domenica 5 ottobre 2008

La sofferenza di una donna sposata.

Hai una bella casa, figli che ti danno soddisfazioni, il bimbo appena nato che ti dona un sorriso, hai un marito che ogni giorno cerca di sorprenderti con regali e innumerevoli coccole.
E allora? Come mai sei infelice? Perchè di nascosto, quando non c'è nessuno e ti ritrovi con te stessa, tu piangi? Non sei più innamorata, vero? Non sopporti più tuo marito, ti da fastidio ogni volta che mangia, non lo sopporti quando parla, non sopporti che lui sia felice ogni volta che ti vede. Soffri molto vero?

"Incarcerato, cosa devo fare, io sono destinata a soffrire...". No cara, mi dispiace, tu non sei destinata, tu semplicemente vuoi soffrire. Non hai il coraggio di lasciare tuo marito vero? E allora cosa vuoi che ti dica! Tu non sei mica Leopardi che della sofferenza ne ha ricavato la poesia, tu non sei Frida Kahlo che è nata con una grave malattia e nonostante ciò è riuscita a prendere decisioni importanti per la sua vita.


Io non accetto che una donna del terzo millennio non sia capace di prendere delle decisioni, una che vuole sacrificare la sua vita, e poi in nome di che cosa ?! "Ma che ne sai, incarcerato, io ho figli, devo pensare a loro".
La verità è che sei codarda , i figli sono grandi oramai, e forse già lo sanno e non ti stimano per questo. Hai figli piccoli? A maggior ragione devi avere il coraggio, i bambini sono i primi a percepire il disagio che tu hai. E lo trasmetti.
Proust diceva che la sofferenza è una specie di bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo, e quindi devi avere il coraggio di cambiare, non conservare.

Più il tempo passa e più ti abituerai alla sofferenza, e anche l'età comincerà a farsi sentire, non vorrai mica innamorarti di un giovane ragazzo all'età di 80 anni?
Parla con tuo marito, digli che non l'ami più. Hai paura di farlo soffrire? Hai paura della solitudine? Di rimanere sola per sempre? Fuori c'è un mondo intero, non sei l'unica che ha avuto gli stessi tuoi problemi. E se , ironia della sorte, sarà proprio tuo marito ad abbandonarti all'improvviso, magari proprio quando sarai anziana? Poi si che sarai sola, e magari hai anche dei figli stronzi che non ti cercano più. Vorresti fare la fine di quelle povere vecchiette che muoiono in solitudine? E la gente si accorge della loro morte solo quando il corpo comincia a puzzare?

Mi dispiace donna con poco coraggio, se non vuoi osare continua pure a piangere. Io ti deriderò.


57 commenti:

nespolina ha detto...

ho letto il tuo post e il mio morale è andato a terra... :-/

nonnoenio ha detto...

sposta= sposata ?

la disanima è perfetta, la donna in questione accetta di essere "incarcerata" per convenienza o per paura del suo partner!Nell'uno o altro caso è da biasimare.Ce ne sono tante!purtroppo

desaparecida ha detto...

Capisco….e sono d’accordo con il fatto che ognuno è artefice del proprio male…
e si va bene che nn si può sempre capire…..ma molte volte le persone sono + deboli di qnto noi crediamo,e molte volte da sole nn ce la fanno.

Credimi se c’è una cosa che nn sopporto è l’assinstenzialismo…ma so, x esperienza,che molte volte da sole nn ce la fanno a cambiare vita a lasciare il vittimismo x l’azione!

l'incarcerato ha detto...

Grazie nonnoenio, ho rimediato all'errore. Purtroppo sì, ce ne sono tante...

Alzata con pugno ha detto...

Credo che oggi l'unico motivo che potrebbe tenere una donna in quelle condizioni, oltre alla codardia, sia la necessità economica. Ma non è possibile che la donna in questione sia solo depressa?

Pellescura ha detto...

Lasciare o non lasciare è il vero dubbio amletico del terzo millennio.

Simone ha detto...

ti porgo i miei saluti, non si tratta di ricambiare la tua visita ma di avviare, spero, un reciproco scambio di letture e commenti utili a entrambi.

Il post in questione è molto interessante circa l'incapacità, spesso diffusa tra le persone di oggi, così rincoglionita dalla nostra [ana]cultura di prendere tra le mani la vita... del resto senza che ce ne rendiamo conto veniamo educati a un certo determinismo laico.

Ho invece deciso di non commentare il tuo articolo sull'onore fascista non perché non mi interessi ma perché ho notato che è scritto prendendo per buoni troppi caratteri convenzionalmente attribuiti al fascismo e sui quaili col tempo ho invece iniziato ad nutrire dei dubbi (precisamente quando ho avviato in autonomia degli studi personali dopo l'università, incoraggiato in questo da un mio prof di sinistra).
Sarebbe bello in proposito non fare discussioni sul fascismo storicamente accettato, ma sulla stessa definizione di quest'ultimo.

