domenica 29 giugno 2008

A presto

Carissime teste di capra, per una settimana non scriverò perchè avrò poco tempo per seguirlo. Anche uno spregevole latitante come me e braccato in continuazione ha da fare, scappo da Roma per un po' e raggiungo la mia città natale, più che una città è un paese, lì si trova la mia casa dei ricordi, le mie radici sono lì.

"Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove."
Pino Cacucci





sabato 28 giugno 2008

La legge razziale e il buon senso

Fateci caso ma tanti politici soffrono di schizofrenia. Non lo dico in maniera ironica, sapete che su queste cose non mi va di scherzare. Il ministro dell'interno Maroni, nonostante la sua dura e razzista( e non esagero) legge sulla sicurezza, mi ricordo benissimo che aveva detto che troverà una sistemazione per salvaguardare le badanti irregolari. E invece proprio giorni fa aveva detto che non farà nessuna sanatoria e nessuna distinzione, in più aveva aggiunto : " Perché sanare chi fa da badante a un anziano di 70 anni e non a uno di 69? Perché sanare una badante e non un muratore che magari con il suo lavoro mantiene moglie e tre figli?".
Inconsapevolmente Maroni ha ammesso che poi questi clandestini in realtà non sono dei delinquenti, ma dei lavoratori a tutti gli effetti, e che possono essere badanti, come muratori. Ma ovviamente per lui sono da punire, e da rispedire nel loro Paese dopo una lunga detenzione prima in galera(perchè la clandestinità è un reato) e poi nei CPT (che grazie all'UE sono aumentati i mesi di detenzione).
Questi politici soffrono di schizofrenia, hanno una doppia personalità. Maroni sà che sbaglia, che quello che stà facendo è inumano nei confronti di questa gente, ma lo fa ugualmente .
Lui sà benissimo che è inumano chiedere le impronte digitali ai bambini Rom, addirittura l'UNICEF condanna questa pratica. Ma lui dice lo fa proprio per i bambini, per non farli sfruttare.
Verrebbe allora da proporgli, per rispettare il diritto all'uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani e in particolar modo i figli dei camorristi, che già a 10 anni incominciano a sparare. Ma non si rende conto che quello che stà facendo è molto simile alla legge razziale del triste fascismo? Non a caso anche la comunità ebrea si stà lamentando, perchè loro non dimenticano quello che hanno subito e giustamente soffrono nel veder riaffiorare quel vecchio fantasma delle discriminazioni razziali.

Ma per fortuna c'è anche una bella notizia e questo mi fa sperare sempre di più nella ragionevolezza di alcune persone, nel constatare che non siamo completamente perduti.
La piacevole notizia è che intervenendo a un incontro nella facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre, il prefetto di Roma Carlo Mosca, commissario governativo per i nomadi per il Lazio, ha detto che nel censimento che sarà fatto nei campi nomadi di Roma non farà prendere le impronte digitali ai bambini rom.

«Così come non si prendono le impronte digitali per il passaporto ai minori italiani così non si vede il motivo per cui bisogna farlo con i bambini rom», ha detto Mosca rispondendo ad un giornalista. Il prefetto ha detto che nei confronti dei nomadi non si farà un’attività di «schedatura» ma di «ricognizione», fatta da personale della Croce Rossa, con l’obiettivo di conoscere diverse realtà fermo restando, nel caso si troveranno persone con problemi di giustizia, che si agirà di conseguenza. «Fermezza» ma nessun attività di discriminazione nei confronti dei nomadi, ha aggiunto Mosca.
Io i prefetti non li ho mai visto di buon occhio(ci credo! un latitante come me!) ma questo qui mi piace per quello che ha detto. Mi dispiace per Maroni e tutti i suoi amici di governo, ma il buon senso piano piano prevale!


