lunedì 22 dicembre 2008

La forza delle madri

Si avvicina il natale, e volente o dolente coinvolge tutti noi. Non sto qui a raccontare cosa rappresenti per me questa festività, se sia l'icona dell'ipocrisia o meno. Ma comunque sia è la natività, ed è stata scelta questa data per celebrare la nascita di una figura storica importante, figlio di Dio per molti, un rivoluzionario senza armi per alcuni, uno dei tanti profeti per altri.

Ma la mia coscienza mi porta a dedicare questo scritto a tutte quelle madri che stanno soffrendo per la morte assurda, ingiusta, inaspettata dei loro figli e il natale per loro sarà un indicibile tormento. Una sofferenza che non potrà mai essere simile agli uomini, ai padri. Perchè è indiscutibile che la magia dell'amore materno sia unica.

L'amore di una madre è e resta comunque qualcosa di indistruttibile.

Dedico questo umile pensiero alle madri che lottano per i loro figli, loro hanno quello spirito così puro, magari pieno di rabbia, ma hanno quella forza che riescono a sfidare i poteri, quelli forti.

Penso alle madri di Plaza de Mayo che dal giorno della "scomparsa" dei loro figli, i desaparecidos, scesero in piazza e a viso aperto, con quei fazzolettini bianchi intorno alla testa, sfidarono la dittatura. Una delle più sanguinarie.

Donne che fino a poco tempo prima non erano politicizzate, vivevano in un mondo isolato che finivano sulla porta delle loro case, badavano alla loro famiglia, stiravano e cucinavano. E per i loro figli si erano organizzate meglio di qualsiasi partito, movimento, e al grido "Donde estàn?" hanno smosso la coscienza del mondo intero.

Dedico questo scritto alle madri del nostro infelice Paese, dove le ingiustizie e soprusi sembrano aumentare di giorno in giorno. Potrei elencarvi ogni singolo caso, ogni singolo avvenimento, per il quale queste grandi madri non si sono mai arrese e hanno combattuto ininterrottamente.

Madri che si ritrovano figli uccisi dalle stesse istituzioni che dovrebbero proteggerli, ammazzati dai loro coetanei perchè accecati dall'estremismo, quasi sempre fascista, "suicidati" nelle carceri, fatti sparire dalla mafia, uccisi, dicono per sbaglio, dalla polizia e combattono per tutta la vita, e la loro battaglia non è mai stata vana. Qualcosa hanno sempre cambiato.

E permettetemi di dedicare questo post anche a quei figli che non hanno avuto la fortuna di avere madri così...perchè voi mamme combattete anche per loro.






Questo post è dedicato in maniera particolare alla madre di Niki. Per tutti voi ci rivediamo su questo blog il 2009. Un abbraccio a tutte le mie adorabili teste di capra.

Non accontentiamoci dei sogni, cominciamo a pretendere.

venerdì 19 dicembre 2008

La 'ndrangheta (terza parte)

È invisibile, come l'altra faccia della luna.
Julie Tingwall, sostituto procuratore dello Stato della Florida, riferendosi alla 'ndrangheta.

A Roma era notte fonda, un gruppo di Avanguardia Nazionale si riunisce nei cantieri di Montesacro del costruttore Remo Orlandini, legato al Sid di Vito Miceli. Poco fuori Roma una colonna armata di guardie forestali proveniente da Cittaducale (Rieti) attende ordini. Un’altra unità di neofascisti entra nell'armeria del ministero dell'Interno. Un' altra ancora occupa la sede RAI. Altri ancora attendono con ansia l'arresto del Presidente Della Repubblica Saragat. Dopo di ché avrebbero applaudito il discorso del piduista principe nero Junio Valerio Borghese e subito dopo sarebbero partiti con l'uccisione e l'arresto degli esponenti di sinistra.

Ma per fortuna , e nessuno saprà il motivo, tutto questo non si avvererà. Il Principe Nero darà il dietrofront.

Del tentato golpe del 7 dicembre 1970 gli italiani ne verranno a conoscenza dopo alcuni mesi, ma pochi sono a conoscenza che il golpe Borghese era stato preparato, oltre che dai soliti servizi segreti, o dai soliti politici collusi con i poteri forti, o dalla P2 che è poi è la stessa cosa, anche dalla 'ndrangheta.
E del loro coinvolgimento ne verremo a sapere addirittura molti anni dopo dal pentito della mafia siciliana Tommaso Buscetta, questo perchè molti capo bastoni calabresi avevano la doppia affiliazione con Cosa Nostra.

Ma come mai la 'ndrangheta era arrivata addirittura ad appoggiare la destra eversiva? E soprattutto cosa aveva a che fare con la P2? Ma la domanda che dovete farvi, come mai ancora oggi, più che mai, è così forte e legata alla politica più di tutte le altre mafie?

