mercoledì 30 aprile 2008

La festa dei lavoratori

Dedico questa festa ai lavoratori del recente passato che già a 12 anni facevano i minatori. E che morivano presto di tumore o nella migliore ipotesi contraevano la silicosi, malattia che comunque fa morire. Ai contadini di un tempo, quelli che lavoravano duramente per conto dei latifondisti e non prendevano un soldo. Questa festa, nata grazie alle lotte operaie per aver conquistato le 8 ore al giorno, la dedico ai lavoratori stranieri in nero, che lavorano fino alle 12 ore. Che muoiono nei cantieri per mancanza di sicurezza, morti che nessuno reclama perchè tanto loro non esistono. Ancora ai lavoratori stranieri che vengono qui a fare lavori umilissimi, e quei pochi soldi che guadagnano li spediscono per mantenere le loro famiglie. E difficilmente si potranno rivedere. Dedico questa festa agli operai di Porto Marghera, quelli del petrolchimico. Che si vergognavano di abbracciare i propri figli perchè la puzza che portavano non si levava. E che poi sono morti di cancro grazie alle sostanze chimiche che lavoravano.
Questa giornata la dedico ai lavoratori che trascorrono le loro intere giornate al
lavoro, che non possono fare una giusta vita sociale, che non riescono a leggere un libro, che non hanno la forza nemmeno di fare l'amore con la propria compagna, che per questo motivo nascono anche delle crisi di coppia. Dedico questa giornata agli innumerevoli omicidi bianchì, un vero bollettino di guerra. Ai lavoratori precari, che fanno un lavoro senza alcune garanzie, dove si ha paura di ammalarsi perchè non prendono un euro durante la malattia. Dove le ferie sono un incubo, perchè sarà un mese non retribuito. Dove le donne, se sono incinta, lo nascondono il più possibile. Perchè rischiano il lìcenziamento.
Questa giornata la dedico anche a quei ragazzi meridionali che per scampare dalla mafia e dalla povertà si arruolano nell'esercito. Molti di loro sono morti per delle guerre ingiuste e inutili. Tanti di loro sono morti di cancro perchè sono stati esposti senza protezione nei territori altamente radioattivi. Dedico questa giornata ai ricercatori che qui in Italia non vengono valorizzati e guadagnano pochissimo, e allora sono costretti ad emigrare. Dedico questa festa ai lavoratori che anche il primo maggio sono costretti a lavorare, perchè ci sono tante aziende che potrebbero essere chiuse ma è meglio guadagnare di più, non si sa mai!

Si può parlare di sviluppo economico, di libero mercato, di PIL , di indici bancarie, di recessione o sviluppo. Ma se il mondo va avanti, se il mondo produce, se questi uomini di potere possono nutrirsi, vivere in case di lusso , possono vestirsi con abiti firmati, posso improfumarsi, posso portare le migliori auto, possono essere serviti,possono divertirsi. Se possono fare tutte queste cose devono ringraziare chi le fabbrica, chi le costruisce, chi ci muore anche.

Devono ringraziare i lavoratori.

lunedì 28 aprile 2008

Ricordiamo le vittime dell'amianto

Mentre a Roma si festeggia per la vittoria di Alemanno, uomo di destra che, come tutti i populisti, ha strumentalizzato la paura. Paura ingrandita grazie anche agli organi d'informazione che parlano delle violenze sulle donne solo quando sono gli stranieri, ma che non parlano di quel 70% commessi da conosciento o familiari. Mentre i Tg nazionali parleranno dell' ennesima vittoria di questa destra sempre più reazionaria, oggi molta gente ha poco da festeggiare, molti ricorderanno le vittime causate dall'amianto. Devo ringraziare il mio nuovo amico blogger http://ilrusso.blogspot.com/ che ha ricordato questa giornata.
Riporto questo suo passo e lo ringrazio per avercelo ricordato e non dimentichiamoci che esistono numerosi edifici che hanno ancora l'amianto. Alcuni sono anche delle scuole.


Questo piccolo contributo a favore della lunga e dura battaglia contro l'amianto nasce da un dovere, prima ancora che etico, di "casalesità". Siamo diversi bloggers che gestiscono i propri spazi su internet nella maniera più eterogenea possibile gli uni rispetto agli altri, ma una cosa in comune l'abbiamo: siamo nati e cresciuti a Casale Monferrato con i nonni che parlavano della "polvere", con i genitori che ci hanno spiegato cos'era realmente e con la triste prospettiva di essere noi a doverlo spiegare un domani ai nostri figli.
Abbiamo visto parenti, amici o semplici conoscenti andarsene per colpa di quella maledetta fabbrica e dell'eredità che ha lasciato nell'aria, sui tetti, nelle tubature, ma quello che é peggio é che dopo ogni lutto ci si chiede: chi sarà il prossimo?




ps il WTO ha detto che i lavoratori italiani sono troppo tutelati, quanto rimpiango i momenti delle contestazioni quando questo organismo internazionale si riuniva.