Perchè le battaglie per pretendere i diritti di tutti senza distinzione di razza e di provenienza, la resistenza e la fine di tutti i nazifascismi è semplicemente dovuto dal buon senso.
Che è il migliore degli ideali.



giovedì 26 giugno 2008

Il segreto di Stato

Io dico basta, quando potremo dire veramente che la storia siamo noi? In questa Italia di trame oscure, quando prenderemo in mano le redini del nostro destino? Possibile che la recente storia italiana la deve fare un Gelli, un Andreotti o la CIA , e che addirittura sono la stessa cosa? Mi chiedo, come sia possibile che non sappiamo e forse non sapremo mai cosa c'era dietro le stragi di Stato? Una cosa che umilia tutti noi è che esista questo maledetto segreto, quello di Stato.
La strage di Ustica, Gioia Tauro, Piazza Fontana, Stazione di Bologna sono tutti maledetti segreti di Stato. Addirittura negli omicidi della Uno Bianca, quelli del mostro di Firenze, negli strani suicidi che hanno coinvolto gente che in qualche modo rientravano in tutte queste storie, esiste un velato segreto di Stato.
Quando diventeremo i protagonisti della Storia? Come possiamo sostenere quelle persone che hanno cercato e cercano di svelare questo segreto che offusca la Storia e la rende malata?
Prima li ridicolizzano, poi li minacciano, gli ammazzano la famiglia e se non basta li "suicidano" o li uccidono direttamente.

Questo scritto lo dedico innanzitutto ai cinque ragazzi anarchici appena ventenni Gianni Aricò, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso e Annelise Borth. Ragazzi che avevano scoperto cosa c'era dietro la strage di Gioia Tauro del 1970 e che sono morti stranamente in un incidente automobilistico proprio mentre portavano dei documenti scottanti a Roma.
Poi lo dedico a Falcone, Borsellino, al giudice Imposimato perchè la mafia gli aveva ucciso il fratello.
Per ultimo a De Magistris, e la Forleo alla quale molto probabilmente gli hanno ucciso i genitori, perchè così azzittiscono le persone.
E a tutti gli invisibili che lottano, perchè sono soli, non sono famosi e nessuno li sostiene.


martedì 24 giugno 2008

Fiori e schiavitù

Care teste di capra, cosa rappresentano i fiori per voi? Per gli scienziati sono un insieme di clorofilla, cellule e di elementi azotati; per la gente è una stupenda immagine di felicità o di rammarico e soprattutto, per la donna , è lo specchio del sentimento dove plasma tutta la sua dolcezza. Regalare i fiori a voi donne è sempre un buon rimedio per riparare agli innumerevoli torti che facciamo.
Ma per tante persone, i fiori rappresentano violenze, sciagure, sfruttamento, stupri, danni ambientali e mi scuso se guasto il quadro idilliaco iniziale ma questa globalizzazione mi ha rovinato il gusto di assaporare le poesie di un Neruda quando riesce a comporre dei versi bellissimi traendo ispirazione dai fiori.
Provate ad andare ad un fioraio qualsiasi, anzi ancora meglio da un ingrosso e richiedete ad esempio una bella confezione di rose ma di produzione italiana, rimarrete stupiti quando vi diranno che non ci sono, o meglio che sono talmente poche e molto costose. Si perchè i fiori provengono quasi totalmente dal Kenya e paradossalmente costano meno dei fiori di San Remo. L'industria dei fiori rappresenta una delle principali entrate finanziarie per il Kenya dopo il turismo, ma rappresenta anche la peggiore realtà di sfruttamento delle donne che lavorano in condizioni senza una minima sicurezza, senza nessuna garanzia sindacale, dove molte di loro muoiono di malattie contratte dai forti pesticidi e tante di loro vengono addirittura violentate. Per questo motivo costano pochissimo e invadono il mercato dei fiori , qui in Italia il novanta percento dei fiori che compriamo provengono dal Kenya e da paesi asiatici.
E non finisce qui! Sicuramente sapete che le guerre attuali non si fanno più per il petrolio, ma principalmente per un bene più importante: l'Acqua. Non a caso su 1,2 miliardi di persone che ufficialmente non hanno accesso all'acqua potabile, più di 400 milioni sono africani. E non a caso l'associazione americana Food and Water Watch, ha proposto di
organizzare una campagna a favore del risanamento del grande lago keniano Nashia, in via di prosciugamento a causa dello "sfruttamento predatore" di cui è stato oggetto in questi anni da parte delle industria dei fiori, in particolare delle imprese olandesi.

