martedì 16 dicembre 2008

Lode alla Fiat

Ma vi ricordate lo spot di circa un anno fa della nuova FIAT 500? Una di quelle pubblicità fatte apposta per emozionarci, quella con quel bambino che con un aria di sorpresa vede al cinema lo scorrere delle immagini che rappresentano la nostra storia recente.
Si sono permessi di usare le immagini di tante persone morte come Arturo Toscanini, Philippe Noiret, James Dean, i giudici Falcone e Borsellino, e anche Antonio De Curtis in arte Totò.

Vi giuro che vedendo quello spot ho avuto la stessa espressione di quel bambino, si proprio di sorpresa. Che poi inevitabilmente si trasforma in una grossa incazzatura.
Immagino la faccia degli operai che fanno turni massacranti o che magari sono finiti in cassa integrazione quando vedevano quello spot così emozionante.

Ma mi piacerebbe immaginare la faccia di Falcone o di Borsellino se dovessero vedere la loro immagine prestata per pubblicizzare un'automobilina destinata ai fighetti falliti. Oppure quella di James Dean, proprio lui che è deceduto schiantandosi con l'auto. Totò non so, forse se ne uscirebbe con un "Perbacco".

La pubblicità esordisce con "La Fiat è nostra", si è uno slogan che dovrebbe corrispondere alla realtà visto che è ormai un secolo che lo Stato, e quindi noi, sborsa fior di quattrini per rimpinguare le casse perennemente svuotate della Fiat dovute dalla incapacità imprenditoriale della dinastia Agnelli.
Dopotutto se uno come Lapo preferiva spendere i nostri soldi in festini privati saranno cazzi suoi, no?


Tra sovvenzioni, incentivi, sgravi fiscali e cassa integrazione, la Fiat in un Paese normale, dovrebbe essere da tempo nostra, cioè da chi finora lo ha mantenuta, e quindi nazionalizzata.
"Ma no incarcerato! Cosa cazzo dici? Bestemmi?". Si perchè nel nostro anomalo Paese la nazionalizzazione è tabù, noi diamo i soldi a sbafo, ma guai a pretendere qualcosina, nemmeno una azione, per carità.

In Europa, importanti case automobilistiche, come la Renault, sono a partecipazione statale: sarebbe una pratica logica prevedere "tanto di do, tanto mi prendo in azioni". Ma il nostro non è un Paese normale. Se siamo gli unici che regaliamo i soldi alle Banche pur di salvarle, mi dite cosa pretendiamo?

E intanto la Fiat ci regala emozioni con le sue belle pubblicità, sembra che sia democratica e addirittura progressista. Si proprio quella che aveva appoggiato con grande vigore il Fascismo, quella che ha sperato nelle due guerre mondiali. La prima guerra mondiale era stata una manna dal cielo, e se l'Italia è entrata in quella trucida guerra forse lo zampino ce lo aveva messo proprio la grande famiglia Agnelli. Quanto erano contenti di vendere autocarri, autoblindo, aerei, mitragliatrici, bombe. E quando era bello guadagnare sullo sfruttamento della manodopera, tanto è vero il giornale socialista Avanti già scriveva : "Entrando alla Fiat gli operai devono dimenticare nel modo più assoluto di essere uomini per rassegnarsi a essere considerati come utensili".

Poi la seconda guerra mondiale che con grande orgoglio sosteneva i golpisti di Francisco Franco oppure le sanguinose battaglie di El Alamein.

E vogliamo parlare della "modernità" portata da Agnelli subito dopo il fascismo, e precisamente nel 1966 quando venne decretato l'affossamento del trasporto pubblico e l'avvallamento del trasporto privato? E così l'Italia si apprestava a diventare il Paese più inquinato del mondo.

Tanto è vero che oggi se io dico a qualcuno che non ho l'auto, ti guardano con gli occhi che escono fuori dalle orbite, rimangono così allibiti, automaticamente diventi un uomo del '700, uno fuori dal mondo. Ma cosa protendiamo, viviamo in una società dove il ragazzino appena compiuto 18 anni ha subito la macchina. Viviamo in posto dove per fare dieci metri di strada si prende la macchina.

E intanto ogni giorno e ogni notte qualcuno muore per incidenti di auto, e ogni maledetto giorno si muore lentamente con i gas che emettono.

E intanto la Fiat ci regala delle belle emozioni con le sue pubblicità, in cambio della nostra stessa esistenza.



