martedì 23 settembre 2008

Una strana apparizione

Avevo deciso di comprare un buon libro e allora mi recai alla Feltrinelli, quella che si trova in via Giulio Cesare, a Roma. Il problema è che ogni volta che ci vado, impiego delle ore per decidere, non potete immaginare quanti libri che ci sono in quel luogo.
Non avevo in realtà idee chiare di quale libro comprare, se un romanzo, un saggio, un libro di storia o di attualità. Mi ero soffermato in un romanzo che era uscito questi giorni, di solito diffido dai libri comprati dalla massa, ma il titolo mi incuriosiva.

Mentre ero assorto dai miei miserabili dubbi, un fascio di luce mi abbagliò, emanava un piacevole calore e come d'incanto si materializzò un uomo baffuto. Io sinceramente pensai ad una allucinazione, ma da cosa diavolo era dovuta? Da quando sono evaso ho cambiato stile di vita, non bevo più come una volta, l'ultima canna che avevo fumato risale a qualche mese fa, allora cosa mi stava succedendo?

Quell'uomo mi fissava e sinceramente provavo un vero senso di inquietitudine, l'apostrofai: "Scusi, ma lei chi è?". Quell'uomo fece un espressione di sorpresa, poi trasformatasi in offesa: "Ma come chi sono? Mi deve dire lei chi è! Visto che si trova nella mia proprietà, anche se non amo molto questa parola!". Io rimasi a bocca aperta, tra me e me pensai che dal carcere ad una clinica psichiatrica il passo sarebbe stato breve.

"Scusi ma possibile che lei sia Giangiacomo Feltrinelli? Ma lei non era morto?". Inarcò le sopracciglia, fece una smorfia che sinceramente divertiva più che procurare spavento: "Certo che sono morto! A quest'ora sarei un po' vecchio, mica così giovane,non trova?" Io feci si si con la testa, anche se dentro di me pensai che così giovane non lo era affatto.
Continuò:"Possibile che la storia non si ricorda più di me? Sono stato assassinato perbacco, non ricorda?". Io mi stupii ancor di più, e con voce abbastanza pacata gli risposi: "Bè, io sapevo che lei fosse morto accidentalmente mentre preparava un attentato, o sbaglio?".
A questo punto si arrabbiò moltissimo e ad alta voce replicò: "Ma cosa dice? Sono stato assassinato perchè avevo scoperto delle cose importanti sulla strage di Piazza Fontana! Ma allora la mia morte non è servita a nulla, perdio!". Io cercai di scusarmi, di dirgli che così hanno scritto di lui, ma niente da fare.

Continuò poi dicendo: "Ma questo posto cosa diavolo è diventato? Più che una libreria mi sembra un centro commerciale!". Io cercai di calmarlo, ma sinceramente mi era alquanto difficile trovare delle parole che lo consolassero: " Sa' adesso c'è la concorrenza, esiste il libero mercato, la Feltrinelli comunque si è adeguata molto bene...". Gli occhi di Giangiacomo erano usciti fuori dalle orbite, non ero riuscito a trovare le parole giuste.
"Ma lei scherza, non era quello che volevo! Ma, mi dica, almeno i dipendenti si trovano bene? Sono gratificati dal loro lavoro?".
Vi giuro che avevo paura a rispondere, gli avrei procurato l'infarto. Ma per fortuna si muore una volta sola: "Non credo che siano contenti, lavorano di sei mesi in sei mesi, esiste un tipo di contratto che ti mette dei limiti di tempo, insomma lavorano senza garanzie...sarebbe il cosidetto lavoro flessibile!"

Il signor Feltrinelli rimase in silenzio per un lasso di tempo che sembrava infinito, e io ero alquanto imbarazzato. Il calore iniziale si convertì in un gelo terrificante, forse con quelle parole l'ho ucciso una seconda volta per davvero.
"Ascolta ragazzo". Mi disse con un aria di vera rassegnazione: "Ma almeno valorizzano i nuovo scrittori? Insomma la Feltrinelli attuale riesce a dare speranza a qualcuno come facevo io un tempo?".
Credetemi, in seguito mi sarei pentito, ma gli risposi in maniera secca e decisa: "Ma veramente la sua casa editrice pubblica i libri di scrittori già affermati!".

L'ho ucciso una terza volta!

Emise un suono simile ad un lamento, ma davvero straziante. Disse qualcosa e scomparve all'improvviso. Le ultime parole che io riuscii a percepire erano state:
"Non era il mondo che volevo! Avevamo combattuto per renderlo migliore, e voi come dei cretini ve ne siete fregati!"


23 commenti:

Fiordaliso ha detto...

La tentazione di dire che stiamo rovinando tutto quello che ci è stato lasciato è forte... A volte mi dico però che forse qualche errore lo hanno fatto anche quelli che sono venuti prima di noi se ora ci ritroviamo in questa situazione...

Franca ha detto...

L'importante è che non sia neanche il mondo che vogliamo noi...

articolo21 ha detto...

E Franca ha ragione qui.

NADIA ha detto...

hola l'importante è credere ancora di poter fare qualcosa per cambiarlo!!!
buona giornata!!!!

davide ha detto...

VOLEVAMO CAMBIARE IL MONDO,MA IL MONDO HA CAMBIATO NOI

Stefano Satta Flores-C'eravamo tanto amati

l'incarcerato ha detto...

Ma nessuno dice niente della Feltrinelli? Se un giorno vorrò scrivere qualcosa, mi son giocato pure la carriera per questa denuncia!

Mi toccherà scrivere per la Mondadori...

il Russo ha detto...