domenica 27 aprile 2008

Il ritorno del nucleare

Hola amatissime teste di capra!
Mi dicono che il caldo da voi ancora non è arrivato, possibile? Ma non è che anche il tempo si sia adeguato allo spirito che impervia gli italiani? Ho il sospetto che la stagione "calda" non arrivi mai,ci stiamo raffreddando tutti e c'è il rischio che se ne approfittino. Ora che non esiste una vera forza di opposizione credo che ad esempio non sarà difficile che riattivino le centrali nucleari. Sono anni che ci stanno rompendo le palle che siamo un Paese che non riesce ad avere una dipendenza energetica, che paghiamo troppo le bollette, che siamo circondati da Nazioni che hanno numerose centrali nucleari. Insomma ci stanno dicendo che siamo cretini e che oramai le centrali sono sicurissime. Veltroni e Berlusconi concordano su questo e sicuramente faranno una legge trasversale, e il bello che nessuno la ostacolerà. Ma approfondiamo questo discorso e vediamo se sono convenienti sia da un discorso economico, sia ambientale.
L'Oxford Research Group ha pubblicato un rapporto sul contributo che l'energia nucleare pòtrà dare alla lotta contro il riscaldamento globale. Dice che su scala mondiale, ora circa il 16% dell'energia proviene dal nucleare; il nucleare potrebbe giocare un ruolo effettivo nella diminuzione di gas serra se la sua quota salisse al 33% entro il 2075. Tenendo conto della crescita della popolazione e dunque del fabbisogno di energia, per arrivare a questo bisognerebbe cominciare già adesso a costruire centrali nucleari all'incredibile ritmo di quattro al mese. Ora i reattori nucleari in funzione sono 429, più 76 progettati e 162 proposti. Se si volesse davvero costruirne quattro al mese, ci sarebbe il problema di trovare i luoghi adatti e i soldi, ma ci sarebbe soprattutto il problema del combustibile: sempre nel 2075 ne servirebbero 4.000 tonnellate all'anno, ossia venti volte l'attuale quantitativo di plutonio immagazzinato a scopi militari.
Ma immaginate, teste di capra, che futuro sarà il nostro pianeta! Invece di immaginarlo che tutto funzioni con l'energia solare, eolica, con le auto ad idrogeno, lo lasciamo stracolmo di centrali nucleari. E molto materiale a disposizione per i futuri terroristi.
Sempre ragionando in termini economici, dobbiamo ricordare che le riserve dell'uranio sono limitate. Non a caso che il prezzo dell'uranio è raddoppiato nei primi mesi del 2007 e sarà sempre al rialzo. Quindi altro che bassi costi con l'energia nucleare. Ci stanno prendendo per il culo! Ci dicono che noi preferiamo rimanere all'età della pietra e invece sono loro che ci stannno portando indietro nel tempo.

Quello ambientale lo conosciamo tutti, le scorie radioattive durano milioni di anni. Dove le mettiamo? Qui da noi? Chi li vuole ? Li metteremo nei Paesi africani come facciamo con l'immondizia? O ancora peggio, si farà come l'immondizia a Napoli? Immaginate le scorie radioattive gestite dalla camorra! Mi si gela il sangue al solo pensiero. La soluzione esiste, e deve partire anche da noi! Dovremmo consumare poco e ciò si può fare, e sono le cose banali. Non compriamo quei climatizzatori esagerati, accontentiamoci di una ventola. Non lasciamo la luce accesa di giorno, non mettiamo i nostri apparecchi in Stand-Buy. Spegniamoli direttamente.
E poi rimaniamo tutti in guardia e parliamone con la gente, facciamogli capire che le centrali nucleari sono soluzioni vecchie, dannose, inutili.
Ma vogliamo un mondo migliore si o no?


"Se un uomo muore di sete in un deserto beve anche l'acqua sporca, ma se lo informiamo che può scegliere tra quell'acqua ed una pulita, allora egli berrà quella pulita" Malcom X

venerdì 25 aprile 2008

La resistenza di Oltretorrente

E' vero che la società si evolve, cambia, che non è più la stessa. Delle volte cambia in meglio, altrettante volte no. Pavia è cambiata, si è ingrandita, la gente è diversa. Oggi questa stupenda città non sembra più ospitale come una volta, un tempo era meta dei meridionali, i cosiddetti "terroni". Oggi i nuovi "terroni" sono gli extracomunitari che emigrano dal sud del mondo per cercare lavoro. Ma a differenza di un tempo, ora sono divisi da un muro vergognoso.

Era l'anno 1922, un anno decisivo per l'Italia. Mussolini entrò nel governo e gli squadroni fascisti attaccarono i lavoratori in rivolta, occuparono tutte le città italiane, tranne una. Pavia era una città popolata dalla maggior parte da operai, artigiani, insomma era una città tipicamente proletaria. Gli operai avevano una cultura da far invidia anche agli intellettuali borghesi di quel periodo, i grandi musicisti di tutto il mondo sceglievano come prima tappa questa stupenda città. Se alla fine dell'esibizione ricevevano gli applausi, per loro voleva dire che avrebbero fatto successo.
Il 3 agosto 1922 la ferocia fascista si fece sentire, gli abitanti di Parma si organizzarono e scelsero come luogo per resistere agli attacchi una zona della città chiamata Oltretorrente. Due uomini valorosi guidarono la resistenza :l'anarchico meridionale Guido Picelli e il comunista Antonio Cieri. Due uomini che poi moriranno in Spagna contro i franchisti.