32 commenti:

mau/C ha detto...

assolutamente perfetto!
penso a quando grandi reporter umanitari come Francesco Zizola sono stati pagati anche dalla Fondazione Agnelli per sensibilizzare, attraverso belle ed un pò edulcorate immagini, sul terribile problema delle mine antiuomo (GULP!!);
un'altra più amara considerazione riguarda un paragone tra la "fabbrica italiana" , cioè la fiat degli aristocratici sabaudi ed "il monarca d'italia", cioè Berlusconi ed i suoi possedimenti che, attraverso il dominio sui media, sta normalizzando gli italiani i quali, dal canto loro, sono più che probabilmente abbastanza predisposti a fare le pecorelle pur di avere un capo che li tranquillizzi: si stava meglio quando si stava peggio.
un caro saluto

Bruno ha detto...

senza tenere conto di quanti soldi sborsano per pagare i vari Fiorello ....... proprio giovedi scorso ad annozero hanno fatto vedere un servizio per l'acquisto di una panda, tramite gli incentivi statali, di quanto finisce nelle tasche del governo in tasse......non ci avevo mai pensato....ingenuo?? puo' essere...... ora si capisce il perchè non si lasciano mai fallire le industrie automobilistiche.....

Ti ho risposto anche da me: sarebbe una figata poter suonare a Roma ma non è proprio dietro l'angolo.......se riuscissi o conosci locali in cui avremmo la possibilità di suonare potremmo organizzare un concerto, magari per la primavera....... :-D

articolo21 ha detto...

Alitalia 2008, Fiat 2009. Purtroppo. Ieri intanti è scattata la cassaintegrazione per migliaia di operai...

Silvia ha detto...

Se non erro la colonna sonora di quello spot Fiat era di Giovanni Allevi: hanno pure scomodato Allevi per la loro sporca réclame...

Guarda, se la Fiat chiudesse mi dispiacerebbe solo per i suoi lavoratori... perché per il resto magari fallisse subito!

Lo spot avrebbero dovuto proiettarlo alla presenza dei loro operai... altro che si emozionavano: facevano un culo così a quei porci schifosi che mangiano soldi alle spalle del sangue della gente.

Neanche io ho la macchina e se questo significa essere una donna del Settecento: me ne vanto!!!

Ma cosa pretendiamo??? Viviamo in un sistema in cui i ragazzi (di "buona famiglia"...) che compiono di 18 anni hanno subito il BMW....

***

PS: ADORO Chaplin...

;-)

Franca ha detto...

Con me sfondi una porta aperta.
Io sono per le nazionalizzazioni...

aryadne ha detto...

Potevo non venirti a trovare?:),Sai sono più le volte in cui ci si sente reclusi, che liberi come vorremmo,e tra le righe in cui racconti te stesso, e il mondo che vorresti, quello che cambieresti, non si percepisce l'anima di un incarcerato,le tue parole profumano di una libertà incondizionata,quanti oggi tengono il proprio cuore recluso e serrato, imprigionato nelle celle, delle quali spesso siamo noi i veri artefici..E' stato un piacere leggerti, e grazie di cuore per il tuo commento:)a presto:)

Elsa ha detto...

che tristezza...
mi girano le pinne!!! ( da balena)
Elsa

torinese ha detto...

In questo brano di Rino Gaetano viene citato Moncalieri: paese, per chi non lo sapesse, che confina con Torino; Torino che ancora non si è ripresa dagli anni '80 in cui finirono in cassa integrazione, a turno tra gli stabilimenti di Mirafiori e Rivalta, 78 mila operai: degli ultimi 24 mila ne furono licenziati più di 14 mila, mentre la borghesia sfilava per il centro (anni dopo quegli impiegati faranno la stessa fine!); Torino la quale, e di conseguenza tutto l'indotto, non conterà solo i 48 mila cassi integrati di questi giorni, checchè ne dica l'amministratore delegato Marchionne; Torino che non poteva avere una metropolitana e mezzi pubblici efficienti di trasporto perchè bisognava avere tutti l'automobile; Torino città europea che vantava il maggior numero di auto procapite per densità di abitanti; Torino che va a fare shopping al Ling8, fabbrica dismessa divenuta centro commerciale grazie anche a sovvenzioni statali; stessa fine che avrebbe fatto lo Stadio delle Alpi in disuso per gli eccessivi costi di manutenzione, costato miliardi in occasione dei mondiali del '90, ma che gli eredi riattiveranno dalle ceneri con 100 milioni di €: chi li pagherà? le banche a cui lo Stato ha fatto elargizioni e quindi? gli eredi continuino a compiacersi estasiati in pubblicità di progetti per un popolo intossicato, oltre che dai gas di scarico tenuti bassi soprattutto nelle feste, anche dalle "palle"!

Uhurunausalama ha detto...