Sono arrivato io! Hai ragione, la Feltrinelli si é adeguata alle logiche di mercato, entrando in quella di Milano in galleria o semplicemente in quella di Alessandria non ritrovo quell'atmosfera che ad esempio trovo al Libraccio dove riesco a trovare discrete opere di seconda mano a prezzo accettabile o nella mia libreria di fiducia in città dove passo ore a parlare con il miei librari ed altri avventori su tutto e di più.
Che dire, ne è passato di tempo dai tempi di Giangiacomo Feltrinelli, te lo vedi uno come lui oggi? Ma pure un editore con la stessa fame di cultura e non solo di business come la vecchia Inge? Tutto sommato fra la Feltrinelli ed i centri commerciali che vendono solo paccotiglia tipo Vespa, barzellette di Totti, codici da vinci e Pansa è ancora meglio la prima....

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Scusa incarcerato arrivo in ritardo. E' vero quello che dice il Russo, ma condivido anche il fatto che sia sempre migliore di qualsiasi centro commerciale.
Un saluto.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

E poi come dice Franca: l'importante è che non siamo mnoi a condividere gli stessi ideali...

Silvia ha detto...

Ahhhhh, questo tuo post è pane per i miei denti, perdiana! Potrei star qui ore e ore a parlarne...

No, questo non è né il mondo per cui hanno combattuto né il mondo che vogliamo noialtri... e allora? E se fosse il mondo che, proseguendo imperterrito, non gradisce di esser cambiato?

Eppure, sì, dovremmo riuscire a cambiarlo (invece di dormire... e lasciarci fregare...).

Uhhhh, la Feltrinelli! Somiglia così tanto a quel mondo di peccaminoso piacere cui siamo tutti tanto attratti... nonostante sia evidente la consapevolezza di rimanerne traviati, poi! Feltrinelli, oggi così simile ad un culto senz'anima (aperto soltanto ai soliti noti senza talento o cose da dire), ma che nondimeno attrae ed è il sogno di qualsiasi autore. E io, ahimé, non faccio eccezione! Ma quanto è dura, quanto!

Non temere! Metterò io una buona parola per te in Mondadori.......

***

;-P

Paola Pavese ha detto...

Mio caro Incarcerato,
io e te andiamo alla stessa libreria. Chissà, forse ci siamo incrociati un sacco di volte!
Certo, vedere i commessi che invecchiano, trausumando da un Feltrinelli all'altro, sempre più taciturni, fa tristezza, ma come dice Silvia, la catena della vecchia Inge fa parte del mondo che luccica e noi ci andiamo a sbattere come moschini attratti da tutte quelle lucine. Hai letto I Barbari di Baricco? Non è male, e da qualche indizio sull'argomento.
A proposito del Feltrinelli di viale Giulio Cesare e di quello che può capitare andandoci d'agosto ho scritto un post sul mio blog, ecco il link:
http://paolapavese.blogspot.com/2008/08/why.html

Farfallaleggera ha detto...

Bravo bellissimo post e concordo con quanto scritto da Russo, ciao a presto giò

Pupottina ha detto...

ciao
posso proporti lo scambio di link?

Silvia ha detto...

Grazie!

;-))

Gatta bastarda ha detto...

motivo per cui preferisco le librerie piccole di una volta...a genova sono poche ma qualcuna c'è...è anche vero però che in librerie moderne trovi di più... io ogni tanto vado alla feltrilnelli ma ingenere vado da asso libro (non so se c'è fuori liguria...) è sempre una libreria moderna ma fa sempre il 10 percento di sconto e offre spazi per lettura, organizza molte cose culturali, e soprattutto ha una libreria sulla politica molto molto vasta!

daivoletta ha detto...

ciaoo!!
bhè strano qll ke ti è successo...!!
u.u

Luz ha detto...

Io prima andavo alla Feltrinelli per scelta politica, mi piaceva l'idea di dare i miei soldi ad una libreria che lavorava con criteri giusti. Ora non più, e chi ci lavora se ne lamenta a ragione. Giangiacomo è saltato per aria e con lui pure noi abbiamo fatto un bel botto. Così ho deciso di protestare silenziosamente e ho iniziato ad andare da Rinascita (Botteghe Oscure), la notizia non è ancora ufficiale, ma lo sai che la storica libreria chiude? E nessuno alza un dito per salvarla? Un pezzo di meravigliosa storia ingoiata dal nulla!
Ciao incarcerato, oggi niente può tirarmi su di morale, perché come mi giro vedo solo persone incasinate che soffrono.

elena ha detto...

NOOOO! Non si può che chiude Rinascita... non sono di Roma ma la conosco... e alla Feltrinelli gli fa un baffo.
Adesso vado a farmi un giro in rete per vedere di scovare qualcosa e poi magari ci scrivo un post...
Per il resto, ha ragione Franca. Dobbiamo RESISTERE... e poi, caro Incarcerato mio, davvero non c'è queta grossa differenza tra la Feltrinelli odierna e una qualsiasi ***** (non faccio pubblicità gratuita!). Siamo probabilmente noi che ci continuiamo ad andare, che la rivestiamo di nostalgici ricordi...
Certo è che io, nel buco di paese dove sto, mi bacerei i gomiti anche solo per la Feltrinelli... SIC!

Pupottina ha detto...

ti ho linkato da me

ciao e buona giornata

e grazie di essere passato da me


^_____________^

Silvia ha detto...

... Ma poi, alla fine, l'hai comprato il libro???

;-P

viola ha detto...

Bello! Secondo te potrebbe diventare un fumetto? Forse no, è più bello letto/recitato ad alta voce!!!

Future ha detto...

Complimenti per la fantasia Incarcerato. Comunque se gli avessi riferito in che condizioni si trova oggi in Italia l'informazione giornalistica probabilmente il Feltrinelli sarebbe morto una quarta volta!

Anonimo ha detto...

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