Hasta siempre!

Anonimo ha detto...

superficiale come uno stronzo galleggiante

Anna ha detto...

Sono d'accordo con te: non ha senso rovinarsi la vita e rovinare quella altrui per codardìa.
Avere un matrimonio di facciata per timore di affrontare la realtà.I figli sono un alibi per nascondere le proprie debolezze. Io sono dell'idea che bisogna far di tutto per cercare di recuperare un rapporto di amore, ma quando non c'è più storia, è giusto chiuderlo.

il Russo ha detto...

Mi spiace passare per il bacchettone di turno, lungi da me difendere il "sacro istituto del matrimonio" ma trovo anch'io ingeneroso e troppo cattivo il pezzo.
Sciogliere un legame (contratto davanti a un prete, a un sindaco o davanti a se stessi ed al proprio amore) è sempre un fallimento, non si stà parlando di cambiare cappotto perchè quello dell'anno precedente non piace più.
Piuttosto, rispetto ad una volta, non c'è più la forza di costruire seriamente qualcosa insieme, la vita non è una guerra dei Roses, è un filino più complicata...

Pupottina ha detto...

terribilmente crudele, ma vero!
ci lamentiamo troppo!
non siamo mai contente!
dobbiamo cambiare!

Pupottina ha detto...

il video anche è terribile

l'incarcerato ha detto...

Caro Russo non penso di essere stato ingeneroso, anzi sono stato fin troppo tenero. Ci sono tante donne infelici, e lo saranno per sempre se non hanno il coraggio di cambiare.

Il commento anonimo lo lascio così come è, mi dispiace se l'ho turbato...

gardiniablue ha detto...

Per alcuni versi hai perfettamente ragione, ma non siamo tutti uguali e come diceva il Manzoni: Il coraggio se non l'hai, non puoi comprarlo. Ed ogni storia è una storia a se, generalizzare su queste cose, non sempre è possibile. Ciao G. :-)

l'incarcerato ha detto...

e poi Russo queste sono situazioni nemmeno tanto rare e che non durano una stagione come si cambia un cappotto, ma durano anni.

E in forma minore riguarda anche noi uomini.

Silvia ha detto...

Purtroppo, il guaio è che il grosso delle donne che vivono una situazione così NON hanno coscienza, non capiscono, non vedono, non sanno di vivere una situazione che finirà per ucciderle e che il solo modo che hanno di liberarsene è lasciare il marito. La maggioranza delle donne non ha una reale coscienza di quanto sia sbagliato procedere in una situazione del genere. Come mai? Per ignoranza, per colpa del parentado che spesso è cieco e non sa cosa accade alla donna o sa ma le consiglia di restare, di far finta di nulla, dello "scandalo" che sarebbe un divorzio agli occhi della gente... e più in generale di una società ipocrita e bacchettona che tende ancora a demonizzare la donna che se ne va e a giustificare le azioni meschine e criminali degli uomini. E in un tale ambiente come può una donna, già con una fragile consapevolezza e volontà, decidere di andarsene?? Laddove una società non ti aiuta ma ti mette altri ostacoli? Spesso, realmente, donne subiscono angherie, violenze, stupri da parte del loro uomo per ANNI quasi rassegnate e convinte che, in fondo, sia quello che meritano e che "sia giusto così". Non bisogna colpevolizzare queste donne che non hanno coraggio, ma AIUTARLE a far capire loro che un'altra via è possibile! Che meritano felicità e stabilità e hanno DIRITTO di ottenerle! Queste donne vanno aiutate a emanciparsi culturalmente, a far sì che aprano gli occhi per vedere la realtà e che tale ritrovata consapevolezza le spinga a prendere decisioni che diversamente mai prenderebbero. Per questo le associazioni, i centri anti-violenza si adoperano affinché ogni donna sia libera di decidere e capisca di POTERLO FARE, perché nessuno le giudicherà male se lo faranno.

Purtroppo fare i conti con l'ignoranza e l'ipocrisia di questo sistema, ancora oggi, non è affare facile per una donna. Te lo dice una che è consapevole di queste cose... e che puntualmente viene attaccata a causa di tale consapevolezza...

Hai fatto un ottimo post perché punta l'attenzione su un tema sommerso, nascosto, ma di cui bisogna parlare e gridare: poiché è il solo modo per risolverlo e far uscire dal buio centinaia di migliaia di donne innocenti.

