lunedì 2 febbraio 2009

Attacchi di panico

Questo post lo dedico ad alcune di voi teste di capra che soffrono, e si considerano dei "disturbati" a causa del loro malessere: la crisi di panico.

Gli attacchi di panico aggrediscono molti di voi, sono paure incomprese da chi non le soffre. E' un terrore smisurato di perdere il controllo e di morire, ti colpisce quando meno te lo aspetti, comincia a pulsare il cuore a mille, si ha la difficoltà di respirare, sembra che si soffoca, il terrore ti paralizza, si suda, si ha dei leggeri tremori, ti prendono delle fitte al cuore.

Potrebbe portarti al collasso e alla morte, certo che si può anche morire di paura come di solitudine, di vergogna, di indifferenza.

E tu appanicata e dolce testa di capra hai paura di uscire in compagnia per paura che la crisi ti assalga. Alcune di voi hanno paura di guidare, di nuotare, di assaporare momenti gioiosi della vita, di parlare con un ragazzo o una ragazza che vi piace.
Se ti può consolare sappi che agli imbecilli non verranno mai e poi mai queste crisi, e il tuo DNA è marchiato da una qualità oggi fuori moda: la sensibilità.

Questo tuo problema, questa tua luna nera, un giorno la ringrazierai perchè coincide con quanto di più puro, di alto , di nobile custodisci dentro di te. Nella crisi di panico la parte più bella e migliore di te si rifiuta di confrontarsi con il mondo esterno. Ma io ti capisco, siamo in pochi che ti capiranno ma devi reagire, parlarne, e affrontarla. Ovviamente parlane con tipi come noi, non ti metterai a parlare di rose nella casa del macellaio?

Esistono delle pillole, degli psicofarmaci che ogni qual volta hai delle crisi di panico le prendi. Detto questo lasciali stare, fanno male. Per risolvere la crisi di panico devi affrontarle a viso aperto, svegliati la mattina e fai l'elenco di tutte le paure che ti fanno soffrire e sfidale.

Perfino il più grande rivoluzionario della storia come Ernesto "Che" Guevara soffriva di panico quando stava nell'acqua e sapete cosa ha fatto? Ha raggiunto a nuoto l'isola dove c'erano i malati di lebbra, e da allora la paura svanì.

Care dolci teste di capra, fate come lui: il mostro si affronta, non si aggira. Nessuno può salvarvi dalle crisi di panico, è una delle più illusorie cazzate che vi raccontano, soltanto voi potete farlo.

Siete le mie più belle e leggiadre teste di capra, le migliori, dovete solo avere il coraggio di agire, e uscite fuori, invadete queste città così prive di colori.
Si siete la minoranza,è vero. Ma è la minoranza che ha cambiato il mondo,e voi siete degli esseri così speciali che sarebbe un vero peccato non conoscere.




Ps Sempre a proposito del nostro Stato sempre più autoritario, censore e criminale verso gli immigrati e chi lavora in loro difesa, c'è un appello importantissimo che lo troverete nel blog di Uhuru na usalama.

44 commenti:

Bruno ha detto...

per fortuna e per il momento non ho crisi di panico (e non sono imbecille nè :-D..)pero' ci sono dei momenti, momenti di relax in cui a mente fredda penso a tante cose e in un attimo mi assale la paura...un brivido che attraversa il corpo...... riesco a sconfiggerla ritornando a combattere con la realtà ...... l'unica cosa che mi permetto di suggerire in punta di piedi è di non prendere nessun tipo di medicinale (ti rincoglioniscono e basta) e tentare di affrontare le paure cercando di capirle di sconfiggerle........
so che non facile quindi prendete le mie parole, cosi...come esperienza personale.

angel ha detto...

Siamo tutti un pó incarcerato. Mettemo dentro di noi le nostre paure e sentimenti perché alla societá di oggi sembra che queste persone sono ammalati. Ma chiedo: chi é piú ammalati? essere sensibile per me dimonstra che ancora siamo essere umano vero. e non andróide. Mi piace essere cosi. E tu, no?
Angel

Saretta ha detto...

ceh bel post ıncarcerato. haı ragıone, sıamo tuttı ammalatı ora l unıca cosa da fare é prenderne atto e rımboccarsı le manıche.

Uhurunausalama ha detto...

Grazie per le utilissime info;per fortuna non ne soffro:mi sta solo stretto il paese in cui vivo..magari c'entra un pochino,no? :)

Bastian Cuntrari ha detto...