E allora se vogliamo regalare o ricevere un fiore, coltiviamolo.

Ma voi adorabili teste di capra mi direste anche di ricorrere all'altra alternativa, ovvero di comprare fiori di produzione italiana. E anche qui sono costretto a non darvi ragione perchè anche nella nostra civilissima Italia, numerosi "rispettabili"imprenditori, fanno lavorare nelle serre molti stranieri non in regola e per questo motivo ricattabili. Si perchè sono costretti a lavorare dentro le serre senza protezioni e respirare pesticidi e fitofarmaci, quindi molti di loro contraggono malattie respiratorie e alcuni ,a lungo andare, anche tumori. Ma non esistono, sono clandestini. Questa è la realtà che c'è dietro un semplice mazzo di fiori: violenze di tutti i tipi.


Non vogliamo solo il pane, ma anche le rose. Pulite però!








sabato 21 giugno 2008

Al figlio che non ho

Scusate ma ora mi sento come la Fallaci e volevo dedicare questo post al figlio che non ho e che forse non avrò mai.
Figlio che non ho ti eviterò di nascere in questo mondo retto da mediocri, ti eviterò di avere un cattivo maestro come me sempre latitante e braccato in continuazione, forse ti eviterò di avere un infanzia turbolenta. Magari potevi avere un carattere con alcune debolezze e pieno di sentimenti, forse potevi essere troppo avanti e il mondo non è preparato ad accoglierti. Ti eviterò di soffrire, di amare e non essere amato, di respingere e di essere respinto. Ho paura che non vedrai i boschi, gli animali, il profumo dell'erba bagnata. Ti avrò risparmiato di sentire le prediche dei vecchi saggi che diranno"Una volta c'erano la api, le lucciole gli scoiattoli, e noi non siamo stati capaci a conservarli".
Ti risparmierò di farti nascere in un Italia che non è stata nemmeno capace di rendere giustizia ad un vero servitore dello Stato come Calipari, ti eviterò di farti vedere una nazione che ha perso la memoria, la ragione e la cosa più importante che è il senso della collettività. Figlio che non ho, eviterò di farti convivere con una politica priva di idee forti, di emozioni, ti eviterò una politica che è diventata pura pornografia.
Figlio che non ho, ti risparmierò di fare i conti con le malattie, gli inganni, tradimenti, e per ultimo l'affronto della morte. Quella c'è, non scappa.
Però non conoscerai l'amore, quello c'è sempre. La soddisfazione di vincere una gara, quella di aver aiutato una persona in difficoltà, il sorriso di una donna, la voglia innata di esplorare, studiare e magari cambiare. Non conoscerai la poesia, un romanzo entusiasmante, l'intensità di un bel film, l'attimo di felicità inaspettata.
Figlio che non ho, se non ti avrò mi dovrai perdonare, e se per qualche strana alchimia nascerai grazie ad un atto d' amore con una donna, perdonami lo stesso.

Sicuramente ora ti eviterò una canzone di Povia, meglio questa:



