lunedì 10 novembre 2008

Nessuno si senta escluso....

Ci sono avvenimenti tragici che sembrano così lontani da noi. La morte, la malattia, la perdita del lavoro, l'abbandono, l'emarginazione, il rimanere senza casa, queste sono tutte situazioni le quali molti di noi le conosciamo solo per sentito dire.
Per questo che noi assistiamo al dolore delle persone al riparo, in sicurezza. Esattamente come quando vediamo un film horror oppure un thriller.

Questo periodo tutti noi, la maggior parte di noi, siamo scossi per la tragica morte di Niki. Ma non neghiamolo, non nascondiamoci dietro un dito, leviamoci di dosso ogni misera forma di ipocrisia, a noi ci dispiace, ma nella nostra intimità più profonda pensiamo che siano situazioni così distanti da noi da non rimanerne mai coinvolti. E invece ci sbagliamo di grosso, quindi vi racconto una storia che dovrebbe farci riflettere, anche per capire meglio il dolore della signora Ornella. E' una di quelle storie sbagliate perchè gli sporchi giochi di potere coinvolgono persone di qualsiasi strato sociale. Nessuno si senta escluso!

Era il 1985, c'era una ragazzina di appena 17 anni che come tante già lavorava. Era così sensibile, aveva un animo nobile, e aveva deciso di lavorare semplicemente perchè voleva aiutare la famiglia. Si chiamava Graziella Campagna e aveva avuto la sfortuna di entrare inconsapevolmente in una storia di mafia, di intrecci massonici, connubi tra Stato e Antistato.

E' il caso che determina questa storia così assurda ed è per caso che qualche mese prima Graziella legge un cartello appeso a un negozio di Messina. Era una lavanderia, e cercavano un aiutante per lavare, stirare, fare le consegne a domicilio. Uno di quei lavori pagati poco, e in nero. Ma per lei era meglio di niente.

Era stata subito assunta, e allora aveva cominciato a lavorare duramente, ma con molta dedizione. Forse non sarebbe stata sempre così, forse avrebbe trovato un lavoro migliore, forse si sarebbe sposata e avrebbe avuto dei figli. E invece no, il caso aveva voluto che aveva lavato una giacca e dentro quella biancheria per caso aveva trovato un piccolo documento.
Ed era strano, perchè da lì si capiva che il cliente non aveva lo stesso nome con cui di solito era conosciuto.

Tutti lo conoscevano come l'ingegner Cannata, ma il suo vero nome è molto diverso, molto "onorato" in certi ambienti, a anche molto temuto. Era Gerlando Alberti junior, il nipote di un grande boss della famiglia di Porta Nuova di Palermo. Altro che ingegnere, lui era mafia, era Casa Nostra, ed era latitante da almeno tre anni.

Graziella quel maledetto giorno uscì dal lavoro, ma non era più tornata a casa. Il giorno dopo fu ritrovata morta con cinque fucilate, ben cinque maledetti bossoli. Uno al braccio e alla mano e gli altri alla testa, allo stomaco, alla spalla e l'ultimo al petto.

Provate ad immaginare il dolore della famiglia e provate ad immaginare che all'epoca, il maresciallo dei carabinieri, lanciava ipotesi come delitto passionale. Poi si era saputo che quel giorno il maresciallo era insieme ad un uomo appartenente ad una di quelle massonerie colluse con la mafia.
Graziella aveva avuto la fortuna di avere un fratello carabiniere che con ostinazione cercava giustizia e con l'aiuto della polizia erano riusciti a ricostruire il tutto.
Riuscirono ad arrivare perfino ad un processo, ma furono tutti assolti. All'epoca, e penso ancora adesso, esisteva il cosiddetto Rito Peloritano. Ovvero capitava che la mattina , Tizio faceva il magistrato, Caio faceva l'avvocato, poi c'erano i mafiosi che a volte, ma solo a volte, venivano imputati. Poi, alla sera, li si trovava tutti a cena assieme.

Per un caso veramente fortuito, e per l'ostinazione del fratello di Graziella, il processo si è rifatto ed è ancora in corso. Una flebile giustizia si è riuscita ad ottenere. Ma la rabbia è che questa ragazza non c'entrava niente, è una ragazzina che inconsapevolmente osserva questo contatto tra Stato e Antistato. E allora andava soppressa, e tutto perché per puro caso ha trovato in una giacca uno stupido documento, un pezzo di carta che gli è costata la vita.

Questa è una brutta storia vera, una storia che fa paura, non solo perchè ha come vittima una ragazzina di 17 anni che un giorno legge un cartello su un negozio e dà alla sua vita una piega sbagliata. Ma è una storia che dovrebbe farci capire come certi problemi riguardano tutti, e come chiunque, anche il più lontano, il più diverso, il più "piccolo", non sia mai al sicuro.

E secondo voi, la storia di Niki è così diversa? Così lontana da noi?



31 commenti:

Anna ha detto...