Ma poi il problema di tutta questa storia non è il divorzio... ma il MATRIMONIO: le donne NON si devono sposare! Ancora oggi è assurdo compiere questo errore, che può essere la tomba di ogni donna! Si diceva che "il matrimonio è la tomba dell'amore"... ebbene no: "IL MATRIMONIO E' LA TOMBA DELLA DONNA"!

:*-(

l'incarcerato ha detto...

Grazie Silvia, hai colto nel segno questo post. Non sono stato tenero perchè spero, nel mio piccolo, possa smuovere qualche animo e magari dare coraggio e forza alle persone che si sentono in causa e chiedere, come dici giustamente tu, anche un aiuto esterno.

Hai ragione questo è un tema sommerso,e io vorrei che se ne parlasse di più.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Post duro, ma giusto.

Per onor del vero va detto che spesso sono più gli uomini quelli che non sanno lasciare e cambiare vita.

Certo, nel caso del tuo post, concordo con te. Si deve aver coraggio di tornare a vivere.

Pupottina ha detto...

tranquillo! ho capito perfettamente il senso di questo post...
è che davvero noi donne forse siamo nate per lamentarci...
se siamo sposate ci lamentiamo del marito (io non ancora... credo... ahahahah)
se siamo single non sappiamo ugualmente cosa vogliamo
io, se mi lamento, è soprattutto perché vorrei un lavoro (non in nero come quello che ho e che magari sia attinente ai miei studi)
ma forse, semplicemente non si può avere tutto dalla vita!

Farfallaleggera ha detto...

Approvo in toto quanto scritto da Silvia. Vorrei solo aggiungere che parecchie donne non lasciano il tetto coniugale perchè prive di un sostegno economico. Senza lavoro magari con figli dove andare?
E' una situazione che io provai sulla mia pelle una trentina di anni fa, quando mi separai dal mio primo marito. Ma poi confesso che fui fortunata, mi separai nel mese di luglio ma a novembre dello stesso anno iniziai a lavorare con contratto indeterminato. Ciao a presto giò

Anonimo ha detto...

ciao incarcerato,
credo sia la prima volta che ti esponi molto nei confronti di una persona qualunque, come questa donna. Ed è normale che molti non sono d'accordo, come quell'anonimo incapace di aggiungere altro se non dirci in poche parole che ama nuotare.

e comunque, non lo so. ho imparato sulla mia pelle che è inutile chidere suggerimenti agli altri in tali situazioni. alcuni possono comprenderci, altri scuoterci. ma non serve a nulla. tante volte crediamo, noi che soffriamo per amore, che il solo fatto di parlarne possa bastare per vedere realizzarsi un miracolo, quel cambiamento che ci aspettiamo. ma ripeto, non serve a molto chiedere suggerimenti.
Mi viene in mente quell'uomo che chideva a Gesù cos'altro doveva fare, oltre a rispettare i comandamenti. Anche Gesù ferì quell'uomo, perchè chiese molto a quell'uomo, ma in fondo io credo voleva solo provocarlo. Mi piace immaginare che Gesù fosse capace di grande ironia!

Io credo ci voglia un evento critico, un qualcosa di abbastanza forte, un punto di non ritorno. Un tempo amavo una donna, ma lei non amava me. Ad una gita fatta con amici, dalla sua stanza (confinante alla mia) io la sentii trombare col suo nuovo ragazzo, e credimi da allora iniziai a provare un senso di disgusto per quella ragazza.

Ora ci risiamo...
E comunque hai ragione tu, ci sono persone che non accettano la sofferenza, colpiti da una forma di sindrome di Stoccolma ritornano sui loro passi e non riescono a capire che amore e dolore sono due facce della stessa medaglia. così è la vita. E mannaggia alle tante favole, al catechismo per mongoloidi, e ai tanti cartoni animati giapponesi, di cui siamo stati vittime............
:)
baci
sph

Franca ha detto...

Ognuno è padrone della propria vita.
Se non è capace di fare una scelta ne subirà le conseguenze, ma come dice il proverbio: "Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"

emanuela ha detto...

Non vorrei essere criticona, ma ogni volta che un uomo prova a dare consigli ad una donna, mi irrigidisco. Non so se sia una storia vera o inventata, ma sicuramente tante donne rimangono prigioniere di un matrimonio. Cosa le spinge e restare incarcerate? La paura della solitudine, il bisogno economico, la falsa morale sui figli...Non saprei cosa consigliare ad un'amica che avesse questi problemi, soltanto "Se vuoi parlarne, io ci sono"

l'incarcerato ha detto...