Scusami, Incarcerato, ma non sono d'accordo. Citi Che Guevara che aveva paura dell'acqua, e l'ha vinta nuotando verso l'isola dei lebbrosi.
Bene: la sua non era una "crisi di panico", ma una ben identificabile sindrome (idrofobia o talassofobia), in cui è perfettamente nota l'elemento scatentante (l'acqua).
Chi soffre di attacchi di panico (DAP), al contrario, non sa di cosa, esattamente, ha paura. È questo che rende la patologia tanto grave da portare, purtroppo spesso, alla morte: per attacco cardiaco, ma anche per suicidio, pur di sfuggire al terrore.
E il consiglio che dai (di non prendere "pillole") è quanto di più sbagliato si possa fare: se si soffre di questa malattia, correre dallo psichiatra (non dallo psicologo), e fottersene di quelli che dicono che dagli psichiatri ci vanno solo i pazzi. Parlo, purtroppo, con cognizione di causa e per esperienza personale.
Il cognato di mio fratello, che la famiglia si vergognava di affidare alle cure di uno psichiatra (quasi fosse un'onta, una macchia sul buon nome della loro fottuta stirpe), si è suicidato - a 34 anni - buttandosi dal 7° piano.
Mio marito, dopo 3 anni di cure ne sta uscendo: e va da uno psichiatra. Che è un medico come un altro. C'è qualcuno che si vergognerebbe di dire che è da 3 anni in cura dal cardiologo?

l'incarcerato ha detto...

Cara, ma come avrai capito non sto parlando della crisi di panico cronica, quella parossistica. Sono attacchi di panico che coinvolgono molte persone, e non dirmi che devono prendere gli psicofarmaci. Purtroppo c'è un abuso di queste sostanze, ed è indice di malessere, di una società malata perchè non riesce ad accettare e comprendere queste persone.

Per favore, l'esempio di Che Guevara lasciamelo passare. Da molte speranza a tantissimi ragazzi. ;)

Bastian Cuntrari ha detto...

Grazie per il cara...
Dopo aver cliccato su "pubblica commento", volevo cancellarlo subito, perché mi sono resa conto di essere stata parecchio astiosa e acida.
Ma gli attacchi di panico, quelli veri, sono una tragedia, per chi ne soffre e per chi è loro vicino, assolutamente impotente.
Scusami, amico mio.

Va be', quella sul Che te la faccio passare...

Crocco1830 ha detto...

Bel post. Bellissima conclusione. Condivido tutto.

Andrea ha detto...

Concordo su tutto tranne su una cosa estremamente importante. Di attacchi di panico NON si muore. Io ne ho sofferto, per 1 anno e qualche mese. I miei attacchi erano di origine post traumatica. Ho affrontato il trauma e ne sono uscito. Non è stato facile e non mi vergogno nel dire che, in un paio di occassioni, ho preso medicinali, dopo, il solo sapere che avevo un medicinale che mi avrebbe fatto passare la crisi ha sedato le successive crisi senza doverlo usare. Comunque è molto importante affrontare il motivo, la causa dell'attacco e ripeto, per chi soffre di attacchi di panico è fondamentale sapere che NON SI MUORE. Il pericolo è piuttosto essere presi da un attacco in auto oppure di "morire" socialmente rinchiudendosi in casa. Ma mai per collassi, infarti o ictus ( che sono le principali paure durante un attacco) . E comunque, è molto più brutto di quanto si possa immaginare.

Silvia ha detto...

Io fortunatamente non ho di crisi di panico ma una persona a me cara ne ha sofferto e so bene cosa significhi...

Gli psicofarmaci fanno malissimo come hai già detto, bisogna affrontare qelle paure fin quando è possibile anche se so benissimo che non è una cosa da poco.

Certo poi se la crisi di panico è cronica allora è bene ricorrere alla psichiatria, a mali estremi estremi rimedi.

Per il resto invece mi sento di dire che viviamo in una società in cui ormai è da routine, quasi di moda, andare dallo psicologo (figura professionale a mio avviso inutile). Basterebbe un pò più di comunicazione tra genitori e figli, in famiglia, anche all'esterno...

Troppo facile portare chi ne soffre dallo psicologo e lavarsi la coscienza.
Il dialogo, una carezza in più, la comprensione e l'affetto sono molto più efficaci di qualsiasi altra cura...E poi, come tu dici "Nessuno può salvarvi dalle crisi di panico...soltanto voi potete farlo."

Un abbraccio

pierprandi ha detto...

Non entro nel merito dalla DAP perchè non ho la conoscenza necessaria, ma quando si tratta di "semplici" paure che portano a brevi momenti di panico sono d'accordo con te. Le paure vanno affrontate, l'esempio del Che calza a pennello... Un saluto

confinidiversi ha detto...