La risposta sta in un fatto precedente al golpe Borghese. Tutto grazie ad una riunione degli 'ndranghetisti a Montalto. Quello fu un giorno " epocale" per la 'ndrangheta. Molti avvertirono la necessità di liberarsi di quella mentalità poco elastica che impediva ai boss di avere contatti e rapporti con il potere politico ed economico.

E allora, carissime teste di capra, decisero di entrare in rapporto con la massoneria deviata , ovvero far parte di quella zona grigia nella quale era possibile incontrare magistrati, poliziotti, politici, avvocati e bancari. Anzi dico che fanno di più, tramite una loro struttura interna saranno proprio loro a creare delle logge massoniche coperte.

Per fare ciò venne così creata un' enclave all'interno della 'ndrangheta, detta Santa, composta da 33 persone. E non è un caso che il numero degli appartenenti sia quello.
Trentatré è l'al
to grado della Massoneria, numero legato all'età di Cristo, Alessandro Magno o a Adi Shankara. La colonna vertebrale umana è normalmente composta da trentatré vertebre.


Approfondirei volentieri il discorso della simbologia dei numeri ma ho voluto accennarvi questo per dire che nulla è casuale.

Insomma la Santa divenne una vera e propria élite della 'ndrangheta, tanto è vero che un santista pur di salvare l'organizzazione può persino tradire la mafia stessa. Rappresenta uno stadio talmente occulto che gli aderenti non si conoscono nemmeno tra di loro.

Sono tutelati dal segreto, e anche i riti di iniziazione sono diversi. Sostituirono i mitici cavalieri Osso, Mastrosso, Carcagnosso con le figure eroiche massoniche come Garibaldi, Mazzini e La Marmora. Addirittura la Santa, per coprire alcuni personaggi che devono rimanere nel più anonimato possibile, si sotto struttura in una dote chiamata "Vangelo". E addirittura tramite un pentito si viene a sapere che è suddiviso ulteriormente in altre doti come "quintino", "quartino" e "trequartino". Creati appositamente per alcuni personaggi che volevano rimanere in un uno stato di segretezza assoluto.

Insomma capirete che la linea di confine tra la Santa e una loggia massonica deviata è molto labile, e comunque grazie ad essa la 'ndrangheta riuscì ad imporsi, assicurandosi il controllo di tutte le principali attività economiche, compresi gli appalti, e ad infilarsi nelle istituzioni attraverso l'elezione di persone di gradimento e facilmente avvicinabili.


E allora viene spontaneo dire che la 'ndrangheta non collabora esternamente con alcuni apparati dello Stato, ma ne è parte integrante.




martedì 16 dicembre 2008

Lode alla Fiat

Ma vi ricordate lo spot di circa un anno fa della nuova FIAT 500? Una di quelle pubblicità fatte apposta per emozionarci, quella con quel bambino che con un aria di sorpresa vede al cinema lo scorrere delle immagini che rappresentano la nostra storia recente.
Si sono permessi di usare le immagini di tante persone morte come Arturo Toscanini, Philippe Noiret, James Dean, i giudici Falcone e Borsellino, e anche Antonio De Curtis in arte Totò.

Vi giuro che vedendo quello spot ho avuto la stessa espressione di quel bambino, si proprio di sorpresa. Che poi inevitabilmente si trasforma in una grossa incazzatura.
Immagino la faccia degli operai che fanno turni massacranti o che magari sono finiti in cassa integrazione quando vedevano quello spot così emozionante.

Ma mi piacerebbe immaginare la faccia di Falcone o di Borsellino se dovessero vedere la loro immagine prestata per pubblicizzare un'automobilina destinata ai fighetti falliti. Oppure quella di James Dean, proprio lui che è deceduto schiantandosi con l'auto. Totò non so, forse se ne uscirebbe con un "Perbacco".

La pubblicità esordisce con "La Fiat è nostra", si è uno slogan che dovrebbe corrispondere alla realtà visto che è ormai un secolo che lo Stato, e quindi noi, sborsa fior di quattrini per rimpinguare le casse perennemente svuotate della Fiat dovute dalla incapacità imprenditoriale della dinastia Agnelli.
Dopotutto se uno come Lapo preferiva spendere i nostri soldi in festini privati saranno cazzi suoi, no?


Tra sovvenzioni, incentivi, sgravi fiscali e cassa integrazione, la Fiat in un Paese normale, dovrebbe essere da tempo nostra, cioè da chi finora lo ha mantenuta, e quindi nazionalizzata.
"Ma no incarcerato! Cosa cazzo dici? Bestemmi?". Si perchè nel nostro anomalo Paese la nazionalizzazione è tabù, noi diamo i soldi a sbafo, ma guai a pretendere qualcosina, nemmeno una azione, per carità.

In Europa, importanti case automobilistiche, come la Renault, sono a partecipazione statale: sarebbe una pratica logica prevedere "tanto di do, tanto mi prendo in azioni". Ma il nostro non è un Paese normale. Se siamo gli unici che regaliamo i soldi alle Banche pur di salvarle, mi dite cosa pretendiamo?

