lunedì 13 ottobre 2008

Ancora razzismo

Ho appena appreso l'ennesima notizia di un episodio razzista, il più vile. Una ragazzina marocchina di 15 anni è stata picchiata dalle sue coetanee, tutto questo perchè non ha voluto far sedere un ragazzo(?).
Ed io, povero illuso, che avevo fiducia nella nuova generazione sotto il punto di vista della tolleranza, ed io che credevo che l'integrazione fosse possibile specialmente ora che le classi sono miste!

Ma si sa, il difetto nostro è che crediamo ancora in qualche briciolo di utopia, siamo troppo romantici, l'esercito di sognatori tanto acclamato da Che Guevara ultimamente è a pezzi.

Allora come risolvere questo problema, come far capire ai giovani di adesso che bisogna portare rispetto agli stranieri, che poi in realtà sono oramai più italiani di noi visto che sono loro a rendere questo Paese ancora produttivo?

Non ci crederete ma un sistema che potremmo adottare per quanto riguarda l'educazione all'integrazione è proprio la Svizzera. Riescono ad educare i giovani alla cultura della diversità.

I ragazzi del liceo devono immedesimarsi per un giorno nei panni di un immigrato clandestino.
A gruppi di 10 vengono bendati,chiusi in stanze buie e fredde in cui si sentono suoni paurosi. Ai ragazzi viene permesso di tenere solo pochi vestiti e in inverno con la neve devono correre nei boschi,di nascosto,con la polizia alle calcagna per raggiungere un Paese che simboleggia la Svizzera. La loro simulazione sarà terminata solamente quando raggiungeranno la destinazione prefissata.
Pensate che molti ragazzi non ce la fanno a simulare e si arrendono, le ragazze cominciano a scoppiare a piangere e vogliono ritornare a casa.

Non sarebbe il caso di far provare queste esperienze ai ragazzini viziati che ci sono qui in Italia? Visto che il loro passatempo è insultare e picchiare gli stranieri?

Io nel frattempo mi indigno sempre di più.






24 commenti:

articolo21 ha detto...

Fai bene ad indignarti. Le nuove generazioni non riescono più a vievre da qualche anno a questa parte l'adolescenza come un momento in cui scoprire la vita. Si sono incattivit, sono diventati volgari, non hanno rispetto per nulla e per nessuno.

Anonimo ha detto...

ma quante ne sai? io non la sapevo sta storia della svizzera. è davvero una bella prova.
mi hai fatto pensare al libro "il cammino di Santiago" dove c'è scritto che, quando sentiamo un dolore interiore, per comprendere cosa sia il dolore, dovremmo associare a questo un reale dolore fisico. va bè, leggetevelo, che è bellissimo.
baci
sph

Demian ha detto...

In questo caso, non credo sia razzismo. Credo che semplicemente ormai la violenza sia usata verso chiunque è diverso, che sia pelle, nazionalità, religione, per non parlare delle idee.
La nuova generazione è una massa informe, e non appena qualcuno si sposta, scatta l'odio.
Quella ragazzina, per aver preteso il diritto del posto che occupava, si è distinta dal volere del gruppo.
L'allarme deve accendersi. Ma non è SOLO un problema di discriminazione razziale.

Silvia ha detto...

Oddio! Io non più tardi di due giorni fa sostenevo che qui non siamo tutti così, che non siamo tutti degli asini intolleranti... ma comincio a pensare che invece sono tutti così... e che siamo rimasti davvero in pochi ad avere rispetto nei confronti degli altri, specie se stranieri. Io non so, io non so cosa sta succedendo.

:*-(

Questa della Svizzera non la conoscevo neppure io ... (come l'hai saputa?? Ma tu sai tutto!!) e credo che sia un ottimo modo per "rendere l'idea" e per inculcare un po' di sentimento, di sale in zucca, di tolleranza e solidarietà in tanti ragazzi (è questa la cosa peggiore, che si tratta di giovani) che offendono la dignità, la sofferenza, il sacrificio e le traversie di altri individui...

:*-(

Fiordaliso ha detto...

In Svizzera ti può capitare di sederti ad un tavolo e scoprire che si parlano quattro lingue contemporaneamente... A me è capitato ma non dimentichiamo che comunque avere la cittadinanza svizzera è difficilissimo, anzi quasi impossibile.
Per quanto riguarda l'episodio che racconti non mi stupisce affatto. Questi ragazzini sono figli di questa società... Una mia amica che lavora in un asilo mi racconta che a volte non sa come comportarsi nei confronti di sue colleghe che se ne escono con frasi razziste nei confronti dei bambini stranieri e dei loro genitori.
E allora?! cosa possono insegnare queste maestre ai nostri figli e ai loro figli?