Cara Emanuela, qui non si tratta di una storia inventata o vera. Sono storie che esistono.
Hai ragione tu, meglio che voi donne vi aiutate.Tanti di noi uomini non siamo capaci.
Ma lo sai una cosa, ci sono alcune donne che sono talmente imprigionate, tanto di perdere personalità e non te lo diranno mai.

Ma come dice qualcuno, questa è un'altra storia.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=Wdecb-Kd-Vw

questa song forse ci sta anche meglio...
baci
sph

Polpetta ha detto...

La mia amica ha l' amante (sposato)...da 3 anni....dice di amarlo, non ama piu il marito , ma non lo lascia "non vuole farlo soffrire"...l amante gli promette che lascera' la moglie ma io la vedo una grande cazzata.
la vigliaccheria regna sovrana...dessero ai rispettivi consorti la possibilita' di rifarsi una vita accanto a persone che li amino sul serio.Ma nooo troppo difficile, e se poi tra loro due va male? be hanno il porto sicuro.
Di storie come queste a migliaia.....se qualcuno ti insulta incarcerato, be forse hai toccato una coscienza , anonim pero'!!!

Paola Pavese ha detto...

Tema interessante. Comunque le donne hanno molta più determinazione di quello credi. Quando mi sono separata da mio marito il giudice, donna, mi guardato con occhi clinico, con poche frasi ci ha esposto il nostro caso ( non so come ma ne sapeva più di noi)e poi ha concluso: pensateci bene, l'amore è una cosa, la famiglia è un'altra... comunque so benissimo che quando una donna ha deciso non c'è verso che torni indietro. Volete solo la custodia dei figli, non vi interessano nenche i soldi...
Poi, lo so benissimo, ci sono tante persone, più uomini che donne che preferiscono fare degli equilibrismi inimaginabili e tenere in piedi matrimoni già crollati, rapporti multipli e trovano anche il tempo di lamentarsi... BEATI LORO !

gap ha detto...

Ho pensato per due giorni se fosse il caso di commentare il tuo post.
Ho anche tentato di non leggere i commenti per non essere influenzato dagli altri, in parte ci sono riuscito.
Nel tuo post c'è un fonadamento di verità che non riguarda solo le donne ma anche gli uomini, con l'aggravante che noi maschi siamo anche più subdoli e cattivi. Prima facciamo del tutto per legare, sottomettere, renderci "indispensabili" alle nostre compagne per poi lamentarci della loro condizione di sudditanza. E quando ci siamo stancati, un calcio e via. Si parte alla ricerca di una giovincella che ancora ci dia credito.
che molte donne non abbiano il coraggio di fare scelte decisive, quindi, è vero, ma siamo sicuri/e che la colpa è tutta loro? Siamo sicuri che quel pensare ai figli, alle conseguenze che potrebbero avere (anche se poi diventeranno dei grandi stronzi) non sia un handicap grave che influisce sulle scelte di molte donne?
E lo dico dopo 32 anni di matrimonio e non aver avuto problemi insormontabili. Ma in una società maschilista, ancora, come la nostra non penso che la colpa sia tutta loro.
Mi ha sempre colpito il detto "Comunista in piazza e fascista in casa", tanto per pensare alla nostra parrocchietta, sapessi quanti ne ho conosciuti.

l'incarcerato ha detto...

Paola tu sei stata determinata, per fortuna non sei l'unica ad avere questa determinazione. Ma credimi c'è un mondo sommerso di donne che come dice GAP hanno anche mariti che la mettono in condizioni di sudditanza.

Ci sono tante donne che perdono la propria personalità, addirittura accettano la loro sofferenza come una cosa normale.

Per quando riguarda noi uomini è vero, noi siamo molto vigliacchi, abbiamo paura di lasciare, ma noi siamo più "furbi". Mettiamo la donna in condizione che sia lei a fare il primo passo. Siamo dei veri codardi. Ma questo è un altro tema.

A me sta a cuore la donna fragile.


GAP i figli saranno i primi a capire, magari con il tempo, che la scelta della mamma è stata giusta. Io ti dico per esperienza che è peggio il contrario.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Troppe volte il fatto di soffrire per una persona viene scambiato per amore.

gap ha detto...

Un giorno, forse, se ci incontrassimo de visu, ti potrei dire qualcosa che ti farebbe cambiare idea e sposterebbe l'asse sulle colpe dei maschi (fatte salve le colpe delle donne).

Fiordaliso ha detto...

Era un po' che non passavo... Cosa ti sta succedendo incarcerato?!
Prima ti scopro innamorato e ora... innamorato di una donna sposata?!:)
Scusa se scherzo, so che l'argomento è molto serio e a mio parere anche molto più complesso di come lo descrivi tu.
Credo di essere daccordo con il Russo (come mi succede quasi sempre!)e credo che accettare un fallimento non sia mai facile specialmente quando la motivazione si trova in qualche anfratto del nostro cervello o del nostro cuore.
Nel 2008 non dovrebbe esistere una donna maltrattata che continua a stare in casa con il suo aguzzino eppure ce ne sono tante... Non è affatto semplice.

l'incarcerato ha detto...