Io credo che il panico sia sintomo di "sensibilità", ma la sua mancanza non necessariamente si identifica con l'ignavia o con l'indifferenza.
E poi bisogna distinguere fra panico e fobia. Ad esempio, l'aracnofobia, deriva dalle paure ancestrali dell'uomo degli insetti e del buio.
Millenni fa, non si distinguevano gli insetti mortali da quelli innocui e la mancanza di stanzialità e di protezione induceva alla diffidenza e alla "paura". Tutto questo, spero di essere stato abbastanza comprensibile, è impresso nel patrimonio genetico. Altri sentimenti, più patologici, derivano dalla società attuale.
Il fenomeno è complesso.
Poi, per carità, anche io sono per affrontare di petto il problema.
Un saluto

stefania ha detto...

I GRAFFI dell'anima quelli che fanno male e che sono li' in agguato pronti a farsi sentire nelle piu' svariate maniere ci sono eccome.
Ad ognuno la scelta dell'aiuto fin dove si puo'e' sicuramente meglio non prendere psicofarmaci, non dimentichiamoci che in america vengono dati anche a neonati e bambini ritenuti irrequieti (uso della mente) e arricchimento delle case farmaceutiche.
Chiaro che in casi che necessitano
e' giusto e sacrosanto e sempre affidarsi in mani nobili che sanno dosarli e avviare nel contempo un percorso analitico.
Perche' non e' assolutamente vero che l'analisi sia una sciocchezza, anzi al contrario se ognuno di noi invece dell'esame di maturita' avesse la possibilita' di fare nelle scuole un percorso di preparazione alla VITA sai come fuonzionerebbe meglio il tutto.
Anche io conosco gli attacchi di panico a me prendevano nella deglutizione (mancanza d'aria), piano piano conoscendoli e riconoscendoli sono anfatiscemando, ma dove si ravvede un bisogno obbiettivo giusto il ricorso al farmacologico.

princicci ha detto...

ciao incarcerato scrivi sempre cose molto belle e interessanti sono assolutamente d'accordo sul fatto di evitare psicofarmaci dei quali si abusa fin troppo e senza valido motivo a mio modesto parere claudia

riri ha detto...

Bravo Incarcerato, scrivi cose che purtroppo sono attualmente e tristemente + di " moda" adesso. Anch'io penso siano in parte dovuti ad eccessiva sensibilità, naturalmente questo non significa che chi non ne ha mai avuto è una specie di animale ( con tutto il rispetto di quest'ultimi, che amo molto)...credo che tutti noi abbiamo avuto dei momenti di panico totale, se il disturbo diventa frequente, va affrontato con esperti, che non sempre sono psichiatri con tanta voglia di imbottire i pazienti di psicofarmaci. Trovarne le cause, parlarne, come tu stesso consigli, è un buon passo avanti.
Buona serata

La Mente Persa ha detto...

Non sono uno pschiatra ma l'attacco di panico credo abbia molto a che vedere con il "controllo".
Forse il dolore della vita a volte ci spinge a temere le cose più impossibili.
Gio

Anonimo ha detto...

bel post, inca io ero attaccato dal panico, è vero è orribilmente superabile ed è vero anche che forse in qualche modo il panico sopraggiungeva in me da me..ma a parte questo è verissimo che bisogna per dignità affrontare gli ostacoli da soli ed io l'ho fatto fino allo stremo ma con umiltà ed io ho vinto, ma è anche altrettanto vero che non abbiamo tutti le stesse potenzialità, che ci sono i deboli che ci sono i casi per cui invece di essere solo molestato puoi venire stuprato e umiliato: da un genitore da un amico da uno sconosciuto dalla luce del sole se vivevi troppo al buio.. e che dunque nonostante io ritenga inutili gli "psi" umani e farmacologici sicuramente questi "simboli" sono necessari per qualcun altro..rilassiamoci
Basterebbe interessarsi all'io ed al sè, amare la poesia o i fiori di campo, respirare aria pura, farfalleggiare mentre il resto incessamente incalza nel medio-estremo-oriente-occidente, ma è sempre più difficile siamo tutti connessi il sangue è splattato come cocacola mentre i bambini della palestina l'hanno già versato, la caritas parla di razzismo e integrazione mentre strappa i figli ai genitori miscredenti..il papa perdona i negazionisti, capiamoci: dobbiamo lottare sapendo che c'è il male come sempre c'è stato -Uè- ne siamo tutti invasi, ed ecco la lotta il panico insorge bussa ti dice non sei solo testa di capra..non è umanesimo non è rinascimento è vita, sopravvivenza basta buonismi basta cani abbandonati che piagnucolano basta santoro BRUCIATE LE TELEVISIONI!!
LE TV INCUTONO PAURA!! free you mind, yo incarcerato sei un grande anche il Che lo era ho una stupenda maglietta argentina dell'ernesto e sono un motociclista, ma non posso seguire quella certezza crollata in un'isola meravigliosa, il comunismo, il mercato, la democrazia..cristo quante balle e non parliamo del progresso..più forti più vecchi più rompiballe e più armati...il mondo nuovo il mondo altro..l'uomo non ha mai rispettato sè stesso cosa vogliamo farci, continua a riprodursi per un solo fine..distruggere
chi soffre di panico è perchè sente intorno a sè tutto questo e l'unica maniera per sputarci sopra è sorridere con amore e non abbassare mai lo sguardo di fronte al nulla.