Pellescura ha detto...

Che speranze abbiamo in una generazione che pensa solo all'ultimo modello di telefonino e ad altre amenità simili...

Alicesu ha detto...

Un metodo forse un po' eccessivo.
Basterebbe parlare di queste cose in tv, invece che propinare notizie allarmanti che la gente non vede l'ora di sentire.

Mi indigno anche io, comunque.E non solo per questo: una ragazza - l'ennesima - violentata, dopo una festa.
Anche questo, bisognerebbe insegnare alle generazioni, vah.

babordo76 ha detto...

secondo me già il primo sbaglio è quello di parlare di Generazione
Credo che da più di trentanni si debba parlare di Non-Generazione,in quanto una larghissima fascia di italiani non hanno avuto modo di costruirsi un sistema di vita che possa dare risalto alla loro vita collettiva.
Invece è proprio la non generazione al centro del problema
Una massa di persone che vanno dai neo-40enni giù fino ai ragazzini che non hanno ideali,punti di riferimento se non la cultura televisiva e populista.
Da questo dramma nasce anche il razzismo dilagante!

ciao da viga che oltre splinder , si è fatto il blog anche qui!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Penso che sia necessario iniziare ad istruire anche i genitori: qualche prova del genere andrebbe bene per qualche ignorante che si definisce tale.
Il difetto non è nel nostro credere, ma in questo sistema che ancora non riesce a considerare l'essere umano un'unica razza.

ladyoscar ha detto...

Non è solo un problema di razzismo ma di rispetto in genere. Non rispettano nulla e nessuno. Il più debole soccombe, il branco vince.

il Russo ha detto...

Purtroppo, non sempre, spesso dalle male piante i semi che ne vengono tratti generano altre male piante.
Voglio essere un pò più ottimista sui più giovani, è difficile ma voglio esserlo.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Io vorrei invece dirti che devi sperare sulle nuove generazioni. Certo non quelle fatte da questi elementi, ma ce ne sono anche diversi.

A me è capitato di vedere bellissimi esempi tra teenagers di integrazione vera.

Indignamoci per l'accaduto, ma non è tutto perduto.

Anna ha detto...

Le nuove generazioni di cui parli sono figlie del benessere e delle persone che hanno votato questo governo. Tante.
Di cosa ti meravigli,mio caro compagno visionario?
Ma esistono anche giovani diversi, quelli educati da gente come noi.
Non disperare......

Paola Pavese ha detto...

Sì, anch'io credo che bisogna sforzarsi di essere ottimisti, nel senso: ogni generazione è figlia del suo tempo. Io sono figlia degli anni '80, ad esempio, ho iniziato ad affacciarmi alla vita sociale in quegli anni. Tutto quello che avevamo di fronte era la sconfitta dei nostri fratelli maggiori, la lotta armata e l'eroina. In queste condizioni non era molto quello che potevamo fare ed è stato poco quello che abbiamo fatto.
Ma in ogni caso, quando sei così giovane, qualcosa devi fare, hai un sacco di energia, hai voglia di vivere. Noi avevamo la musica e andavamo a ballare. Niente di eccezionale, ma è stato il nostro modo di entrare in contatto con noi stessi e con la vita. Nella strada in cui abito lavorava Gabriele Sandri, il ragazzo della Lazio ucciso dalla polizia. Quando è morto ho pensato che se fossi stata giovane adesso, sarei anch'io andata allo stadio perché è l'unico posto dove è ancora consentito di essere vivi insieme agli altri, di contare qualcosa, anche se in modo così distorto, così stupido in fondo. I ragazzini sono come scintille, devono bruciare, per loro natura, ma nella loro natura è anche la necessità di cercare qualcosa di autentico e credo che appena qualcosa di autentico si presenterà saranno i primi ad accorgersene. Non è colpa loro se hanno comportamente stupidi, ma bisogna sperare in loro se quello che desideriamo è un cambiamento. E soprattutto e con loro che bisogna lavorare, ricucendo legami ideali e dando risalto alla loro parte più vera, più pura. Se abbiamo qualcosa che reputiamo importante, utile alla vita, dobbiamo trovare il modo di comunicargliela e dobbiamo avere la pazienza di ascoltare e capire quello che vanno dicendo e costruendo. Se non altro sarà una rappresentazione della realtà che stiamo vivendo più fedele di quella che potremmo fare noi, che leggiamo il presente con le lenti del passato.
Qualche giorno fa ho conosciuto una ragazzina di 14 anni che fa foto bellissime. Ha passione e coraggio. Di ragazze come lei sono sicura che ce ne sono milioni.
Guardate le sue foto, ingenue e profonde e cercate di ricordare quello che si prova a 14 anni.
Ecco il link:
http://flickr.com/photos/alexdemelo/