Ma fiordaliso, quindi anche per te è ingeneroso? Ma forse hai letto il post? Cosa c'entra sul fallimento del matrimonio, sono donne che come dice Silvia non hanno il coraggio di farlo perchè hanno paura dei giudizi esterni, oppure ancora peggio perchè non hanno più la capacità di avere una propria coscienza!
Mi dispiace che come al solito solo pochi hanno capito cosa ho voluto dire!
Scusami ma questo è un argomento che ci tengo, come tengo a tutte le situazioni di sofferenza che coinvolgono determinate persone.
In questo caso riguarda a quelle donne che non hanno determinazione perchè sono state talmente plasmate dai mariti che non hanno più una propria personalità.

Post ingeneroso anche per te? Ma verso cosa? Si sono stato molto crudo, come è nuda e cruda la verità che ho raccontato.

Caro GAP e qui mica salvo i maschi, io ora mi rivolgo direttamente a quelle donne che devono avere il coraggio di cambiare, e lo ripeterò fino alla fine. I figli sono i primi a percepire il disagio, i figli hanno bisogno di una famiglia serena come lo è la tua che dura da 32 anni. Anche per questo credo che tu abbia dei bravi figli.

Ma vi rendete conto che alcuni di voi sembra voler dire che forse forse queste donne fanno bene a rimanere così come stanno?
Io,a l contrario di quell'anonimo,non vedo silo la superficie del mare. Io mi immergo e scopro che ci sono tante realtà che nessuno ci viene a raccontare.

Blogger ha detto...

Bel post, forte, mi piace il tuo stile.
Una scusa che accetto però, solo una, lasciamela segnalare.
Quella economica.
Se una donna non lavora accetta di star male perché, se non formata, con un'esperienza lavorativa importante, potrebbe solo finire peggio.
Un uomo.
ITALY ITALIA

elena ha detto...

Io ce l'ho fatta. Ad un certo punto ho detto basta. Ci ho provato in tutti i modi che conoscevo, ma il risultato non era quello che volevo. Ma non ditemi "brava". C'erno anche ragioni che non esporrò qui, ma che mi hanno molto facilitato la scelta. Dopo, per un certo periodo, è stato pure peggio, perché la figlia per la quale (oltre che per me, ovviamente) avevo deciso di volere una vita familiare più serena, poverina s'è trovata sbalestrata, con una madre che per scelta non le ha spiegato nulla dei motivi "veri" ed un padre che s'è sentito tradito, abbandonato, ferito e in certo modo l'ha usata.
E' stata dura... ma adesso siamo entrambe decisamente più serene, quindi ritengo di aver fatto bene.
Ciò non toglie che non me la sento di scagliarmi contro quelle che non ci riescono, a dire basta... perché non penso che siano proprio tutte masochiste o incapaci di rifarsi una vita - anche economicamente, che è un bel match, soprattutto di questi tempi...
Ognuno ha i suoi, di tempi... e ognuno ha il suo modo di fare resistenza.
E poi c'è una cosa (ma non vuole essere una critica, caro Incarcerato: capisco benissimo le tue posizioni e per me le condivido pure... appunto, per me): nei propri panni c'è solo il proprietario di quei panni, con la sua storia, le sue paure, i suoi condizionamenti e la sua forza... chi ce l'ha.
Solo, le donne che scelgono di stare con un uomo che non amano per pura convenienza, farebbero bene a non lamentarsi... credo io.
Suerte.

Fiordaliso ha detto...

Caro incarcerato
Se il tuo post vuole essere un incoraggiamento a tutte le donne che vivono in situazioni così difficili o magari per qualcuna in particolare allora posso essere pienamente daccordo con te ma se lo devo leggere come analisi di una problematica più ampia mi sento di dire che le cose sono più complicate di come tu le presenti. Non lo dico perchè certe condizioni non le conosco ma proprio perchè credo di conoscerle. Il coraggio in certi casi non c'entra o non basta e non mi sento di condannare chi a fare certe scelte non ce la fa. Ci sono tanti motivi per rimanere con una persona specialmente se "Hai una bella casa, figli che ti danno soddisfazioni, il bimbo appena nato che ti dona un sorriso, hai un marito che ogni giorno cerca di sorprenderti con regali e innumerevoli coccole."
Dopo di che se esiste un uomo così vorrei che mi fosse presentato!
"non sopporti che lui sia felice ogni volta che ti vede"...?!