mau

Ale ha detto...

mi ci ritrovo in quello che hai scritto...
in ogni punto; ho avuto una sola crisi di panico, e non so dirti come mai e perchè, ma è stata una sensazione...quasi piacevole...
stavo malissimo certo, ma ogni tanto vorrei riviverla...non so...forse per sentirmi più vivo, o forse per altre cose.
ciò che hai scritto è vero, sono fobie inutili e spesso non giustificate, ma nonostante questo continuo a pensare a quella mezz'ora di puro panico che ho vissuto..

ps: grazie per il tuo complimento..mi ha fatto molto piacere..
buona settimana

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Un post convincente,almeno nell'intento,per chi soffre di questi problemi potrebbe risultare il classico scossone,anche se per chi vive questi piccoli,grandi drammi è davvero difficile trovare soluzioni,oltre tutto in un mondo dove non si viene accettati per quel che si è,bensì per ciò che si ha o si dimostra artificialmente.

Sono fiduciosa nel futuro come ho postato stasera da Freedom,ma ci vorrà ancora un pò di tempo,ma noi abbiamo pazienza,confidando nelle nuove generazioni.

Dalida

Sabatino Di Giuliano ha detto...

Non ho idea di cosa sia e non ho mai visto nessuno che ne soffre, come bruno non credo di essere imbecille, ma e' vero che occorre vincee la paura con la determinazione e l'analisi.
e' facile dirlo.
io per esempio devo vincere ogni giorno, ogni volta che apro la bocca la paura di balbettare nel momento piu' inopportuno.
percio' diamoci da fare.
noi valiamo!

Inacarcerato, io sogno, voglio ed agisco. Si e pretendo. Hai ragione tu! Occorre agire e realizzare i propri sogni
Ciao

Elsa ha detto...

mii appena ti ho letto mi è venuto un nodo in gola...
Ho avuto una crisi di panico tempo fa... durante la notte mi sono svegliata in preda ad una paura fottuta, il medico mi aveva detto che era lo stress e che dovevo fermarmi un paio di giorni... non l'ho ascoltato... dopo una settimana, mi son svegliata nella notte, urlavo e tremavo. Avevo il cuore sparato ed è vero ho pensato che avrei visto il nulla, l'inferno, il paradiso o le vergini... cazzo se non arrivava il118 non so come sarebbe andata. Passato il tutto, ho dato retta al medico stop per una settimana ma senza farmaci, solo litri di camomilla!!!
Adesso quando sono sotto pressione, tisane a go go e stacco pure il cellulare.:)))
una capra sarda:))

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sono una brutta bestia. conoscevo una ragazza che ne soffriva ed era veramente per lei terribile.

NADIA ha detto...

Hola!!!!
testa di capra, ti vedo combattivo, hai ragione le paure vanno affrontate e scomfitte, ma ci sono delle persone a cui le crisi di panico hanno rovinato la vita.
l'esempio del Che è azzeccato, ma non sò quanto convincente!!!
Hasta siempre!!!!

Pietro ha detto...

quella di panico è l'unica crisi che non ho...

Pupottina ha detto...

sì. comprendo le sensazioni... le crisi di panico sono davvero orribili....

Silvia ha detto...

Uhh, che bel post! Bravo!

;-)

Anch'io, allora, affronterò la mia paura: m'innamorerò di nuovo.

(Forse).

;-)

Aride ha detto...

Affrontiamo il nemico e resistiamo un minuto più di lui...
Hasta la victoria.

Paola ha detto...

Ciao Incarcerato,
sono in parte daccordo con te per quanto riguarda il reagire a determinati attacchi di panico "lievi"...
Sono del parere che chi non ne ha mai avuti non ha la conoscenza di quello che la persona colpita soffre.... e si fa presto a parlare...
Vi sono persone dal carattere debole (non è sensibilità) che non riescono a reagire se non aiutate e quindi necessitano di medici competenti...
L'attacco di panico "lieve" sfocia in quello "cronico" se non preso in tempo...
La vita che conduciamo porta spesso a questo genere di malessere specie nei giovani che ne sono i più colpiti...
Cmq bravo...
Ti lascio una serena serata un abbraccio bacioni

amatamari ha detto...

Grazie Incarcerato: penso sia necessario restituire alle persone la capacità di affrontare i problemi, con dignità e senza timore.

