sabato 31 maggio 2008

Ho fatto un sogno

All'improvviso mi svegliai perchè avvertivo un'angoscia inquietante,mi ero subito lavato, vestito di fretta ed ero uscito fuori...La mia città, Roma, era stranamente vuota, silenzio assoluto, poca gente camminava lungo il marciapiede, l'incredibile è che fino a ieri i negozi erano affollati di gente, mi meravigliai perchè la poca gente che c'era era tutta italiana, pochi giovani e tanti anziani...La cosa strana era che, al palazzo di fronte al mio, non sentivo più il martellare dei pneumatici, l'impalcatura era vuota, c'era solo un muratore che imprecava...ed era l'unico italiano che ci lavorava. Mi era sorto un dubbio: "Possibile che non c'è nessun straniero?", trovai la conferma quando cercai di contattare una mia amica sudamericana tramite il cellulare: era sparita! Sudavo a freddo, gelavo di sconforto. I marocchini che di solito vendevano i cd e le borse erano incredibilmente scomparsi, presi la metro per andare al centro e, sul treno, cercavo inutilmente quei musicisti gitani che con la loro musica mi potevano tirare su di morale, niente! Sceso dalla metro mi imbattei in una manifestazione di estrema destra che suonavano a festa; per la rabbia mi era presa la fame, ma l'egiziano che faceva la pizza in maniera deliziosa non c'era più: sparito anche lui! All'edicola c'era il titolo del manifesto:"Disastro economico in italia,mancano gli stranieri", la Padania invece intitolava:"Finalmente solo italiani"...il terrore mi persuase, si alternavano tramite la radio notizie del tipo:"Centinaia di fabbriche chiudono per mancanza di manodopera", il mio pensiero andava agli imprenditori leghisti che di notte facevano le fiaccolate contro gli extracominitari, e di giorno li facevano lavorare come schiavi. "Agricoltura in crisi,poca produzione" "Non ci sono più soldi per pagare le pensioni" "Berlusconi vende il Milan a prezzo stracciato, ma perchè non ci sono più i giocatori stranieri per la sua squadra" "Licenziati centinaia di insegnanti, aule vuote". Notizie che sembravano bollettini di guerra, qualcuno aveva azzardato a dire:"Si ma almeno non c'è più la delinquenza", ma non aveva fatto in tempo a formulare la frase che alcuni gruppi di persone avevano organizzato bande per rapinare quel poco che era rimasto. Rischiavo veramente di impazzire care teste di capra. Ritornai a casa, e dall'appartamento affianco al mio sentivo piangere una signora con disperazione, poi mi ricordai che era quella signora anziana non autosufficiente che le faceva da badante una polacca, e ovviamente era rimasta sola!


Mi sveglio di soprassalto e mi accorgo che è stato tutto un sogno. Non voglio rimanere da solo.

giovedì 29 maggio 2008

La matematica non è un opinione, o si?

Non ci crederete ma da quando ho scoperto(con la calcolatrice) che dividendo un numero pari, per quante cifre contenesse, sarei arrivato immancabilmente all'uno, vi giuro che mi sono sentito vicino ad Einstein e non ho esitato a definirmi un appassionato di matematica; ma si sa, la felicità è effimera, e l'arrivo delle percentuali ha fatto in modo di guastarmi la festa.
Non capisco, ad esempio, come una fabbrica in cui lavorano cento uomini possa subire una riduzione del personale del 18.5 per cento. Significa che 18 tizi perdono il posto, ma esiste un mezzo uomo(magari tranciato dai macchinari) che lavora lo stesso. Ma che vuol dire? Un giornale che avevo letto assicurava che sul totale dei lettori un 57.3 per cento erano donne. Che genere di donne sono quel virgola tre per cento? Sono le più bassine, quelle che leggono solo un terzo del libro?
Ci sono nazioni come il Cile che secondo la macrostatica, cresce al ritmo di due punti l'anno, ma l'80 per cento dei suoi abitanti continua a vivere sotto o sulla soglia della povertà. Quanti punti bisogna mettere insieme perchè nessuno soffra la fame, il freddo, l'emarginazione? A chi bisogna consegnare i punti per ricevere il premio?
Si dice che i Rom qui in Italia siano lo 0.03 per cento. Poverini, loro sono sempre i più emarginati, anche attraverso la matematica! Mi dite cosa sono quel virgola zero zero tre per cento? Non sarà una parte remota di un loro corpo umano che, magari, aumentano le paranoie di talune persone?
Il ministro degli interni Maroni promette che la "produttività" della polizia triplicherà sicuramente! Ma cosa cazzo vuol dire? Significa che ogni poliziotto catturerà tre ladruncoli a testa? Che ogni poliziotto distribuirà il triplo delle manganellate?