Care teste di capra, questa è una storia che dovrebbe essere studiata, una storia che nei libri di scuola non c'è. Altro che revisionismo storico! Costruirono delle enormi barricate, anche le donne partecipavano alla resistenza. Si scatenò una battaglia epica unica nella storia, gli squadristi tentavano di superare le barricate, devastavano, nelle zone centrali della città, meno difendibili e difese,il circolo dei ferrovieri, uffici di numerosi professionisti democratici, le sedi del giornale "Il Piccolo", dell'Unione del Lavoro e del Partito Popolare. Ma non riuscirono a superare la barricata di Oltretorrente. Ci provò prima la squadraccia fascista guidata da Farinacci, poi addirittura dal più astuto e feroce gerarca fascista come Italo Balbo.
Tutte le città italiane caddero, lo sciopero indetto dai sindacati fu interrotto, ma a Pavia non passano!
La notte tra il 5 e il 6 agosto le squadre fasciste smobilitano e lasciano velocemente la città: Parma proletaria ha resistito ed ha salvato, in gran parte, l'intera città dalle devastazioni. Picelli e Cieri "salutarono" Balbo, che abbandona Parma in automobile, scaricandogli addosso i loro revolvers.
Io mi emoziono a raccontare questa storia, a raccontare questa prima resistenza da parte degli abitanti di Pavia. Mi emoziono ancor di più quando anni dopo il fatto, quando il Fascismo purtroppo si instaurò in Italia, Italo Balbo entrò festante a Pavia. Mi viene la pelle d'oca nel pensare che Balbo rimase a bocca aperta quando lesse quella scritta sul muro. Sapete che Balbo raggiunse l'America pilotando da solo un aereo?
Ebbene quella scritta diceva : "Balbo, hai attraversato l'oceano ma non l' Oltretorrente."

Buon 25 aprile a tutti voi, teste di capra! Vi ho raccontato questa storia perchè se gli Italiani non fossero rimasti indifferenti come hanno fatto gli abitanti di Parma, forse il Fascismo non si sarebbe mai instaurato. Non ripetiamo lo stesso errore.

mercoledì 23 aprile 2008

Un Paese malato

Holà teste di capra! Non ci credete ma per poco non ritornavo da voi. L'altro ieri tra un tequila e un burritos avevo appreso la notizia che in Italia si erano radunati 80.000 giovani in una piazza di Roma. Non potete capire quanto ero rimasto contento, già stavo preparando un bel post tutto per voi, già ero preparato per dire che avevo ragione, che prima o poi me lo aspettavo che dal sottosuolo sarebbero emerse la gente migliore, che sarebbe rinato di nuovo un movimento come si deve. Pensate che stavo insultando il mio amico Pedro, una vera fotocopia di Zapata. Lui, da quando ha saputo che ero italiano, aveva cominciato a prendermi per il culo, diceva che il mio Paese è diventato pieno di cabròn , e che forse lo era sempre stato visto che la gente migliore veniva nel suo Paese. Basti pensare a Tina Modotti. Ma l'altro ieri ero contento, gli ho sbattuto in faccia la realtà, che a Roma si sono radunati
spontaneamente numerosi giovani provenienti da tutte le città italiane. Pedro, che in realtà è un buon rivoluzionario, era contento di ciò che stava avvenendo. Si è raccomandato di stare attenti, mi ricordava che l'anno scorso ad Oaxaca c'era stata una grande contestazione finita nella peggiore repressione, tanto che addirittura un giornalista indipendente Americano era stato ucciso. A Pedro gli ho ricordato che in Italia è diverso, ma poi mi sono mangiato la lingua quando mi è venuto in mente il G8 a Genova. La feroce repressione, la morte del povero Carlo Giuliani, le denunce di Amnesty, l'assoluzione recente delle forze armate.

Insomma ero pronto a raggiungervi. Pedro possiede un canale satellitare ed era sintonizzato su un canale italiano, mi ha chiamato dicendomi chi fosse quella signora bionda che parlava alla folla di giovani. Sono andato di corsa a guardare la TV, la signora bionda man mano che parlava faceva avvicinare dei giovincelli tutti seguiti da urla e applausi.
Posso dire che ho cominciato a urlare e bestemmiare, altro che movimento, altro che contestazione con lo slogan "un mondo migliore è possibile". Si erano radunati migliaia di giovani per festeggiare "Amici", il programma della Filippi, la signora bionda.

Un Paese malato l'Italia, migliaia di giovani per festeggiare questo mondo, il peggiore possibile.

lunedì 21 aprile 2008

IL SILENZIO

L'uomo ha bisogno del silenzio.Ma bisogna saperlo ascoltare, assaporare, creare. Si dice che Dio usò il verbo, la parola e di conseguenza la creazione. Ma prima ancora c'era il silenzio, il grande botto era preceduto dal silenzio. Siamo nati dal silenzio, poi il primo pianto. L'amore nasce dal silenzio, da uno sguardo silenzioso. I Beduini sanno "ascoltare" il silenzio del deserto, la meditazione si fa in silenzio, poi c'è anche la parola. Bisogna scrivere in silenzio, comporre la musica in silenzio. Beethoven quando era sordo riuscì a comporre una sinfonia meravigliosa.
Se un politico durante un comizio rimane in silenzio perchè non ha nulla da dire. io sarei il primo ad applaudirlo. Se ci si imbatte in un fallimento, rimanete in silenzio e poi agite. La pace è il silenzio, un Paese in guerra non è mai silenzioso. Ma il silenzio può essere più feroce di una lite rumorosa, se una persona ti offende, ti umilia, rimani in silenzio. Lo sorprendi, rimarrà anche lui in silenzio.
Il silenzio è tutto. Come dicevo prima noi siamo nati dal silenzio e moriamo accompagnati da un eterno silenzio.