A Bastian Cuntrari: il farmaco, qualsiasi farmaco, è come un bastone: può aiutarti a camminare quando non hai forza nelle gambe...
Passata l'emergenza è però necessario comprendere il perchè della debolezza se vuoi uscirne fuori...
La psicoterapia può essere inizialmente associata a dei farmaci ed anzi molte strutture sanitarie seguono proprio questo protocollo.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

A me sono successe, soprattutto nella notte. Capita di aver paura o la sensazione di non risvegliarsi più il mattino seguente.

Anna ha detto...

Mi rendo conto che ho perso un po' di post. Come è potuto accadere?
:-)
Vabbè, mi metterò in pari.
Le crisi di panico, o le semplici paure,possono essere affrontate come dici tu, ma anche diversamente. Semplicemente accettandole, facendone un punto di forza. Io ho paura di mille cose, sciocche, e non ho paura di altre, forse, paurose davvero. Chè mi ritengo un'impavida. Ho il terrore dell'auto, dell'ascensore, della calca, dei posti troppo affollati, dell'altezza e di altre cose ancora. Ebbene, vado a piedi, anche sulle scale, anche se tante,evito le folle, non mi sporgo sui dirupi e dalle finestre troppo alte e vivo benissimo. Mi son convinta che sto male con le cose che non mi piacciono.

Anonimo ha detto...

Non voglio usare i toni utilizzati da chi ha scritto prima di me, ma voglio sottolineare alcune cose.
Prima di tutto attenti a quello che scrivete, le persone che ne soffrono realmente e si affidano ad internet per cercare di capire la loro situazione e su come affrontarla legendo alcuni dei post potrebbero spaventarsi in maniera spropositata a causa delle informazioni errate che avete dato.
Partiamo da un dato di fatto di disturbi da attacchi di panico (DAP) non si muore assolutamente. Sintomi quali palpitazioni e fitte, sudorazioni profuse, giramenti sono solo il segnale che il nostro corpo ci trasmettte per indicarci che c'è qualcosa che non va, ma tranquilli non si muore, sono bruttissime sensazioni ma come all'improvviso arrivano all'improvviso finiscono dopo qualche minuto.
Altra falsità che ho letto riguarda non affidarsi ai farmaci! Sbagliato, il farmaco che va dato solo dopo un attenta valutazione da parte di uno psichiatra rappresenta il primo passo verso la guarigione, come detto bene in un post precedente, esso rappresenta la stampella che permette di tornare a reggersi in piedi quando si crede di non esserne più capaci. Solo attenuando i sintomi che accompagnano i DAP è possibile iniziare un percorso psicoteapeutico che possa portare alla guarigione. Un conto avere avuto un attacco di panico nella vita e un conto è soffrirne ciclamente; non abbiate paura e chiedete aiuto, niente è più sbagliato che tenersi tutto dentro e cercare di curarsi escludendo pezi della propria vita perchè ci hanno condotto all'attacco di panico. Non vergognatevene, no sapete quanti ne soffrono il problema è che non viene detto in giro perchè uno si vergogna. Tanto per citarvi dei numeri ufficiali dicono che il 40% dei ragazzi/e soffre di questi problemi (fonte associazione psicologi psicoterapeuti italiani).
Quindi attenti a quelli che scrivono senza sapere di cosa si parla, spesso chi arriva qua cerca un supporto reale e crede di leggere informazioni vere che ha paura di chiedere a gente reale se gli si dice durante un attacco puoi morire come pensate si possa sentire?

State tranquilli nessuno muore e si guarisce da questo problema ognuno coi suoi tempi, però mi raccomando chiedete aiuto e non vergognatevi!!!!!!!!

l'incarcerato ha detto...

Purtroppo mi sono accorto solo adesso di questi commenti. Innanzitutto non ho detto di tenersi tutto dentro, ma di affrontare la crisi. E affrontarla vuol dire capire innanzitutto da dove viene la paura.

Io non mi vergogno di scrivere queste cose perchè le crisi panico le ha sofferte anche il sottoscritto. Prima di commentare, maledirmi, leggete bene questo post e sono sicuro che potrebbe aiutare molte persone sensibili e deboli dentro.

Ovvio se si tratta di una crisi cronica, bisogna ricorrere agli psicofarmaci. Ma SOLO DOPO AVER TENTATO QUELLO CHE HO DETTO.

Un saluto a tutti gli appanicati!

ps si può morire è una metafora, intendevo morire dentro...ma sono sicuro che molti lo hanno capito.

Qualsiasi cosa mi potete scrivere qui: incarcerato@gmail.com

valeL ha detto...

ciao!
mi sono iscritta ora
mi chiamo valentina e ho 22 anni!
stanotte avevo bisogno di sfogarmi..
ma purtroppo con le mie amiche sento che non posso più farlo perchè sono ormai quasi 3 anni che le rimbambisco dalle mie parole così sempre troppo tristi!

volevo raccontare la mia esperienza

purtroppo risale a tre anni fa circa
quando per la prima volta ,in una notte di giugno ho avuto il mio primo attacco di panico
che ora..
mi ha completamente cambiato a livelli estremi la mia vita.