Gli amministratori dell'impresa mondiale si esprimono in un linguaggio criptico di punti e percentuali, mi ricordano quelli dell'antico Egitto. In quel periodo esistevano due tipi di scrittura:
I geroglifici, compresi solo dai sacerdoti e dagli iniziati, che servivano a fissare i punti di crescita delle piramidi e le percentuali di aumento o decremento della massa muscolare impiegata. L'altra scrittura era invece il demotico, riflesso del linguaggio popolare, che chiamava i morti con il loro nome e rendeva popolari le madri dei Faraoni.

I liberisti americani , quelli Italiani, gli economisti mondiali assicurano che la matematica non è un opinione. Ho fatto un veloce calcolo per loro, ma anche per voi adorabili teste di capra. Seguitemi :
l'aspettativa media di vita al mondo è di sessant'anni, cioè di 525.600 ore, un terzo delle quali, 175.200, lo usiamo per dormire, un altro terzo lo dedichiamo all'ozio(lettura, cinema, bar, avventure amorose eccetera) e l'ultimo terzo al lavoro. Ma alle 175.200 ore che destiniamo al lavoro bisogna sottrarre le ore dell'infanzia e quelle riservate all'istruzione fra zero e diciott'anni, che sono 157.680 ore. Come se questo non bastasse, c'è anche da considerare che fra domeniche, vacanze e ponti festivi perdiamo come minimo centomila ore. Ci sono voci da dedurre, ma fermiamoci qui. Il risultato finale ci dice che delle 525.600 ore della nostra vita non ne lavoriamo
nemmeno una! Anzi nel linguaggio criptico gli amministratori mondiali direbbero che lavoriamo "meno 82.480 ore".

La matematica non è un opinione, è ora perchè vi state lamentando?

lunedì 26 maggio 2008

Nel nome del padre

Ho sempre pensato che non è una regola che il figlio di un boss, di un delinquente o semplicemente di un uomo di potere, segua le orme del padre. Penso ai figli di famiglie mafiose che hanno sofferto come dei cani perchè non hanno voluto seguire il loro esempio, primo fra tutti un ragazzo come Peppino Impastato che aveva uno zio come Badalamenti.

E allora mi sono chiesto, ad esempio, di che pasta fosse fatto il figlio di Gelli. Mi sono commosso, care teste di capra. No, non sto fingendo! Perchè siete sempre così diffidenti? Possibile che dovete vedere il marciume in ogni angolo? Possibile che non vi fidate più di nessuno?
Mi sono commosso perchè Raffaele, il figlio di Gelli, ha un seggio all' ONU e fa parte di un organizzazione non governativa. Quella che si occupa dell'ambiente e che aiuta i paesi del terzo mondo. Un uomo di cuore Raffaele Gelli, pensate che si sta preoccupando di far costruire un impianto di acqua potabile per la popolazione del Kenya, e credetemi è una cosa che gli fa onore. Non è mica come il padre che si preoccupava dei Paesi , ad esempio sudamericani, solo per far instaurare dittature feroci di destra come quella di Videla e Massera! Mica è come il padre che si preoccupava di instaurare la strategia della tensione in Italia, per poter fermare la "minaccia comunista"!
Vero, a Raffaele Gelli non gli interessa tutto questo.

Purtroppo la mia commozione si è trasformata in delusione quando ho appreso chi fosse in realtà il figlio di Gelli.
Vi ricordate le porcherie di Vittorio Emanuele di Savoia? Ovviamente questo uomo iscritto alla P2 è ancora una volta libero, ancora l'ha passata franca! E poi noi pretendiamo la certezza della pena per i reati minori, mentre questi balordi nonostante uccidono le persone, nonostante fanno traffici schifosi, se ne stanno liberi a godere la loro meravigliosa vita!
In un intercettazione telefonica passata inosservata, Vittorio Emanuele parlava con una persona di traffici di medicinali scaduti verso i Paesi Africani. E questa persona era Raffaele Gelli, l'uomo dell' ONU.
Non si capisce per quale motivo non sono state fatte le indagini verso questa persona, non si capisce perchè non si è dato peso su questi traffici criminali.
Eppure scopro che Raffaele non è la prima volta che si dà a traffici strani. Ad aprile di due anni fa il pm barese Lorenzo Lorario lo iscrive nel registro degli indagati per contrabbando internazionale di sigarette con il Montenegro. Un’accusa che si perde poi nel porto delle nebbie. Il nome di Raffaello Gelli era rimbalzato anche tra le pagine del libro di Charles Duchaine, ex giudice istruttore nel Principato di Monaco (poi dislocato in alta Corsica, a Bastia, perché accusato di “lesa maestà”). Nel corso di un’inchiesta sul “blanchiment” dei capitali, Duchaine si era imbattuto in una nota riservata della Procura di Asti nella quale si spiegava che Daniel Ducruet – all’epoca marito della principessa Stephanie di Monaco – aveva creato un consorzio denominato Segetra, nel quale era presente anche Raffaello Gelli. L’inchiesta adombrava l’ipotesi che il consorzio fosse dedito al riciclaggio di capitali della mafia russa.