Se tutti usassero il silenzio per comunicare, potremmo essere in una bottiglia vuota, dove la vita verrebbe versata oltre l'apparenza, l'inganno. Il bicchiere diverrebbe colmo di verità, e berlo sarebbe immenso, perché la vetta, dove l'amore si congiunge con la fratellanza, l'avremmo raggiunta. Una strada sarà l'orizzonte, solo i puri di cuore potranno percorrerla.
Alberto Teodori (POETA)

sabato 19 aprile 2008

La nostalgia

Holà teste de capra! La nostalgia del mio Paese qui si fa sentire nonostante io lo abbia abbandonato. Ma più del Paese ho nostalgia degli italiani, quelli veri, quelli che non si perdono mai di animo, quelli che hanno combattuto per un Italia unita, gli italiani che hanno sfidato la monarchia, l'italiano della breccia di porta Pia, gli italiani della resistenza. Ora mi trovo in Città Del Messico, un immensa metropoli, la più grande del mondo. Comincio ad amare questa città, non c'è metropoli al mondo che accolga tanti profughi, i più dal martoriato continente. Gli sconfitti di tutte le guerre l'hanno scelta come rifugio, da quella di Spagna che qui è in parte continuata a quella odierna del Salvador, che di vinti e vincitori non nè ha ancora stabiliti. E sempre guerre civili, perchè il Messico conosce quanto dolore costino e non se ne dimentica. Persino quando l'accusavano di essere troppo vicina alla Mosca di Stalin, accoglieva e tentava di proteggere Trotzhij e i suoi fedeli superstiti. Dovrebbe dare esempio alle grandi metropoli occidentali che si definiscono "città cosmopolite", e che invece si stanno chiudendo su se stesse
spegnendosi lentamente. E questo sarà il rischio anche dell'Italia con le politiche xenofobe e razziste di questo nuovo governo.
Sento la mancanza degli italiani per colpa del Messico, lo sapete quanti ne sono venuti per difenderlo dai colonialisti francesi? Lo sapete che si distinsero per la loro forte resistenza all'assedio di Puebla?

Ma mentre pensavo a questo che sto scrivendo mi ero ritrovato nel grandissimo cimitero di Città Del Messico, c'era una lapide ricoperta di rovi. Li ho tolti. C'era scalfito il nome di Tina Modotti! Una grande donna italiana bella quanto una raffigurazione di Venere. Lei era stata una grande rivoluzionaria, grande artista, faceva delle foto uniche, riusciva a rappresentare le diverse e complicate realtà di questo mondo in un unico scatto. Nella lapide questa poesia di Neruda a lei dedicata :
"

Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, 1'ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.

La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.

Puro è il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:
di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma
d'acciaio, linea, polline, si è fatta la tua ferrea,
la tua delicata struttura.

Lo sciacallo sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l'anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango.

Nella mia patria ti porto perché non ti tocchino,
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non arrivi l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai tranquilla.

Non odi un passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grande dalla steppa, dal Don, dalle terre del freddo?
Non odi un passo fermo di soldato nella neve?
Sorella, sono i tuoi passi.

Verranno un giorno sulla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri si disperdano,
verranno a vedere quelli d'una volta, domani,
là dove sta bruciando il tuo silenzio.

Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.
Avanzano ogni giorni i canti della tua bocca
nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.
Valoroso era il tuo cuore.

Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade
polverose, qualcosa si mormora e passa,
qualcosa torna alla fiamma del tuo adorato popolo,
qualcosa si desta e canta.

Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il tuo nome,
quelli che da tutte le parti, dall'acqua, dalla terra,
col tuo nome altri nomi tacciamo e diciamo.
Perché non muore il fuoco.


Pablo Neruda

giovedì 17 aprile 2008

Canzone del maggio

"Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...”


Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


Fabrizio De Andrè

mercoledì 16 aprile 2008

Ho sbagliato

Hola testa di capra! Non fate quelle faccine tristi dai! Pensavate che vi abbandonassi così? Non è ancora arrivato il momento, sono evaso ma non vi ho detto addio. Ora mi trovo in Messico, sapete quanto amo questo Paese che fa da congiunzione tra i due continenti oramai diversi tra di loro. GLi Usa da una parte e il bellissimo Sudamerica che piano piano si sta realizzando una società da sempre ostacolata da questo orrendo Impero. Vi parlerò della situazione messicana e dell'aria di ribellione che si respira qui, spero di portarla anche da voi. Non voglio che si realizzi quello che ho sempre temuto, non voglio che si realizzi l'appiattimento politico e culturale che da sempre ho profetizzato.
Ma questo post serve per liberarmi da un peso che la mia coscienza non riesce a reggere. Ho sbagliato. Alla fine non ho votato, ed ecco i risultati. Non fraintendetemi per favore. Non perchè ha vinto Belusconi(qui non usate termini come nano, mafioso, bellachioma o altro perchè per colpa di questo qualunquismo da quattro soldi la sinistra è morta), ma perchè appunto si è voluti votare il PD! Chiedo scusa per il mio non voto, ringrazio i pochi che non si sono fatti condizionare dagli avvenimenti e hanno votato le forze critiche come la sinitra arcobaleno. Vedo che alcuni di voi non hanno capito ancora un cazzo. Invece di disperarsi che non abbiamo nemmeno un rappresentante in parlamento di vera opposizione, vi lamentate che abbiamo Berlusconi? Veltroni è riuscito a fare quello che Berlusconi desiderava fare, far fuori i comunisti! Bisogna essere umili e chiedere scusa. Dire "ho sbagliato" fa di noi un vero uomo, se un politico dicesse questa bellissima frase io lo voterei a priori.
Mi aspettavo che Grillo aprisse il blog con scritto di aver sbagliato, che forse doveva convincere la gente ad andare a votare le forze critiche,che è stato semplicemente inutile il non voto. Ma non è così.
Non vi nascondo che ho pianto per vedere affossato questo paese, nel vedere i volti sorridenti di quei politici di entrambi gli schieramenti, nel vedere quella faccia di Maroni che diceva che sono loro a rappresentare gli operai, nel vedere Veltroni pronto a dialogare con Berlusconi.
Ho pianto perchè dopo 50 anni, per la prima volta, sono spariti quei partiti che si rifanno a quell'idea che io ho portato con me qui in Messico.