Paola Pavese ha detto...

Ti interessano le donne fragili. Ma vorresti che fossero forti. Tutti siamo fragili, gli esseri umani sono fragili, muoiono, si feriscono, soffrono in mille modi. Hanno la possibilità di sentire e di immaginare mondi che non riescono a toccare e si lacerano tra presente e ciò che presente non è. E' la condizione umana. Poi ci sono i mille modi in cui questa sofferenza prende forma. Le donne, i bambini, gli stranieri, i poveri hanno una un portato in più di sofferenza da vivere. Eppure è vero, quella fragilità che tu vai a cercare ha un valore. Il valore che le è dato dall'essere più vicina di altre parti di noi al segreteoche ci portiamo dentro, alla forza che ci rende capaci di ogni cosa. Siamo tutti immersi in questo caos di forza e fragilità, di possibilità e impotenza ed è bello che tu voglia lo scandagliare, che tu ti ostini a farlo, insieme a noi.
Grazie

il Russo ha detto...

Forse non ho capito il post (o che forse tu ti sei espresso male?), ma ribadisco a mente più fredda il mio concetto, scusa se sono un pò sfacciato incarcerato, ma tu da quanti anni sei sposato?
Io professo dignità, reazione, orgoglio non solo nella vita di coppia ma in tutti gli ambiti della vita, per esempio quante volte diciamo in linea teorica, quando un amico ci racconta di vessazioni subite sul lavoro, che al suo posto manderemmo affanculo il principale e ce ne andremmo? Dovremmo vedere migliaia di dimissionari ogni giorno all'ufficio collocamento, invece dalle persone mobbizzate a quelle sfruttate le cose non vanno come sarebbe giusto e dignitoso.
Lo stesso vale per il tuo pezzo, non ti piace la definizione di ingeneroso? Diciamo allora superficiale: non me la sento di condannare quelle donne che non ce la fanno e dirle che se lo meritano abbandonandole, sono comunque comunque convinto che bisogna sempre supportarle, comunque.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Mamma mia incarcerato in che dedalo ti sei cacciato.
Premetto che dell'amore non so niente, ogni storia è una storia a se. credo però, che troppe volte venga valutato questo sentimento in base a quanto l'altra persona ci fa soffrire.
Ma soprattutto, il problema è che siamo troppo superficiali e conformisti: disabituati a conoscere chi abbiamo difronte nel profondo, ci sposiamo o innamoriamo troppe volte dell'idea che ci siamo fatti più che della persona.

Imparare a guardare nel profondo scrutando nell'altro anche i difetti senza paura di confrontarsi
Mi scuso per questo intervento..infondo io dell'amore non so niente.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Però...effettivamente la scelta è difficile, soprattutto se si sono fatti molti anni assieme.

Gatta bastarda ha detto...

già forse le donne sono molte codarde in questa situazione... ma fanno sempre un errore... pensare che come c'è stato un passato felice ci si possa tornare e non è sempre vero e a quel punto bisogna reagire...

gap ha detto...

Caro Incarcerato,
sapevo che mi sarei cacciato in una polemica senza fine....
Ma anche le tue repliche non mi convincono. Un raporto per essere tale si costruisce in due, e ognuno ci mette del suo. Queste donne, tradite, vessate, picchiate, violentate e che non trovano la forza di liberarsi non vanno abbandonate, vanno aiutate a ritrovare la coscienza di se. Ma non mi dilungo troppo, come al solito faccio ricorso a chi ne sa più di me, ovvero ad un libro che molto mi ha insegnato e che in origine era destinato ad un pubblico femminile, "Donne che amno troppo" di Robin Norwood edizioni Feltrinelli. Ti rubo ancora un poco di spazio. "Perchè amare diviene "amare troppo", e quando questo accade? Perchè le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che "lui" cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione".

l'incarcerato ha detto...

Prendo atto delle vostre posizioni, io credo che mi sono espresso al meglio. Ma tanto questo messaggio lo reperirà solamente chi ci vive in questa situazione.
Sono comunque contento che almeno le donne blogger che mi seguono non la vivano.

Russo non bisogna essere per forza sposati per capire tutto ciò, avvolte basta anche una semplice convivenza che è uguale.
Ovviamente non uguale con i diritti, ma i pacs con questo governo(e anche con il PD) ce lo scorderemo... :)

Luz ha detto...