E intanto la Fiat ci regala emozioni con le sue belle pubblicità, sembra che sia democratica e addirittura progressista. Si proprio quella che aveva appoggiato con grande vigore il Fascismo, quella che ha sperato nelle due guerre mondiali. La prima guerra mondiale era stata una manna dal cielo, e se l'Italia è entrata in quella trucida guerra forse lo zampino ce lo aveva messo proprio la grande famiglia Agnelli. Quanto erano contenti di vendere autocarri, autoblindo, aerei, mitragliatrici, bombe. E quando era bello guadagnare sullo sfruttamento della manodopera, tanto è vero il giornale socialista Avanti già scriveva : "Entrando alla Fiat gli operai devono dimenticare nel modo più assoluto di essere uomini per rassegnarsi a essere considerati come utensili".

Poi la seconda guerra mondiale che con grande orgoglio sosteneva i golpisti di Francisco Franco oppure le sanguinose battaglie di El Alamein.

E vogliamo parlare della "modernità" portata da Agnelli subito dopo il fascismo, e precisamente nel 1966 quando venne decretato l'affossamento del trasporto pubblico e l'avvallamento del trasporto privato? E così l'Italia si apprestava a diventare il Paese più inquinato del mondo.

Tanto è vero che oggi se io dico a qualcuno che non ho l'auto, ti guardano con gli occhi che escono fuori dalle orbite, rimangono così allibiti, automaticamente diventi un uomo del '700, uno fuori dal mondo. Ma cosa protendiamo, viviamo in una società dove il ragazzino appena compiuto 18 anni ha subito la macchina. Viviamo in posto dove per fare dieci metri di strada si prende la macchina.

E intanto ogni giorno e ogni notte qualcuno muore per incidenti di auto, e ogni maledetto giorno si muore lentamente con i gas che emettono.

E intanto la Fiat ci regala delle belle emozioni con le sue pubblicità, in cambio della nostra stessa esistenza.



domenica 14 dicembre 2008

Lettera a Santoro

Tutti voi che mi seguite siete a conoscenza della tragica storia di Niki , e soprattutto conoscete la battaglia che conduce ostinatamente la signora Ornella. Non è un caso che io stia affrontando il discorso sulla 'ndrangheta, non è un caso che io abbia affrontato il caso telecom. Non esiste il caso, e se avete la pazienza di seguirmi, a voi adorabili teste di capra tutto sarà più chiaro di come funzionano le logiche di potere occulte. Perchè sono squallide, sono la miseria umana.
Sono quelle logiche che provengono da lontano, da quel fatidico giorno della strage di Piazza Fontana.
Avevamo perso l'innocenza e da allora non l'abbiamo più recuperata.

Ora leggete questa lettera, io mi auguro che Santoro le risponderà. Anzi io sono fiducioso, e sono sicuro che presto lo farà.



