giovedì 9 ottobre 2008

La misteriosa Comunità Cinese. Seconda parte.

Il giorno dopo la "rivolta" dei cinesi di Via Sarpi il giornale "Libero"aprì la prima pagina con un articolo di Vittorio Feltri, uno di quei giornalisti che crede di essere controcorrente.

Scriveva così :" Quando il nonno muore, viene subito macellato e lasciato qualche giorno a frollare, finchè la sua carne non si ammorbidisce un po'. A questo punto, i resti dell'anziano congiunto finiscono nel ristorante, cotti e serviti sotto mentite spoglie a malcapitati clienti attratti dai prezzi modici che pensano di mangiare maiale in agrodolce o riso con carne. In questo modo, i documenti del defunto passeranno a un giovane clandestino appena arrivato dalla Cina. Se conoscessimo la lingua, dalle case di Chinatown sentiremmo gridare : "E' pronto il nonno?"
"Non ancora, dagli ancora mezza giornata!"

Il nostro bravo Feltri continua scrivendo:
" Nel dubbio opterei per la cucina nostrana, che pure presenta molti rischi eccetto di dover prendere l'Alka-Seltzer allo scopo di digerire lo stinco pechinese.".

Allora il buon Feltri prosegue dando una semplice spiegazione: "Perchè esiste un fatto. Al cimitero, nello spazio dei non cristiani, ci sono salme di ogni nazionalità tranne che quella cinese. Qui in Italia non ci sono mai stati dei loro funerali !"

Vi giuro che è inconcepibile che un giornalista faccia una così squallida informazione, ma cosa esiste a fare l'albo dei giornalisti? Lo dovrebbero radiare come hanno fatto al suo amico e collega Farina!
Per risolvere questo"mistero" e per sfatare questa squallida leggenda basta solo informarsi e usare la logica, quella che ultimamente non viene mai utilizzata. Non bisogna mai prendere per buono tutto ciò che ci dicono, oramai questo deve essere una costante.

Care adorabili teste di capra, ci siete mai stati in un cimitero per verificare? Esiste un fatto, i cinesi, nei cimiteri milanesi e romani, ci sono. E per assurdo non stanno sempre tra di loro come si ostinano a fare in vita, ma si mischiano tra i defunti italiani. Le loro tombe sono in mezzo alle nostre e sono uguali alle nostre. Certo non è un bel passatempo, ma provate ad andare al Cimitero Maggiore di Milano e andate al computer che è a disposizione dei visitatori, scrivete un nome comune dei cinesi tipo Chen e vedrete che i morti ci sono eccome!
A Roma, per averne la prova, non è neppure necessario addentrarsi in quei malinconici vialetti. Basta collegarsi al sito internet dell'Ama e digitare i soliti cognomi.

Curioso che Feltri e tanti politici non verifichino quello che dicono, parlano a vanvera e noi giustamente abbocchiamo. Curioso quando la gente dice :"Ma io non ho mai visto un funerale cinese!" Ma per caso avete visto un funerale di albanesi, marocchini o rumeni? Io no! Ma non vuol dire che non li fanno.

Il tasso di mortalità dei cinesi risulta molto basso rispetto alle altre etnie(poi nemmeno vero perchè i filippini hanno un tasso di mortalità molto minore rispetto a tutti gli altri, non sarà che anche loro occultano i cadaveri?), questo per due fattori:

Il primo , il più triste, è perchè le altre etnie fanno lavori più a rischio, sono vittime delle "morti bianche", mentre i cinesi fanno lavori meno rischiosi(anche se in condizioni raccapriccianti). L'impalcatura uccide più della cucina, la pressa è più pericolosa della macchina per cucire.

Il secondo motivo, e questa è la motivazione per cui raramente incontriamo cinesi anziani, è perchè la maggior parte di loro,raggiunta l'età pensionabile , tornano da dove sono venuti.
E' nella loro cultura tradizionale che il desiderio di tornare nella propria terra natale è sacro. "Le foglie che cadono, tornano alle radici".


Ma allora qualcuno di voi mi dirà, come si scambiano i passaporti e documenti? Tra vivi se li scambiano. I cinesi arrivano con il visto da turismo e poi quelli che risiedono in Italia gli passano i loro documenti. Questo perchè noi non siamo in grado di distinguerli, tutto qui.
Purtroppo dobbiamo contribuire ad abbattere i luoghi comuni e pregiudizi nei loro confronti, una buona convivenza è dovuta anche da una buona conoscenza.





17 commenti:

Fiordaliso ha detto...

Interessante.
In effetti dai cimiteri si capiscono tante cose... quando ero più giovane e vivevo in paese ogni tanto mi piaceva fare un giretto al cimitero e quando studiavo a Perugia mi capitava di andarci a correre perchè lì il cimitero monumentale è molto bello e sta in una posizione stupenda... Magari uno di questi giorni mi faccio un giretto turistico al Verano o a Prima Porta...
Sono felice di sapere che non era nonno Cheng quello che ho mangiato ieri sera al ristorante cinese visto che ero già un po' in pensiero per la melamina nella salsa di soia... Ma quanta paura abbiamo dei cinesi?!

Silvia ha detto...

E qui mi sorge spontaneo un dubbio: ma Feltri, per essere così sicuro che nel menù del ristorante cinese tipo ci sia il nonno o lo zio di qualcuno, ha mai avuto modo di mangiare qualcosa del genere?? No, perché uno che pretende di essere un giornalista serio (sic!) e se ne esce con un editoriale del genere... dovrebbe COME MINIMO sapere esattamente di cosa sta parlando!