giovedì 19 giugno 2008

Militarizzati

Ieri hanno approvato il maledetto pacchetto sicurezza, non ne hanno potuto fare a meno dicono, sembra che il popolo non aspettava altro. Ora avremmo l'esercito nelle strade, quel sempre eccitato La Russa promette che è solo un esperimento e l'esercito pattuglierà le nostre città per solo sei mesi. Scusate mi verrebbe da ridere se non fosse che io, da latitante che sono, mi dovrò nascondere tra le fogne di Roma per non essere trovato, mi verrebbe da ridere se non fosse per i poveri clandestini che si sentiranno persi per sempre, mi verrebbe da ridere se nel futuro bisognerà stare attenti a fare qualche manifestazione contro questo governo perchè magari potremmo essere definiti dei sovversivi. Mi viene da ridere nel definire questa operazione un esperimento perchè noi italiani siamo abituati a tutto, all'inizio ci indigneremo veder diventare le nostre metropoli un campo di battaglia ma poi ci rassegneremo e anche l'esercito diventerà normalità. Dopotutto ci siamo abituati a vivere con uno stipendio di merda, un lavoro precario di merda, e quindi con una conseguente vita di merda.
Noi abbiamo l'arte di arrangiarsi , e non è una prerogativa solamente napoletana.
L'esercito nelle strade non ci sarà per solo sei mesi o un anno, ci sarà perennemente; e guai paragonare queste operazioni con le altre come i vespri siciliani o quelle durante il rapimento moro perchè nei primi c'era da fare da deterrenza alla mafia(tra l'altro del tutto inutile) e l'altro c'era da ostacolare il terrorismo. Ma ora chi sono i terroristi? Oppure chi sono gli scioperanti da manganellare come fece il fascismo?

Sono di poche parole, ma da oggi non mi sento più sicuro.




martedì 17 giugno 2008

Le prigioni degli innocenti

C'è stato un tempo in cui esistevano delle prigioni dove si rinchiudevano gente innocente, normalmente chi è richiuso in una prigione conosce almeno la ragione, giusta o sbagliata che sia. Quella gente no. Le prigioni erano i manicomi, posti che nella maggior parte vigeva il degrado assoluto. Venivano rinchiusi i pazzi, e il pazzo poteva essere un omosessuale, una persona con crisi epilettiche, donne rinchiuse per ragioni "morali" perchè magari erano di facili costumi, potevano essere rinchiusi perfino i bambini che erano troppo vivaci e i genitori non riuscivano a gestirli.
Anche tu, testa di capra che mi leggi, cosa credi? Tu che magari hai periodi di depressione potevi essere rinchiuso e assumere innumerevoli psicofarmaci fino a ridurti in una perenne confusione mentale, o addirittura subire vari elettroschoc. Tutti avevano la possibilità di finisci dentro, c'è ad esempio la testimonianza di una suora che era stata rinchiusa perchè diceva di non sentire più il bisogno di esercitare il suo ruolo, che voleva semplicemente sposarsi con una persona e avere dei figli, e quindi l'avevano considerata pazza.
Così era la situazione fino a qualche decennio fa, poi negli anni settanta il cambiamento. Anni che adesso vengono infangati, ma che invece era il periodo dove furono fatte numerose conquiste sociali come la legge sul divorzio e sull'aborto. Tanti li ricordano come gli anni di piombo, sono d'accordo. Ma questi nostri anni allora come li chiamiamo? Di stronzio?

Basaglia, l'uomo che fece chiudere i manicomi, era il paradosso vivente : l'unico direttore di manicomio che anzichè voler portare avanti l' istituto, voleva distruggerlo. E ci riuscì, tanto che la legge 180 per l'abrogazione dei manicomi è meglio conosciuta come legge Basaglia.
Ora voi mi direte che esistono problemi di famiglie che hanno in casa persone con disturbi mentali, che non hanno il tempo e magari denaro di poterli assistere. Cosa facciamo, vogliamo abolire la legge Basaglia come pare che questo governo voglia fare? Volete lavarvi la coscienza, volete liberarvi di un grosso peso e rinchiudere la persona che assistete di nuovo in un manicomio?
Allora la legge non va abolita, non ritorniamo indietro come al solito. La legge andrebbe migliorata, questo è certo. Sicuramente lo Stato dovrebbe mettere a disposizione medici , psicologi, e infermieri che seguano queste persone. Ma per favore non riapriamo di nuovo le prigioni per gli innocenti, perchè il pericolo che ci finisca anche uno di noi, non è remoto.





sabato 14 giugno 2008

Chi potrei essere?