Insomma una bella persona, e se poi aggiungiamo che aveva avuto anche a che fare con il caso Telecom, visto che era amico di Cipriani (l'uomo spia), la delusione si trasforma in rabbia. Una rabbia perchè le trame occulte non si arrestano, e sono addirittura continuate dai figli dei figli. Quasi come se fosse un potere aristocratico dove tramandi l'eredità di padre in figlio.

Ma l'eredità continua, ora c'è anche il nipote Decio Gelli. "Adorabile" e "venerabile" persona anche lui.

E voi teste di capra? Siete i figli di chi?

sabato 24 maggio 2008

E ora si esce dal virtuale

Carissime teste di capra, molti di voi giustamente dicono che non basta solamente scrivere su un blog per cambiare la nostra società, non basta solo denunciarle. Verissimo. Adesso c'è l'opportunità di emergere dal sottosuolo, far vedere che c'è anche l'altra Italia. E quella siamo noi, viviamo in un periodo di barbarie e se non facciamo nulla per fermale, ne siamo complici. L'OTTO giugno, a Roma, ci sarà la manifestazione promossa dai rom e intellettuali italiani. Siamo tutti incarcerati (anche voi, cosa vi credete?), e siccome siamo altruisti e siamo per la fratellanza e sorellanza, aiuteremo i rom e sinti a liberarli e proteggerli da questo genocidio culturale. Ringrazio l'Associazione Them Romano per avermi inviato il programma. Non possiamo non partecipare e chiedo a voi di esserci e soprattutto di diffondere il comunicato tramite i vostri blog. Riporto il testo. Questo è il link da diffondere
http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm


FERMIAMO UN GENOCIDIO CULTURALE

Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio,occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.
C'è un'oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell'ordine, una parte della politica italiana per giustificare un'incivile repressione.
Il 1° Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.
Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!
Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano solo stranieri.
Non è vero !, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero !, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero !, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero !, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!



mercoledì 21 maggio 2008

Se questi sono uomini

Oggi ero proprio rilassato, avevo raggiunto la mia capanna e stavo ancora pensando al Chapas, agli indios, al comandante Tacho, all'umanità delle persone che da molto tempo non ritrovavo. Pedro ha la fissazione di vedere i TG italiani tramite il canale satellitare, siamo diventati un attrazione per il mondo intero. Non è una consolazione. Mi chiamò e ridendo disse il perchè gli italiani vanno a caccia nella città, e quali animali potrebbero trovare. In effetti questa cosa mi ha meravigliato, a parte che sono contro la caccia, ma poi che diavolo di animali possono trovare nella città di Roma? Potrebbero trovare al massimo delle enormi pantegane, oppure insetti geneticamente modificati.

Care teste di capra, non stavano cacciando gli animali, anche se sembrava veramente una battuta di caccia. Ho visto una folla inferocita di ragazzi che assieme alla polizia(si la polizia, avete capito bene), si divertivano a stanare i transessuali in mezzo ai cespugli. Ho visto due baldi giovani che inseguivano due transessuali con ferocia, e le due malcapitate aggredite e insultate poi venivano trascinate nelle macchine della polizia indifferente a quanto accadeva e circondate da una folla inferocita.

Ho visto poliziotti che prendevano per i capelli una di loro per mostrare il suo viso a quella gente, la quale ha cominciato a insultarla e incitare gli uomini "dell'ordine" nel picchiarla.
Pedro è rimasto di sasso nel vedere queste scene, nella sua terra queste cose non si sono mai verificate, nemmeno sotto la dittatura feroce di Porfirio Diaz. Io mi sono vergognato come un balordo, prima i rom. Ora i trans. Vi ricordate la poesia di Bertold Brecht che avevo postato?

L'ultima scena che ho visto è quella quando un trans, dentro l'auto della polizia, gridava piangendo :"Non siamo degli animali, non siamo degli animaliii!"

No, non sei un animale mia dolce creatura. Noi che siamo diventati delle bestie!