Egr. Dott. Santoro,
Ho seguito tutte le sue battaglie precedenti e non è mai mancata la mia adesione, e questo glielo dico solo ed esclusivamente per presentarmi come persona che da sempre è stata fautrice della libertà di espressione e della ricerca della Giustizia, quella Vera (che utopia Lei dirà di questi tempi vero?).
Perché Le scrivo, io sono la mamma di Niki Aprile Gatti e per farle conoscere la storia, senza ripetergliela Le posto il blog dove troverà in maniera dettagliata (per quanto mi è stato possibile) tutta la vicenda . http://nikiaprilegatti.blogspot.com/
Ieri sera, come sempre La seguivo, quando alla fine del programma, ho sentito che giovedì prossimo tratterà il Caso De Magistris, ed allora ho deciso di scriverLe.
Ho gia scritto al Dr Travaglio, all’On. Pannella, ma ancora sono in attesa di risposte.
Vede, sono una mamma disperata, ma Le posso assicurare, che con l’amore che nutro per mio figlio, avrei accettato qualunque sua scelta, ma doveva essere la sua.
Ho letto il libro “Il caso De Magistris” di Antonio Massari, e ci sono molti passaggi interessanti, altri sconvolgenti, per nomi , fatti e cose che non lasciano spazio alla fantasia e mi sono detta: siamo diventati un popolo silente.
In una pagina descrive l’abitudine di Falcone e Borsellino, che, nel loro ufficio, avevano sempre acceso un televisore, dava continuamente notizie di cronaca da tutto il mondo, ed alla domanda perché lo detenessero, hanno risposto, che anche quello che ai nostri occhi può apparire o ce lo fanno apparire come scollegato, loro riuscivano a trarne le giuste considerazioni.
Ecco, il mio caso potrebbe apparire scollegato dal caso De Magistris, ma a mio modesto avviso e con il sostegno di un giornalista come Lei, penso che delle correlazioni si trovino (lui quando è arrivato a San Marino è stato fermato, mio figlio purtroppo NO).
Prima fra tutte, non ci vorrebbe un Luigi De Magistris o una Forleo nella nostra Italia, ma 10-100-1000, per ridare credibilità alla nostra nazione, per ridare fiducia agli Italiani, per non farci guardare in cagnesco gli uni con gli altri, perché non sappiamo piu’ di chi fidarci, con chi parliamo, chi si cela dietro alla azienda per la quale lavoriamo, per recarci all’estero e scomporre quell’odioso binomio (ma altrettanto vero) di italiano=mafioso.
Ma cosa piu’ importante, cosa insegnare ai nostri figli? Io, cosa devo o posso insegnare al mio bambino piu’ piccolo? Amore e fiducia verso gli altri come ho fatto con Niki?? No, non me la sento, e cosa?? Cosa? Lo chiedo a voi.
“Forse” se avessero lasciato De Magistris al suo posto con la sua inchiesta….”forse” anche la mia vita ora sarebbe quella di prima, invece Finita la sua e la mia vita per sempre.
Nell’inchiesta in cui è stato coinvolto mio figlio (tecnico informatico) ci sono nomi importanti e di età ben diversa della sua (26 anni…), li vada a vedere
e poi capirà quello che voglio dire, voglio dire che fra 18 persone con responsabilità molto ma molto piu’ grandi delle sue, con età ben diversa, mettono in un carcere di massima sicurezza solo lui, incensurato, mai avuto problemi con la giustizia, e nel momento in cui dichiara di voler parlare e lo fa, al primo interrogatorio dopo 3 giorni di isolamento, vuole collaborare e dire quello che sa o che ha visto … non viene tutelato, no, anzi viene messo in una cella con persone anche violente …. Tragga le Sue conclusioni, il giorno dopo a questo primo interrogatorio (gli altri si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere) e dopo avergli fatto cambiare avvocato con un telegramma (e la famiglia era assolutamente contraria a tale cambio)
in cui c’è scritto “devi nominare l’Avv.” lo trovano “suicidato” ……… Anche dalle carte del carcere, verbali contrastanti (non quadra nulla, all’autopsia non è stato neanche fatto l’esame tossicologico, per vedere se fosse stato prima drogato …. Le premetto che era astemio, vegetariano e non ha mai fumato neanche una sigaretta in tutta la sua vita) e un misterioso furto dopo 15 giorni dal suo decesso, nella sua abitazione a San Marino, scompare tutto, ma dico tutto computer, documenti,mobili, abiti, corrispondenza. Ad oggi Lei pensi, io non ho una lettera arrivata a mio figlio dopo il 19 giugno, né dalla Società in cui lavorava, né dall’abitazione. Che cosa sapeva o di cosa era venuto a conoscenza??
Il Processo Penale per mio figlio si chiudeva con il decesso, quindi CHI aveva interesse a svuotare l’appartamento??
Il giro d’affari dell’Inchiesta di Firenze parla di decine di milioni di euro …… ecco perché penso che se avessero lasciato lavorare Luigi De Magistris …
Le lascio i miei riferimenti telefonici, guardi anche Lei lo “schermo”, e mi faccia sapere se anche Lei va oltre , e se alla fine si sentirebbe di definirlo “suicidio”. Inserisca nella sua trasmissione di Giovedì anche questo “caso” che per me è la vita spezzata di mio figlio e la mia finita.
In nome della Verità e della Giustizia, che dobbiamo ad un ragazzo di 26 anni cittadino italiano.
Le chiudo la lettera con una frase di C.S.Lewis “ Preghiamo che la razza umana non lasci mai la Terra per andare a spargere le sue ingiustizie altrove”.
Con Amore
Ornella Gemini


venerdì 12 dicembre 2008

La 'ndrangheta (seconda parte)

Immaginate una grande quercia, una di quelle enormi che primeggiano tra tutti gli altri alberi. Quello viene preso come simbolo per la 'ndrangheta e viene chiamato l'albero della scienza. Anzi rappresenta la struttura di ogni 'ndrina. Alla base della quercia viene collocato il capo-bastone o mammasantissima ossia quello che comanda. Il fusto(il tronco) rappresenta gli sgarristi che sono la colonna portante della famiglia. Il rifusto(grossi rami che partono dal tronco) sono i camorristi che rappresentano gli affiliati con dote inferiore alla precedente. I ramoscelli(i rami propriamente detti)sono i picciotti, cioè i soldati della 'ndrangheta. Le foglie(letteralmente così)sono i contrasti onorari, cioè i non appartenenti alla 'ndrangheta. E infine ancora le foglie che cadono sono gli infami che, per la loro infamità, sono destinati a morire.

Le foglie che cadono, in parole povere, sono gli affiliati che non hanno rispettato i loro "valori", e uno di quelli è l'omertà. Chi non la rispetta viene ammazzato con cinque pugnalate nel petto, tramite la zaccagna. Il loro coltello simbolo.