Cavolo,hai centrato in pieno come si sente la gente normale:intendo quelli dotati di un cuore e di un cervello per pensare;qua a Torino si respira un'aria davvero insostenibile,sempre più gente lasciata a casa nella cacca più assoluta,senza una aiuto fuorchè parole,parole e ancora parole...In questi giorni è impressionante vedere i centri commerciali pieni di gente al mattino(orario in cui dovremmo essere a lavoro)ma ovviamente con i negozi vuoti:non abbiamo soldi e non lo vuole capire nessuno;come Torino ci sono centiania di altre città e questi sono solo in grado di dirci che il prossimo anno sarà difficile:per quanto mi riguarda sono stati un pò troppi gli anni difficili;cosa mi devo aspettare ancora?!?
Di certo non mi consolerò con le pubblicità per i fighetti,la smettessero di sponsorizzare beni futili che non possiamo permetterci!

stefania ha detto...

Proprio con la pubblicita'e tv.deficenti hanno vinto la guerra.
Hanno costruito a tavolino tutto
benessere e ricchezza, e poi lo hanno immenso nelle reti varie, il POPOLO ha pure creduto a ste stronzate........eravamo facoltosi
e agiatiiii, guarda caso stiamo scoprendo che non era vero.
Viva il consumismo.

Gap ha detto...

Come non essere in sintonia?
ma io allargherei il discorso. Tutto il nostro dopoguerra è mirato all'acquisto, il frigo, la lavatrice, la televisione, la lavastoviglie, il forno a gas prima elettrico poi, ecc.
Ricordo quando ero piccolo portavo a cuocere a uno dei forni del paese i dolci di mia madre. A parte che erano a legna e quindi le cose erano più buone, era un luogo dove si socializzava.
Ma non ho detto questo per rimpiangere tempi che, giustamente, non torneranno più. E' che bisognerebbe ripensare i modelli di vita, i modelli di sviluppo. caro Incarcerato, mi sembra che con te questo tema lo abbiamo affrontato già, occorre parlare di "decrescita felice" come il movimento che già esiste. Esistono libri che spiegano la teoria di questo movimento.
Ma anche senza andare troppo a fondo nella decrescita, occorre che ognuno di noi, nel proprio piccolo, inizi a pensare a eliminare il superfluo che ha accumulato e non accumularne di nuovo. Tu non hai la macchina, serve a qualcosa quando in alcune famiglie ne hanno una per ogni componente del nucleo familiare?
Iniziamo a riflettere sui nostri comportamenti e agiamo di conseguenza.
Anche se sarà difficile si potrebbe cambiare qualcosa, tenendo conto che in questo paese non si ritiene opportuno investire nell'economia ambientale che potrebbe creare migliaia di posti di lavoro.
Ho messo troppa carne al fuoco? Sono uscito fuori tema? Se sì, scusatemi.

Sub ha detto...

E se andiamo avanti così più per i gas che emettono, Incarcerato.
Ma ora i problemi son risolti, è da poco arrivata la TAV. Pardon, il Tav.

Ironicamente,
l'insonne redivivo

Sub

Aride ha detto...

Condivido pienamente e un poco ti invidio perchè riesci a vivere senza automobile.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

La Fiat come tante altre case automobilistiche solo che la Fiat è sempre stata molto aiutata anche oltre i limiti più limpidi della decenza...

Vagamundo ha detto...

Fare una summa é compito arduo. Sulla fiat caliamo un telo pietoso, e non barattiamo oltre la nostra dignitá con un piatto di tiriamo a campare. La barca é affondata e l'orchestra ancora suona.
Siamo risorse umane, ci riflettevo anch'io stanotte... Ma fino a un certo punto...Riallacciandomi al commento di GAP, la mia reazione a tutto questo schifo, anni fa, é stata uscirne, disfarmi del superfluo, cancellare il verbo "comprare" dal vocabolario.

Carmela ha detto...

Ti trovo in gran forma, complimenti!...vorrei che accettassi un piccolo dono di Natale nel mio blog, si tratta del calendario che abbiamo fatto in carcere...buona giornata...Carmela

Punzy ha detto...

E caro incarcerato, dimentichi che qualcosa si nazionalizza in Italia: i debiti!!
Noi ci accolliamo i debiti delle societa' come Alitalia lasciando agli imprenditori privati il frutto succoso dei guadagni, una generosita' senza precedenti!!
Anche io non ho l'auto, vado a fare la spesa con il carrello, quello delle vecchiette, hai presente? e se mi chiedono: ma non hai vergogna a circolare con quello? rispondo: ho piu' vergogna a spendere i soldi di benzina per fare duecento, inquinatssimi, metri

Tra un po' compreremo pure i debiti di Trenitalia
vedrai te

mariarubini ha detto...

bella questa ricostruzione.
in effetti da noi lo stato dà dà dà. ma è perchè siamo altruisti e siamo tutti fratelli, mica per altro.