Non sento affatto lontana la storia di Niki. Forse perché è capitato anche a me di trovarmi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. E di aver sfiorato la disgrazia.....

ANNA ha detto...

ciao come sempre non ho parole... potresti passare un attimo da me? buona giornata!

Bruno ha detto...

beh sai.....la vita di tutti noi è un po' "slide in doors" ....a volte un ritardo, una coincidenza, un semaforo...possono cambiare la vita.....ma anche in positivo. Sono le tragiche "fatalità"...

stella ha detto...

Incarcerato io mi immedesimo in queste tragedie e soffro...

Mai pensato che a me non possa toccare,però si vive male,credimi!

Ti va lo scambio di link?

Tua madre Ornella ha detto...

Seneca ha detto:
"Nessuno può vantare Dei così potenti, da permettersi un sicuro Domani"
Ciao Niki,
Ciao a tutti e grazie, grazie all'incarcerato, a Stella, insomma a tutti voi, tanto cari
Ornella
la mamma di Niki

mariarubini ha detto...

un abbraccio ornella.....

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

No, non è lontana da noi.

Sai, è la paura di un incubo, molti non riescono a pensare che può capitare anche a loro ma non per ingnoranza o egoismo ma per terrore.

Io sono così di fronte alla morte, non mia, ma delle persone che amo. Spesso rifuggo il pensiero che possano andarsene,anche se le regole del gioco chiamato "Vita" le conosco bene.

La storia di Graziella è dolorosa, scioccante, e fa rabbia e paura allo stesso tempo.

Ma è questa paura che dobbiamo allontanare da noi, perchè è su questa fottuta paura che loro puntano per non farci uscire allo scoperto.

Ed allora cerchiamo di aver solo una paura: quella di provare paura per quello che ci circonda senza volerlo affrontare. Ribelliamoci a questa strategia del terrore psicologico.

Grazie Incarcerato sia per questo post, sia per questo tuo blog e per quello che ci scrivi nonchè per le parole dette da Anna quando hai "ritirato" il premio.

Ciao,
Daniele

Fra ha detto...

questa storia come quella di Niki sembrano il frutto di un cattivo scenografo, pertoppo la verita supera sempre le peggiori fantasie. Hai ragione quando dici che rimaniamo sconvolti da questi fatti ma non li viviamo veramente se non abbiamo o abbiamo avuto un qualche tipo di riscontro personale , non so forse è nella natura umana. Però chiedere giustizia è un diritto ed un dovere.
Aprrofitto anche per mandarti un abbraccio :)

Franca ha detto...

Giusto: nessuno si senta escluso...
O con altre celebri parole:
"Ogni morte di uomo mi diminuisce perchè io partecipo dell'umanità. Quindi non domandare mai per chi suona la campana: essa suona anche per te"

Anonimo ha detto...

La storia di niki mi fà aggrovigliare le budella,non solo per il dolore e la rabbia per quello che è successo a lui...ma anche per la paura.PAURA che ,se prima era un sentimento sottile e strisciante ora, con il passare del tempo e sempre più storie come quella di Niki, si fà vera e ingombrante.sono la sola ad avere paura delle forze dell'ordine?

a parte questo sono emozionata per la forza di questo blog.sono andata al primo post,per capire.e penso che tu abbia avuto un'idea bellissima,e penso anche che sia assurdo che tu debba farlo di nascosto:ad ognuno di voi dovrebbe essere permesso avere un blog dove esprimersi, sfogarsi,confrontarsi e insegnarCI qualcosa!
Grazie.il tuo blog è salvato tra i miei preferiti.ciao,vale

l'incarcerato ha detto...

Vale scusami, ma tu hai un blog? Se ce l'hai segnalamelo, così ti potrò seguire.
A presto e grazie per i complimenti.

articolo21 ha detto...

Seneca ha detto:
"Nessuno può vantare Dei così potenti, da permettersi un sicuro Domani"
Quoto pienamente.

Uhurunausalama ha detto...

Hai proprio ragione:riguarda tutti noi perchè sono avvenimenti che possono accadere a chiunque!

Silvia ha detto...

Ricordo bene la storia di Graziella. Mi pare che l'anno scorso, è stato realizzato un film sulla sua storia: ebbene con un codazzo incredibile di polemiche, ne è stata tardata la messa in onda perché siccome era in corso il processo ai responsabili... il film... rischiava di DANNEGGIARE l'andamento del processo... ai danni, appunto, del COLPEVOLE.

Senza parole. Questa è l'Italia.

No, queste storie, la storia di Niki, nascono nel campo della normale vita quotidiana, dal momento che il Male è annidato vicino a noi tutti, anche se non ci sembra possibile. Per questo ne dobbiamo avere coscienza, non dobbiamo voltare lo sguardo e dobbiamo batterci per la Verità, la chiarezza, la Giustizia.