Per saperne di più vi consiglio di sfogliare le foto in questo sito di repubblica, e poi leggete i commenti. http://roma.repubblica.it/multimedia/home/2217967/1/4

lunedì 19 maggio 2008

La Realidad

"Ho studiato in qualche università di questo paese, non a Oxford, all'estero, anche se adesso è molto di moda studiare da quelle parti. Ho studiato in un'università messicana, sono arrivato in fondo, il che è già molto, mi sono laureato, ho fatto un corso di specializzazione e sono stato felice per qualche tempo, finchè non mi sono ubriacato, ho preso l'autobus sbagliato e sono finito nella Selva Lacandona. Quando me ne sono reso conto, ormai ero lì, e non ne potevo uscire; questo è successo undici anni fa."

Subcomandante Marcos, in un' intervista.


Quel testa di capra di Pedro mi aveva portato in uno di quegli ostelli della periferia di città Del Messico. Inutile dire che per socializzare con tutti loro ho dovuto bere litri e litri di Tequila, i messicani sono così e io per farmi accettare non ho dovuto fare altrimenti. Avevo esagerato, ero riuscito a superare perfino Pedro che veramente era una belva nel fatto di bere. Inutile dirvi che cominciai a vomitare, mi cominciava a girare la testa da morire e mi addormentai...

Mi svegliai a causa dei sussulti della "Camioneta", Pedro con quel cazzo di sombrero mi ha appena annunciato che mi stava portando nella regione del Chapas. Un sussulto di gioia improvvisa mi scosse il corpo, ma poi l'imbarazzo mi persuase. Pensai che io ero un latitante, un fuggitivo e per di più uno straniero. E se aggiungiamo un quasi alcolizzato, la frittata è fatta! Chi accetterebbe una persona così?

L' autista era un indios, mi sorrise e mi raccontò un po' la sua storia, diceva di appartenere all' EZLN fin dalla famosa rivolta del 1994 a San Cristobal. Mi disse con tono animato: "Se nella tua casa entra qualcuno e comincia a dare gli ordini e a prendersi le tue cose migliori, come puoi restare a guardare senza reagire? Stanno regalando tutte le ricchezze della nostra terra agli speculatori stranieri, hanno svenduto il Messico ai nordamericani, ma adesso anche noi abbiamo un esercito che ci difende, e non saremo così vili da rimanere passivi. Da venti, trent' anni, ciascuno di quelli che si trovano qui ha tentato ogni via pacifica, abbiamo protestato nelle piazze, fatto scioperi della fame, presentato denunce: quando ci è andata bene, la risposta è stata l'indifferenza. Più spesso la repressione. Adesso basta. La sovranità nazionale la difendiamo da soli, e non siamo nè pochi nè così soli. Certo, sappiamo che ci aspettano altre sofferenze. Per molti ci sarà il carcere, e perfino il cimitero. Ma il seme che non muore non dà il frutto. Il seme secca e poi germoglia. Con la sua morte, dà la vita!"


Sentendo le parole di questo uomo già non mi sentii imbarazzato , capì che sarei stato ben accolto. Anche loro sono incarcerati come me!
Raggiungemmo la capitale politica dei zapatisti : La Realidad! Essa è la porta della Selva Lacandona, della Sierra dalle Montagne blu, l'inizio del territorio sconosciuto, la foresta impenetrabile attorno al cuore pulsante della rivolta.
Arrivammo che era notte, e non potete capire che spettacolo questo posto. Non c'è luce elettrica, a La Realidad : miliardi di lucciole sciamano nella vallata, ci ritroviamo a nuotare in un mare di lumicini che invadono ogni spazio. Inutile descrivervi la mia commozione.
Il giorno è un' altra scoperta. Di colpo la vista si apre su una vallata piatta, con un fiume e una gigantesca ceiba secolare al centro, e tante case, capanne, brulicare di vita, andirivieni di Jeep e camionette , cavalli a branchi , bambini ovunque, donne che lavano i panni sui massi. Questa è La Realidad, "la realtà". Qui gli stranieri non sono per niente accolti come estranei. Mi hanno tutti abbracciato, mi hanno tutti dato il benvenuto e parlano anche lo spagnolo. La loro lingua madre è il tojolabal, oppure il tzotzil. La lingua Maya.

