lunedì 8 dicembre 2008

EVASO

Amici miei, il blog haimè non è come un libro, ogni post che si scrive,dopo un giorno risulta già vecchio. Ed è insopportabile tutto ciò.
E allora per non perdere nel nulla degli scritti che particolarmente mi stanno a cuore, ogni tanto li ripropongo.

Anche perchè lungo il percorso di questa infinita e tortuosa strada che facciamo insieme, si aggiungono nuovi amici. E allora vi ripropongo questo testo che parla della mia "evasione" prima di sapere il risultato elettorale.


Una notte tranquilla, un silenzio assordante ha invaso il carcere, i secondini quasi addormentati, i miei compagni pronti alla mia assenza. Non sono venuti venire con me, loro non hanno un idea, un obiettivo. E senza l'idea non ti puoi muovere, non puoi agire, è proprio vero che l'utopia è irraggiungibile ma almeno ti fa fare alcuni passi.

Il mio è il più pericoloso.

Li ho baciati e abbracciati tutti, quando vivi giorno e notte con altre persone, quando metti a nudo la tua intimità, non servono le parole per comunicare. C'è un intesa mentale che basta solo uno sguardo per farsi capire. Ho aperto la cella con le chiavi che ho sfilato dal secondino quando è entrato per farci votare.
Quello si che è stato un "voto utile"!
In quell'istante un altro recluso si è messo ad urlare, gridava frasi insensate, sconnesse, è riuscito a distrarre la sicurezza. Sono uscito via senza che nessuno di quelli se ne sia
accorto.

Non riesco a descrivere l'orgasmo che ho raggiunto abbandonando quel posto, ma nello stesso tempo anche un po di paura. Orgasmo e paura. Aver paura di affrontare un mondo che non mi appartiene più è una sensazione tremenda. Ho chiesto aiuto a Dio, ma se esiste si è nascosto.


Stazione Termini. Poveri cristi aspettavano i notturni, un ragazzotto faceva finta di giocare a pallone e gridava fortemente. Ho fatto finta di giocare con lui. Tra pazzi ci si intende. Le mura della stazione erano contornate da numerosi barboni, ma possibile che sono così tanti? Ma non ve ne siete accorti che sono numerosi? Vedo che tutti noi facciamo finta di non vedere. L'indifferenza.

Fa un pochino freddo e questi poveracci stanno fuori. Possibile che la grande stazione principale di Roma è chiusa? Immagino in pieno inverno quanti ne muoiono. C'è un gruppo di albanesi che discutono tra di loro, una ragazza sola, un ubriaco che balla la tarantella, un trans che mostrava a tutti il suo corpo, una vecchietta vestita di stracci con una gobba talmente vistosa che il suo viso rischiava di toccare il viso. Si, pensavo, Dio si è nascosto tra questa gente.

Come stavo io in quel momento, ero in perfetta sintonia con tutti loro. Tutti sembravamo uguali. Ho fatto amicizia con un sudamericano, mi ha offerto una birra in un baretto vicino, forse era lo stesso che amava frequentare Pasolini quando cercava i suoi ragazzi di vita.

Non potevo rimanere a lungo, forse la polizia già mi cercava. Ma ho voluto rischiare e ho assaporato tanta di quella birra da addormentarmi. Ringrazio la donna che ha inventato la birra.
Proprio questa mattina mi sono svegliato con un mal di testa che saranno anni che non ho provato.

Mi ha accolto una graziosa ragazza, "Holà" mi ha detto, sudamericana anche lei. Ho appurato che è la sorella del mio primo compagno di sbronze.


Teste di capra, questa sera, prima del risultato elettorale che voi con ansia aspettate, io abbandonerò l'Italia. Non voglio assistere alle grida da stadio della gente quando vinceranno uno dei due schieramenti, non voglio assistere alle discussioni dell'italiano medio sulla politica, non voglio assistere ad un governo tecnico, che può essere visibile o nascosto. Perchè le riforme per il "cambiamento" le faranno insieme.
Io ho portato con me l'ultima idea che mi ha fatto evadere, gli altri miei compagni di carcere avendola seppellita sono rimasti imprigionati.

