sabato 28 febbraio 2009

Una lettera dalla Palestina 2...

Gerusalemme è una di quelle città che mi hanno sempre affascinato per la sua storia. Una città che nel corso della storia è stata distrutta e ricostruita, assediata e conquistata, amata e odiata. E' il cuore della multi religiosità, che passa dal muro del pianto, attraversa il Santo Sepolcro, fino ad arrivare alla Moschea Al-Aqsa

Gerusalemme nel 1950 è diventata capitale di Israele, e giustamente la parte est, da allora, rivendicata dai Palestinesi. Inutile dire che attualmente tutti i massimi esperti giuridici internazionali considerano Gerusalemme est un territorio occupato. Alla faccia di chi ostinatamente difende a tutti i costi l'operato Israeliano.

A Gerusalemme i palestinesi per fare qualsiasi cosa devono sempre ottenere il permesso dall'autorità israeliana. E a quanto pare nei loro confronti non c'è alcun comportamento democratico.

La mia amica che mi inviò questa lettera, ha avuto un'altra esperienza che gli rimarrà impressa nella sua memoria, e grazie a lei potremmo sapere cose che dai nostri giornali e telegiornali non sapremo mai.


Il filosofo Nietzsche ci ha sempre detto che non esistono fatti, ma solo interpretazioni. Interpretate come volete ciò che ci racconta, ma per me c'è un fatto: la prepotenza israeliana non ha limiti.


Le armi della cultura...sabato 21 febbraio,una giornata a Gerusalemme...

Sabato 21 Febbraio il gruppo musicale "candela della liberta'" e il gruppo di dabka "gruppo candela della liberta' per la dabka popolare" (in italiano suonano malissimo questi nomi:P) avevano organizzato una giornata di folkore con canti e danza popolari palestinesi al teatro Nazionale Palestinese "al-Hakawati" di Gerusalemme. Premetto che avevano chiesto e ottenuto il permesso alla questura israeliana.
Tra i cantanti c'era la mia amica (ormai sorella) palestinese Katreen...per due mesi l ho vista pochissimo perche' sempre impegnata con le prove...ma finalmente arriva il sabato. Io ero emozionatissima forse anche piu' di lei...la sua prima volta su un palcoscenico. Pioveva e grandinava a Gerusalemme Sabato...e i fiori che le avevo comprato sotto l'effetto dell'acqua non facevano piu' la stessa figura.

Ma non importava....

Mi avvio al teatro, di corsa che non volevo far tardi...non ricordavo bene dove fosse.
Lungo la strada inizio a sentire canti e suoni di tamburi...mi dico sono vicina!!! In realta' erano loro ad essere vicini a me...
vedo tutti gli artisti in strada...i giovani palestinesi del gruppo di dabka che cantavano e ballavano sotto la pioggia. Era una scena molto bella...ma non capivo...e il teatro????

Cerco invano la mia amica Katreen ma con poca fortuna poi finalmente incontro un suo amico e chiedo spiegazioni. "L'esercito ha chiuso il teatro, ci spostiamo al circolo sportivo"....guardavo i fiori bagnati....guardavo il gruppo che imperterrito continuava a cantare e ballare....li ho seguiti, sembrava una piccola manifestazione...in fondo lo era.

Arriviamo al circolo.

Ad aspettarci c'erano gia' diverse camionette di polizia e dell esercito...cerchiamo di entrare nel circolo ma a forza ci spingono fuori. Una anziana donna urla che suo figlio era ancora dentro...loro le dicono di non preoccuparsi ma lei insisteva "non toccate mio figlio, fatemi entrare, non toccate mio figlio"...a quel punto uno dei soldati ha reagito spingendola con forza scatenando la reazione dell unico ragazzo piu' giovane che era li' assieme alle donne e che abbiamo trascinato via per non farlo prendere dai soldati.

Continuavo a guardare i miei fiori....e quei bambini e ragazzi vestiti per danzare e mi chiedevo perche'?
Una iniziativa culturale cosi' ristretta (tra artisti e presenti eravamo forse 100, io l'unica occidentale) che fastidio poteva dare?
Forse e' stata solo una dimostrazione di forza? Un ricordare ai palestinesi che sono sotto occupazione?
Forse l hanno fatto perche' quest'anno Gerusalemme e' la capitale della cultura araba e quindi occorre impedire anche il piu' piccolo evento culturale per dimostrare che Gerusalemme non e' araba???
......certo e' che una piccola manifestazione come quella si e' trasformata in un importante evento politico..