Lo straccio rosso che ha asciugato il sudore della gente che ha lottato,
rosso del sangue versato,
lo straccio rosso che ha asciugato le lacrime degli oppressi ,
quello che ha consolato i diseredati,
quello che ha alimentato la nostra speranza per un futuro migliore
rosso che ha sfidato il fascismo
lo straccio rosso che riposava sopra la tomba di Gramsci,
ora non c’è più...

lunedì 14 aprile 2008

EVASO

Una notte tranquilla, un silenzio assordante ha invaso il carcere, i secondini quasi addormentati, i miei compagni pronti alla mia assenza. Non sono venuti venire con me, loro non hanno un idea, un obiettivo. E senza l'idea non ti puoi muovere, non puoi agire, è proprio vero che l'utopia è irraggiungibile ma almeno ti fa fare alcuni passi. Il mio è il più pericoloso. Li ho baciati e abbracciati tutti, quando vivi giorno e notte con altre persone, quando metti a nudo la tua intimità, non servono le parole per comunicare. C'è un intesa mentale che basta solo uno sguardo per farsi capire. Ho aperto la cella con le chiavi che ho sfilato dal secondino quando è entrato per farci votare. Quello si che è stato un "voto utile"! In quell'istante un altro recluso si è messo ad urlare, gridava frasi insensate, sconnesse, è riuscito a distrarre la sicurezza. Sono uscito via senza che nessuno di quelli se ne sia
accorto. Non riesco a descrivere l'orgasmo che ho raggiunto abbandonando quel posto, ma nello stesso tempo anche un po di paura. Orgasmo e paura. Aver paura di affrontare un mondo che non mi appartiene più è una sensazione tremenda. Ho chiesto aiuto a Dio, ma se esiste si è nascosto.
Stazione Termini. Poveri cristi aspettavano i notturni, un ragazzotto faceva finta di giocare a pallone e gridava fortemente. Ho fatto finta di giocare con lui. Tra pazzi ci si intende. Le mura della stazione erano contornate da numerosi barboni, ma possibile che sono così tanti? Ma non ve ne siete accorti che sono numerosi? Vedo che tutti noi facciamo finta di non vedere.L'indifferenza.Fa un pochino freddo e questi poveracci stanno fuori. Possibile che la grande stazione principale di Roma è chiusa? Immagino in pieno inverno quanti ne muoiono. C'è un gruppo di albanesi che discutono tra di loro, una ragazza sola, un ubriaco che balla la tarantella, una trans che mostra a tutti il suo corpo, una vecchietta vestita di stracci con una gobba talmente vistosa che il suo viso rischiava di toccare il viso. Si, pensavo, Dio si è nascosto tra questa gente. Come stavo io in quel momento, ero in perfetta sintonia con tutti loro. Tutti sembravamo uguali. Ho fatto amicizia con un sudamericano, mi ha offerto una birra in un baretto vicino, forse era lo stesso che amava frequentare Pasolini quando cercava i suoi ragazzi di vita.
Non potevo rimanere a lungo, forse la polizia già mi cercava. Ma ho voluto rischiare e ho assaporato tanta di quella birra da addormentarmi. Ringrazio la donna che ha inventato la birra.
Proprio questa mattina mi sono svegliato con un mal di testa che saranno anni che non ho provato. Mi ha accolto una graziosa ragazza, "Holà" mi ha detto, sudamericana anche lei. Ho appurato che è la sorella del mio primo compagno di sbronze.

Teste di capra, questa sera, prima del risultato elettorale che voi con ansia aspettate, io abbandonerò l'Italia. Non voglio assistere alle grida da stadio della gente quando vinceranno uno dei due schieramenti, non voglio assistere alle discussioni dell'italiano medio sulla politica, non voglio assistere ad un governo tecnico, che può essere visibile o nascosto. Perchè le riforme per il "cambiamento" le faranno insieme.
Io ho portato con me l'ultima idea che mi ha fatto evadere, gli altri miei compagni di carcere avendola seppellita sono rimasti imprigionati.

Care adorabili teste di capra, vi amo a tutti voi, non seppellite l'idea.
Forse è questa l'unica evasione possibile.


Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.