Chi non appartiene alla 'ndrangheta, perchè non ha nessun vincolo parentale, c'è un rito che ti permette di entrare per altri vincoli di sangue.
Questo rito avviene alla presenza del capo-bastone il quale punge l'indice destro dei due affiliati e, successivamente, li unisce in modo che vi sia un contatto di sangue che, mescolandosi, va a cadere su una delle immagini sacre che, succesivamente, viene bruciata.

Da quel momento gli affiliati diventano "fratelli".


Sulle origine della 'ndrangheta si sono fatte molte ipotesi. Il nome farebbe pensare ad un etimo greco. Il linguista Paolo Martino sostiene che 'ndrangheta deriverebbe dal greco classico, quello parlato nella zona di Bova, in provincia di Reggio Calabria, e precisamente da andragathos che significa uomo coraggioso, valente. In effetti in molte zone del Reggino il verbo 'ndranghitari, dal greco andragatizomai, significa assumere atteggiamenti mafiosi, spavaldi, valorosi.

Potrebbe essere così, e ciò potrebbe far pensare che addirittura la mafia calabrese abbia origini risalenti fin dalla Magna Grecia. Loro, come le altre mafie, hanno i loro padri fondatori di riferimento: Osso, Mastrosso e Carcagnosso.

Si narra che nel Seicento su una nave partita dalla Spagna si erano imbarcati tre nobili cavalieri costretti a fuggire per aver lavato nel sangue l'onore di una sorella sedotta. Sbarcati sull'isola di Favignana, Osso, votandosi a San Giorgio, decide di restare in Sicilia dove fondala mafia. Mastrosso, devoto alla Madonna, si trasferisce in Campania dove organizza la Camorra. Mentre Carcagnosso, con l'aiuto di San Michele Arcangelo, punta sulla Calabria dove dà vita alla 'ndrangheta.

Le mafie nostrane, come potete vedere, hanno un qualcosa di simile con le Triadi cinesi che , secondo la leggenda, sarebbero state fondate da tre monaci buddisti che si ribellarono contro una dinastia. Storie simili popolano l'immaginario dei Wakashu o dei chimpira, i picciotti della Yakuza, la mafia giapponese, sviluppando una sorta di identità collettiva che permette agli affiliati di riconoscersi tra di loro.

E allora capita che ogni anno tutte le 'ndrine si riuniscono in un luogo sconosciuto e festeggiano il loro essere assassini e spietati criminali al ritmo della tarantella. Pensate che la mafia calabrese ha inciso anche dei dischi.

Oramai su internet si pubblica tutto, su YouTube accettiamo con rabbia che facciano pubblicare video fascisti e inneggianti al razzismo, pare che l'apologia del fascismo non sia più un reato. Ma io non posso accettare che si permetta di pubblicare la musica inneggiante ai "valori" della 'ndrangheta come qui o qui.

E leggendo anche qualche commento, devo dire se Saviano ha parlato di Gomorra, qui qualcuno deve cominciare a scrivere un romanzo anche su Sodoma. Che è la peggiore.

Ancora non ho detto niente sulla più grossa montagna di merda, l'inchiesta continua.

E ora una sana musica:


martedì 9 dicembre 2008

Tragedia greca

Per capire meglio quello che è successo in Grecia vi consiglio di leggere gli articoli del Russo e di Alessandro Tauro. Nei blog, nei media , nei dibattiti si cercano analogie con l'Italia.
Io sono del parere che non è assolutamente una storia italiana:


Non è una storia italiana perchè almeno il ministro, simbolicamente , ha chiesto le dimissioni.

Non è una storia italiana perchè almeno il premier ha fatto una telefonata (sicuramente ipocrita) di scuse ai familiari della vittima.

Non è una storia italiana perchè il poliziotto è stato subito arrestato.

Non è una storia italiana perchè tutte le sinistre (non solo quelle considerate estremiste) stanno protestando.

E' una storia italiana semplicemente perchè i gendarmi del potere stanno spezzando numerose giovani vite.

Ed io odio il continuo corso e ricorso di questa storia.


lunedì 8 dicembre 2008

EVASO

Amici miei, il blog haimè non è come un libro, ogni post che si scrive,dopo un giorno risulta già vecchio. Ed è insopportabile tutto ciò.
E allora per non perdere nel nulla degli scritti che particolarmente mi stanno a cuore, ogni tanto li ripropongo.

Anche perchè lungo il percorso di questa infinita e tortuosa strada che facciamo insieme, si aggiungono nuovi amici. E allora vi ripropongo questo testo che parla della mia "evasione" prima di sapere il risultato elettorale.


Una notte tranquilla, un silenzio assordante ha invaso il carcere, i secondini quasi addormentati, i miei compagni pronti alla mia assenza. Non sono venuti venire con me, loro non hanno un idea, un obiettivo. E senza l'idea non ti puoi muovere, non puoi agire, è proprio vero che l'utopia è irraggiungibile ma almeno ti fa fare alcuni passi.