Il tuo post in poche righe racchiude una vita intera. Difficilissimo commentarlo! Da donna che ormai ha percorso un bel pezzo di strada ti dico solo che userò poche righe, perché altrimenti potrei scriverci sopra un intero saggio. Ho letto i commenti dei tuoi lettori e ognuno ha un pizzico di ragione, ma nessuno ha fatto la chiusura del cerchio. Non credo, spudoratamente, alla superiorità femminile, ma sono certa che in noi donne si racchiuda l'intero ciclo della vita con le sue forze e le sue fragilità, vita e morte sono inscindibili, e tra questi due poli una infinita gamma di sensazioni, fragilità e sicurezze. Certo non va bene che una donna rinunci a se stessa in nome di un finto equilibrio, di un finto amore e sono io la prima a consigliare di risvegliarsi a nuova vita. Ma non è così semplice, al fondo ci sono i drammi, l'infanzia segnata più o meno dalla famiglia, le storture dell'ambiente, le influenze esterne. Ognuno di noi risponde agli impulsi del mondo in modo diverso. Quindi spronare, essere di sostegno e far intuire quanto sia preziosa la propria vita, ma oltre questo non si può andare, sarebbe "accanimento terapeutico".
Ognuno è libero di essere protagonista o vittima della propria esistenza.

Silvia ha detto...

Pare che la maggioranza non abbia capito l'intento e le ragioni di questo tuo post, questo mi dispiace!

Mi dispiace dirlo, ma se lì fuori centinaia di migliaia di donne non vengono aiutate e non hanno speranza di esserlo... è proprio a causa di questo grosso equivoco generale che porta la società, il sistema a non vedere la VERA entità e natura di questo problema.

Io ti ho capito perfettamente, caro! E ti sostengo.

E sostengo tutte quelle donne sole, cui nessuno, nessuno sa dire la cosa giusta per liberarle.

***

PS: Ilaria D'Amico è la giornalista spotiva di Sky...

;-)))

gap ha detto...

Per Silvia
Non è che non abbiamo capito il post del nostro comune amico, è che si può avere una visione differente delle cose e parlarne. La verità non è mai nelle mani di una sola persona, e sono sicuro che l'Incarcerato non lo ha mai pensato. E' che un problema cosi grave e pesante non si può affrontare con il muro contro muro.

l'incarcerato ha detto...

Ringrazio Silvia per il sostegno e per la sua sensibilità a questi temi, ma ringrazio altrettanto GAP perchè ci aiuta a capire altri tipi di realtà.
Io non ho la verità in mano, lungi da me averla. Io ho solo posto una delle tante verità...

Ringrazio anche il bellissimo contributo dato da LUZ, grazie infinite.

gap ha detto...

Caro amico, mi sono riletto per l'ennesima volta il tuo post. Mi sono riletto tutti i commenti, anche i miei. Sono ancora convinto di quello che ho scritto, citi Proust, bene ho preso coscienza del mio essere, il dolore mi ha aiutato. Ma l'aver preso coscienza non basta, non mi riempie lo stomaco, mio e dei miei eventuali figli, non mi riempie il cuore e nemmeno la testa. La mia presa di coscienza, forse acuisce le mie difficoltà, mi fa rendere conto che l'uomo che ho avuto vicino ha fatto si che tagliassi molti ponti, che mi isolassi e che mi sentissi realizzata in quello che avevo. E se sfortunatamente non ho nemmeno un lavoro tutto ciò si amplifica all'ennesima potenza, il senso di impotenza aumenta e mi arrovello su come sono riuscita a cadere in così in basso ed ad annullarmi. Fuori dalla mia famiglia che cosa troverò? Chi mi vorrà o saprà aiutarmi?
Mi viene in mente il paragone con i kapò ebrei nei lager. Ma siamo tutti così sicuri, nelle nostre granitiche convinzioni, nel condannarli e a non tentare di capire che cosa ci fosse dietro le loro "scelte"?
E poi, caro Incarcerato, mi hai detto, espressamente a me, che occorre parlare con quei ragazzotti di destra che probabilmente non sanno di cosa parlano quando portano avanti idee fasciste e poi ti dimostri così duro con delle donne che hanno sofferto e soffrono e non sono in grado di tirarsi fuori dalle sabbie mobili da sole.
Mi dispiace, ma, almeno questa volta, non sono d'accordo con la tua durezza.

gap ha detto...

caro scusa se mi sono lasciato prendere la mano.

l'incarcerato ha detto...

Ma scherzi, ti sei lasciato prendere la mano? Dimostra che questo problema ti sta a cuore quanto me e ne sono felice.
E' vero, sono stato molto duro, e l'ho fatto di proposito. L'ultima frase "ti deriderò" è molto forte, è solo una parola per camuffare il mio senso di impotenza verso questo tipo di sofferenza, in che modo aiutarle? Solo le donne possono farlo, certamente non io. Ma se il più delle volte lo nascondono e addirittura ci convivono come se fosse la normalità.
Avvicinarsi, intromettersi nella vita degli altri è sbagliato.
Oppure insistere troppo per far capire che la vita è troppo preziosa e anche fatta di inevitabili sofferenze, mentre tante possono anche essere evitate, può risultare come dice giustamente tua moglie Luz un "accanimento terapeutico".