Qualche mese prima..era morta la mia persona più cara con cui sono stata cresciuta con amore,
mia nonna

Pensavo che il mio problema che veniva dalla radice sarebbe stato solo quello, anche se non è un "solo", ma che se avrei risolto quello e sarei andata affondo, la mia vita sarebbe riaffiorata di nuovo, certo, con la consapevolezza che mi avrebbe comunque lasciato un segno a vita.

Avevo lasciato il nuovo lavoro che iniziai solo 4 mesi prima, perchè prima di allora avevo appena finito la scuola superiore

Ho vissuto in quei giorni, dei giorni di vero incubo e di inferno che se materializzato concretamente non sarebbe mai lo stesso dolore come quello che provai dentro e che ancora molte volte provo infondo me stessa..

mi salivano inizialmente dei brividi strani, ma erano brividi freddi,un magone che mi bucava lo stomaco, mi ha iniziato a mancare il respiro e piano piano un tremolio in tutto il corpo con il cuore che mi batteva a tremila.
ero SPAVENTATA!!
Ma quello..non era ancora niente..
perchè il vero dolore e la vera sofferenza l'ho avuta quando il mio cuore ha iniziato lentamente a stringersi..
sentivo il mio cuore come se avesse preso un crampo e come se era posseduto da un veleno che scivolava in tutto il mio braccio sinistro fino alla mano. e si muoveva all'impazzita dentro di me come fosse una palla incadescente che ogni palpitazione che dava, era come una grande ferita dentro di me.
Provavo dolore!!
tanto dolore!!
un dolore che era (è) diventato fisico!
come se mi stessero trafiggendo un coltello, che in questo caso però agisce contrariamente..parte prima dal cuore e poi arriva a toccare la pelle!
Botte fortissime che cercavo di allegerire tendo stretto con la mia mano la parte dove c'era il mio cuore!

L'attacco di pancio può durare all'incirca 20 minuti ho letto..
A me..quella mia prima volta, mi è durato tutta la notte..
senza interruzzioni!

Ero ormai sicura che sarei morta..tempo qualche ora nemmeno.
Ma in quel m0mento nn mi preoccupava nemmeno più tanto morire, perchè il dolore era così forte che in quel momento preferivo morire.
Questo è il male fisico che ho provato.
Quello interiore, che ovviamente è la sua fonte e stato un grande vuoto che ho avuto
e un senso di solitudine estremo.
come se mi sentivo sola nel mondo..
guardavo il mondo dall'esterno e vedevo me dentro questa grande palla chiamata "pianeta terra" e fuori di esso nulla..solo un universo infinito nero, e vuoto!
senza alcuna altra vita.
Sono corsa in camera di mia madre che dormiva e nel sonno respirava forte.. e nemmeno quello mi consolò, perchè mi sembrava una materia anche lei, anche lei nn aveva sighificato e stat lì per caso.
Poi c'era mia sorella sveglia che spaventata anche lei cercava di fare qualcosa..
ma nemmeno quello mi consolò..perchè con tutta la tua sensibilità che aveva lei per me in quel momento, nn avrebbe mai e poi mai capito il mio dolore che piano piano mi stava lacerando dentro.
Ho preso medicinali fortissimi
nei quali l'exotan 30 gocce al giorno, xanax e il tavor la notte per dormire. il mio volto è cambiato..i miei occhi sopratutto, sono dimagrita troppo e mi sono caduti molti capelli.
Molte persone invece di capire il mio problema grave, erano più interessate a criticare il fatto che prendessi medicinali a quell'età..
ma chi non prova questo non può capire cosa sighifica per una persona un medicinale che ti allevia e in molti casi ti fa quasi sparire il dolore.
è come trovarsi aggrappati con le mani su una roccia e resto del corpo a penzoloni dove sotto c'è il vuoto..ti puoi anche impegnare a riuscire faticosamente a risalire completamente sulla roccia..
ma in quel momento di panico estremo se vedi una persona che ti porge una mano e farti salire accetti più la sua.. si sà!
è l'esempio più logico per riuscire a far capire cosa sighifica una medicinale per questi non problemi ma "traumi ripetuti"!
non vorrei allungare troppo..perchè ho già scritto abbastanza.. ma nei mesi seguenti sono stata meglio e non perchè ho frequentato psicoligi e psichiatri, ma perchè la mia testa si è leggermente evoluta a capire che tutto questo dolore è inutile e superfluo..
anche se spesso contiuno a prendere farmaci
ma mi è rimasta un'ansia che mi ha fatto completamente dimenticare la sensazione di "pace"..di pace interiore, di dormire tranquilla, di sognare senza fare incubi strani, di mangiare senza sentire sempre la sensazione di vomito,
e sopratutto mi ha tolto la bellezza nel guardare il cielo e dire " guarda che belle le stelle"....

mi ha tolto LA LIBERTà!!