Saretta ha detto...

e dıffıcıle credere che queste cosa possano cpıtare a noı, ai nostri amıcı... o a nostra sorella.
ma e cosı.
ma ıl fatto dı rendersi conto che non sono cosı lontanı da noı non cambıa nulla per me.
certe cose non dovrebbero capıtare ın nessuna parte del mondo... punto e stop.

Angelo D'Amore ha detto...

CAMPANIA: QUI DI OBAMA NEANCHE L’OMBRA

ne parlo nel mio blog

nonsoloNapoli

il nuovo blog interculturale, pluritematico, indipendente.

♥gabrybabelle(#..#) ha detto...

CIAO TESTINA,HO LETTO IL COMMENTO CHE HAI LASCIATO NELL'ALTRO BLOG,E TI RINGRAZIO,VORREI CRIVERE DI PIU,IN QUEL BLOG,MA SPESSO GLI EVENTI CI STANNOADDOSSO,E COSA PENSO IN MERITO A QUEL CHE SCRIVI IN QST POST TE L'HO GIA SCRITTO(MI PARE) IN OGNI CASO SE PROPIO VUOI,PUOI SEMPRE LEGEGRE NEL BLOG DI ORNELLA,NEL POST DEDICATO,IL MIO COMMENTO-PER ME QUESTE SONO COSE TROPPO DOLOROSE-MI APRONO ANTICHE FERITE E SPESSO LEGGO MA NON SEMPRE COMMENTO

Pietro ha detto...

un abbraccio ad Ornella

stella ha detto...

Abbraccio Niki ed Ornella.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Tutti noi possiamo finire in una storia sbagliata: per questo nessuno deve sentirsi al sicuro.
Un saluto a te e a Ornella.

il Russo ha detto...

Pensando a questa storia mi vengono in mente persone che "sfortunatamente" si trovarono in banca quando esplose una bomba 40 anni fa, oppure persone che viaggiavano sull' Itavia un quarto di secolo fa nella notte sbagliata e potrei andare avanti.
Maledetto Paese...

fratello vento ha detto...

ciao! carino il tuo blog! TI LINKERò!

paoladany ha detto...

siamo in un mondo un pò schifoso. basta una cavolata, una coincidenza..e una vita viene spezzata.
bellissima la canzone di De Andre'

cometa ha detto...

Car* tutt*,
mi pare che il nostro ospite ci stia dicendo una cosa molto importante che è stata compresa solo da quelli/e che hanno provato un grande dolore sulla loro pelle: ogni male, a tutti i livelli, va sentito in noi, ognuno ne è coinvolto. Solo così possiamo sperare di sradicare il male dalla società. Guardate la questione Israelo-palestinese: un popolo che ha subito tali tante e talmente atroci persecuzioni per millenni non è stato in grado, se non in una piccola minoranza, di "tesorizzare" il dolore, di universalizzarlo, ed ora è uno degli stati più bellicosi del mondo. Guardate quei ragazzi maltrattati che da grandi a loro volta maltrattano i piccoli.
Solo se sento che il male fatto ad un mio simile è fatto a me, solo se sento che una persona con meno diritti di me rende i miei diritti meno sicuri, solo allora posso aspirare ad una società più giusta, di eguali, dove la dignità di ciascuno è rispettata.
Un abbraccio, cometa

Pupottina ha detto...

ciao
buon martedì

calendula / trattalia ha detto...

sino a poco tempo fa ero una di quelle che pensava che " a me non può succedere" da un anno a questa parte non ti nascondo che pur non avendo minimamente cambiato stile di vita, le mie certezze di cittadina sono crollate....

cometa ha detto...

Ma aprirci gli occhi non è forse un bene? una cosa bella?

Luana ha detto...

Ehilà ciao :), grazie per esserti preoccupato per me, ma ero solo molto occupata diciamo :).
Terenzio diceva : "sono un uomo, e nulla di ciò che è umano mi è estraneo"...la penso così...non reputo lontana nè la storia di Niki, nè quella di Graziella, che conoscevo già, perchè quando si leggono certe cose, mi è impossibile restare distaccata...e poi, ho sfiorato un mezzo casino e penso che in quel caso sia stato qualcuno da lassù ad evitarmi la tragedia, facendomene subìre una meno "grave", che mi ha distolto da quell'altra...si chiamano fatalità...che ti danno da pensare a quanto siamo fragili sotto questo cielo...
Comunque sia, le due storie, che hai raccontato, secondo me, hanno qualcosa in comune...il muro di omertà che si alza in certe situazioni è generato dallo stesso mostro, ma è solo una mia opinione personale...per il resto...a volte vorrei solo scendere da questo mondo, perchè ho paura a viverci.
Ciao e buona serata dolce ragazzo :)

Gatta bastarda ha detto...

no non sono affatto lontane queste storie... per quanto riguarda stato e antistato però non saprei...
secondo me la mafia è così forte proprio perchè non è antistato ma è nello stato stesso..

stefania ha detto...

Incredibile ma tutto vero

Future ha detto...

Ciao Incarcerato,
che tragica storia che ci hai raccontato!
Comunque no, io non mi sento escluso.