Potrei essere stato il figlio mai voluto, lo scolaro che "Signora, è intelligente ma non si applica, come fare?". Potrei essere quello che ad ogni occasione, perde sempre. Quello che non ha mai ricevuto una medaglia in vita sua, nemmeno una di ferro; quello che quando si doveva giocare a pallone, non veniva mai scelto. Potrei essere stato il figlio che "Quante preoccupazioni procura alla famiglia...", il bambino sempre vivace e che nemmeno il Ritalin poteva riuscire a calmarlo.
Potrei essere il peggiore uomo di questa squallida nazione, il peggiore frequentatore di squallidi locali, l'uomo che beve sempre, l'uomo che non dice mai di sì, l'uomo che è riuscito a far piangere anche le donne più sorridenti al mondo. Potrei essere il fratello unico di Rino Gaetano. Si , si proprio quello che non ha mai vinto un premio aziendale.

Oppure potrei essere stato il figlio che ogni famiglia ha sempre voluto avere, proprio il ragazzo modello. Quello che ha sempre studiato, il migliore della classe, sempre educato e mai scortese con alcuno. Il ragazzo che non ha mai dato nessun dispiacere alla propria famiglia, quello che inevitabilmente sale sempre sul podio.
Potrei essere l'uomo quasi al limite della perfezione, sempre sorridente e difficile vederlo nervoso. Non lo troverai mai a bere in squallidi bordelli, e soprattutto non lo troverai mai da solo. Potrei essere un uomo di successo, un vincente, quello insomma che il premio aziendale lo vince eccome.
Ma potrei anche essere una donna che da piccola è stata sempre in disparte, quella che non si è mai integrata perchè non si sentiva mai bella. La donna che se qualcuno gli fa un complimento riesce ancora ad arrossire come una educanda del settecento. Oppure la donna che da bambina era la più ammirata della classe, priva di insicurezza e la più elogiata tra le inconsistenti chiacchiere delle mamme.

Ma potrei essere semplicemente una normale testa di capra come voi con tutti i difetti e debolezze che uno inevitabilmente possiede, e con tutte le difficoltà che per nostra natura incontriamo. Ma con tutti i pregi che tutti noi abbiamo, con tutte le potenzialità che ancora non siamo capaci di metterle in pratica. Con quella voglia di riscattarci ma che ancora non abbiamo il coraggio di farlo. Con tutte le nostre incertezze e con tutti i dubbi che abbiamo sull' amore, sulla nostra esistenza e soprattutto con il dubbio di quello che potrebbe accadere "domani".

E ora non posso non mettere questa canzone:



giovedì 12 giugno 2008

L'impero dei furbi

"Il mondo si divide in furfanti e sciocchi". Così recitava un proverbio inglese del XVII . Io non saprei dire se sia vera questa affermazione, ma sicuramente tra i furfanti includerei i furbi,  e gli sciocchi sono quelli che cadono nei loro trabocchetti. La furbizia per molti è vista come se fosse una forma di intelligenza, anzi addirittura come se fosse una forma di virtù. Niente di più sbagliato, perchè il furbo non ha altro scopo che far danni al riparo dell'impunità concessa come dall' accettazione della furbizia come un male minore, e persino simpatico.


Così, per esempio, abbiamo l'idraulico che dopo un esame oculare del guasto che affligge l'impianto di casa, medita, fa i calcoli che solo lui capisce, prende tempo, finchè le nostre tasche iniziano ad angosciarsi e chiediamo il costo della riparazione. A quel punto domanda: "Con o senza fattura?". Se la risposta è "senza fattura", il furbo ci considera immediatamente dalla sua parte e ci include nel suo elenco di volponi, ma se, rispettando i doveri del cittadino che dà valore al fatto di vivere in una società civile e civilizzata, gli rispondiamo "con la fattura", perchè vogliamo che la previdenza sociale funzioni, che il trasporto pubblico funzioni, che la pubblica istruzione non scompaia, e tutto questo e molto di più si ottiene pagando le tasse che consideriamo giuste e che , soprattutto, non vogliamo che le paghiamo solo noi, allora il furbo si vendicherà con un conto smisurato e poi al bar, in compagnia di altri furbi come lui, racconterà di aver incontrato un coglione e per di più cornuto.
I furbi li rtroviamo dappertutto, sono quei datori di lavoro che ti chiedono gratuitamente di fare un piccolo sforzo e tu accetti senza riserve, oppure che ti chiedono di lavorare ma non in regola perchè vuol vedere se sei bravo ed affidabile, e passano gli anni e ancora dicono di non essere del tutto convinti di te. E così tu rimani in nero finchè non ti stufi e loro, con un bel sorriso, ti mandano via con i calci al culo.