Quella che mi è rimasta ora è solo una grande paura del futuro..
di questo mondo sempre più complesso e tecnologico..
sempre più.."senza anima"
e di tutte queste persone che si fanno trasportare da esso.

Ormai ci sono dentro anche io

Anche se non smetto mai di sperare a tornare quella che ero..

Questo mondo mi spaventa

vorrei sapere se qualcuno prova dentro, anche solo una minima parte quello che provo io..
e mi farebbe piacere parlare con qualcuno di questo qui.

un saluto! ciao!

l'incarcerato ha detto...

Cara Valentina, ho appena fatto un nuovo post appositamente per te! :)

Un abbraccio!

l'incarcerato ha detto...

Vai qui http://incarcerato.blogspot.com/2009/05/panico-nella-notte.html

Vanessa ha detto...

Ho letto questo post e volevo lasciare anche la mia esperienza...
Mi chiamo Vanessa, ho 24 anni e soffro di attacchi di panico praticamente da sempre ( il primo è stato all’età di 13 anni ), ho seguito diverse psicoterapie ma non sono mai riuscita a portarle a termine e sono in cura con ansiolitici-antidepressivi da diversi anni.
Stavo meglio, erano circa 4 anni che non stavo male: certo, l’ansia c’era sempre ( e probabilmente ci sarà sempre, fa parte del mio modo di essere e della mia “famiglia”) soprattutto nei viaggi o al pensiero di stare molto lontano da casa mia ma riuscivo comunque a “imbrigliarla”. Da qualche settimana quest’ incubo è ricominciato: ho giramenti di testa tutto il giorno e forti sensazioni di depersonalizzazione e derealizzazione; ma i sintomi che più mi infastidiscono sono sicuramente queste vertigini: se sto immobile sembra che vada tutto bene , quando inizio a muovermi invece mi sento instabile e mi sembra di svenire.
Ci sono stati molti cambiamenti nella mia Vita, cambiamenti normali, certo, ma che probabilmente sono andati a minare qualche mio equilibrio.: mi sono licenziata, ho iniziato a frequentare l’università ( quando a 19 anni avevo cominciato, avevo dovuto smetterla proprio per gli attacchi di panico ), ho cambiato casa, ho dato i primi esami, ho troncato con il mio ex ragazzo in maniera definitiva ( dopo un tira e molla durato quasi un anno) e ho conosciuto una persona davvero speciale, che amo in una maniera che non avrei davvero creduto possibile. Andava tutto bene, avevamo iniziato a frequentarci e a stare insieme.. Poi è tornata la sua ex, convivevano e doveva riprendere delle cose in casa.. Da lì è stato un degenerare della mia ansia: non riuscivo a dormire e continuavo a pensare che mi avrebbe lasciata per lei, che io non sono abbastanza… Poi ho cominciato ad avere questi forti giramenti di testa e ad aver paura di uscire ( i miei attacchi di panico sono sempre associati ad agorafobia intensa che non mi permette proprio di uscire di casa ),,,, e sono davvero disperata… ho un’intensa paura di perderlo e di non riuscire a superare tutto questo, mi rimane difficile anche spiegare come mi sento, sono così confusa…. :( Mercoledì dovrei prendere l’appuntamento con l’ennesimo psichiatra ma è a 40 km da casa e già questo mi spaventa… Mi sento così stupida…. E ho tanta, tanta paura.
Scusa lo sfogo
Vanessa.

nina ha detto...

mi è piaciuto quello che hai scritto..hai ragione, gli attacchi di panico, le paure, l'ansia non si superano aggirando l'ostacolo ma affrontandolo a viso aperto..
certo all'inizio farà paura, ma poi ci renderemo conto che tutto è possibile se lo si vuole e se siamo determinati a farlo per noi stessi.
Credo che il punto di partenza per non arrendersi è amare se stessi.

Anonimo ha detto...

Ciao sono Michele o letto alcuni commenti sugli attakki di panico e vi dirò da subito si e vero gli ansiolitici ti rincoglioniscono e vero ma purtroppo ad ora rimane l ultima spiaggia su qui potersi apigliare e anke vero che ti devi aiutare anke un Po da solo (sono farmaci non porzioni magiche)purtroppo o provato ad affrontare tutte o quasi tutte le mie paure a tu er tu ma senza nessun risultato quindi rimango del parere che questa e una malattia con tante sfaccettature e ad ogni singola persona uomo donna o si ke sia da un sintomo diverso dall altro sono un ex paracadutista della brigata folgore mi sembra che in pò di paure ed emozioni le abbia vissute oggi o aura di guidare la macchina !!!!!!!!!! Bisogna essere umili se si a un problema bisogna andare dal medico neurologo psichiatra etc etc il vero azzo e quello che sa di avere il problema e non fa nulla per risolverli

Anonimo ha detto...