I Fatti
gli artisti arrivano al teatro per sistemare le ultime cose, alle 17 (16 ora italiana) era previsto l'inizio.
Alle 16.50 arrivano dei rappresentanti dei servizi segreti (mukhabarat) e danno 5 minuti per lasciare il teatro. I responsabili dell iniziativa mostrano l'autorizzazione della questura ma non serve a niente. Iniziano a chiedere nomi e documenti di identificazione facendo minacce del tipo: "volete fare la festa?? sta notte ve la facciamo vedere noi la festa". arriva polizia ed esercito
Ci son stati diversi scontri...un ragazzo e' stato picchiato dopo di che la gente ha lasciato il teatro per recarsi al club alhelal, un piccolo circolo sportivo poco lontano da li' ma polizia ed esercito hanno occupato e chiuso anche quello.


20 commenti:

riccardo gavioso ha detto...

terrorista è anzitutto chi prende in ostaggio e poi uccide la libertà.

davvero un ottimo blog, complimenti e un buon fine settimana!

upupa ha detto...

...carissimo...fino a quando dovremo assistere alle violenze gratuite che queste persone continuano a fare? Quando il mondo capirà che la violenza non è lo strumento per sistemare le cose? Quando i "grandi" cominceranno ad usare la ragione e a non far piangere più la gente?So che le mie domande non avranno mai risposte,ma io continuo a farle..con la speranza che qualcuno ascolti, che alzi gli occhi al cielo e veda quale meraviglioso mondo può essere il nostro..e c'è posto per la pace!!!

riri ha detto...

la violenza come sempre ne richiama altra...sono contraria, però se dovessi difendermi, in una situazione di conflitto di piazza, penso che non starei a guardare con le mani in alto..
le tue lettere....sono da rileggere, sempre.
Ciao I.

Fra ha detto...

Violenza sempre violenza, spirale senza fine che schiaccia qualsiasi segno di normalità, come può essere una rappresentazione. Mi preoccupa molto la questione in mediorientale, mi chiedo se ci sarà mai una fine.un caro abbraccio e grazie per le cose stupende che ci fai leggere

Aleph ha detto...

Chi si chiede se non ci sarà mai fine alle violenze e alle guerre in medio oriente chiedo : ma ci siete o ci fate???? NON SI VUOLE CHE ABBIANO FINE, e per motivi diversi non lo si vuole da entrambe le parti, sostenute a loro volta da molte altre parti...ciao recluso

Bruno ha detto...

troppa gente ci guadagna sulle guerre quindi sulla morte degli altri....
ciao carissimo...buon week

Alessandro Tauro ha detto...

Stupendo questo post, straordinaria la lettera, terribili come sempre i contenuti.
Terrorismo è ogni forma di violenza organizzata contro una popolazione civile per scopi politici. E per scopi politici non intendo solo le rivendicazioni di gruppetti armati, ma anche la volontà di opprimere un popolo, l'umiliazione continua ai danni di donne, uomini e bambini.
Questo è terrorismo.
E, per quanto poco politically correct, la politica del governo israeliano (soprattutto di quello che arriverà a breve) non è meno terroristica di quella dei movimenti islamici quali Hamas o Hezbollah.

PS: mi hanno stupito molto le parole dell'ex generale statunitense Wesley Clark sul popolo palestinese riportare in apertura del video.
Non me le aspettavo proprio...

stefania ha detto...

Inc. carissimo stesse scene stesse storie a volte cambiano solo i luoghi, violenza paura sopraffazione odio queste sono le solite modalita' che certa gente usa per gestire un potere.
Sempre morti battaglie guerre e mi trovo sempre a sperare che un giorno CHISSA' QUANDO qualcosa possa cambiare.
Oggi sentendomi depressa penso che non CAMBIERA' MAI NULLA perche' e' nell'uomo il senso della sopraffazione e noi siamo solo minoranze forse senza volto ne' voce.

Anna ha detto...

Provo un grande senso di impotenza quando leggo cose così. Lo provo troppo, e per troppe cose, in questi ultimi tempi...

Tua madre Ornella ha detto...