Ieri è venuto a Roma l'uomo più furbo del mondo; quello che , annunciando con il contagocce la prima guerra del secolo, aveva chiesto ai governanti europei : "Appoggiate questa guerra con o senza fattura?". La fattura, in quel caso, si chiama rispetto della Convenzione di Ginevra, sicurezza per la popolazione civile, un impegno esplicito a non bombardare obiettivi civili, garanzie di rispetto illimitato dei diritti umani di tutte le parti coinvolte e, nel caso dei paesi alleati, il pieno esercizio del diritto di informare e di essere informati. Ma i governanti senza indugi hanno risposto : " Senza fattura".
Così il Papa accoglierà "senza fattura" il nostro amico texano, lo accoglierà senza criticarlo delle sue politiche di guerra, delle sue politiche protezionistiche solo per il loro Paese e noi qui ci stiamo dannando per fare un pieno di benzina, senza criticarlo delle violazioni dei diritti umanitari che si svolgono alla base di Guantanamo, della pena di morte ecc...
Così oggi Berlusconi lo accoglierà con il solito cappello di cowboy , non sbagliando ad indossare il colbacco, perchè quello lo fa con l'altro "democratico" amico Putin.

E' veramente triste l' impero della furbizia. Che diranno di me al bar i furbi che leggeranno queste parole?

E ora dedico questa canzone a voi adorabili testa di capra, da oggi ho deciso di integrare i miei spregevoli post con i video musicali.





martedì 10 giugno 2008

A forza di essere vento

Khorakhanè (tribù rom di provenienza serbo-montenegrina) 

Il cuore rallenta la testa cammina 
in quel pozzo di piscio e cemento 
a quel campo strappato dal vento 
a forza di essere vento 

porto il nome di tutti i battesimi 
ogni nome il sigillo di un lasciapassare 
per un guado una terra una nuvola un canto 
un diamante nascosto nel pane 

per un solo dolcissimo umore del sangue 
per la stessa ragione del viaggio viaggiare 
Il cuore rallenta e la testa cammina 
in un buio di giostre in disuso 

qualche rom si è fermato italiano 
come un rame a imbrunire su un muro 
saper leggere il libro del mondo 
con parole cangianti e nessuna scrittura 

nei sentieri costretti in un palmo di mano 
i segreti che fanno paura 
finché un uomo ti incontra e non si riconosce 
e ogni terra si accende e si arrende la pace 

i figli cadevano dal calendario 
Yugoslavia Polonia Ungheria 
i soldati prendevano tutti 
e tutti buttavano via 

e poi Mirka a San Giorgio di maggio 
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere 
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi 
e dagli occhi cadere 

ora alzatevi spose bambine 
che è venuto il tempo di andare 
con le vene celesti dei polsi 
anche oggi si va a caritare 

e se questo vuol dire rubare 
questo filo di pane tra miseria e sfortuna 
allo specchio di questa kampina 
ai miei occhi limpidi come un addio 

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca 
il punto di vista di Dio 

Cvava sero po tute 
i kerava 
jek sano ot mori 
i taha jek jak kon kasta 

Poserò la testa sulla tua spalla 
e farò 
un sogno di mare 
e domani un fuoco di legna 

vasu ti baro nebo 
avi ker 
kon ovla so mutavia 
kon ovla 

perché l'aria azzurra 
diventi casa 
chi sarà a raccontare 
chi sarà 

ovla kon ascovi 
me gava palan ladi 
me gava 
palan bura ot croiuti 

sarà chi rimane 
io seguirò questo migrare 
seguirò 
questa corrente di ali.