Io non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma una volta sono rimasto bloccato su una barca con alcuni amici. Nonostante non ci fosse reale pericolo e il clima fosse un po' teso ma controllato, scoprii che una delle mie amiche soffriva di attacchi di panico. Non ce l'aveva mai detto prima, e rimanemmo un po' tutti scioccati dal vederla stare così male, colpita da una cosa così improvvisa e in grado allo stesso tempo sia di paralizzarla ma anche di farle perdere completamente il controllo.
Ricordo che i giorni seguenti tutti noi che eravamo stati con lei su quella barca le chiedemmo come si sentisse, perché l'immagine di quanto era stata male era ancora ben presente nei nostri occhi. Nonostante lei tendesse a minimizzare, ci raccontò di tutte le altre volte che le era capitato. La spingemmo a vedere se in giro c'era qualcosa che poteva consultare o acquistare per tentare di conoscere meglio questo disturbo e, possibilmente, imparare a controllarlo.
Non voleva partire con qualcosa di troppo forte tipo terapie, farmaci o quant'altro, così dopo diverse ricerche abbiamo conosciuto il Dr. Giacconi di aspeera.it che le ha dato alcuni consigli iniziali per acquisire informazioni sull'argomento (questi, per la cronaca).
In realtà ci ha raccontato che dentro non si limitavano solo a discutere il problema, ma offrivano anche degli spunti per risolverlo che a lei sono stati molto utili per imparare a controllarsi prima e durante gli attacchi. Se può essere di aiuto a qualcuno come è stato per lei....io lo spero.

Lorenzo ha detto...

Io non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma una volta sono rimasto bloccato su una barca con alcuni amici. Nonostante non ci fosse reale pericolo e il clima fosse un po' teso ma controllato, scoprii che una delle mie amiche soffriva di attacchi di panico. Non ce l'aveva mai detto prima, e rimanemmo un po' tutti scioccati dal vederla stare così male, colpita da una cosa così improvvisa e in grado allo stesso tempo sia di paralizzarla ma anche di farle perdere completamente il controllo.
Ricordo che i giorni seguenti tutti noi che eravamo stati con lei su quella barca le chiedemmo come si sentisse, perché l'immagine di quanto era stata male era ancora ben presente nei nostri occhi. Nonostante lei tendesse a minimizzare, ci raccontò di tutte le altre volte che le era capitato. La spingemmo a vedere se in giro c'era qualcosa che poteva consultare o acquistare per tentare di conoscere meglio questo disturbo e, possibilmente, imparare a controllarlo.
Non voleva partire con qualcosa di troppo forte tipo terapie, farmaci o quant'altro, così dopo diverse ricerche abbiamo conosciuto il Dr. Giacconi di aspeera.it che le ha dato alcuni consigli iniziali per acquisire informazioni sull'argomento (questi, per la cronaca).
In realtà ci ha raccontato che dentro non si limitavano solo a discutere il problema, ma offrivano anche degli spunti per risolverlo che a lei sono stati molto utili per imparare a controllarsi prima e durante gli attacchi. Se può essere di aiuto a qualcuno come è stato per lei....io lo spero.

dorino ha detto...

Per noi che soffriamo di attacchi di panico e ansia, io sono venuto a conoscenza di quest’evento gratuito, lo trovate su facebook qui.
Dobbiamo cercare ovunque stimoli e consigli che ci aiutino a stare meglio e questa conferenza secondo me è una buona occasione. Almeno, io intendo sfruttarla e trarne il massimo

Anonimo ha detto...

Oggi ho avuto un altro attacco di panico, questa volta in piscina. È stato un trauma perchè oggi è il primo giorno di piscina per me e devo imparare a nuotare. Ho 16 anni e credo che per imparare a nuotare ci sia bisogno di qualcuno che ti aiuta passo passo per tranquillizarti. L'istruttore che invece ho avuto oggi mentre io avevo un attacco di panico e sapeva che io avevo paura dell'acqua mentre io stavo cercando di non soffocare, stava seduto al tavolo a ridere. Mi sono sentita malissimo e mi sento malissimo. Secondo voi cosa dovrei fare per far passare questa paura anche se ho un imbecille per istruttore?

incarcerato ha detto...

Ciao, scusami ma questo blog l'ho abbandonato da parecchio tempo. Mi dispiace per quello che ti sta accadendo e comunque sì, il tuo istruttore è un vero imbecille e ti consiglio di cambiarlo. Comunque se vuoi scrivermi in privato, ti lascio la mia e mail incarcerato@gmail.com Un abbraccio.