Fabrizio De Andrè

sabato 12 aprile 2008

Tra pochi giorni morirà di nuovo (-4 GIORNI ALL'EVASIONE)

LE CENERI DI GRAMSCI
III


Uno straccetto rosso, come quello
arrotolato al collo ai partigiani
e, presso l'urna, sul terreno cereo,

diversamente rossi, due gerani.
Lì tu stai, bandito e con dura eleganza
non cattolica, elencato tra estranei

morti: Le ceneri di Gramsci... Tra
speranza
e vecchia sfiducia, ti accosto, capitato
per caso in questa magra serra, innanzi

alla tua tomba, al tuo spirito restato
quaggiù tra questi liberi. (O è qualcosa
di diverso, forse, di più estasiato

e anche di più umile, ebbra simbiosi
d'adolescente di sesso con morte...)
E, da questo paese in cui non ebbe posa

la tua tensione, sento quale torto
- qui nella quiete delle tombe - e insieme
quale ragione - nell'inquieta sorte

nostra - tu avessi stilando le supreme
pagine nei giorni del tuo assassinio.
Ecco qui ad attestare il seme

non ancora disperso dell'antico dominio,
questi morti attaccati a un possesso
che affonda nei secoli il suo abominio

e la sua grandezza: e insieme, ossesso,
quel vibrare d'incudini, in sordina,
soffocato e accorante - dal dimesso

rione - ad attestarne la fine.
Ed ecco qui me stesso... povero, vestito
dei panni che i poveri adocchiano in
vetrine

dal rozzo splendore, e che ha smarrito
la sporcizia delle più sperdute strade,
delle panche dei tram, da cui stranito

è il mio giorno: mentre sempre più rade
ho di queste vacanze, nel tormento
del mantenermi in vita; e se mi accade

di amare il mondo non è che per violento
e ingenuo amore sensuale
così come, confuso adolescente, un tempo

l'odiai, se in esso mi feriva il male
borghese di me borghese: e ora, scisso
- con te - il mondo, oggetto non appare

di rancore e quasi di mistico
disprezzo, la parte che ne ha il potere?
Eppure senza il tuo rigore, sussisto

perché non scelgo. Vivo nel non volere
del tramontato dopoguerra: amando
il mondo che odio - nella sua miseria

sprezzante e perso - per un oscuro
scandalo
della coscienza...

Pier Paolo Pasolini

venerdì 11 aprile 2008

I cacciatori di corpi 2 (- 5 GIORNI ALL'EVASIONE)

La seconda guerra mondiale mise fine all'epoca degli imperi. Ma gli interventi in campo sanitario non migliorarono, anzi. Parliamo dell'attuale e triste era della globalizzazione. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, con i loro prestiti di miliardi di dollari, sono intervenuti con mano pesante sui sistemi sanitari dei paesi poveri. Pensate cosa pensa la schifosa Banca Mondiale, pensate cosa è il libero mercato, essa dice :"Migliori impianti per l'acqua potabile e lo smaltimento dei rifiuti - cioè le opere pubbliche che tolsero l'occidente dalle malattie come la peste e il colera - non sono misure particolarmente efficaci in termini di costi".
Per farvi capire quale sia il legame della Banca Mondiale o il WTO con il profitto delle multinazionali farmaceutiche vi faccio un esempio.

Nel 1964 quando gli inglesi lasciarono lo Zambia, il paese era ridotto a "poco più di un enorme buco nella terra" per le miniere di rame che erano state scavate ovunque.
Il nuovo governo si mise all'opera per riportare sotto il controllo statale le miniere e aziende agricole, per costruire ponti o strade, e per fornire i servizi fondamentali come istruzione e assistenza sanitaria gratuita. Divenne lo Stato più ricco dell'Africa, l'età media del Paese si alzò vertiginosamente. Poteva vantare delle migliori università e ospedali. Ma nella piena era della globalizzazione i prezzi del rame(campavano con quello) crollarono mentre quelli dei derivati andarono alle stelle. Il Paese precipitò nella voragine del debito pubblico. Il governo con disperazione si rivolse alla Banca Mondiale e al WTO. Lo stato sociale fu smantellato metodicamente. Più di 250 programmi statali vennero venduti agli investitori privati. Le cliniche e gli ospedali pubblici vennero privatizzati, tanti posti di lavoro furono tagliati. Insomma nel 1998 più del 73% della popolazione precipitò nella povertà. Il flusso d'acqua e di corrente elettrica verso la capitale rallentò fino a ridursi a un rivolo intermittente, creando le condizioni favorevoli per le epidemie come il colera. L'HIV iniziò a diffondersi, nel 2003 più del 20% della popolazione portava in se il microbo mortale, di questi 200.000 erano bambini.
La terapia a base di cocktail di antiretrovirali, che nei paesi occidentali era riuscita a bloccare l'avanzata dell'epidemia di AIDS, non arrivò mai.
Questo perchè le schifose multinazionali farmaceutiche hanno mandato i loro medici per sperimentare altri tipi di farmaci con la scusa di trovare un rimedio contro questa malattia. Tanto era gente disperata e nessuno di loro esitava a farsi da cavia. Bambini che potevano garantirsi una vita più lunga grazie ai farmaci antiretrovirali sono stati usati come cavie da questi "cacciatori di corpi".

Ringraziamo queste persone che abbiamo portato alla povertà e alla morte se ad esempio abbiamo una medicina che ci guarisce da una diarrea!

