mercoledì 8 ottobre 2008

La misteriosa Comunità Cinese.

Gli avvenimenti recenti come il pestaggio effettuato ad un cinese residente a Roma e ancor prima la rivolta della comunità cinese di via Sarpi a Milano mi ha portato ad approfondire bene questo mondo a noi sconosciuto. E sappiamo benissimo quando non abbiamo la conoscenza, i pregiudizi aumentano e di conseguenza la paura con l'inevitabile razzismo. Lo stesso è avvenuto con gli zingari, e quanti luoghi comuni siamo riusciti ad abbattere con la giusta informazione!

Io credo che sia giusto parlarne, io penso che purtroppo più il tempo passa, più l'immigrazione cinese aumenta(e aumenterà), più gli episodi di intolleranza e insofferenza dei cittadini verso di loro aumenteranno. Non sarò buonista, ma mi sento obbligato a sfatare numerose leggende su di loro. E anche io fino a poco tempo fa,come tutti voi, ci credevo.

La prima comunità cinese, in Italia, risale nel 1916; ed è sempre stata dedita al commercio. I cinesi convivevano benissimo con la nostra popolazione, addirittura anche durante una parte del regime fascista, fino a quando però il 27 settembre 1940 l'Italia firmò l'alleanza con Germania e Giappone. Il Giappone aveva invaso la Cina allora governata dal leader nazionalista Chiang Kai Shek, che di conseguenza diventava nostra nemica. E allora circa duecento cinesi finirono nei campi di concentramento insieme agli ebrei, zingari,omosessuali e comunisti.

Sapete che abbiamo avuto anche un cinese partigiano? Sorpresi, vero? Lo era stato un prete di nome Antonio Tchang Kan-I, e fu arrestato dai nazisti una mattina del 22 ottobre 1943. Avevano scoperto che aiutava i prigionieri inglesi evasi da altri campi d'internamento, e quando perquisirono la sua camera da letto trovarono ricetrasmittenti, una macchina fotografica e una pistola. Fu condannato a morte. Ma riusci a fuggire provvidenzialmente da un campo perchè ci fu un bombardamento.

Sono strani i cinesi, spuntano dal nulla, sono tutti uguali, hanno sempre tante banconote e comprano tutti i negozi che vogliono. E addirittura non muoiono mai. Sono quasi un secolo che vivono da noi e ancora non sappiamo nulla di loro. Sappiamo solamente che lavorano come bestie da soma, sono più infaticabili dei veneti. Loro sono in grado di ricavare soldi da qualunque cosa, sono alchimisti nati.

Al prossimo post cercherò di sfatare una leggenda che dice che tengono nascosti i loro decessi e così i documenti del defunto possono essere trasferiti ai nuovi arrivati, entrati illegalmente in Italia.


Ditemi la verità, anche voi pensate che sia così, vero? Prima di informarmi, io sì.

Un libro illuminante che vi consiglio di comprare è della BUR, Chi ha paura dei Cinesi?


13 commenti:

Fiordaliso ha detto...

Devo dire che mi farebbe bene approfondire un po' la conoscenza della cultura cinese perchè, sinceramente, tra tutti i migranti che vengono del nostro paese i cinesi sono quelli che comprendo meno... Se ne dicono tante... la realtà è che siamo curiosi perchè i cinesi tendono a nascondersi e a mantenere le loro comunità isolate, non "pretendono" di integrarsi... Forse per questo fino ad ora non ci hanno infastidito più di tanto e ora cominciamo a temerli perchè sono tanti e cominciano a conquistare i nostri centri storici e le nostre periferie e entrano nella nostra economia...

Pellescura ha detto...

Facci sapere, sono anch'io curioso. Chiarire o sfatare luoghi comuni è un Bel modo di fare informazione.

Pupottina ha detto...

devo ammettere che i cinesi mi sono sempre stati simpatici... sarà perché piccolini, gentili e con quel loro strano modo di parlare...
questo post e il successivo, quindi, oltre al libro che consigli, mi potrebbero essere utili per approfindire l'argomento... non sapevo del cinese partigiano, né che fossero in Italia dal 1916...
aspetto il prossimo post...

buona giornata

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Anche Saviano nel suo libro "Gomorra" svela dove finiscono i cinesi morti.
per il resto è sempre utile approfondire le conoscenze come già detto.

articolo21 ha detto...

Secondo me i cinesi non esistono. Li ha inventati la pubblicità.

Franca ha detto...

Solo la conoscenza può sfatare i pregiudizi e la paura che ne deriva che è l'anticamera del razzismo...
Chi può dire di conoscere veramente la Cina? Eppure quanti sono pronti a criticare...

Silvia ha detto...