Ad un certo punto Pedro mi indicò un uomo con il passamontagna sopra ad un cavallo. Io quasi urlando gli dissi se fosse Marcos, lui si mise a ridere e mi disse che era il Comandate Tacho.
Il comandante mi accolse con un sorriso e mi porse la sua pipa, io accettai la sua offerta. Era un simpaticone, tenero ma duro nello stesso tempo, non volle sapere nulla di me. Al contrario io gli chiesi chi fosse, che grado avesse. Lui con garbo e un perfetto spagnolo mi rispose : " Chi è Tacho? Tacho è un indigeno, un contadino analfabeta. Non ho avuto la fortuna di nascere in una comunità dove ci fosse un maestro. Perciò non ho né la quarta, né la quinta. Però ho imparato a lavorare da molto piccolo. Vivo con la mia famiglia e, da alcuni anni a questa parte, sono diventato il 'Comandante Tacho'. Sono membro del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno."

Inutile dire che queste persone, questi discendenti dei Maya che difendono la loro terre, possiedono l'umiltà e la semplicità.
Purtroppo potrò rimanere pochi giorni qui, ma come si può lasciare La Realidad per tornare "nell' irrealtà?" Come farò, mie teste di capra?



sabato 17 maggio 2008

La profezia di Pasolini

Pasolini scrisse questa poesia quando ancora non c'era il "problema" immigrazione, forse non si sarebbe mai immaginato che noi italiani saremmo diventati inospitali. Che dimenticassimo che gli Albanesi eravamo noi, che nelle baracche ci vivevamo anche noi, che accattonaggio lo facevamo anche noi, che usare i bambini per sopravvivere lo facevamo anche noi.

La poesia di Pasolini è tragica ma piena di utopica speranza: Alì ed i suoi compagni cambieranno il mondo. Ne riporto un pezzo.
Gustatevela teste di capra, io intanto mi sto rilassando sull'amaca osservando questo grande oceano e questo pensiero è entrato in me :"Chissà se un giorno salperanno di nuovo gli italiani perchè costretti di nuovo ad emigrare? Chissà se ci saranno anche quelli che esultavano quando gli zingari erano costretti a fuggire? Quando gli stranieri erano costretti a ritornare nel loro paese in guerra? Chissà se il Karma esiste?".




Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.

giovedì 15 maggio 2008

Sforzatevi a vedere...

Ci sono cose, eventi, situazioni che si notano facilmente. Altre no. Facile notare un cielo stellato, ovviamente dove è possibile. Non è facile notare lo scroscio dolce e delicato di una fontana nel cuore della notte. Non è difficile notare la bellezza dei fiori. Non è facile osservare il pistillo maturo di un fiore dove si poggia dolcemente un ape.
Vedi donna che mi leggi con quei occhioni selvaggi, ce l'ho con te. Ci sono uomini, ragazzi, che non notereste mai. Sono taciturni, apparentemente mediocri, non c'è nulla di roboante che li segnali all'opinione pubblica per qualche notorietà. Nè nell'abito, nè nel portamento, nè nei gesti clamorosi.
Sono uomini che conoscono alla perfezione l'arte della sofferenza come i poeti di una volta. Sono dei grandi giovani Werther, con i loro dolori. Si, Si quello di Goethe teste di capra. Non voltargli la spalla, donna dagli occhi selvaggi! Fai un piccolo sforzo! Questi uomini sono , in genere, fraintesi dalla società che non è più programmata a riconoscerli come guide, se non proprio osteggiati e disprezzati, tranne dai bambini, dalle persone molto malate, dagli animali, dai poeti, e dalle strade notturne che riconoscono i passi.
Pensare che tu, donna selvaggia, potresti imbatterti in uno di questi uomini e riconoscerlo in una strada affollata è difficile. E non accade quasi mai.
Ma se accade, sarebbe in grado di donarti tutto l'amore che ne hai bisogno. Come mai nessuno.

Ora parlo a te, non ti nascondere testa di capra. Inutile che ridi sotto i baffi, fratello! Tu che alla solo vista di una donna come la Ferilli o come una Naomi Chambell diventi scemo, tu per loro cambieresti fede politica. Oppure calcistica, visto che per tanti è lo stesso. Per queste donne, che fanno di tutto per mettersi in mostra e che fanno salire gli ormoni a mille, saresti disposto a tenere un santino con la faccia di Calderoli oppure di Fassino. Per queste donne partiresti in una guerra che ancora non esiste, sareste disposto addirittura a fare il Kamikaze per una causa persa.
Guarda all'aldilà delle apparenze, ci sono ragazze che sono difficili da notare. Di solito è quella che in un gruppo si trova sempre in disparte, di solito è quella che non riesce a riconoscersi nello stile di vita delle sue coetanee. Potrebbe apparire disadattata, un po asociale, forse con un espressione sempre malinconica. Vai e conoscila bene. Esplora la sua mente, il suo modo di pensare, falla sorridere se ci riesci, valorizzala. Avvolte il suo stato è dovuto da una delusione d'amore, le donne ne soffrono di più o semplicemente hanno bisogno di un vero amore, non quello superficiale che è facile trovare. Magari scoprirai che dietro quella ragazza si nasconde un'Elsa Morante, un' Alda Merini, o semplicemente una donna che sarebbe in grado di arricchirti. Perchè queste donne sono la più grande meraviglia che si possa incontrare. Più dell'alba, più del Sole, più dei tramonti.
Perchè sono le primavere a Novembre.