Care teste di capra, concludo dicendo cosa ne pensa uno di questi ricercatori. Un certo Malcom Potts. Lui sostiene l'opportunità di eliminare nei paesi in via di sviluppo tutte le misure a tutela dei soggetti, così da consentire ai ricercatori di raggiungere più in fretta i loro risultati.
Si giustifica dicendo "Il mondo reale è un luogo pieno di dolore, le cattive condizioni del terzo mondo sono tristi, ma immutabili quanto il tramontar del Sole"

Mandiamolo tutti a cagare questo stronzo.

mercoledì 9 aprile 2008

I cacciatori di corpi (- 7 GIORNI ALL'EVASIONE)

Fino a pochi secoli fa noi occidentali eravamo una massa di gente malaticcia. Vivevamo nella sporcizia, bevevamo acqua contaminata, venivamo curati da medici e chirurghi con le mani ancora sporche del sangue di altri malati. Insomma facevamo veramente schifo.
Solo verso la metà degli anni '60 dell'800, grazie allo sviluppo del microscopio moderno, uno scienziato francese di nome Pastour riuscì a scoprire che la mancanza di igiene porta alla produzione di germi portatori di grandi malattie.
I colonizzatori occidentali riuscirono a sterminare fino al 90% dei popoli nativi delle due Americhe scatenando sul nuovo mondo le malattie del vecchio, e introducendo insieme ai corpi degli schiavi portati dall'Africa anche i loro microrganismi patogeni. Altro che portatori di civiltà.

Dopo la scoperta di Pastour noi occidentali prendemmo provvedimenti, ma nelle colonie non fu lo stesso. In India, ad esempio, il personale dell'amministrazione Britannica dava la colpa delle epidemie di colera e malarie che affliggevano la popolazione locale "alla sporcizia" degli indiani, senza curarsi del fatto che a migliaia erano stati costretti con la forza a spostarsi in territori paludosi e infestati dalle zanzare. Gli Inglesi liberarono terreni ai margini delle foreste e scavarono decine di migliaia di Km di canali, privi di fossati di drenaggio, per irrigare le piantagioni e costruire le grandi strade ferrate che trasformarono l'India in una fonte di ricchezze per la corona Britannica.

Dai care teste di capra, vi indignate? Lo sapete che così l'occidente ha gettato le basi per poter dar spazio alle future multinazionali farmaceutiche? Quelle che "arruolano" medici(o mercenari?) per mandarli a sperimentare i farmaci(la maggioranza dannosi) tra le popolazioni del terzo mondo piene di malattie? Respirate, meditate e tra qualche giorno vi parlerò di questi cacciatori di corpi.

lunedì 7 aprile 2008

Un piduista americano (-9 GIORNI ALL'EVASIONE)

Mie adorabili teste di capra, visto che alcuni di voi voteranno il Partito Democratico perchè, a vostro dire, è l'unico modo per poter arginare Berlusconi , io sarò costretto a dirvi che entrambi questi schieramenti fanno parte di un unico progetto che viene da molto lontano. Ad esempio dovrò mettervi in guardia da quel partito piccolino che si è alleato con Veltroni: il partito radicale!
Ha una storia molto importante, ha combattuto per i diritti civili e non è poco. Dobbiamo ringraziare i radicali che abbiamo la legge sul divorzio e sul' aborto, leggi che ci hanno portato avanti con i tempi. Sappiamo che si battono per la legalizzazione delle droghe leggere , per i diritti gay, per difendere la laicità del nostro Paese, per i diritti dei carcerati. Tutte battaglie che io condivido. Ma sono pochi conosciuti per la loro visione liberista della società, sono per l'abolizione totale dello stato sociale , sono per l'americanizzazione completa dell'Italia. Sarà forse questo che nell'80 Pannella e l'allora giovane Rutelli volevano far candidare il Gran Maestro Licio Gelli nel loro partito per fargli avere l'immunità parlamentare ? Io penso di si, anzi ne sono convinto.
Ecco spiegato perchè qualche anno fa avevano invitato in un loro congresso un altro bel personaggio, un certo Michael Ledeen , iscritto anche egli alla p2.

In un breve post trovo difficile raccontare la storia di questo personaggio che purtroppo rientra ancora nell’attualità , volevo prima precisare che non dobbiamo stupirci che nell’organizzazione della P2 troviamo iscritti di altre nazionalità. Ormai è assodato il fatto che la Propaganda Due sia di “importazione americana” e che Gelli faceva da intermediario. Dico brevemente che il primo passo per la costituzione di questa loggia massonica avvenne quando nell’aprile del 1960 arrivarono in Italia i dirigenti della massoneria americana Luther A. Smith e George E. Bushnell per favorire la riunificazione delle varie osservanze massoniche italiane. Per questa operazione si erano mobilitate da tempo tutte le logge statunitensi in Italia: la Benjamin Franklin di Camp Darby , la base USA nei pressi di Livorno , la Aviano di Trieste , la H. S. Truman di Bagnoli , la Colosseum di Roma , la Mc Clellan di S. Vito dei Normanni , la Val di Verona , la George Washington di Vicenza , delle quali fecero parte i massoni impiegati nelle basi USA o NATO .

Il nome di Michael Ledeen è tornato alla ribalta con la vicenda dei falsi documenti nigeriani, usati per favorire la guerra contro l’Iraq, e non c’è da meravigliarsi che ci sia di mezzo lui.
Attualmente ricopre un posto importante dell’American Enterprise Institute, il centro istituzionale dei neocon, lui è da tempo impegnato a promuovere la guerra permanente per l’instaurazione di un nuovo ordine mondiale. Non è da meravigliarsi che lui contribuisca a questo progetto, lui è famoso per il libro “Fascismo Universale” dove spiega che lui crede in un fascismo che non si limiti agli “stati nazione”, infatti spiega che i regimi di Mussolini, Hitler e Franco avevano troppi elementi nazionalisti. Mi viene in mente un libro di Herich Fromm che avevo letto, si intitolava “L’arte di amare” e parlava del novo sistema economico mondiale come una sorta di “Fascismo dal volto buono”, oggi la chiamiamo comunemente la
“Globalizzazione”.