Care adorabili teste di capra, vi amo a tutti voi, non seppellite l'idea.
Forse è questa l'unica evasione possibile.



Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.


Fabrizio De Andrè

20 commenti:

Uhurunausalama ha detto...

Sono senza parole...ovviamente io sono una di quelle teste di capra che si era persa il tuo post perchè non ancora fra i bloggers...
hai ragione:l'idea,ciò che la nostra mente può produrre sono davvero le uniche cose che abbiamo per evadere,fuggire...ed è triste vedere molte coscienze assopite che non sanno nemmeno più andare oltre ai fatti che sono costretti a vivere giorno dopo giorno,assuefandosi,non reagendo...

silvio di giorgio ha detto...

bellissimo. anche io lo avevo perso, sono un acquisto recente della tua scuderia..:-)

NADIA ha detto...

HOLA buongiorno è sempre un piacere rileggerti...simpatico testa di capra!!!!
besito!!!!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Mi sa che qualche post più vecchio potrei riproporlo anch'io...

Ci penserò :-)))
Ciao
Daniele

Pupottina ha detto...

è un post che avevo perso anche io...

ora però mi sono unita ai tuoi amici bloggers...

buon lunedì festivo

^_____________^

La Mente Persa ha detto...

Essendo arrivata da poco, pure io mi ero persa questo post, ora l'ho potuto leggere :)

Sono tanti i barboni abbandonati sulle strade e si fa così poco per loro!

Elsa ha detto...

leggerti ogni volta fa respirare libertà, paradossale ma è così.
Ognitanto posto soltanto alcune immagini e lascio che sia la fantasia ad esprimersi, che poi è la libertà del nostro sentire.
In un mondo così complesso alle volte basta poco per sorridere:)
Elsa

Silvia ha detto...

Grazie per aver permesso anche a me di leggerlo...E di conoscere un altro pezzettino di te :)

il Russo ha detto...

E' giusto riproporre certi post, sia per quelli come il sottoscritto che erano già tuoi lettori, sia per quelli che sono arrivati dopo e possono gustarselo.

Saretta ha detto...

altra testa di..... che sı era persa questo splendore dı post.. grazıe caro. =)

stefania ha detto...

Bellissimo post e come sempre si respira aria di liberta'.........
quell'aria che porta al pensiero e
lo fa vivere e danzare.
Per molti per troppi per tanti per-
benisti E' FOLLIA, per la minoranza
e' VITA quella follia che ti porta a spalancare e acuire tutti i
sensi.

Farfallaleggera ha detto...

Io di certo lo avevo perso, ti conosco da così poco tempo...abbraccio giò

Bruno ha detto...

anche io non è da molto che ti frequento....bello....
anche il sottoscritto sta riproponendo in maniera casuale dei vecchi post...cercando di mantenere anche i commenti.....capsita, alcuni, letti adesso, sono straordinari...

Alessandro Tauro ha detto...

Ecco qui una testa di capra che invece ha avuto il privilegio di vederlo sin dalla notte dei tempi!
E che se lo rigusta con molto molto piacere...

Maximilian Hunt ha detto...

Passo dal tuo blog e trovo un bellissimo post. Complimenti

Maximilian

riri ha detto...

Senza parole.
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

anchio non ti frequento da molto,grazie per averlo ri-messo.
ciao
aria

Gatta bastarda ha detto...

bella... con degna chiusura di de andrè'

paoladany ha detto...

è bello che riscrivi ciò che hai già scritto in passato, almeno anche noi nuovi li leggiamo.
Inc. hai mai pensato di scrivere un libro? ti abbraccio anche se ultimamente sono un pò assente dalla blogosfera ma sto frequentando un corso al mattino e al pomeriggio lavoro. che dura la vita eh?

pansy ha detto...

splendido..