Ehi tu ragazza dimmi se sai
cosa può nascere anche senz' acqua,
cosa può ardere senza estinzione,
e soffre e piange senza le lacrime.
Sciocco ragazzo, cosa mi chiedi?
Senz'acqua crescere potrà una pietra,
senza estinzione brucia l'amore
e senza lacrime soffre e piange un cuore.

(canzone popolare yiddish)

martedì 13 maggio 2008

Esiste veramente il problema sicurezza?

"una bugia ripetuta tante volte finisce col diventare una verità"
Goebbels, gerarca nazista.

" Allarme immigrazione, Italia invivibile!" "Insicurezza in aumento, non se ne può più!" "Aumentano gli stupri da parte degli stranieri!". Paura, terrore, notizie di violenze in continuazione. La gente ha paura di uscire di casa, Alemanno ha promesso che avrebbe risolto questo grandissimo problema che attanaglia la città di Roma , Rutelli consigliava i braccialetti per le donne, i cittadini organizzano ronde. Non nascondetevi anche voi, mie adorabili teste di capra. Anche voi avete paura, anche voi vi siete lasciati scappare le frasi del tipo "Io non sono razzista, però questi zingari stanno esagerando" Già gli zingari, c'è un odio profondo verso questa gente. Un odio trasversale.
Tutti voi state vivendo nel terrore, ai bambini avete rispolverato la filastrocca dell'uomo nero, la notte non dormite più con tranquillità. Avete paura, fate incubi in continuazione.

Ve lo ricordate l'omicidio della povera Reggiani? Era stata violentata e uccisa da un rumeno. Rumena era anche la donna che si era sdraiata davanti all'autobus che non voleva rallentare , e lo aveva fatto per cercare di salvare la vita a quella povera donna. Ma questo non è importante. Come non era importante quando giorni prima era stata violentata e ridotta in fin di vita una donna rumena da un italiano.
Paura, terrore, incubi! La gente comune parla,discute. Voleva cacciarli tutti questi stranieri. Gli uomini di destra e di sinistra hanno cominciato a gareggiare a chi urla più forte denunciando l'emergenza.

Emergenze testa di capra mie. Già un emergenza che non esiste!
"Incarcerato! Ma cosa cazzo dici? Non ti vergogni a dire queste cose?" No, non mi vergogno a dirlo, mi vergogno della falsa informazione che c'è stata. Il falso allarmismo che si è creato. Di questo mi vergogno! E tutti noi abbiamo abboccato come un pesce stordito dal forte inquinamento. La verità e che l'Italia è diventato il Paese più sicuro in Europa. La criminalità è in diminuzione, tranne quella dentro le mura domestiche. Così come la violenza sulla donne, in cui c' è un aumento dai violenza da parte dei conoscenti o familiari. Ma non da parte di gente estranea.

Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non e’ un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia e’ 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania e’ al 47esimo posto. Avete capito bene come siamo messi?


Ce l'hanno fatta a creare la paura! Sono riusciti a creare un fascismo che si manifesta con le parole e gesti rancorosi! Ma io non ci sto! Non posso rimanere zitto, queste cose bisogna urlarle!

E voi? Vivete ancora nella paura? Ma certo che no, mi risponderete! La destra è oramai al potere, questa gente sporca e violenta ha i giorni contati!

I dati che vi ho detto potete trovarli qui, se non ci credete:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/
http://falcee.blogs.it/?tag=sicurezza-in-italia
http://www.eures.it/ricerche_sv/omicide2005.htm

domenica 11 maggio 2008

PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI...

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".