Carissimo Incarcerato,
quando la massa dirà basta a tanta violenza?? Italiana/israeliana ecc.ecc. solo la massa può farlo con un urlo che squarcia il cielo, ma deve essere globale, non una/due/tre/cento persone, queste,tutte, possono essere tacitate con la violenza, ma tutti insieme??
Ma siamo lontani da questo .... è un'utopia... siamo pochi, troppo pochi è piu' facile guardare il grande fratello che leggere te sai???
Un bacio
Ornella

Franca ha detto...

"...la prepotenza israeliana non ha limiti..."

Perfettamente d'accordo con te...

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Ho condannato e continuo a condannare le stragi e l'ultima carneficina compiuta dagli israeliani in Palestina,tengo anche a precisare che i razzi kassam lanciati anche ieri non aiutano la pacificazione di quella terra.

Mi rendo conto delle effettive difficoltà del popolo palestinese,ma avendo solo l'arma della provocazione o poco più,peggioreranno la loro condizione di vita.

Buona settimana entrante,

&& S.I. &&

amatamari ha detto...

Nel caso avessimo avuto dei dubbi sull'attuale politica del governo israeliani...

Una testimonianza preziosa, grazie per averla inoltrata pubblicamente.

Elsa ha detto...

cio che scrivi arriva diretto alla coscienze. E' una grande porcata quello che continuano a fare, le tue lettere sono una gemma preziosa.
grazie per esserci.
Elsa


pss memore sempre dei bimbi di Gaza. Non dimenticherò MAI

emanuela ha detto...

Uno stato fatto a tavolino, sulla terra di altri, non può che difendersi con abusi e violenze. E' la diplomazia internazionale che fa proprio..pena. Un salutone da una testa di capra

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Leggo in silenzio. La violenza é sempre orribile. La bestialità umana non ha mai limiti.

Sub ha detto...

Dice bene la tua amica,

è stata una prova di forza, per dimostrare che Gerusalemmen, come tutto lo stato di israele, è luogo esclusivo di ebrei israeliani. Per gli arabi non c'è e non deve esserci spazio, nel più classico dei pensieri sionisti, purtropppo dominante non solo a livello politico ma sopratutto culturale nella società israeliana.

Dobbiamo iniziare a dire basta a questo tipo di politica, ovviamente con i mezzi a nostra disposizione: ossia BOICOTTAGGIO DISINVESTIMENTO E SANZIONI.

Sub,
redivivo dopo mesi di agonia insonne.

Gatta bastarda ha detto...

la cultura fa paura... anche se un piccolo evento è il significato che era troppo grande ...
violenza solo questo riescono a capire i soldati di qualsiasi nazione.
solo che questo è uno stato creato apposta per fomentare odio e poterci speculare sopra sia da parte di isrele sia da parte di molte nazioni europee.

Gatta bastarda ha detto...

volevo dire paesi euoropei...scusate l'errore...

cometa ha detto...

Arrivo tardi, ma per motivi personali volevo mettere un po' di distanza.

Approfitto per lasciare qui la mia piccola testimonianza.
Sono stato parecchi giorni in Israele e Palestina nel 1990. Collaboravo con israeliani che compattamente, nonostante fossimo stati messi insieme con criteri esclusivamente professionali, erano per un dialogo con i Palestinesi e contrari all'occupazione. Non era periodo di intifada, eppure c'erano continui raid di bande di coloni armati a Gerusalemme est, che menavano e umiliavano i Palestinesi. C'era stata una manifestazione pacifista molto partecipata a Tel Aviv, ripresa dalle telecamere delle forze dell'ordine, ed uno psicanalista che mi aveva invitato a cena (era la mia prima Pasqua ebraica) al di là dell'ovvia schedatura di tutti i manifestanti (lui compreso), era molto preoccupato delle possibili conseguenze.
A Gerusalemme, i miei colleghi mi consigliarono vivamente di non andare nella parte vecchia a partire dal tramonto; ovviamente, al contrario io feci di testa mia. Lì, trovai un'inattesa accoglienza (in qualche modo era loro evidente che non venivo a fare gazzarra), conobbi varie persone con cui simpaticamente chiacchierare, ricevetti alcuni regalucci che mi furono ovviamente sequestrati in aeroporto dalla security. Ci passai quasi tutta la notte, pur con la paura d'incontrare una delle bande che, a detta delle persone con cui avevo parlato, battevano quasi tutte le sere la città vecchia.
Questo successe in un periodo in cui non c'era una tensione particolare.
Era la vita quotidiana di quelle persone.
Ciao, cometa