Il mio è il più pericoloso.

Li ho baciati e abbracciati tutti, quando vivi giorno e notte con altre persone, quando metti a nudo la tua intimità, non servono le parole per comunicare. C'è un intesa mentale che basta solo uno sguardo per farsi capire. Ho aperto la cella con le chiavi che ho sfilato dal secondino quando è entrato per farci votare.
Quello si che è stato un "voto utile"!
In quell'istante un altro recluso si è messo ad urlare, gridava frasi insensate, sconnesse, è riuscito a distrarre la sicurezza. Sono uscito via senza che nessuno di quelli se ne sia
accorto.

Non riesco a descrivere l'orgasmo che ho raggiunto abbandonando quel posto, ma nello stesso tempo anche un po di paura. Orgasmo e paura. Aver paura di affrontare un mondo che non mi appartiene più è una sensazione tremenda. Ho chiesto aiuto a Dio, ma se esiste si è nascosto.


Stazione Termini. Poveri cristi aspettavano i notturni, un ragazzotto faceva finta di giocare a pallone e gridava fortemente. Ho fatto finta di giocare con lui. Tra pazzi ci si intende. Le mura della stazione erano contornate da numerosi barboni, ma possibile che sono così tanti? Ma non ve ne siete accorti che sono numerosi? Vedo che tutti noi facciamo finta di non vedere. L'indifferenza.

Fa un pochino freddo e questi poveracci stanno fuori. Possibile che la grande stazione principale di Roma è chiusa? Immagino in pieno inverno quanti ne muoiono. C'è un gruppo di albanesi che discutono tra di loro, una ragazza sola, un ubriaco che balla la tarantella, un trans che mostrava a tutti il suo corpo, una vecchietta vestita di stracci con una gobba talmente vistosa che il suo viso rischiava di toccare il viso. Si, pensavo, Dio si è nascosto tra questa gente.

Come stavo io in quel momento, ero in perfetta sintonia con tutti loro. Tutti sembravamo uguali. Ho fatto amicizia con un sudamericano, mi ha offerto una birra in un baretto vicino, forse era lo stesso che amava frequentare Pasolini quando cercava i suoi ragazzi di vita.

Non potevo rimanere a lungo, forse la polizia già mi cercava. Ma ho voluto rischiare e ho assaporato tanta di quella birra da addormentarmi. Ringrazio la donna che ha inventato la birra.
Proprio questa mattina mi sono svegliato con un mal di testa che saranno anni che non ho provato.

Mi ha accolto una graziosa ragazza, "Holà" mi ha detto, sudamericana anche lei. Ho appurato che è la sorella del mio primo compagno di sbronze.


Teste di capra, questa sera, prima del risultato elettorale che voi con ansia aspettate, io abbandonerò l'Italia. Non voglio assistere alle grida da stadio della gente quando vinceranno uno dei due schieramenti, non voglio assistere alle discussioni dell'italiano medio sulla politica, non voglio assistere ad un governo tecnico, che può essere visibile o nascosto. Perchè le riforme per il "cambiamento" le faranno insieme.
Io ho portato con me l'ultima idea che mi ha fatto evadere, gli altri miei compagni di carcere avendola seppellita sono rimasti imprigionati.

Care adorabili teste di capra, vi amo a tutti voi, non seppellite l'idea.
Forse è questa l'unica evasione possibile.



Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.


Fabrizio De Andrè

sabato 6 dicembre 2008

La 'ndrangheta (prima parte)

Sembra una giornata di festa, una riunione di famiglia, e in effetti è una giornata molto particolare. C'è un bimbo di appena pochi mesi in mezzo ad una grande stanza, ed è circondato da amici e parenti, tutti emozionati, tutti in trepidazione per l'evento che sta per verificarsi.
Il padre avvicina alle mani del bimbo appena nato un coltello (e precisamente la zaccagna) e una grande chiave.

Sono tutti appartenenti alla 'ndrangheta e vogliono verificare , a secondo quale oggetto tocca il neonato, se diventa malandrino oppure sbirro. La zaccagna è un coltello che simboleggia la 'ndrangheta, la chiave invece la "sbirraglia". Ma il bimbo, come sempre avviene, toccherà il coltello. Anche perchè la chiave, in realtà, viene collocata un po' distante in modo da non essere toccata.

Questo è il rituale che inevitabilmente compiono le famiglie mafiose calabresi, perchè la 'ndrangheta è soprattutto un legame di sangue. Ma questo lo spiegherò nei prossimi post.

Vi ricordate la strage di qualche tempo fa compiuta all'estero? E precisamente a Duisburg, in Germania? Erano stati giustiziati sei giovani italiani da una 'ndrina di San Luca.
Da quel giorno sembravano tutti meravigliati, la gente pensava che la 'ndrangheta fosse solo un problema calabrese, come per dire che non riguardasse tutti noi.