Bertold Brecht

venerdì 9 maggio 2008

Ricordando Peppino Impastato

In questi giorni ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato, i TG nazionali non lo ricordano, noto con rammarico che nemmeno Grillo che giustamente li critica aspramente non accenna minimamente a questo ragazzo di lotta continua. Doveroso allora che lo ricordiamo noi.
L'assassinio di Peppino, badate bene, non è stato un semplice omicidio mafioso come si potrebbe immaginare. Riporto una frase di Erri De Luca :"E' stato un omicidio fatto con sapienza, è stato eliminato lui per troncare tutti."
Si perchè questo ragazzo è stato un rivoluzionario,e l'Italia negli anni '70 sfondò una quantità enorme di tali militanti. Oggi questo attributo è vago e subordinato a quello di terrorista, oggi i terroristi sono considerati anche i gruppetti di tifosi che si scontrano con la polizia. Oggi i terroristi sono anche chi brucia una bandiera, chi manifesta contro il G8, chi occupa i binari di un treno per reclamare i propri diritti.
Io voglio in questo mio scritto ridare il suo vero significato a questo aggettivo. Terrorista è la strage di Piazza Fontana, è la strage di Stato, è anche l'informazione che fa "terrorismo".
Terrorista è il bombardamento aereo di una città, che ha lo scopo di seminare terrore tra indifesi ed inermi. Il terrorismo comincia a Guernica nel 1937, sotto le bombe tedesche. Quelle sganciate durante un giorno di mercato. Nella sala dell'ONU c'è il quadro di Picasso che rappresenta quella strage, ma che poi ogni tanto viene coperto dalla vergogna quando approvano una risoluzione di guerra.
Il terrorismo non aveva niente da spartire con i ragazzi degli anni '70, erano dei rivoluzionari. Le loro lotte non avevano obiettivi estremisti. Si organizzavano per occupare le case lasciate vuote dagli speculatori, si lottava in fabbrica per ottenere più sicurezza sul posto di lavoro, si lottava addirittura nell'esercito perchè i soldati li consideravano dei "proletari in divisa".
I rivoluzionari, definiti la meglio gioventù da Pasolini, puntavano ad obbiettivi pratici e moderati. Ma la repressione contro di loro fu talmente massiccia che li trasformò in rivoluzionari a tempo pieno. I militanti di sinistra rivoluzionaria(ostacolati anche dal PC) sono stati i più incarcerati per motivi politici. Anche rispetto al ventennio fascista. E ovviamente fu anche un bene perchè anche lì ,in carcere, hanno organizzato scioperi per richiedere una qualità della vita decente per gli incarcerati.

In quegli anni non esisteva internet dove noi comodamente possiamo fare controinformazione, quei ragazzi dovevano sudare per praticala! E quindi aprivano delle radio clandestine, le cosiddette radio libere. Peppino aveva aperto Radio Aut. Apriva i notiziari con cronache dal mondo, quelle che i media non dicevano, poi parlava della mafia locale. Qui c'era giornalismo vero e già solo per questo rivoluzionario.
Questa forza incredibile di rivoluzione è stata fatta sparire, non è svanita da sola. Perchè quando Peppino è morto in concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro(coincidenza?), tutto è finito. C'è stata la sconfitta del movimento grazie al terrore pianificato.
Sono arrivati i bui anni '8o, l'appiattimento culturale degli anni '90 e l'attuale rassegnazione di questo nuovo millennio.

Ma ci vuole un inversione di rotta. Perchè la libertà non ci viene regalata da nessuno ,la libertà và conquistata.

martedì 6 maggio 2008

I desaparecidos in Italia

Il primo maggio è stato dedicato alle morti bianche, un vero bollettino di guerra. Ne abbiamo parlato tutti, tutti noi abbiamo stabilito che si trattano di veri e propri omicidi nel nome del profitto. Io voglio parlare delle morti "nere". Nere come la maggior parte del colore della pelle dei morti, nere perchè morti oscure, nere perchè sono morti occultate.
C'è un fenomeno del tutto italiano che mi fa rabbrividire mie adorabili teste di capra, ogni giorno qui in Italia vengono madri provenienti da altre nazioni che ricercano i propri figli scomparsi nel nulla, mogli che non hanno più notizia dei loro mariti, figli che di punto in bianco diventano orfani del proprio padre e non sanno il perchè. Scomparse degne da trasmissione "Chi l'ha visto".

Sono morti nere, quelle degli immigrati, sono invisibili perchè quando muoiono a causa degli incidenti sul lavoro, i loro corpi vengono occultati dagli imprenditori. I loro corpi vengono fatti sparire perchè non si vuol avere problemi con la giustizia essendo lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno. Immigrati che qui in Italia diventano "desaparecidos".
Vi racconto una storiella tragicamente vera.