Sai, veramente io non avevo mai sentito dire che tengono nascosti i decessi per trasmettere i documenti ai nuovi arrivati.

Hai fatto un bellissimo post, davvero edificante e costruttivo per conoscere una realtà, quella cinese, per i più nascosta e sconosciuta. Personalmente non sapevo che fossero presenti in Italia da quasi un secolo (la credevo una migrazione più degli ultimi decenni). Grazie per averci fatto sapere della vicenda del pratigiano. Insomma, se ci sforzassimo di conoscere davvero la comunità cinese (come pure tutte le altre) questo odio, questo sospetto ingiustificato che sfocia inevitabilmente in azioni intimidatorie/violente/omicide/razziste non ci sarebbe.

***

PS: in merito alla teoria di cui mi hai accennato... dici che nascerà un nuova stella???!!!

;-)

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Io conoscevo questa diceria cmq quello che mi preoccupa dei cinesi è la forza dittatoriale del loro Paese soprattutto

davide ha detto...

il capitalismo scatena la caccia alle streghe quando si sente minacciato
La Cina è la minaccia:perchè hanno usato la lezione occidentale minandoli sul loro terreno,quello economico .
Per questo si parla tanto male dei cinesi.

il Russo ha detto...

Devo ammettere che anch'io, complice il fatto che la comunità cinese è molto ma molto chiusa anche nella mia città, non ho informazioni di primissima mano su di loro e quelle che ho spesso sfociano nella leggenda.
Come schiavi o liberi anch'io a proposito dei morti posso citarti l'episodio narrato in Gomorra, aspetto la seconda parte del tuo post con ansia!

Paola Pavese ha detto...

Molti anni fa ho vissuto a San Francisco, il mio palazzo era a pochi metri dalla porta di ingresso di Chinatown. Molti cinesi erano cattolici e frequentavano la chiesa dove si riuniva anche la comunità italiana. Quando sei all'estero ti trovi a fare cose che pensi non faresti mai e oltre a cantare "Il Carazzone" di Renato Zero ubriaca e con con le lacrime agli occhi insieme ad un gruppo di connazionali "esuli" con me, sono andata alla mesa di Natale con il mio fidanzata americano che, ubriaco, credeva di essere satana. Le occhiate appuntite dei cinesi seduti a fianco a noi erano identiche a quelle che mi avrebbero lanciato dei comuni cattolici italiani. Vagando per Chinatown di notte con il mio solito fidanzato ubriaco, che faceva la pipì lungo i muri, cosa che in America ti può costare una notte in gattabuia, ho visto altri accenni di disapprovazioni molto famigliari, come famigliare era l'espressione di chi stazionava fuori dalle bische dove grassi cinesi con gli anelli d'oro ai mignoli giocavano d'azzardo. Insomma, cinesi e italiani erano le due comunità che più si somigliavano: familiste e un po' mafiose tentavano di far soldi per poi diluirsi, la generazioni successiva, nel tessuto della città, e diventare alti e nerboruti come un qualsiasi californiano. La cosa che però mi è rimasta più impressa è successa mentre frequentavo i corsi serali di inglese per stranieri nella scuola della comunità cinese. Come bianca avevo acquisito il dono della trasparenza, nessuno mi vedeva, quando l'insegnante ci chiedeva di fai passare i fogli per gli esercizi i miei compagni di classe mi saltavano regolarmente. Dato che stavo nel livello dei principianti assoluti, un giorno l'esercizio fu quello di copiare la scritta NO SMOKING appesa al muro. I miei compagni di classe non conoscevano i caratteri latini e mentre loro erano intenti a ricopiare tutte quelle letterine, mi venne un'idea che cambiò, ai loro occhi, la densità del mio corpo: tentai di copiare NO SMOKING scritto in caratteri cinesi e chiesi al mio compagno di banco se lo avevo scritto bene. Lui mi fece una correzione, mi disse che ora andava bene e mi sorrise. Dopo un'oretta uscii dalla classe e una ragazza mi indicò dove era il bagno senza che io glielo chiedessi. Non solo avevo riacquistato un corpo visibile, ma adesso mi leggevano nel pensiero!
Per dire, ci vuole certamente un po' d tempo per entrarci in contatto, ma i punti in comune tra noi e loro secondo me sono più di quelli che possiamo immaginare.

Pupottina ha detto...

;-)
buona giornata...

hai ragione con il commento che mi hai lasciato sul mio blog... anche io non vorrei proprio essere in una situazione del genere ... già abbiamo tanti problemi, se poi la vita ce la complichiamo noi!

Anna ha detto...

Molto interessante: ho letto entrambi i post.
Il libro non lo compro, aspetto che mi aggiorni tu. Lo preferisco :-)