Fra ha detto...

oltre che viziati fino ai limiti dell'inverosimile crescono in un clima di totale disprezzo e fobia per tutto ciò che è diverso che molto spesso viene dalle famiglie ed è amplificato dalla tv e pur troppo questo non aiuta di certo l'integrazione

Gatta bastarda ha detto...

metodo forte... ma efficace... io lo proverei!

Pino Amoruso ha detto...

Ciao, mio malgrado qualcosa mi costringe a promuovere una iniziativa contro la Riforma Gelmini che mira a distruggere la scuola pubblica ed a creare migliaia di disoccupati. Troverete da me i link per sottoscrivere una petizione e per inviare una mail al Presidente della Repubblica...

Continuiamo a far "RETE"... Aiutatemi a diffondere il messaggio!!!

A presto ;)

Saretta ha detto...

beh ıo un po lı dıfendo ı gıovanı (vabbe lo so sono dı parte..... ) come cı sono glı adultı razzıstı cı sono ı gıovanı razzıstı.... e normale e sempre stato cosı(ma spero per noı che non sara cosı per sempre...)

e.... penso che glı stereotıpı esıstano anche neı confrontı deı gıovanı....

maı generalızzare....

desa ha detto...

hai ragione,ma credo che nn sia così in assoluto!
Mi piace pensare e ricercare i "ragazzi diversi" rispetto a quelli che compiono certe barbarie!

Ci sono,pensiamo che ci sono !

un abbraccio!

Franca ha detto...

Stavolta, sarò una voce fuori dal coro.
Io nei giovani ci credo e li difendo.
Ricordiamoci sempre che fa più rumore un solo albero che cade che un'intera foresta che cresce...
E, comunque, i giovani sono il nostro prodotto...

NADIA ha detto...

hola essendo i giovani il prodotto di noi genitori, penso che sia il caso di istruire primi i genitori che a loro volta lo faranno con i figli, ma se si hanno genitori razzisti come pensi saranno i figli?????????
Io comunque continuo a credere nei giovani e nella mia utopia di uguaglianza e fraternità!!!!!
un abbraccio ma ne sai sempre una più del diavolo quella della svizzera non la sapevo!!!!
un besito!!!!

elena ha detto...

Bella la storia della Svizzera... meglio tardi che mai Avrebbero potuto fare una cosa analoga anche quando "il nemico" (che però gli tornava utile) era l'italiano... sto pensando a "pane e cioccolata".
ma va bene, non starò sempre a criticare.
Questa è un'attività che vedrei volentieri anche da noi, perché l'esperienza diretta (per quanto si sappia che alla fine c'è il solito mondo tranquillo, almeno per qualcuno) non può che far aprire gli occhi.
Ma i giovani... stiamo attenti a non generalizzare. Non esistono "i giovani" come categoria onnicomprensiva. Ci sono giovani che si divertono a fare branco ed a prendersela con i più deboli e giovani che nel tempo libero fanno volontariato tra i più sfortunati - qualcuno va pure a fare l'ausiliario nei vigili del fuoco.
E poi... i giovani sono appena più che bambini che, come spugne, hanno assorbito quello che "i vecchi" hanno tramandato.
Ma noi, genitori se non proprio vecchi, che esempi abbiamo dato?
Evidentemente la maggior parte di noi dormiva... Il sonno della ragione (e del cuore) genera mostri...
Grazie per questo post che me n'ha insegnata una, anzi due, nuove.

cieloblu ha detto...

Il razzismo è una questione di educazione e quindi anche di rispetto nei confronti di un'altra persona che sia nero o bianco o di qualsiasi altro colore.Le nueve generazioni sono state educate alla disinformazione e solo a quello che gli viene proposto dai meedia cioè violenza,arroganza e che tutto è possibile e niente è punibile seriamente nel rispetto delle leggi e delle regole della "Società civile".

Elsa ha detto...

un indignata in più ...
un saluto Elsa

ps bello come lo hai scritto.