Spero solamente che alcune di queste donne capiti per caso a leggere questo post, forse servirà a smuovere qualcosa dentro di loro.
Almeno spero.

Sui Kapò ma come in qualsiasi altro sporco lavoro io ti dò perfettamente ragione, io con il senno di oggi sicuramente non avrei mai svolto quel compito. Ma ti assicuro che ho sempre pensato che non sia cos' facile, come non è facile quello che ha fatto un carabiniere come Salvo D'Acquisto a rifiutare l'ordine di fucilare.
Se fossi stato un carabiniere di quell'epoca, avrei avuto ilo suo coraggio? Avrei rifiutato il loro ordine o far finta di essere con la coscienza pulita dicendo:"Io ho solo eseguito un ordine! Non è stata mica una mia scelta."

Ele ha detto...

conosco donne che non hanno avuto il coraggio.e poi i primi che l'hanno pagata sono stati proprio i figli..donne che sono rimaste con lui pur sostenendo che non c'era più niente...donne che non hanno avuto il coraggio di prendere una decisione..donne che oggi cercano una tranquillità che non riusciranno mai a trovare perchè in fondo il 'non prendere una decisione' gli ha fatto comodo..credo che in una coppia gli errori si facciano in due e se non c'è più quel feeling che c'era all'inizio sia inutile continuare.oggi si ritrovano sole in casa..a piangersi addosso..oppure a fuggire ogni tanto in casa dell'amica o della madre..ma senza mai avere i cosiddetti coglioni per prendere una decisione definitiva..perchè il cambiamento a volte fa paura..intanto chi ne ha pagato sono i figli, che ormai, dventati grandi, non mettono più piede in quella casa, perchè a furia di sentire le lamentele della madre (che magari parlava male del marito)hanno finito per odiare non solo il padre ma anche la madre...allora mi dite il senso di non prendere una decisione?che vita è stare in casa con ormai un perfetto sconosciuto(magari dormire anche nello stesso letto e perchè no, fare un altro figlio con l'illusione che tutto ritorni come prima)..lo trovo estremamente egoistico.si perchè tutto ciò allora fa comodo e non si pensa in realtà ai figli..e intanto loro crescono tra due fuochi..senza una vera serenità, soprattutto quando sono piccoli(ricordiamoci che i bambini non sono stupidi..anzi molte volte sono loro a far aprire gli occhi a chi continua a sognre ad occhi aperti)...ma come si fa a stare con una persona che disprezzi..che magari ha un'amante..FAMMI IL PIACERE RIFLETTI E NO PENSARE SOLO AL TUO DI PIACERE!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Tutto molto bello però...Questo significa che c'è ancora molta voglia di risolvere un problema così importante come può essere la convivenza tra uomo e donna. Bello il post e bellissimi i commenti. La verità, come dice gap, non viene mai da una sola persona. Il bello nel leggere questi commenti però, è vedere come si provi attraverso il confronto a raggiungerla.
Tutto molto appagante.

elleeci ha detto...

Io sono una di quelle che ce l'hanno fatta...
Ci sono voluti 17 anni per capire e per prendere coraggio, ma l'ho fatto. Certo, nella mia situazione nemmeno avrei dovuto sposarmi, ma spesso le sfacettature della vita sono incomprensibili...
Non ho figli, quindi è stata una scelta mirata a me stessa, ma è stato comunque difficile in quanto ho iniziato ad entrare nel mondo del lavoro proprio nel momento stesso che ho abbandonato casa, e con 40 anni anagrafici. Ora che sono passati quasi cinque anni, mi volto indietro e vedo una donna che a poco a poco si annientava per entrare in una vita che doveva per forza piacergli, ed ho i brividi. La vita è per lo più difficile a tutti, ma il paradosso che spesso accade è che noi facciamo anche di peggio...

Anonimo ha detto...

non ti abbattere noi siamo come sorelle qando senti qualcuno parlare dela sua vita sembra chelo conosci da sempre, mi puoi aiuare a invntare una fiaba anicaù

tivoglio bene

Anonimo ha detto...

i qiutqte

Anonimo ha detto...

Bellissima lettera, rispecchia l'anima della mia amante. Mi vuole, mi ama, non sopporta più il marito, ma non ha il coraggio di fuggire dal suo matrimonio finito.

La stamperò, la consegnerò.

Grazie

Anonimo ha detto...

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