Ma pochi sapevano e sanno tuttora che in realtà è una vera e propria holding del crimine. E' una mafia che non conosce confini, e abbraccia tutto il mondo.


Secondo l'Eurispes il volume d'affari delle quattro principali organizzazioni criminali in Italia è pari al 9.5 per cento del prodotto intenrno lordo. Bè, solo la 'ndrangheta ne possiede il 4 per cento. E' la mafia più ricca, il suo giro d'affari ruota intorno ai 36 miliardi di euro. E' la più organizzata e la sua potenza sta anche in come è strutturata.

Non è verticistica come Cosa Nostra, insomma non ha un capo dei capi, ma è sviluppata in maniera orizzontale. E il dialogo tra le famiglie(le 'ndrine) è pure migliorato negli ultimi tempi e più capaci di adeguare le proprie attività alle esigenze di mercato.


Intrattiene rapporti con le AUC (Autodefence Unidas de Colombia), il braccio armato del narcotraffico colombiano. Tanto è vero che proprio in Colombia è stato sequestrato un sommergibile che avrebbe dovuto trasportare in Italia tonnellate di cocaina, sfuggendo i controlli a i radar.


Intrattiene rapporti con alcune schegge dell'ETA, il gruppo terrorista basco,oppure con l'IRA, l'organizzazione terroristica irlandese.
Recentemente una nave controllata dalla mafia calabrese è stata sequestrata dalla polizia perchè trasportava armi ed esplosivi destinati proprio all'Irlanda.

Ma non traffica solo le armi cosiddette convenzionali. La più grossa montagna di merda nascondeva nella piana di Gioia Tauro anche i gas nervino, quelle arme chimiche che ti ammazzano provocando l'arresto muscolare e quindi non ti permettono di respirare più.

Oppure traffica materiale radioattivo come nel 1998 quando è stato documentato un tentativo di vendita concernente barre di combustibile nucleare prodotte dagli Stati Uniti dalla General Electric e destinate ad una centrale atomica dello Zaire.


La 'ndrangheta non ha preferenze, è bipartisan. Se pensate che riguarda solo una certa parte politica voi vi sbagliate di grosso. Anzi la favorite.
Non sta mai all'opposizione, gli affari vengono prima di ogni connotazione politica. E per affari e politica si muore, come dimostrano gli omicidi di Vico Ligato e Francesco Fortugno.


Più avanti vi spiegherò come si è insinuata nelle logge massoniche, come è strutturata, e soprattutto capire il motivo per cui è così forte e pericolosa.

E la colpa è anche nostra, perchè pensiamo che sia invincibile. Ditelo a questi ragazzi che si stanno battendo contro di loro.


giovedì 4 dicembre 2008

Si è aperto uno spiraglio

Finalmente dopo mesi e mesi di omertà si è aperto un grande spiraglio sulla morte di Niki, ieri sera il tg2 ne ha parlato. E per un assurda coincidenza c'è anche un' altra importante notizia, quella di una speranza per De Magistris che era stato inspiegabilmente trasferito proprio quando stava conducendo un inchiesta(why not) che lo portava a svelare la collusione tra 'ndrangheta e massoneria deviata proprio alle porte di San Marino.

Ora mi aspetto che anche programmi di spessore come Chi l'ha visto o Anno Zero cominciassero ad affrontare la morte inspiegabile di Niki. Ora più che mai non dobbiamo abbandonare la signora Ornella, non a caso definita dai giornalisti di San Marino(e loro hanno qualche idea su chi ci sia dietro) una "mamma coraggio".

Si è aperta una breccia, ma ci sono ancora tante mura da smantellare.


mercoledì 3 dicembre 2008

La misteriosa comunità cinese-conclusione.

L'anno scorso, esattamente il 27 novembre del 2007, in un paesino in provincia di Treviso, una ragazzina di 14 anni esce di casa alle sette di mattino per andare a scuola. Mentre aspetta l'autobus, un gruppo di uomini le salta addosso, la carica a forza su una macchina e se la porta via. Il padre, che è un imprenditore, riceve un messaggio al telefonino dove richiedono un riscatto di cinquecento mila euro e quindi denuncia il rapimento.

I carabinieri incominciano ad indagare e a dicembre irrompono in un appartamento nella periferia di Milano e riescono a liberare la ragazzina. Tre persone finiscono in manette. La ragazzina, pensate, è rimasta immobilizzata sul letto per tutta la durata del sequestro con i cerotti sulla bocca. E venivano tolti soltanto quando doveva mangiare.


Possibile che non ne sappiamo niente? Una notizia del genere dovevamo ricordarcela. Con una storia del genere i giornali e i media si sarebbero scatenati.

Questo perchè ho omesso un piccolo particolare: la ragazzina e i rapitori sono tutti cinesi.