Luana ha detto...

Grande Rino Gaetano! :)
Per me dovrebbero nazionalizzare la Fiat, tutte le banche, Trenitalia (ex FFSS), tutto...io ho una macchinina, ma visto che mi trasformo ogni volta che le mie mani prendono contatto col volante, faccio di tutto, per lasciarla a mio padre e camminare coi mezzi pubblici o a piedi, appena è possibile...mi diverto anche di più.
Buona serata :)

Gatta bastarda ha detto...

anche io non ho l'auto.... e chi se la può permettere?

per il resto capisco e condivido l'incazzatura...
la fiat è un'altra di quelle cose che rovina l'italia... ma che può fare così proprio perchè è in italia perchè in un alro paese col piffero...perbacco per essere fine come totò ma sapete in realtà la parola che penso!

ANNA ha detto...

Devo ammettere la mia ignoranza, ma sono contenta perchè da te colmo molte lacune... mi è piaciuto molto questo post (contenuti a parte) che dirti se non grazie? ciao :)

@enio ha detto...

comunque se la FIAT dovesse chiudere sarebbero in tanti a piangere lacrime di sangue, ormai è diventata come le poste italiane, un luogo dove parcheggiare un pò di gente e prendere soldi pubblici per pagarli.Ho sentito che i precari nel 2009 verranno lasciati a casa, prova a far leggere a loro a gennaio questo tuo post!

cometa ha detto...

Io sono finito ad abitare in un paesino, al limitare tra città e campagna, per poter permettere a mio figlio di muoversi, almeno lui, a piedi.
Però l'auto per moltissimi come me è assolutamente necessaria, anche se vorrei utilizzare il più possibile i mezzi pubblici.
Basta vedere le differenze con i vicini Svizzeri, dove ogni sperduta valletta è raggiunta almeno dal bus postale...
Non ci vuole particolare malizia a pensare che ci sia un progetto dietro a questa cronica carenza di trasporti pubblici.
@ Silvia: non vorrei smontare un tuo mito, ma Allevi è proprio una puttana. Non ti chiedi come sia arrivato così repentinamente ad una fama così diffusa?
Eppure ciò che fa non è né così speciale né originale.
@ Punzy: eh, sì, la penso anch'io come te: a breve vedremo la bancarotta di Trenitalia.

La Mente Persa ha detto...

Mi è piaciuto moltissimo questo post.
Gap ha già detto tutto, aggiungerei una sola cosa:
il consumismo ci ha allontanati, siamo distanti l'uno dall'altro e interessati solo a valori passeggeri e superficiali.

oscar ferrari ha detto...

è il capitalismo italiano, privatizzare i profitti e socializzare le perdite

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

E' tutto il sistema marcio: quando le cose vanno bene il profitto è dei privati al contrario si socializzano le perdite. Questo modello economico è insostenibile a livello di contraddizioni interne, ma ancor più a livello ambientale.
E non si accettano alternative, questo preoccupa.
Ciao testa di capra.

paoladany ha detto...

Rimango sempre più esterefatta dai tuoi post Inc.
Complimenti per come esponi le cose! Imparo sempre qualcosa.
Ciao

il Russo ha detto...

Ma nessuno che ringrazia quel bastardo sopravvissuto al postfascismo di Valletta per ciò che ha dato nel primo dopoguerra agli operai sindacalizzati della Fiat di Torino?

Pietro ha detto...

hanno detto che resisteranno solo un paio di gruppi europei e gli altri sono destinati a essere assorbiti, ancora qualche anno e la fiat non esisterà più...

desaparecida ha detto...

ancora qualche anno e non ci saremo + noi!


Un abbraccio

Silvia ha detto...

Proprio quello che mi ci voleva prima di andare a dormire :)

Anch'io senza auto vivo benissimo...

Notte!

NicKappa25 ha detto...

Avete già detto quasi tutto prima di me. Voglio solo aggiungere che forse bisogna cercare un po' d'equilibrio nel dire che l'auto è solo un ben di lusso. Se si razionalizzassero i nostri spostamenti e se il trasporto pubblico nelle nostre città rasentasse maggiomente la decenza, forse l'auto acquisirebbe una più logica utilità nella nostra vita.
L'industria dell'auto non la si può smantellare dall'oggi al domani, come sapete in molti perderanno il lavoro, e rischiamo davvero il caos visto che già siam entrati in una fase in cui non si può neanche comprare il minimo indinspensabile per la vita quotidiana.
Quindi dico solo stiamo attenti a come ci poniamo di fronte alle drammatiche situazioni che l'Italia dovrà affrontare.
..Può darsi che sia solo molto ocnfuso, ma questo è quello che mi passa ora per la testa..