Fabrizio De Andrè


Per non dimenticare che il nazismo ha sterminato più di 500 mila zingari.

lunedì 9 giugno 2008

La manifestazione di ieri

Ieri era stata una giornata storica, una giornata dove per la prima volta in Italia i rom e sinti sono scesi in piazza. Era una giornata nuvolosa, ma non me ne ero accorto.
Avrei voluto abbracciare tutta la gente che c'era, avrei voluto dire grazie a tutti perchè mi hanno trasmesso la speranza, la volontà di credere che veramente un altro mondo è possibile, che veramente non tutti abbiamo perso la ragione. Il corteo era stato bellissimo ed era carino vedere i rom che , nonostante è la prima loro esperienza di partecipazione, abbiano sfilato con slogan, striscioni, con un carro dove delle zingarelle ballavo ininterrottamente, vedere che manifestavano con una compostezza da imitare. Il corteo si era concluso con un bellissimo dibattito vicino all'ex mattatoio dove proprio il giorno prima c'era stato l'ennesimo sgombero. Ancora una volta la Spagna è stata esempio di grande civiltà, era intervenuto l'europarlamentare Spagnolo di etnia gitana e ha parlato di come noi sembriamo la Spagna, ma di 30 anni fa. Emozionante l'intervento di due donne sinte come portavoce di alcuni campi. E anche questo non fa altro che dimostrare che la donna ha un ruolo fondamentale tra i rom, e non è per niente subalterna all'uomo. Non mi faceva altro che piacere ascoltare gli interventi dei rom che parlavano con il cuore, bello constatare la differenza di dialettica tra la gente semplice e quella dei politicanti di professione.
E sapete quando amo che la gente semplice, la gente invisibile emerga mostrando la loro bellissima natura. Bellissimo ascoltare il discorso agguerrito di un rom e di averci suggerito di applaudire ad una sua frase, perchè è bello vedere anche il loro lato comico. Si perchè ho potuto vedere che i rom sono di un allegria invidiabile, perchè noi italiani al posto loro saremmo schifosamente depressi e rassegnati. Invece, nonostante che vengono perseguitati, loro riescono a sorridere. Ancora un' altra lezione di vita.
Sono arrivato dal Messico per partecipare a questa manifestazione. Ora, da latitante, ho deciso di rimanere qui.
Chissà se ieri c'era anche qualche adorabile testa di capra tra quella gente.

"Un uomo saggio ride quando può. Sa bene che ci sarà molto da piangere nella vita."

"Vedere un gagiò che sorride è più raro che vedere una mucca che fa un uovo."


Proverbi zingari

giovedì 5 giugno 2008

Bertold Brecht e la manifestazione antirazzista di domenica prossima.

A quelli nati dopo di noi

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza.


Bertold Brecht


Noi siamo quelli che dovremmo ricordare con indulgenza gli uomini del passato, quelli del passato che hanno vissuto le barbarie del nazifascismo, quelli che come dice il grande Brecht hanno vissuto ingiustizie senza una minima rivolta. Noi abbiamo il dovere morale di non restare in silenzio su quello che sta succedendo. Mentre il governo applica delle leggi ingiuste contro i disperati che vengono qui per cercare lavoro, mentre delle persone senza umanità non vogliono che si costruiscano alloggi per i rom, mentre aumentano forme di xenofobia, mentre si sta perdendo il lume della ragione, noi non possiamo fare del cinismo e dell'indifferenza una nuova religione.
Domenica prossima vorrei che centinaia di adorabili teste di capra sfilassero per la città di Roma per fermare questa ondata di violenza contro il diverso e soprattutto questa ondata che sta colpendo i rom. Un genocidio culturale e io aggiungo anche fisico. Sì , perchè secondo il Gruppo Everyone c'è il rischio di sopravvivenza nel prossimo inverno di numerosi bambini rom a causa dei continui sgomberi.
Voglio che noi non diventiamo complici di tutto questo, voglio che non chiediamo indulgenza ai posteri come ha fatto Brecht. Voglio che in qualche modo la storia non si ripeta.
Vi riporto di nuovo il link