Ho voluto raccontarvi di questo caso perchè noi ci disinteressiamo di fatti gravi, tanto non ci toccano, se la risolvessero tra di loro. Mentre delle volte, anzi spesso, esageriamo con vicende minori che diventano delle vere e proprie "emergenze cittadine".

Nelle comunità cinesi esiste il problema criminalità, ma riguardano solo loro. Per principio non toccano un italiano: i furti avvengono tra di loro, i rapimenti tra di loro, anche gli omicidi avvengono tra di loro.
Tanto è vero che tempo fa venne intervistato un italiano che abita nella famosa via Sarpi (luogo della prima rivolta) e disse che da quando ci sono i cinesi lui vive tranquillo e i furti alle attività italiane sono diminuite parecchio.


Le "vicende tra cinesi" spesso sono assai cruente. Come nel caso di via Messina, in una discoteca di Padova, dove sono saltate fuori pistole e sono rimasti a terra due cadaveri.

Vero teste di capra che voi state pensando alla mafia cinese? Ed esattamente alla famosa Triade? Invece secondo i dati messi a disposizione dalla polizia, qui in Italia la peggiore criminalità cinese è formata non da boss mafiosi appartenenti alla Triade, ma semplicemente da ragazzini.

Si, avete capito bene, queste bande criminali sono composti da giovani appena arrivati in Italia con il mito di far soldi subito e a tutti i costi. Tutto questo perchè in Cina hanno avuto una vita facile quando ricevevano soldi dai genitori che vivevano in Italia.


Insomma sono dei ragazzini viziati che organizzandosi diventano pericolosi. Sono ragazzi sempre vestiti di nero, non di rado assaltano altri loro connazionali imitando i famosi ninja armandosi anche di spade. Offrono i loro servizi a padrini di maggiore caratura, gestiscono in proprio rapine e piccole estorsioni, spacciano droga nelle discoteche, sempre e rigorosamente nel giro dei connazionali. La loro droga preferita è la Ketamina, un anestetico veterinaio che ha la fama di provocare un'esperienza psichica vicina alla morte, con sensazioni di separazione dal corpo e visioni.
Teste di capra, specialmente ai più giovani, non vi verrà mica in mente di provare? L'effetto collaterale di questa droga è ad esempio la "defecazione involontaria".

Come vedete ho voluto concludere questa mia piccola inchiesta parlando anche della criminalità cinese, ma prima che qualche leghista si congratuli con me, per correttezza devo specificare un dato: I cinesi rubano quanto noi italiani. Basta dividere i furti attribuiti a loro(112) e quelli attribuiti a noi(43508) per le popolazioni di riferimento( 145 mila e 59 milioni). Il risultato è identico. Buffa coincidenza vero?

Questo per quanto riguarda i furti, ma se pensiamo alle nostre criminalità organizzate, è meglio che ci stiamo zitti.

Anzi no, la prossima volta parlerò della 'ndrangheta.

Paura?



lunedì 1 dicembre 2008

Un attimo di riflessione

"Ciascuno di noi si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero!"

Pirandello



Oggi, care adorabili teste di capra, prima di concludere questa mia piccola inchiesta sulla comunità cinese in Italia, ho voglia di condividere con voi questa piccola riflessione.


So benissimo che molti di voi penseranno che io sia un buonista, ma non è assolutamente così.

Io, come nel passato, quando ad esempio affrontai il cosiddetto "problema sicurezza", oppure il "problema" rom, ho sempre voluto far emergere le cose buone.


Ne ho sentito la necessità, il mio è stato un obbligo morale innanzitutto. Cosa dovrei fare quando tutto il resto del mondo, quando tutti gli organi di informazione enfatizzano la pericolosità della diversità?

In ognuno di noi c'è la parte cattiva, o ancora meglio esiste quella parte di irrazionalità che se non domata potrebbe sfociare nella perversione, rischierebbe di rompersi il nostro delicato equilibrio e portare alla distruzione di noi stessi e degli altri.

Provate ad immaginare se arrivassero degli stimoli dall'esterno che cominciassero a rivelare esclusivamente l'altro lato della nostra personalità (Lo strano caso di mr Jeckyll e dottor Hyde di Stevenson è una storia che rappresenta tutti noi), noi cominceremmo ad apparire nei confronti della società dei veri e propri mostri.
Il giorno ci nasconderemmo nelle fogne, la notte ululeremmo come dei lupi mannari. Al confronto un Gasparri e un Calderoli apparirebbero delle persone splendide e garbate. Borghezio un cavaliere d'altri tempi.

E non è da buonista dire tutte queste cose, fidatevi!

Provate a riflettere e vi accorgerete che è la stessa identica situazione se il tutto lo paragonassimo al populismo squallido delle destre attuato nei confronti di tutte queste comunità così misteriose e diverse ai nostri occhi.

Perchè loro rappresentano il nostro lato oscuro.