Qualche tempo fa, in una cittadina del nord, un immigrato non regolare è stato preso a lavorare in un cantiere per rimuovere un tetto di amianto. Oggi un italiano conosce benissimo il pericolo dell'eternit, sà benissimo che rilascia sostanze altamente cancerogene. L'immigrato non lo sapeva e ci lavorava senza protezioni e la sicurezza, ovviamente, non era a norma. Era caduto dal tetto. Il corpo morente era stato portato via di nascosto dall'imprenditore e abbandonato sul ciglio di una strada.
Questo criminale di un imprenditore ha avuto la "sfortuna" che l'immigrato non era morto, fu ritrovato da alcuni passanti e portato all'ospedale. L'immigrato ha avuto una dignità commovente, ha rifiutato il denaro dall'imprenditore e ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Ma questa non è una storia a lieto fine, ragazzi miei. Il processo ora rischia la prescrizione a causa della mancanza di testimoni. C'erano alcuni italiani che avevano visto tutto ma non vogliono testimoniare, dicono che hanno paura.
Un poco l'indifferenza, un poco la vigliaccheria della gente e questo povero immigrato tra un po' perderà anche la pensione dell'inail.
Rischiava di diventare un altro ennesimo desaparecidos , ma ora rischia la povertà più tremenda perchè non potrà più lavorare perchè invalido.

Un invalido non riconosciuto. Un invisibile.

sabato 3 maggio 2008

Perchè vi inquietate?

A te ragazza, amica mia, che per caso mi leggi e che ti sento spenta dentro e ricerchi riparo in amori impossibili. Tu ragazzo, amico mio, che ogni tanto dai uno sguardo fugace nei miei scritti e credi di non essere più all'altezza in questa vita. Giovani che passate le giornate inseguendo sogni, e piano piano vi accorgete che sono impossibili da realizzare. Voi che vi abbattete al primo fallimento che incontrate e il mondo vi crolla subito addosso. Tu ragazza che riempi il tuo diario di splendide parole e inondi le pagine di lacrime. Ragazzo che a trentanni vivi ancora con i tuoi genitori perchè non hai ancora un vero lavoro e quanto senti salato il pane che quotidianamente ti danno. Ragazza mia, che vedi assiduamente quei cazzo di telefilm americani dove le donne della tua età sono bellissime, ottime ballerine, piene di fans e tu ti senti inutile. Molti di voi finiscono nella peggiore depressione, nel miglior caso in una profonda inquietitudine . L'uomo che ti lascia, il genitore che assiduamente ti rimprovera, la donna che non ti ammira. Piangete nel buio della notte, al riparo della vostra stanza, soffrite e qualche volta il pensiero della morte vi sfiora. Quanti giovani si sono suicidati? Molti!
Ma pensate che la vostra vita è una vera sofferenza? Forse si!
Un consiglio, andate dai vostri nonni o da un anziano che conoscete. Fategli compagnia e parlategli dei vostri problemi, loro sorrideranno e vi abbracceranno. Vi racconteranno che hanno vissuto la guerra, che hanno visto cadere le bombe sulle loro teste, che hanno visto la gente arse vive dalle fiamme. Hanno conosciuto la dittatura, la fame, il freddo tagliente.
Andate da qualche anziano ebreo, raccontategli le vostre inquietitudini. Vi darà una pacca sulle spalle e vi racconterà della sua deportazione, della vita in un campo di sterminio. Ragazzi, non deprimetevi, non vi inquietate, voi dovete sorridere della vita, sorridiamo di questa vita! L'anziano uomo vi aiuterà a risollevarvi e ad affrontare con serenità questo mondo.
Vi regalo alcuni passi di una poesia, è di un poeta Sloveno morto a 22 anni. Gustatevela, ha una carica straordinaria.


PERCHE' VI INQUIETATE?

Perchè vi inquietate?
Forse perchè si è guastato l'orologio?
Il sole tramonta.
Lo spirito raccoglie impressioni.
Cerco immagini in movimento.

I fatti perseguitano l'arte.
Giovani, giovani, orsù, coraggio!
Ciò che vi serve
ve lo dà il dolore.
Con fischi e sberleffi
prendiamo di mira il nazionalismo.
L'occhio si cerca nell'acqua.
Là si acquieta il mio spirito.

Vada al diavolo il mondo intero!

A volte, quando sono disperato a morte,
penso a te, bianca ragazzina.
Tutte le impressioni sono verdi.
Il tuo amore è di un verde
così soave e tenero
come i verdi riflessi dell'acqua.
Lo spirito accumula impressioni.
Una percezione passiva è letargia...
Lo spirito attivo raccoglie immagini.
Guarda indietro e davanti!
I fatti perseguitano l'arte.

Giovani, giovani, suvvia, coraggio!
Io sono coraggioso per tre.
Giro in una barca d'oro.
Dalla sofferenza attingo
tutto ciò di cui ho bisogno!


Srecko Kosovel