAD COWBOYS ha detto...

Era un grande Levi. Stiamo perdendo la memoria e l'analisi critica. L'Italia berlusconiana è un mix d'ignoranza e oblio: ci mancano personaggi come Levi, Moravia, Gadda. Te li immagini nell'Italia di oggi?

marco

princicci ha detto...

incarcerato, stavolta mi lasci senza parole!!!!!ma del resto che si può aggiungere difronte a tanto dolore???????ricambio il tuo saluto e ti ringrazio.....a presto claudia

amatamari ha detto...

Grazie

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Incarcearato...amico...andiamo avanti anche per loro.
Un abbraccio.

Andrea ha detto...

La poesia è straordinaria e la lettera bellissima.

Franca ha detto...

No, non sei stato l'unico.
Quest'anno non l'ho fatto neanch'io...

Punzy ha detto...

il modo intenso e pacato in cui levi affronta la divergenza di opinioni con notaricola é veramente una lezione di vita per questi tempi inutilmente rissosi

fabiopensiero ha detto...

Pagina orribile della nostra storia, ma ora serve a far vivere emozioni importanti quando si parla di giustizia, umanità, diversità, non potevi scegliere meglio la colonna sonora, grandi Nomadi!grandi tutte le vittime!

Aride ha detto...

Bella, bella davvero....

Gap ha detto...

Anche se nessuno ci ha fatto caso, la mia testata è cambiata da un po' di tempo. Ho accumunato la tragedia degli ebrei e la tragedia dei palestinesi. E' evidente che è una forzatura ma rende il mio stato d'animo.

silvio di giorgio ha detto...

se continui a sbagliare il mio nome non passo più a trovarti..:-)

pierprandi ha detto...

Sarai pure qualche giorno in ritardo... Ma ne valeva la pena! Un saluto