Michael Ledeen contribuisce quindi allo “scontro di civiltà”, alla creazione di uno stato di terrore, ad una guerra permanente che porti al “Fascismo Universale”, non dimentichiamo che egli è un grande ammiratore del poeta D’Annunzio, ammirava la sua abilità nel convincere i suoi seguaci che essi appartenevano ad un regno spiritualmente 'più alto' che fece di lui un fenomeno politico così potente e importante.
Inutile ricordare di nuovo che questo piduista si è reso partecipe per l’insabbiamento di prove della strategia della tensione o del rapimento di Aldo Moro , trovo odioso il fatto che questi delinquenti (non trovo altro termine) siano ancora in libertà e “tramino” ancora dietro le nostre spalle. Invece sbaglio! Tramano alla luce del sole, proprio davanti ai nostri fottuti occhi. Siamo così addormentati, così addomesticati che diamo tutto per buono, che pensiamo di "poter scegliere", e invece scelgono sempre loro.

La p2 in realtà è sempre stata presente, è diventata ancor più trasversale, tanto è vero che oggi si chiama P7. Informatevi, tutto è alla luce del sole, basta voler vedere!

sabato 5 aprile 2008

La paura (- 11 GIORNI ALL'EVASIONE)

Quando ti svegli la mattina e hai paura di affrontare la giornata. Quando hai paura di perdere il lavoro a cinquantanni. Quando hai paura di essere sgridato dal genitore, dall'insegnante, da un tuo superiore. Quando hai paura del veloce passar degli anni. Quando hai paura del buio. Quando hai paura del giorno e tutti ti guardano. Quando hai paura di essere ridicolo. Quando hai paura di non poter superare un ostacolo. Quando hai paura di sognare. Quando hai paura di non saper parlar bene. Quando hai paura di trovare difficoltà ad amare. Quando hai paura di ricominciare a bere. Quando hai paura di parlare con una ragazza. Quando hai paura di vederti troppo grassa. Quando hai paura di guardarti allo specchio. Quando hai paura di essere te stesso. Quando hai paura di perdere la poltrona. Quando hai paura del troppo progresso. Quando hai paura di essere scavalcato da un'altra persona. Quando hai paura di essere di essere sterile. Quando hai paura di amare lo stesso tuo sesso. Quando hai paura di non voler più vivere. Quando hai paura di chi ti dice se non ci sei fa lo stesso. Quando hai paura di non poter più vedere. Quando hai paura di un ennesimo fallimento. Quando hai paura di non essere più creduto. Quando hai paura di aver una vita troppo dura. Quando hai paura di essere per sempre mantenuto.
Ma soprattutto quando hai paura di aver paura.

giovedì 3 aprile 2008

E intanto qualcuno lo ha fatto ! (-13 GIORNI DALL'EVASIONE)

Impossibile che voi teste di capra ancora non lo abbiate capito. Il sistema che vige in Cina è il più desiderato nella mente di chi vuole che l'umanità si arrenda alla spregevole legge del mercato. Non a caso(vi ricordate?)che il "liberale" Berlusconi disse che la Cina non ha problemi di produzione come noi perchè non esistono i sindacati. E non a caso l'altro "liberale di sinistra" Amato disse che la Cina non ha problemi per costruire numerose infrastrutture perchè non esistono i Verdi che rompono le palle. Non vedete che la Cina appare positiva ai "saggi" internazionali che sono gli operatori economici e gli analisti delle società finanziari globali? Sarei curioso cosa ne pensano i cittadini cinesi se si sentono così allegri e benestanti. Lavorano come animali, dormono perfino nelle fabbriche ! La Cina costruisce in continuazione strutture non badando all'ambiente e ,infatti, risulta il Paese più inquinato. Il tumore è in aumento tra la popolazione, il Paese è sull'orlo del disastro ecologico, basti vedere i spaventosi allagamenti che si verificano.


Il sistema dittatoriale fondato sull'egualitarismo, è stato sostituito da uno, ugualmente dittatoriale, ma fondato sulla logica capitalista; la vecchia ideologia del "Servire il popolo" è seguita da quella "Arricchirsi è glorioso"
Un sistema molto ambito da chi opta per un capitalismo selvaggio! C'è un sistema economico liberalizzato con un Partito Comunista, sempre più corrotto e mafioso, che mantiene il monopolio del potere.

Per questo come vi dicevo nell'altro post"L'altra faccia del Tibet" è inutile sperare che i governi boicottino le olimpiadi. Mi dite chi vuole uccidere questo sogno di società, che per noi gente ragionevole è un incubo? Ecco perchè vi dicevo che spero in un gesto individuale da parte degli atleti. E qualcuno lo ha fatto! Un calciatore indiano di nome Bhaichung Bhutia si è rifiutato di portare la fiaccola per segno di protesta contro la repressione Cinese nei confronti del Tibet. Meriterebbe un premio nobel questo ragazzo, dovremmo prenderlo come simbolo e sperare che anche altri atleti lo prendano come esempio.

Da noi ci sono atleti così sensibili e con un minimo di cultura che potrebbero farlo?

mercoledì 2 aprile 2008

Nella Mia Ora Di Libertà (-15 GIORNI ALL'EVASIONE)

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà

se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.

È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita

non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.

Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità

tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.


Fabrizio De Andrè