http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm

mercoledì 4 giugno 2008

Shalom

Oggi c'è stato un importantissimo vertice della FAO per porre fine alla fame del mondo. Siamo tutti a conoscenza che questa globalizzazione economica si è rivelata un danno, questa forma di neocolonialismo sta scatenando guerre per i cibi, milioni di uomini muoiono per la fame, per le malattie, e tutto questo è colpa dei paesi industrializzati. Il direttore della Fao ha messo in imbarazzo tutti i capi di stato dicendo:"Come possiamo spiegare alla gente di buon senso che non è stato possibile trovare 30 miliardi di dollari all'anno per riuscire a nutrire gli 862 milioni di affamati?"

Ma questo imbarazzo è stato distolto grazie al discorso di Ahmadinejad e prontamente sono scoppiate polemiche e attriti da tutto l'Occidente. Anche a me non piace il Presidente dell'Iran. Si si ho detto presidente care teste di capra, non fate anche voi disinformazione. Lui non è un dittatore. Lui è stato eletto democraticamente; come è stato eletto democraticamente Berlusconi da noi, anche se non lo sopportiamo. Piaccia o non piaccia, questa è la democrazia. Come dicevo, il Presidente dell'Iran io non lo amo. Non lo amo perchè uccide gli omosessuali, non lo amo perchè impone il velo alle donne, non lo amo perchè ama Hitler, non lo amo perchè parla in nome di Dio. E sapete quando odio l'interferenza religiosa, figuratevi uno Stato non laico.

Detto questo, io grido a tutti voi “Shalom!” E’ la più bella di tutte le parole perché racchiude un desiderio che si può pronunciare solo libero da qualunque cinismo, perché si risponde ripetendola con la stessa sincerità.

Ma oggi questa voce fondamentale, che getta le basi della convivenza umana, ha sempre meno valore, meno peso, perché una situazione di ingiustizia volutamente mantenuta trascina i palestinesi nel tunnel senza uscita del terrorismo e lascia mano libera ai settori più duri della società israeliana per commettere i peggiori crimini in nome di un’ idea messianica, la Grande Israele.

Ieri ci ha impressionato l’Olocausto, e la Shoah è divenuta parte della memoria collettiva dell’umanità. Quando vediamo le fotografie di Auschwitz, quando vediamo milioni di ebrei, di zingari, di omosessuali deportati e assassinati dai nazisti noi abbiamo il dovere anche che la storia non si ripeta più, che non si ritrovi un nuovo capro espiatorio il quale può essere una determinata etnia( vedi rom) oppure un popolo diverso da un altro. Come appunto quello palestinese.

I nazisti marchiavano gli ebrei con numeri sulla pelle, oggi gli ebrei marchiano i palestinesi con numeri sulla pelle, e anche se un ufficiale dell’esercito di Israele spiega che “questi numeri si possono cancellare”, siamo davanti alla stessa perversione, che le nazioni, soprattutto l’Europa, contemplano con passività con cui un tempo fu permesso l’Olocausto.

E’ naturale che l’Europa avverta un debito storico verso la società israeliana, è logico che Israele sia un partner privilegiato dell’ Unione Europea, ma è anche naturale, logico e normale, anzi è un obbligo morale, che l’Europa esiga da Israele il rispetto delle leggi universali che, per esempio, proibiscono di considerare gli ospedali obiettivi militari, di impedire l’assistenza ai feriti, di sparare sul personale medico-sanitario, di bombardare scuole e di rispondere agli attentati terroristici con altrettanti attentati come gli assassinii selettivi.

La disperazione di un popolo senza patria, senza la certezza di una terra, di una casa stabile, è il miglior brodo di cultura per il terrorismo che avvolte è semplicemente resistenza.

Ora tutta l’Europa si è scandalizzata dalle parole del Presidente iraniano, a Roma tutti i politici hanno manifestato in piazza. A queste persone dico di non far permettere che un guerrafondaio texano e il governo israeliano dell’odio soffochino la parola “Shalom” in un altro bagno di sangue.

E invece, a quanto pare, lo permettono eccome.