Ahhhh, e poi ci chiediamo perché l'Italia è un Paese ridicolo...

Ahhhh, quanta sciocca ignoranza ci assale...

Saretta ha detto...

uah!!! che uomo ınformato.....
sı anche ıo credevo che sı scambıassero ı passaportı occultando ı defuntı.... grazıe mılle!!! a volte mı scordo dı andare a cercare le rısposte da altre fontı e abbocco come un pesce.....

grazıe mılle :)

giulia ha detto...

Sempre interessante quello che dici, Giulia

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Io devo bacchettarti Incarcerato: perchè rovinare un articolo così bello con le parole di Feltri? Spiegamelo, è come mangiare merda alla fine del pasto anzichè una torta.
E' poi, i tuoi dati sono falsi, come farebbero i cinesi ad essere un miliardo e quattrocento milioni se morissero? E' evidente che non muoiono mai.
Scherzo, eh!!!!

Scusami, ma sapendo con certezza che anche loro non sono eterni, preferisco andare a commentare in qualche blog piuttosto che fare ricerche del genere.
Ciao, bel post.

gap ha detto...

galeotto, passo solo per un saluto. in questo momento dei cinesi nun me ne po fregà de meno (scherzo, sono solo stanco)
ciao

il Russo ha detto...

Aspettavo questa seconda parte, al di là del fatto che definire giornalisti Feltri & c. è un tantinello azzardato, volevo dirti che non sempre i cinesi riescono a morire in tempo nel loro paese Natale e, per quelli che danno disposizione di tornare a riposare per sempre in patria, ecco che per saltare quelli che loro giudicano intoppi burocratici ed evitare spese maggiori accadono cose come quelle descritte in Gomorra.
Ancora complimenti per il semplice ma intelligente pezzo che fuga molti luoghi comuni!

Pellescura ha detto...

Ottimo post, come al solito, utile e mai banale.

Franca ha detto...

Feltri è un giornalista? :)

Pupottina ha detto...

c'è più informazione e spiegazione qui che altrove....
veramente interessante!

Pupottina ha detto...

la storia di TDF non può finire perché lei è mia amica nella vita reale... comunque tra tutti quelli di cui scrivo è la mia preferita perché ne combina davvero tante tante... è incredibile, lo so!

sono arrivata a 3 stagioni... quando diventa troppo ingarbigliata faccio un riassunto e lo metto nel blog a lato... per la terza stagione ho aspettato troppo
ciao

Gatta bastarda ha detto...

io semplicemente credevo che non venissero registrate le morti ma non che ce li dessero da mangiare... o che molti portassero le salme al loro paese... ma ora mi è più chiaro tutto..grazie!
però io feltri me lo mangerei volentieri... a pezzettini condito con tanto limone....

davide ha detto...

feltri giornalista?Sarebbe come dire la Gelmini ministro!Aarghh orrore!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

ot: guarda la mail.
Grazie.

♥gabrybabelle(#..#) ha detto...

SAI TESTINA, da brava precaria(come tante) a suo tempo ebbi problemi con "i cinesi" nel senso che il laboratrio che dirigevo ,grazie ai kapo' chiuse,e nemmeno per trasferire l'azienda ma semplicemente oer comprare tutto bello fatto,per l'appunto dai cinesi,costava circa la meta' che produrlo qui in italia-Ovviamente la manifattura era ed è una cagata,e non perchè io avessi in mano i cicli di produzione,ma PROPIO PER QUESTIONE DI MATERI PRIME USATE e manifattura, ma sai ,contenti loro,secondo me alla lunga non paga-Ma questo non mi ha mai fatto venire meno il rispetto per la grande cultura millenaria cinese,Non ho fatto come quei leghisti beceri che se non trovano lacvorano o altro subito danno la colpa ai cinesi a ad altri popoli-ogni fatto ha una sua ragione e va capita ed elaborata-ho molte cose in casa che mi ricordano e mi aiutano a capire questo popolo e che un Feltri del cavolo si sia permesso di scrivere questo mi fa veramente incavolare-Mi fa capire come l'ignoranza si annidi anche dietro una(presunta) laurea-Dicono tanto male su di pietro e sulla sua laurea o meglio sui suoi congiuntivi,ma questi pezzi scritti da quel deficente che sono?cultura?che schifo,non è che per caso mi passeresti i link di riferimento cosi che possa stamparmeli?poi so io a chi farli leggere-Sai non seguo questa testa di azz per cui spesso a meno di cose veramente eclatanti le stronzate di feltri piuttosto che quelle di Giordano mi sfuggono quasi totalmente-Dovremmo fare tutti cosi-Ma l'ignoranza è il vero male di questa civilta'.In primis propio questa nostra cultura cosidetta mediterranea
ciao testina gabrybabelle -
buon week-

desaparecida ha detto...

e così abbiamo scoperto che feltri è un giornalista!

Sub ha detto...

Il problema è che ci dovrebbe produrre conoscenza, fa di tutto perchè questa venga occultata: da Feltri a Ferrara, passando per gli articoli sciovinisti e snob del Corriere e di Repubblica.
L'ignoranza genera paura. E la paura restringe la propria ed altrui libertà.
Direi quindi che personaggi come feltri hanno la coscienza molto sporca, alla luce di quanto sta accadendo sempre più spesso.